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	Commenti a: NO VAT &#8211; ROMA 13/02/10	</title>
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		<title>
		Di: ciccioballo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/02/12/no-vat-roma-130210/#comment-132602</link>

		<dc:creator><![CDATA[ciccioballo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Apr 2010 07:09:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Il Vaticano rappresenta la più grande forza reazionaria esistente in Italia. Per la chiesa, sono dispotici i governi che intaccano i suoi privilegi e provvidenziali quelli che, come il fascismo, li accrescono.&quot;
Antonio Gramsci]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Il Vaticano rappresenta la più grande forza reazionaria esistente in Italia. Per la chiesa, sono dispotici i governi che intaccano i suoi privilegi e provvidenziali quelli che, come il fascismo, li accrescono.&#8221;<br />
Antonio Gramsci</p>
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		Di: franco buffoni		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/02/12/no-vat-roma-130210/#comment-129173</link>

		<dc:creator><![CDATA[franco buffoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 08:54:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Certo, ottima l&#039;idea delle interviste: penso proprio che tra gli under 40 ci sarebbero delle sorprese. Per giungere ai più ampi strati di opinione pubblica - e in primis per informarli - occorrerebbe naturalmente che se ne occupassero sul serio anche le tv generaliste: tasto dolentissimo...
Credo che in queste settimane sia fondamentale insistere sull&#039;ISTAT, come ho tentato di dire nel post di un paio di settimane fa: ISTAT PRO NOBIS 
https://www.nazioneindiana.com/2010/02/03/istat-pro-nobis/#comments]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Certo, ottima l&#8217;idea delle interviste: penso proprio che tra gli under 40 ci sarebbero delle sorprese. Per giungere ai più ampi strati di opinione pubblica &#8211; e in primis per informarli &#8211; occorrerebbe naturalmente che se ne occupassero sul serio anche le tv generaliste: tasto dolentissimo&#8230;<br />
Credo che in queste settimane sia fondamentale insistere sull&#8217;ISTAT, come ho tentato di dire nel post di un paio di settimane fa: ISTAT PRO NOBIS<br />
<a href="https://www.nazioneindiana.com/2010/02/03/istat-pro-nobis/#comments" rel="nofollow ugc">https://www.nazioneindiana.com/2010/02/03/istat-pro-nobis/#comments</a></p>
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		<title>
		Di: andrea barbieri		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/02/12/no-vat-roma-130210/#comment-129162</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea barbieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 00:28:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#039;idea delle interviste mi sembra bella.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;idea delle interviste mi sembra bella.</p>
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		<title>
		Di: andrea barbieri		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/02/12/no-vat-roma-130210/#comment-129161</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea barbieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 00:23:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A proposito delle parole discriminatorie di Cafarra, volevo dire che nel 2009 il Tribunale di Venezia, sull&#039;impugnazione del diniego del Comune di pubblicazione del matrimonio da parte di una coppia omosessuale, ha ritenuto di porre alla Corte Costituzionale la questione della costituzionalità delle norme del Codice civile che limitano il diritto al matrimonio alle persone di genere diverso. 

Tra le cose che scrive il Tribunale:
&quot;La famiglia è infatti la formazione sociale primaria nella quale si esplica la personalità dell&#039;individuo e nella quale vengono quindi tutelati i suoi diritti inviolabili, conferendogli uno status (quello di persona coniugata) che assurge a segno caratteristico all&#039;interno della società e che conferisce un insieme di diritti e di doveri del tutto peculiari e non sostituibili tramite l&#039;esercizio dell&#039;autonomia negoziale.&quot;

L&#039;argomentazione ruota insomma sulla centralità della famiglia per lo sviluppo della persona così come è configurata nella Costituzione, dunque sulla necessità che anche alle persone dello stesso genere sia data la possibilità di formare una famiglia coniugandosi.

Qualcuno sa se è arrivato all&#039;esito?


Se si desidera commentare sulla questione di costituzionalità è necessario leggere prima il testo dell&#039;ordinanza del Tribunale di Venezia, per esempio qui:
http://www.altalex.com/index.php?idnot=45870]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A proposito delle parole discriminatorie di Cafarra, volevo dire che nel 2009 il Tribunale di Venezia, sull&#8217;impugnazione del diniego del Comune di pubblicazione del matrimonio da parte di una coppia omosessuale, ha ritenuto di porre alla Corte Costituzionale la questione della costituzionalità delle norme del Codice civile che limitano il diritto al matrimonio alle persone di genere diverso. </p>
<p>Tra le cose che scrive il Tribunale:<br />
&#8220;La famiglia è infatti la formazione sociale primaria nella quale si esplica la personalità dell&#8217;individuo e nella quale vengono quindi tutelati i suoi diritti inviolabili, conferendogli uno status (quello di persona coniugata) che assurge a segno caratteristico all&#8217;interno della società e che conferisce un insieme di diritti e di doveri del tutto peculiari e non sostituibili tramite l&#8217;esercizio dell&#8217;autonomia negoziale.&#8221;</p>
<p>L&#8217;argomentazione ruota insomma sulla centralità della famiglia per lo sviluppo della persona così come è configurata nella Costituzione, dunque sulla necessità che anche alle persone dello stesso genere sia data la possibilità di formare una famiglia coniugandosi.</p>
<p>Qualcuno sa se è arrivato all&#8217;esito?</p>
<p>Se si desidera commentare sulla questione di costituzionalità è necessario leggere prima il testo dell&#8217;ordinanza del Tribunale di Venezia, per esempio qui:<br />
<a href="http://www.altalex.com/index.php?idnot=45870" rel="nofollow ugc">http://www.altalex.com/index.php?idnot=45870</a></p>
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		<title>
		Di: gianlucagarrapa		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/02/12/no-vat-roma-130210/#comment-129159</link>

		<dc:creator><![CDATA[gianlucagarrapa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 23:24:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ma secondo voi, si potrebbe fare una specie di referendum per capire cosa pensa la gente? a me piacerebbe fare delle interviste ai ragazzi e capire cosa pensano dei matrimoni gay e dell&#039;omosessualità. un po&#039; come i comizi d&#039;amore di pasolini.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ma secondo voi, si potrebbe fare una specie di referendum per capire cosa pensa la gente? a me piacerebbe fare delle interviste ai ragazzi e capire cosa pensano dei matrimoni gay e dell&#8217;omosessualità. un po&#8217; come i comizi d&#8217;amore di pasolini.</p>
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		<title>
		Di: franco buffoni		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/02/12/no-vat-roma-130210/#comment-129143</link>

		<dc:creator><![CDATA[franco buffoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 16:12:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Così oggi Michele Smargiassi su Repubblica:
Che Dio non voglia, «Deus avertat»... Gravato dalla solennità del latino, cala ancora il bastone pastorale preventivo del cardinale Carlo Caffarra sul capo dei credenti impegnati in politica che accettassero la regolarizzazione delle unioni gay. Due mesi fa l´arcivescovo fece balenare il Giudizio finale («Dio vi giudicherà») sui consiglieri regionali che avessero approvato l´estensione del welfare alle coppie di fatto. Ieri, con una «Nota dottrinale» tagliente, ha circoscritto doppiamente il bersaglio: ora il campo di battaglia è apertamente il «matrimonio omosessuale» e tutte le norme che gli somigliano, e i sorvegliati speciali sono i «credenti che hanno responsabilità pubbliche di qualsiasi genere».

Guai se uno qualunque dei secondi dovesse non solo approvare in Parlamento, ma anche semplicemente dare «attuazione nelle varie forme» alle prime. «Se ci fosse bisogno, quod Deus avertat, al momento opportuno daremo le indicazioni necessarie». Minaccia generica, che lascia presagire un probabile appello all´obiezione di coscienza. Per i cattolici che disubbidiranno alle «indicazioni», comunque, di certo non ci sarà indulgenza: «È impossibile ritenersi cattolici se in un modo o nell´altro si riconosce il diritto al matrimonio fra persone dello stesso sesso».

Ma una «nota dottrinale», si fa notare in Curia, non è una «nota pastorale»; cioè è un testo di teoria della morale prima che una disposizione per la cura delle anime. Al cardinale ora preme che il quadro sia chiaro e sintetico, più dei complessi testi nei quali finora, da esperto di morale familiare, aveva finora disseminato le sue opinioni. La «lettera» è una specie di motu proprio, nel senso che non è legato a un´occasione particolare. Perché emanarla proprio ora? Il pretesto ufficiale (oggi ricorre la festa dei patroni d´Europa e il testo di Caffarra è rivolto ai politici di tutto il continente) è così fragile da far pensare che la scelta dipenda da altro. Forse dall´approvazione recente dei &quot;Dico all´emiliana&quot; in Regione, o dalle aperture dell´ex sindaco Delbono che parlò della sua «scelta dolorosa» di dire no alle richieste delle coppie gay.


In ogni caso, il testo non potrebbe essere più esplicito e cogente, almeno per i politici cattolici. «L´equiparazione in qualsiasi forma o grado dell´unione omosessuale al matrimonio» è «un atto pubblicamente e gravemente immorale». Ma è anche una «grave ferita al bene comune» che lo Stato non deve tollerare. Il nodo è la procreazione. «Mentre l´unione legittima fra uomo e donna assicura il bene - non solo biologico! - della procreazione e della sopravvivenza della specie umana, l´unione omosessuale è privata in se stessa della capacità di generare nuove vite».

Dunque «lo Stato non deve essere neutrale», se lo fosse «significherebbe che il legame della sessualità al compito procreativo ed educativo è un fatto che non interessa lo Stato, e con ciò crollerebbe uno dei pilastri dei nostri ordinamenti giuridici: il matrimonio come bene pubblico». Anche se l´articolo 29 della Costituzione non ne fa menzione, per Caffarra base e scopo del matrimonio come istituzione civile sono la riproduzione della specie: «le coppie matrimoniali svolgono il ruolo di garantire l´ordine delle generazioni e sono quindi di eminente interesse pubblico». Se lo Stato legittimasse qualcosa di diverso, sostiene il cardinale, sarebbe obbligo dei cattolici fare resistenza anche alla pura applicazione tecnica. Caffarra propone l´obiezione di coscienza? «Al momento opportuno daremo le indicazioni necessarie».]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Così oggi Michele Smargiassi su Repubblica:<br />
Che Dio non voglia, «Deus avertat»&#8230; Gravato dalla solennità del latino, cala ancora il bastone pastorale preventivo del cardinale Carlo Caffarra sul capo dei credenti impegnati in politica che accettassero la regolarizzazione delle unioni gay. Due mesi fa l´arcivescovo fece balenare il Giudizio finale («Dio vi giudicherà») sui consiglieri regionali che avessero approvato l´estensione del welfare alle coppie di fatto. Ieri, con una «Nota dottrinale» tagliente, ha circoscritto doppiamente il bersaglio: ora il campo di battaglia è apertamente il «matrimonio omosessuale» e tutte le norme che gli somigliano, e i sorvegliati speciali sono i «credenti che hanno responsabilità pubbliche di qualsiasi genere».</p>
<p>Guai se uno qualunque dei secondi dovesse non solo approvare in Parlamento, ma anche semplicemente dare «attuazione nelle varie forme» alle prime. «Se ci fosse bisogno, quod Deus avertat, al momento opportuno daremo le indicazioni necessarie». Minaccia generica, che lascia presagire un probabile appello all´obiezione di coscienza. Per i cattolici che disubbidiranno alle «indicazioni», comunque, di certo non ci sarà indulgenza: «È impossibile ritenersi cattolici se in un modo o nell´altro si riconosce il diritto al matrimonio fra persone dello stesso sesso».</p>
<p>Ma una «nota dottrinale», si fa notare in Curia, non è una «nota pastorale»; cioè è un testo di teoria della morale prima che una disposizione per la cura delle anime. Al cardinale ora preme che il quadro sia chiaro e sintetico, più dei complessi testi nei quali finora, da esperto di morale familiare, aveva finora disseminato le sue opinioni. La «lettera» è una specie di motu proprio, nel senso che non è legato a un´occasione particolare. Perché emanarla proprio ora? Il pretesto ufficiale (oggi ricorre la festa dei patroni d´Europa e il testo di Caffarra è rivolto ai politici di tutto il continente) è così fragile da far pensare che la scelta dipenda da altro. Forse dall´approvazione recente dei &#8220;Dico all´emiliana&#8221; in Regione, o dalle aperture dell´ex sindaco Delbono che parlò della sua «scelta dolorosa» di dire no alle richieste delle coppie gay.</p>
<p>In ogni caso, il testo non potrebbe essere più esplicito e cogente, almeno per i politici cattolici. «L´equiparazione in qualsiasi forma o grado dell´unione omosessuale al matrimonio» è «un atto pubblicamente e gravemente immorale». Ma è anche una «grave ferita al bene comune» che lo Stato non deve tollerare. Il nodo è la procreazione. «Mentre l´unione legittima fra uomo e donna assicura il bene &#8211; non solo biologico! &#8211; della procreazione e della sopravvivenza della specie umana, l´unione omosessuale è privata in se stessa della capacità di generare nuove vite».</p>
<p>Dunque «lo Stato non deve essere neutrale», se lo fosse «significherebbe che il legame della sessualità al compito procreativo ed educativo è un fatto che non interessa lo Stato, e con ciò crollerebbe uno dei pilastri dei nostri ordinamenti giuridici: il matrimonio come bene pubblico». Anche se l´articolo 29 della Costituzione non ne fa menzione, per Caffarra base e scopo del matrimonio come istituzione civile sono la riproduzione della specie: «le coppie matrimoniali svolgono il ruolo di garantire l´ordine delle generazioni e sono quindi di eminente interesse pubblico». Se lo Stato legittimasse qualcosa di diverso, sostiene il cardinale, sarebbe obbligo dei cattolici fare resistenza anche alla pura applicazione tecnica. Caffarra propone l´obiezione di coscienza? «Al momento opportuno daremo le indicazioni necessarie».</p>
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		<title>
		Di: Alcor		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/02/12/no-vat-roma-130210/#comment-129141</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alcor]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 15:12:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@galimberti

le due cose vanno insieme, Bruno è uno che sta sempre da Vespa, e se anche non dice lì quello che dice con tanta chiarezza nell&#039;intervista, è quello che dice con tanta chiarezza nell&#039;intervista che nutre di sé tutto quello che dice e non dice da vespa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@galimberti</p>
<p>le due cose vanno insieme, Bruno è uno che sta sempre da Vespa, e se anche non dice lì quello che dice con tanta chiarezza nell&#8217;intervista, è quello che dice con tanta chiarezza nell&#8217;intervista che nutre di sé tutto quello che dice e non dice da vespa.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: franco buffoni		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/02/12/no-vat-roma-130210/#comment-129140</link>

		<dc:creator><![CDATA[franco buffoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 14:51:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L’intervista di Francesco Bruno è raccapricciante.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’intervista di Francesco Bruno è raccapricciante.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: fabio teti		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/02/12/no-vat-roma-130210/#comment-129135</link>

		<dc:creator><![CDATA[fabio teti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 11:50:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[mi scuso del link doppio e identico, NI non aveva - apparentemente - registrato il mio commento.  

detto questo, io trovo l&#039;intervista di Francesco Bruno raccapricciante.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>mi scuso del link doppio e identico, NI non aveva &#8211; apparentemente &#8211; registrato il mio commento.  </p>
<p>detto questo, io trovo l&#8217;intervista di Francesco Bruno raccapricciante.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: jacopo galimberti		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/02/12/no-vat-roma-130210/#comment-129134</link>

		<dc:creator><![CDATA[jacopo galimberti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 11:36:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Commenti come quello del sito indicato da Teti sono dopotutto i meno pericolosi. Sono riflessioni oneste in cui si dicono le cose con chiarezza, a viso aperto. 

Sono terrorizzato invece da quei servizi o programmi che presentano implicitamente la Chiesa e la religione cattolica come tollerante, super partes, moderata, &quot;umana&quot;, bonaria, che fa da paciere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Commenti come quello del sito indicato da Teti sono dopotutto i meno pericolosi. Sono riflessioni oneste in cui si dicono le cose con chiarezza, a viso aperto. </p>
<p>Sono terrorizzato invece da quei servizi o programmi che presentano implicitamente la Chiesa e la religione cattolica come tollerante, super partes, moderata, &#8220;umana&#8221;, bonaria, che fa da paciere.</p>
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