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	Commenti a: BLITZ – LA STORIA DALLA PARTE DEL NEMICO: CRAXI RILEGGE TANGENTOPOLI E MANI PULITE	</title>
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		Di: Blitz al Teatro Ringhiera &#124; Renato Gabrielli		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Blitz al Teatro Ringhiera &#124; Renato Gabrielli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 16:17:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] un esperimento coraggioso, il Blitz effettuato al Teatro Ringhiera dall’Associazione PPP sotto la guida di Letizia Russo e Cristina [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] un esperimento coraggioso, il Blitz effettuato al Teatro Ringhiera dall’Associazione PPP sotto la guida di Letizia Russo e Cristina [&#8230;]</p>
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		Di: Sascha		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sascha]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 12:24:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dopo aver adombrato il piano dei &#039;poteri forti&#039;, compreso quelli d&#039;&#039;oltreoceano&#039; veniamo informati che
&quot;In questo senso, l’entrata in campo di Berlusconi fu un vero e proprio imprevisto, che ha spiazzato chi credeva che i giochi fossero fatti.&quot;
Perciò intendi dire che di quei poteri forti B. non faceva parte.
E&#039; la versione che circola fra gli intellettuali di destra, dal Foglio a Casapound, e la si considera per quel che vale, cioè una versione di partito. 
Se uno ha dei dubbi su una versione dell&#039;avvento di B. tutta in chiave di criminalità, corruzione, fascismo, mafia, tivù spazzatura e crisi della democrazia non vuol dire che si deve bere la storia di B. che difende eroicamente l&#039;Italia dal complotto demoplutogiudaicomassonico...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo aver adombrato il piano dei &#8216;poteri forti&#8217;, compreso quelli d&#8221;oltreoceano&#8217; veniamo informati che<br />
&#8220;In questo senso, l’entrata in campo di Berlusconi fu un vero e proprio imprevisto, che ha spiazzato chi credeva che i giochi fossero fatti.&#8221;<br />
Perciò intendi dire che di quei poteri forti B. non faceva parte.<br />
E&#8217; la versione che circola fra gli intellettuali di destra, dal Foglio a Casapound, e la si considera per quel che vale, cioè una versione di partito.<br />
Se uno ha dei dubbi su una versione dell&#8217;avvento di B. tutta in chiave di criminalità, corruzione, fascismo, mafia, tivù spazzatura e crisi della democrazia non vuol dire che si deve bere la storia di B. che difende eroicamente l&#8217;Italia dal complotto demoplutogiudaicomassonico&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: robugliani		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[robugliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 12:12:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sascha, 
se leggi meglio il commento, non mi fai dire cose che non ho detto, perché sarebbe assurdo (oltre che in malafede) sostenere che Berlusconi non faccia parte dei poteri forti, mediatico-industriali. Però spero che tu ammetterai che anche prima del &#039;92 esistevano &quot;poteri forti&quot;, e a quelli mi riferivo. La berlusconite è una brutta malattia, che fa vedere il Male concentrato su un&#039;unica persona, e onnubila ogni analisi politica meno superficiale. E mi sa che la berlusconite ormai ce la terremo anche dopo la scomparsa fisica e politica dello psiconano. Cmq, per concludere, sono la parte in ombra di questi poteri forti (tra l&#039;altro espressione pleonastica, perché il potere è già forte di per sé), le loro contraddizioni e i loro contrasti, l&#039;aspetto interesante di tutta la faccenda. E pare che il cavaliere non li controlli tutti (dai servizi a quelli d&#039;oltreoceano).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sascha,<br />
se leggi meglio il commento, non mi fai dire cose che non ho detto, perché sarebbe assurdo (oltre che in malafede) sostenere che Berlusconi non faccia parte dei poteri forti, mediatico-industriali. Però spero che tu ammetterai che anche prima del &#8217;92 esistevano &#8220;poteri forti&#8221;, e a quelli mi riferivo. La berlusconite è una brutta malattia, che fa vedere il Male concentrato su un&#8217;unica persona, e onnubila ogni analisi politica meno superficiale. E mi sa che la berlusconite ormai ce la terremo anche dopo la scomparsa fisica e politica dello psiconano. Cmq, per concludere, sono la parte in ombra di questi poteri forti (tra l&#8217;altro espressione pleonastica, perché il potere è già forte di per sé), le loro contraddizioni e i loro contrasti, l&#8217;aspetto interesante di tutta la faccenda. E pare che il cavaliere non li controlli tutti (dai servizi a quelli d&#8217;oltreoceano).</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Sascha		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sascha]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 07:29:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La discesa in campo di B. un imprevisto che scompiglia i piani macchiavellici dei &#039;poteri forti&#039;...
Quando mi capita di sentir parlare di &#039;poteri forti&#039; da gente che sostiene che B. non ne fa parte mi chiedo sempre se sia malafede o ignoranza. In verità me lo chiedevo una volta, ora so che si tratta sia di malafede che di ignoranza...
Il problema vero dell&#039;&#039;impegno&#039; dei letterati è questo: come riuscire a parlare dell&#039;Italia d&#039;oggi senza finire nel solito gioco di accuse e controaccuse stereotipate che uniforma qualsiasi discorso a due set di luoghi comuni fissi...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La discesa in campo di B. un imprevisto che scompiglia i piani macchiavellici dei &#8216;poteri forti&#8217;&#8230;<br />
Quando mi capita di sentir parlare di &#8216;poteri forti&#8217; da gente che sostiene che B. non ne fa parte mi chiedo sempre se sia malafede o ignoranza. In verità me lo chiedevo una volta, ora so che si tratta sia di malafede che di ignoranza&#8230;<br />
Il problema vero dell&#8221;impegno&#8217; dei letterati è questo: come riuscire a parlare dell&#8217;Italia d&#8217;oggi senza finire nel solito gioco di accuse e controaccuse stereotipate che uniforma qualsiasi discorso a due set di luoghi comuni fissi&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: robugliani		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/03/17/blitz-%e2%80%93-la-storia-dalla-parte-del-nemico-craxi-rilegge-tangentopoli-e-mani-pulite/#comment-131291</link>

		<dc:creator><![CDATA[robugliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 01:09:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il coinvolgimento, tra gli altri, del filosofo Costanzo Preve mi induce a credere che l&#039;argomento &quot;Tangentopoli&quot; verrà sviluppato secondo la complessità delle dinamiche politiche, oltreché giudiziarie, che merita. Perché la drammaticità degli anni di Tangentopoli induce a una riflessione ben diversa dalla favoletta che ci è stata venduta di &quot;sono arrivati i puri e duri che hanno castigato i malfattori&quot;. Difatti in quegli anni sono più interessanti politicamente le ombre che ancora restano che le luci gettate dai riflettori dei &quot;poteri forti&quot; e dagli eventi giudiziari che hanno illuminato solo una parte della faccenda. Qualche interrogativo tra gli altri: perché, dato che il sistema di corruzione politico-imprenditoriale era una caratteristica endemica del &quot;sistema Italia&quot; (non molti anni prima, in occasione dello scandalo Lockheed, il partito dominante era così arrogante e sicuro di sé da dichiarare che non si sarebbe fatto processare dalla piazza), solo a partire dal &#039;91-&#039;92 è scoppiato il bubbone della corruzione? Proprio quando, cioè, con l&#039;implosione dell&#039;Unione Sovietica, era divenuto obsoleto e non più corrispondente alla nuova conformazione monopolare del mondo il sistema dei partiti politici che aveva assicurato l&#039;inclusione e la subordinazione dell&#039;Italia all&#039;alleanza occidentale, e si aveva bisogno di un nuovo sistema partitico e politico all&#039;altezza del nuovo assetto mondiale unipolare. Non credo che un pool di magistrati da sé solo sia riuscito in poco tempo a fare quello che fino ad allora decenni di lotte politiche non erano riusciti a fare, ossia possa esser riuscito a liquidare il sistema politico-partitico al potere che aveva il più alto consenso elettorale, che era passato indenne attraverso scandali e vicissitudini politiche di non poco conto per 45 anni, non senza un qualche &quot;aiutino&quot;, sia interno (settori importanti della finanza e dell&#039;industria italiana), che esterno (la cosidetta &quot;manina d&#039;oltreoceano&quot;). Non a caso settori e apparati politici, altrettanto coinvolti nel sistema di corruzioni, e consapevoli di questo, erano stati toccati solo marginalmente dal ciclone tangentopoli, e avevano mantenuto pressoché intatta la loro &quot;gioiosa macchina bellica&quot;. In questo senso, l&#039;entrata in campo di Berlusconi fu un vero e proprio imprevisto, che ha spiazzato chi credeva che i giochi fossero fatti. E queste ombre ce le stiamo trascinando fino ai nostri giorni, e complicano e offuscano l&#039;attuale panorama politico. C&#039;è ancora tanto marcio nel regno di Danimarca.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il coinvolgimento, tra gli altri, del filosofo Costanzo Preve mi induce a credere che l&#8217;argomento &#8220;Tangentopoli&#8221; verrà sviluppato secondo la complessità delle dinamiche politiche, oltreché giudiziarie, che merita. Perché la drammaticità degli anni di Tangentopoli induce a una riflessione ben diversa dalla favoletta che ci è stata venduta di &#8220;sono arrivati i puri e duri che hanno castigato i malfattori&#8221;. Difatti in quegli anni sono più interessanti politicamente le ombre che ancora restano che le luci gettate dai riflettori dei &#8220;poteri forti&#8221; e dagli eventi giudiziari che hanno illuminato solo una parte della faccenda. Qualche interrogativo tra gli altri: perché, dato che il sistema di corruzione politico-imprenditoriale era una caratteristica endemica del &#8220;sistema Italia&#8221; (non molti anni prima, in occasione dello scandalo Lockheed, il partito dominante era così arrogante e sicuro di sé da dichiarare che non si sarebbe fatto processare dalla piazza), solo a partire dal &#8217;91-&#8217;92 è scoppiato il bubbone della corruzione? Proprio quando, cioè, con l&#8217;implosione dell&#8217;Unione Sovietica, era divenuto obsoleto e non più corrispondente alla nuova conformazione monopolare del mondo il sistema dei partiti politici che aveva assicurato l&#8217;inclusione e la subordinazione dell&#8217;Italia all&#8217;alleanza occidentale, e si aveva bisogno di un nuovo sistema partitico e politico all&#8217;altezza del nuovo assetto mondiale unipolare. Non credo che un pool di magistrati da sé solo sia riuscito in poco tempo a fare quello che fino ad allora decenni di lotte politiche non erano riusciti a fare, ossia possa esser riuscito a liquidare il sistema politico-partitico al potere che aveva il più alto consenso elettorale, che era passato indenne attraverso scandali e vicissitudini politiche di non poco conto per 45 anni, non senza un qualche &#8220;aiutino&#8221;, sia interno (settori importanti della finanza e dell&#8217;industria italiana), che esterno (la cosidetta &#8220;manina d&#8217;oltreoceano&#8221;). Non a caso settori e apparati politici, altrettanto coinvolti nel sistema di corruzioni, e consapevoli di questo, erano stati toccati solo marginalmente dal ciclone tangentopoli, e avevano mantenuto pressoché intatta la loro &#8220;gioiosa macchina bellica&#8221;. In questo senso, l&#8217;entrata in campo di Berlusconi fu un vero e proprio imprevisto, che ha spiazzato chi credeva che i giochi fossero fatti. E queste ombre ce le stiamo trascinando fino ai nostri giorni, e complicano e offuscano l&#8217;attuale panorama politico. C&#8217;è ancora tanto marcio nel regno di Danimarca.</p>
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