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	Commenti a: SOLDI DEI PADRI, SCUOLA DEI FIGLI	</title>
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		<title>
		Di: giorgio mascitelli		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/03/09/soldi-dei-padri-scuola-dei-figli/#comment-130749</link>

		<dc:creator><![CDATA[giorgio mascitelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 07:28:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il senso delle mie parole era proprio quello di ricordare che gli effetti di mobilità sociale dipendono anche da altri elementi, anzi in primis da altri elementi di tipo economico sociale. Naturalmente la scuola ha un suo peso, ma nel discorso ufficiale essa è diventata l&#039;unica fattore di crescita sociale perchè era una sorta di foglia di fico per nascondere la vera natura involutiva di altre politiche economiche adottate.
Quanto alla scuola italiana esse soffre sicuramente di forme di obsolescenza e di una differenzione geografica nella qualità che rischia di compromtterne l&#039;aspetto universalistico delle prestazione, senza però dimenticare che sia per la cultura di una parte del mondo docente sia per aspetti normativi ( la liberalizzazione degli accessi all&#039;università) è uno degli ambiti in questo paese dove logiche familistiche e il peso della famiglia  di origine, quello che Bourdieu chiamava il capitale culturale, contano un po&#039; meno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il senso delle mie parole era proprio quello di ricordare che gli effetti di mobilità sociale dipendono anche da altri elementi, anzi in primis da altri elementi di tipo economico sociale. Naturalmente la scuola ha un suo peso, ma nel discorso ufficiale essa è diventata l&#8217;unica fattore di crescita sociale perchè era una sorta di foglia di fico per nascondere la vera natura involutiva di altre politiche economiche adottate.<br />
Quanto alla scuola italiana esse soffre sicuramente di forme di obsolescenza e di una differenzione geografica nella qualità che rischia di compromtterne l&#8217;aspetto universalistico delle prestazione, senza però dimenticare che sia per la cultura di una parte del mondo docente sia per aspetti normativi ( la liberalizzazione degli accessi all&#8217;università) è uno degli ambiti in questo paese dove logiche familistiche e il peso della famiglia  di origine, quello che Bourdieu chiamava il capitale culturale, contano un po&#8217; meno.</p>
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		Di: Tommaso		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Tommaso]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 18:39:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Notizia interessante, che mi era sfuggita.

Mi da&#039; l&#039;impressione che quel dato, oltre a parlare del sistema scolastico, parla anche della societa&#039; nel suo complesso. Il Regno Unito, ad esempio, e&#039; una societa&#039; molto classista, in generale. Solo per citare uno dei meccanismi con cui la disuguaglianza si mantiene, il nome dell&#039;universita&#039; che hai frequentato conta molto in un colloquio di lavoro; quindi chi ha i soldi manda i figli all&#039;universita&#039; prestigiosa.
Anche se gli USA a prima vista possono sembrare meno classisiti, un meccanismo simile (per quanto rigaurda il nome dell&#039;universita&#039;) di certo esiste anche la&#039;. Inoltre, e&#039; in realta&#039; nota da anni la bassa qualita&#039; dell&#039;insegnamento generalista negli USA.
Della Francia non saprei dire molto, se non il fatto che la segregazione per grandi scuole (Alte scuole di ingegneria o di economia) e&#039; certamente molto forte.
Mi sorprende la posizione dell&#039;Austria come uno dei paesi a maggiore mobilita&#039; sociale; SE (ma non ne sono sicuro) hanno un sistema scolastico simile a quello tedesco, sarebbe pensabile come un sistema abbastanza statico.
Dei paesi nordici si puo&#039; dire quello che si vuole. Di certo la mentalita&#039; e&#039; totalmente differente, ma e&#039; anche da ricordare che in quei paesi c&#039;e&#039; una forte propensione al rischio nei giovani (20-25 anni), che sperimentano tassi di poverta&#039; molto elevati (ovvio, in senso relativo), ma che hanno alte probabilita&#039; di recuperare in termini di reddito pochi anni piu&#039; tardi.

Normalmente, poi, nei paesi ad elevata crescita economica la segregazione per origine sociale ha relativamente meno peso perche&#039; la torta e&#039; piu&#039; grande per tutti.

Detto questo, che la scuola italiana viva ormai da troppo tempo una crisi profonda, con effetti sulla qualita&#039; della vita di chi sta per entrare nel mondo del lavoro, e&#039; cosa abbastanza notoria.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Notizia interessante, che mi era sfuggita.</p>
<p>Mi da&#8217; l&#8217;impressione che quel dato, oltre a parlare del sistema scolastico, parla anche della societa&#8217; nel suo complesso. Il Regno Unito, ad esempio, e&#8217; una societa&#8217; molto classista, in generale. Solo per citare uno dei meccanismi con cui la disuguaglianza si mantiene, il nome dell&#8217;universita&#8217; che hai frequentato conta molto in un colloquio di lavoro; quindi chi ha i soldi manda i figli all&#8217;universita&#8217; prestigiosa.<br />
Anche se gli USA a prima vista possono sembrare meno classisiti, un meccanismo simile (per quanto rigaurda il nome dell&#8217;universita&#8217;) di certo esiste anche la&#8217;. Inoltre, e&#8217; in realta&#8217; nota da anni la bassa qualita&#8217; dell&#8217;insegnamento generalista negli USA.<br />
Della Francia non saprei dire molto, se non il fatto che la segregazione per grandi scuole (Alte scuole di ingegneria o di economia) e&#8217; certamente molto forte.<br />
Mi sorprende la posizione dell&#8217;Austria come uno dei paesi a maggiore mobilita&#8217; sociale; SE (ma non ne sono sicuro) hanno un sistema scolastico simile a quello tedesco, sarebbe pensabile come un sistema abbastanza statico.<br />
Dei paesi nordici si puo&#8217; dire quello che si vuole. Di certo la mentalita&#8217; e&#8217; totalmente differente, ma e&#8217; anche da ricordare che in quei paesi c&#8217;e&#8217; una forte propensione al rischio nei giovani (20-25 anni), che sperimentano tassi di poverta&#8217; molto elevati (ovvio, in senso relativo), ma che hanno alte probabilita&#8217; di recuperare in termini di reddito pochi anni piu&#8217; tardi.</p>
<p>Normalmente, poi, nei paesi ad elevata crescita economica la segregazione per origine sociale ha relativamente meno peso perche&#8217; la torta e&#8217; piu&#8217; grande per tutti.</p>
<p>Detto questo, che la scuola italiana viva ormai da troppo tempo una crisi profonda, con effetti sulla qualita&#8217; della vita di chi sta per entrare nel mondo del lavoro, e&#8217; cosa abbastanza notoria.</p>
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