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	Commenti a: NEW ITALIAN EPIC, un altro manifesto	</title>
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		<title>
		Di: Carlo Tirinanzi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/03/21/new-italian-epic-un-altro-manifesto/#comment-132457</link>

		<dc:creator><![CDATA[Carlo Tirinanzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Apr 2010 14:53:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Margherito,
Ciò che &quot;nebulosa&quot; è per Wu Ming sembra proprio quello che Benjamin chiamava &quot;costellazione.&quot; Che sia un&#039;immagine o un concetto, non cambia la relazione tra Wu Ming e Benjamin. Inoltre sia la faccenda della nebulosa che quella dello sguardo obliquo erano due esempi della tensione alla novità presente nel testo. E due esempi dello stesso tipo, relativo alle fonti. Come esistono altre fonti non citate da wu ming, così esistono altri modi retorici di puntare al nuovo. E uno dei brani, tanto per fare un altro esempio, s&#039;intitola appunto &quot;sentimiento nuevo.&quot;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Margherito,<br />
Ciò che &#8220;nebulosa&#8221; è per Wu Ming sembra proprio quello che Benjamin chiamava &#8220;costellazione.&#8221; Che sia un&#8217;immagine o un concetto, non cambia la relazione tra Wu Ming e Benjamin. Inoltre sia la faccenda della nebulosa che quella dello sguardo obliquo erano due esempi della tensione alla novità presente nel testo. E due esempi dello stesso tipo, relativo alle fonti. Come esistono altre fonti non citate da wu ming, così esistono altri modi retorici di puntare al nuovo. E uno dei brani, tanto per fare un altro esempio, s&#8217;intitola appunto &#8220;sentimiento nuevo.&#8221;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Margherito Hack Astroboy, epistemologo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/03/21/new-italian-epic-un-altro-manifesto/#comment-132065</link>

		<dc:creator><![CDATA[Margherito Hack Astroboy, epistemologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Mar 2010 22:45:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tirinanzi, io ho letto questo:

&quot;Un bisogno che porta l’autore addirittura a riprendere concetti già definiti (i due esempi erano lo “sguardo obliquo” e la “nebulosa”) e proporli come nuovi.&quot;

E ho dunque chiesto: nebulosa è un concetto? Un &quot;concetto già definito&quot;? Definito da chi? 
Se poi la frase era solo mal costruita, e non si intendeva affatto dire che &quot;nebulosa&quot; è un concetto, ritiro la domanda. Quindi rimane solo la somiglianza tra lo &quot;sguardo obliquo&quot; e lo &quot;straniamento&quot; a sorreggere la lettura del testo in questione come manifesto caratterizzato da un &quot;bisogno di nuovo&quot;. O sbaglio?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tirinanzi, io ho letto questo:</p>
<p>&#8220;Un bisogno che porta l’autore addirittura a riprendere concetti già definiti (i due esempi erano lo “sguardo obliquo” e la “nebulosa”) e proporli come nuovi.&#8221;</p>
<p>E ho dunque chiesto: nebulosa è un concetto? Un &#8220;concetto già definito&#8221;? Definito da chi?<br />
Se poi la frase era solo mal costruita, e non si intendeva affatto dire che &#8220;nebulosa&#8221; è un concetto, ritiro la domanda. Quindi rimane solo la somiglianza tra lo &#8220;sguardo obliquo&#8221; e lo &#8220;straniamento&#8221; a sorreggere la lettura del testo in questione come manifesto caratterizzato da un &#8220;bisogno di nuovo&#8221;. O sbaglio?</p>
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		<title>
		Di: Carlo Tirinanzi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/03/21/new-italian-epic-un-altro-manifesto/#comment-132064</link>

		<dc:creator><![CDATA[Carlo Tirinanzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Mar 2010 22:36:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Margherito Hack,
ho detto semplicemente che Wu Ming usa &quot;nebulosa&quot; in una maniera abbastanza simile a come Benjamin usa &quot;costellazione&quot;. Si tratta ovviamente di metafore, in entrambi i casi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Margherito Hack,<br />
ho detto semplicemente che Wu Ming usa &#8220;nebulosa&#8221; in una maniera abbastanza simile a come Benjamin usa &#8220;costellazione&#8221;. Si tratta ovviamente di metafore, in entrambi i casi.</p>
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		<title>
		Di: Margherito Hack Astroboy, epistemologo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/03/21/new-italian-epic-un-altro-manifesto/#comment-131966</link>

		<dc:creator><![CDATA[Margherito Hack Astroboy, epistemologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Mar 2010 13:56:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Nebulosa&quot; è un concetto o è semplicemente un&#039;immagine, una metafora usata dall&#039;autore per far capire cosa intende? A me non sembra un concetto. Non tutte le immagini corrispondono a concetti. Aristotele spiega che un concetto è sempre parte di una classificazione, ogni concetto è &quot;specie&quot; di un concetto più universale e &quot;genere&quot; di un concetto meno universale. Ad esempio, il concetto di &quot;chiesa&quot; è specie del più universale concetto di &quot;religione&quot; e genere di concetti meno universali, come &quot;ordine religioso&quot; o &quot;diocesi territoriale&quot;. Un concetto è sempre &quot;scientifico&quot;, anche quando chi lo propone non è &quot;uoo di scienza&quot;. In che senso il termine &quot;nebulosa&quot; è un concetto? Di quale altro concetto è specie, di quale altro concetto è genere? 
E poi Tirinanzi dice che la &quot;nebulosa&quot; è una &quot;costellazione&quot;. Almeno in astronomia, si tratta di due cose molto diverse. Una nebulosa è in buona sostanza un ammasso di polvere. Una costellazione invece è un insieme di stelle, che non hanno niente in comune tra loro, ma sono messe in relazione in modo arbitrario, perché noi dal nostro pianeta le vediamo vicine e ci sembrano formare un disegno. Insomma, una nebulosa esiste davvero, a prescindere dal punto d&#039;osservazione. Una costellazione no.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Nebulosa&#8221; è un concetto o è semplicemente un&#8217;immagine, una metafora usata dall&#8217;autore per far capire cosa intende? A me non sembra un concetto. Non tutte le immagini corrispondono a concetti. Aristotele spiega che un concetto è sempre parte di una classificazione, ogni concetto è &#8220;specie&#8221; di un concetto più universale e &#8220;genere&#8221; di un concetto meno universale. Ad esempio, il concetto di &#8220;chiesa&#8221; è specie del più universale concetto di &#8220;religione&#8221; e genere di concetti meno universali, come &#8220;ordine religioso&#8221; o &#8220;diocesi territoriale&#8221;. Un concetto è sempre &#8220;scientifico&#8221;, anche quando chi lo propone non è &#8220;uoo di scienza&#8221;. In che senso il termine &#8220;nebulosa&#8221; è un concetto? Di quale altro concetto è specie, di quale altro concetto è genere?<br />
E poi Tirinanzi dice che la &#8220;nebulosa&#8221; è una &#8220;costellazione&#8221;. Almeno in astronomia, si tratta di due cose molto diverse. Una nebulosa è in buona sostanza un ammasso di polvere. Una costellazione invece è un insieme di stelle, che non hanno niente in comune tra loro, ma sono messe in relazione in modo arbitrario, perché noi dal nostro pianeta le vediamo vicine e ci sembrano formare un disegno. Insomma, una nebulosa esiste davvero, a prescindere dal punto d&#8217;osservazione. Una costellazione no.</p>
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		<title>
		Di: Carlo Tirinanzi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/03/21/new-italian-epic-un-altro-manifesto/#comment-131951</link>

		<dc:creator><![CDATA[Carlo Tirinanzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Mar 2010 10:57:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro Salvatore,

parlo del «memorandum» come di un manifesto che è in qualche misura anomalo: nessuno potrebbe pensare di rifare pari pari quello che si faceva cinquanta o cento anni fa. Tu, giustamente, citi l&#039;autore (la cui voce è a mio avviso sempre da considerare) che dice, parlando del New Journalism e con riferimento alla propria proposta &quot; una lettura a posteriori, che guardava all&#039;indietro (a quanto scritto nei dieci anni precedenti), venne strumentalmente presentata come una lettura a priori, cioè un manifesto, una dichiarazione programmatica.&quot;
In primo luogo vorrei farti notare come la novità della proposta di Wu Ming 1, nella mia lettura, è proprio quella di essere un manifesto a posteriori. La continuità con il mondo dell&#039;avanguardia è portata dal bisogno di nuovo, dalla necessità (anche retorica) di identificare una serie di &quot;novità&quot; (strumenti teorici e/o pratiche scrittorie) che identificano l&#039;oggetto letterario di cui l&#039;avanguardia si fa portatrice. Un bisogno che porta l&#039;autore addirittura a riprendere concetti già definiti (i due esempi erano lo &quot;sguardo obliquo&quot; e la &quot;nebulosa&quot;) e proporli come nuovi.
Per il secondo punto che tu porti, notando la mancanza di quelle attività che definisci &quot;politiche&quot; e che sono spesso state collaterali alle avanguardie, dovrei rifletterci con più calma. A naso mi viene da dire che ci sono certo molte differenze tra le avanguardie di oggi e quelle di ieri, ma il nucleo duro dell&#039;arte d&#039;avanguardia (l&#039;arte come politica che produce il futuro: cfr. &quot;noi dobbiamo essere i genitori&quot;, uno stile aggressivo, la faccenda della novità, la volontà di creare un aggregato ampio, ecc.) è comunque presente.

Sull&#039;ultimo punto permettimi di spiegarti il mio punto di vista. In soldoni, il saggio dice: per essere NIE, un&#039;opera deve avere cinque tra queste caratteristiche. A me sembra che in tal modo egli prescriva alcuni comportamenti. Questa lettura, ovviamente, implica un distanziamento dalle posizioni di Wu Ming1, il quale considera la fase NIE conclusa.
Per ora ti saluto e ti ringrazio per gli spunti di riflessione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Salvatore,</p>
<p>parlo del «memorandum» come di un manifesto che è in qualche misura anomalo: nessuno potrebbe pensare di rifare pari pari quello che si faceva cinquanta o cento anni fa. Tu, giustamente, citi l&#8217;autore (la cui voce è a mio avviso sempre da considerare) che dice, parlando del New Journalism e con riferimento alla propria proposta &#8221; una lettura a posteriori, che guardava all&#8217;indietro (a quanto scritto nei dieci anni precedenti), venne strumentalmente presentata come una lettura a priori, cioè un manifesto, una dichiarazione programmatica.&#8221;<br />
In primo luogo vorrei farti notare come la novità della proposta di Wu Ming 1, nella mia lettura, è proprio quella di essere un manifesto a posteriori. La continuità con il mondo dell&#8217;avanguardia è portata dal bisogno di nuovo, dalla necessità (anche retorica) di identificare una serie di &#8220;novità&#8221; (strumenti teorici e/o pratiche scrittorie) che identificano l&#8217;oggetto letterario di cui l&#8217;avanguardia si fa portatrice. Un bisogno che porta l&#8217;autore addirittura a riprendere concetti già definiti (i due esempi erano lo &#8220;sguardo obliquo&#8221; e la &#8220;nebulosa&#8221;) e proporli come nuovi.<br />
Per il secondo punto che tu porti, notando la mancanza di quelle attività che definisci &#8220;politiche&#8221; e che sono spesso state collaterali alle avanguardie, dovrei rifletterci con più calma. A naso mi viene da dire che ci sono certo molte differenze tra le avanguardie di oggi e quelle di ieri, ma il nucleo duro dell&#8217;arte d&#8217;avanguardia (l&#8217;arte come politica che produce il futuro: cfr. &#8220;noi dobbiamo essere i genitori&#8221;, uno stile aggressivo, la faccenda della novità, la volontà di creare un aggregato ampio, ecc.) è comunque presente.</p>
<p>Sull&#8217;ultimo punto permettimi di spiegarti il mio punto di vista. In soldoni, il saggio dice: per essere NIE, un&#8217;opera deve avere cinque tra queste caratteristiche. A me sembra che in tal modo egli prescriva alcuni comportamenti. Questa lettura, ovviamente, implica un distanziamento dalle posizioni di Wu Ming1, il quale considera la fase NIE conclusa.<br />
Per ora ti saluto e ti ringrazio per gli spunti di riflessione.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Salvatore Talia		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/03/21/new-italian-epic-un-altro-manifesto/#comment-131900</link>

		<dc:creator><![CDATA[Salvatore Talia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Mar 2010 15:43:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il link corretto all&#039;articolo su Carmilla è questo

http://www.carmillaonline.com/archives/2010/01/003299.html]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il link corretto all&#8217;articolo su Carmilla è questo</p>
<p><a href="http://www.carmillaonline.com/archives/2010/01/003299.html" rel="nofollow ugc">http://www.carmillaonline.com/archives/2010/01/003299.html</a></p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Salvatore Talia		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/03/21/new-italian-epic-un-altro-manifesto/#comment-131899</link>

		<dc:creator><![CDATA[Salvatore Talia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Mar 2010 15:38:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Carlo Tirinanzi

Grazie per la risposta (quella del ventidue marzo, diciotto e cinquantasette). Io leggo il libro di Wu Ming sul New Italian Epic in parte come un saggio di critica militante e in parte come una dichiarazione di poetica. La tentazione d&#039;interpretarlo come un manifesto d&#039;avanguardia è forte; quando l&#039;ho letto, anch&#039;io sono stato colpito dall&#039;incipit che ricorda (non so se volutamente o meno) il manifesto di Marinetti. Ma, a ben vedere, questa lettura è poco convincente. In primo luogo, perché gli stessi autori hanno negato che NIE fosse un manifesto (fra gli altri luoghi, qui: http://www.carmillaonline.com/archives/2010/01/003299.html) - e direi che, trattandosi di uno scritto teorico e non di un&#039;opera letteraria, le intenzioni degli autori abbiano una qualche rilevanza ai fini della sua interpretazione. In secondo luogo, perché alla pubblicazione non hanno fatto seguito le attività, in senso lato &quot;politiche&quot;, che di solito definiscono un movimento d&#039;avanguardia: non è stato indetto nessun convegno di autori neoepici, né è stata pubblicata alcuna rivista, né sono state organizzate &quot;serate neoepiche&quot; con letture dei testi del movimento, ecc.

Inoltre non mi pare che gli enunciati del saggio di Wu Ming abbiano un valore prescrittivo. Tranne forse uno: il rifiuto di considerare l&#039;ironia e il disimpegno come unico approccio possibile alla realtà, cioè il rigetto del &quot;postmodernismo da quattro soldi&quot;. Ma, anche in questo caso, si tratta più di una constatazione che di un imperativo: si dichiara che il postmoderno è (finalmente) morto, e che occorre necessariamente muoversi su un territorio nuovo. Il libro sul NIE sarebbe allora un parziale tentativo d&#039;esplorazione di questo nuovo territorio. Tutto qui.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Carlo Tirinanzi</p>
<p>Grazie per la risposta (quella del ventidue marzo, diciotto e cinquantasette). Io leggo il libro di Wu Ming sul New Italian Epic in parte come un saggio di critica militante e in parte come una dichiarazione di poetica. La tentazione d&#8217;interpretarlo come un manifesto d&#8217;avanguardia è forte; quando l&#8217;ho letto, anch&#8217;io sono stato colpito dall&#8217;incipit che ricorda (non so se volutamente o meno) il manifesto di Marinetti. Ma, a ben vedere, questa lettura è poco convincente. In primo luogo, perché gli stessi autori hanno negato che NIE fosse un manifesto (fra gli altri luoghi, qui: <a href="http://www.carmillaonline.com/archives/2010/01/003299.html" rel="nofollow ugc">http://www.carmillaonline.com/archives/2010/01/003299.html</a>) &#8211; e direi che, trattandosi di uno scritto teorico e non di un&#8217;opera letteraria, le intenzioni degli autori abbiano una qualche rilevanza ai fini della sua interpretazione. In secondo luogo, perché alla pubblicazione non hanno fatto seguito le attività, in senso lato &#8220;politiche&#8221;, che di solito definiscono un movimento d&#8217;avanguardia: non è stato indetto nessun convegno di autori neoepici, né è stata pubblicata alcuna rivista, né sono state organizzate &#8220;serate neoepiche&#8221; con letture dei testi del movimento, ecc.</p>
<p>Inoltre non mi pare che gli enunciati del saggio di Wu Ming abbiano un valore prescrittivo. Tranne forse uno: il rifiuto di considerare l&#8217;ironia e il disimpegno come unico approccio possibile alla realtà, cioè il rigetto del &#8220;postmodernismo da quattro soldi&#8221;. Ma, anche in questo caso, si tratta più di una constatazione che di un imperativo: si dichiara che il postmoderno è (finalmente) morto, e che occorre necessariamente muoversi su un territorio nuovo. Il libro sul NIE sarebbe allora un parziale tentativo d&#8217;esplorazione di questo nuovo territorio. Tutto qui.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: fab		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/03/21/new-italian-epic-un-altro-manifesto/#comment-131851</link>

		<dc:creator><![CDATA[fab]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 17:42:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ecco, bravi. A me &#039;sto Sklovsky mi sta pure un po&#039; sui cosiddetti...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco, bravi. A me &#8216;sto Sklovsky mi sta pure un po&#8217; sui cosiddetti&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: dimitri		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/03/21/new-italian-epic-un-altro-manifesto/#comment-131782</link>

		<dc:creator><![CDATA[dimitri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Mar 2010 12:20:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Carlo, rispondere a qualsiasi cosa con la parola &quot;Šklovskij&quot; non è un dialogo, ma una petitio principi. 
Comunque hai ragione, meglio parlarne di persona.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Carlo, rispondere a qualsiasi cosa con la parola &#8220;Šklovskij&#8221; non è un dialogo, ma una petitio principi.<br />
Comunque hai ragione, meglio parlarne di persona.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Carlo Tirinanzi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/03/21/new-italian-epic-un-altro-manifesto/#comment-131769</link>

		<dc:creator><![CDATA[Carlo Tirinanzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Mar 2010 00:50:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=31934#comment-131769</guid>

					<description><![CDATA[Dimitri, mi sembrava il dialogo stesse mantenendosi su un livello buono.
Non capisco bene, adesso, il motivo che ti spinge ad assumere questo tono.
In ogni caso se ti va di approfondire ne parliamo di persona quando passo da Siena. 
Un saluto]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dimitri, mi sembrava il dialogo stesse mantenendosi su un livello buono.<br />
Non capisco bene, adesso, il motivo che ti spinge ad assumere questo tono.<br />
In ogni caso se ti va di approfondire ne parliamo di persona quando passo da Siena.<br />
Un saluto</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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