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	Commenti a: Da &#8220;L&#8217;attimo dopo&#8221; di Massimo Gezzi	</title>
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		<title>
		Di: Luciano Mazziotta		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luciano Mazziotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Apr 2010 22:02:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Sigismondo. Trovo molto interessante e ti ringrazio per l&#039;appunto su quanto ho scritto. Non volevo però sostenere il vuoto tra Satura e l&#039;oggi. Solo che oggi al di fuori dell&#039;accademia sento sempre meno parlare di Montale. L&#039;accademia lo studia secondo pratiche accademiche.  il fuori lo relega all&#039;accademia. è un cane che si morde la coda. Per questo motivo ho focalizzato l&#039;attenzione solo su quel poeta. Non credo affatto nel vuoto. Concordo con te su Pusterla e sugli altri. 
@Gezzi. Il tentativo di cui parli mi sembra in realtà riuscito.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Sigismondo. Trovo molto interessante e ti ringrazio per l&#8217;appunto su quanto ho scritto. Non volevo però sostenere il vuoto tra Satura e l&#8217;oggi. Solo che oggi al di fuori dell&#8217;accademia sento sempre meno parlare di Montale. L&#8217;accademia lo studia secondo pratiche accademiche.  il fuori lo relega all&#8217;accademia. è un cane che si morde la coda. Per questo motivo ho focalizzato l&#8217;attenzione solo su quel poeta. Non credo affatto nel vuoto. Concordo con te su Pusterla e sugli altri.<br />
@Gezzi. Il tentativo di cui parli mi sembra in realtà riuscito.</p>
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		<title>
		Di: Massimo Gezzi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/04/19/32677/#comment-133495</link>

		<dc:creator><![CDATA[Massimo Gezzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Apr 2010 21:31:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono d&#039;accordo con Sigismondo C. (e il libro di Gianluigi Simonetti ce l&#039;ho alle mie spalle, mentre scrivo queste righe). L&#039;epigonismo è sempre un rischio, ma non solo per chi sceglie la linea, davvero ardua, del classicismo alto. Io cerco di schivarlo innanzi tutto non facendo mistero di preferire una linea (ossia: dei poeti) a un&#039;altra (ad altri), cioè riconoscendo l&#039;esistenza di una tradizione che non può non agire in chi la ama; in secondo luogo, tentando di &quot;rubare&quot; il più possibile e di &quot;imitare&quot; il meno possibile (un po&#039; come faceva Montale - perdonatemi il confronto, è pour parler - con D&#039;Annunzio o con Sbarbaro); in terzo luogo, sbriciolando quella tradizione, forzandola ad entrare in territori spuri, contaminandola con qualcosa di radicalmente diverso e distante, come propone Sigismondo C. (per fare un solo esempio &quot;nostrano&quot;, il Sanguineti di &lt;i&gt; Reisebilder&lt;/i&gt; o di &lt;i&gt; Postkarten&lt;/i&gt; per me è un poeta importante); e infine rifiutando ciò che di una tradizione non è ereditabile e spesso neanche condivisibile (e penso per esempio allo stilnovismo o all&#039;angelologia montaliana, visto che si è parlato soprattutto di questo poeta). Quotidianamente mi interrogo sulla riuscita di questo tentativo. Per ora mi sembra reggere, ma probabilmente in futuro non potrò più scrivere poesie come queste. Vedremo. 
Grazie di nuovo a tutti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono d&#8217;accordo con Sigismondo C. (e il libro di Gianluigi Simonetti ce l&#8217;ho alle mie spalle, mentre scrivo queste righe). L&#8217;epigonismo è sempre un rischio, ma non solo per chi sceglie la linea, davvero ardua, del classicismo alto. Io cerco di schivarlo innanzi tutto non facendo mistero di preferire una linea (ossia: dei poeti) a un&#8217;altra (ad altri), cioè riconoscendo l&#8217;esistenza di una tradizione che non può non agire in chi la ama; in secondo luogo, tentando di &#8220;rubare&#8221; il più possibile e di &#8220;imitare&#8221; il meno possibile (un po&#8217; come faceva Montale &#8211; perdonatemi il confronto, è pour parler &#8211; con D&#8217;Annunzio o con Sbarbaro); in terzo luogo, sbriciolando quella tradizione, forzandola ad entrare in territori spuri, contaminandola con qualcosa di radicalmente diverso e distante, come propone Sigismondo C. (per fare un solo esempio &#8220;nostrano&#8221;, il Sanguineti di <i> Reisebilder</i> o di <i> Postkarten</i> per me è un poeta importante); e infine rifiutando ciò che di una tradizione non è ereditabile e spesso neanche condivisibile (e penso per esempio allo stilnovismo o all&#8217;angelologia montaliana, visto che si è parlato soprattutto di questo poeta). Quotidianamente mi interrogo sulla riuscita di questo tentativo. Per ora mi sembra reggere, ma probabilmente in futuro non potrò più scrivere poesie come queste. Vedremo.<br />
Grazie di nuovo a tutti.</p>
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		<title>
		Di: Sigismondo C.		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/04/19/32677/#comment-133380</link>

		<dc:creator><![CDATA[Sigismondo C.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 23:00:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@luciano dopo montale (che è pure il titolo di uno studio di critica letteraria - questa stupida scienza bistrattata, che è di carta, non è solo on line o nemmeno tutta orale e convegnarda) non c&#039;è un salto o un vuoto che arrivano al poeta di oggi massimo gezzi. e non è che per accorciare questa distanza bisogna ricorrere all&#039;ultimo montale, per arrivare più comodomente al poeta di oggi. c&#039;è come dici, ma lo dici solo tra le righe, una specie di traghettamento compiuto dai più vecchi fortini, sereni, caproni, giudici eccetera; un traghettamento di quella tradizione e di quell&#039;idea di moderno che prende, come è ovvio e per fortuna, varie direzioni - mai epigonali. e poi ci sono i più giovani, ma meno giovani del poeta di oggi: fabio pusterla, per esempio, che non si può non nominare a proposito del poeta di oggi, massimo gezzi, perchè è un riferimento - questo sì - più vicino. e questa prossimità (e questa distanza, inevitabile in un confronto che si vuole dialettico e per questo &#039;coraggioso&#039;) consentirebbe di capire ciò che gezzi dice, fra le righe, sull&#039;importanza di un dialogo che va al di là delle tradizioni nazionali e di appartenenza. e sui rischi e sui limiti dell&#039;epigonismo - specie quando ci si colloca sulla linea - ardua, ardua - del classicismo alto, sì, proprio quello &#039;moderno &#039;e &#039;paradossale&#039;.  i rischi dell&#039;epigonismo, insomma.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@luciano dopo montale (che è pure il titolo di uno studio di critica letteraria &#8211; questa stupida scienza bistrattata, che è di carta, non è solo on line o nemmeno tutta orale e convegnarda) non c&#8217;è un salto o un vuoto che arrivano al poeta di oggi massimo gezzi. e non è che per accorciare questa distanza bisogna ricorrere all&#8217;ultimo montale, per arrivare più comodomente al poeta di oggi. c&#8217;è come dici, ma lo dici solo tra le righe, una specie di traghettamento compiuto dai più vecchi fortini, sereni, caproni, giudici eccetera; un traghettamento di quella tradizione e di quell&#8217;idea di moderno che prende, come è ovvio e per fortuna, varie direzioni &#8211; mai epigonali. e poi ci sono i più giovani, ma meno giovani del poeta di oggi: fabio pusterla, per esempio, che non si può non nominare a proposito del poeta di oggi, massimo gezzi, perchè è un riferimento &#8211; questo sì &#8211; più vicino. e questa prossimità (e questa distanza, inevitabile in un confronto che si vuole dialettico e per questo &#8216;coraggioso&#8217;) consentirebbe di capire ciò che gezzi dice, fra le righe, sull&#8217;importanza di un dialogo che va al di là delle tradizioni nazionali e di appartenenza. e sui rischi e sui limiti dell&#8217;epigonismo &#8211; specie quando ci si colloca sulla linea &#8211; ardua, ardua &#8211; del classicismo alto, sì, proprio quello &#8216;moderno &#8216;e &#8216;paradossale&#8217;.  i rischi dell&#8217;epigonismo, insomma.</p>
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		<title>
		Di: Massimo Gezzi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/04/19/32677/#comment-133375</link>

		<dc:creator><![CDATA[Massimo Gezzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 20:45:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie Alessandro, sei troppo buono. 
Grazie a Luciano Mazziotta per la sua analisi, precisa e intelligente (anche se non concordo su &lt;i&gt;Satura&lt;/i&gt; quale migliore libro di Montale...). Naturalmente il classicismo moderno, non limitato all&#039;ambito italiano (penso a certa grande poesia americana), a me interessa molto. Si tratta di non replicare il già fatto, certo. Di aggiornare la linea facendole intersecare altre linee e soprattutto i problemi del nostro tempo, della nostra storia. A modo mio, cerco di farlo. Non so se ci riesco. Grazie di nuovo dell&#039;attenzione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Alessandro, sei troppo buono.<br />
Grazie a Luciano Mazziotta per la sua analisi, precisa e intelligente (anche se non concordo su <i>Satura</i> quale migliore libro di Montale&#8230;). Naturalmente il classicismo moderno, non limitato all&#8217;ambito italiano (penso a certa grande poesia americana), a me interessa molto. Si tratta di non replicare il già fatto, certo. Di aggiornare la linea facendole intersecare altre linee e soprattutto i problemi del nostro tempo, della nostra storia. A modo mio, cerco di farlo. Non so se ci riesco. Grazie di nuovo dell&#8217;attenzione.</p>
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		<title>
		Di: Alessandro Broggi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/04/19/32677/#comment-133326</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Broggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 09:27:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[bellissimo libro.
complimenti, massimo -]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>bellissimo libro.<br />
complimenti, massimo &#8211;</p>
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		<title>
		Di: Luciano Mazziotta		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/04/19/32677/#comment-133303</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luciano Mazziotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Apr 2010 22:28:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Queste poesie mi piacciono e vi dico il perché. Sono un amante della neoavanguardia ma penso che negli ultimi anni, almeno i produttori di poesia di un certo livello abbiano sempre avuto un certo timore a confrontarsi con un gigante del novecento: Montale. Queste poesie si confrontano col poeta e ho come l&#039;impressione che sia una tendenza che si diffonda sempre di più. Insomma la neoavanguardia, lo sperimentalismo e il &quot;classicismo moderno&quot; giungono a sintesi e davvero si partorirà una poetica del XXI secolo. In realtà la sintesi l&#039;aveva già provata, e c&#039;era riuscito, Montale stesso con Satura, che, a scapito di tutti i più illustri critici, per me &quot;nano&quot; resta la migliore prova del Poeta. Queste composizioni si rapportano con Montale, e lo individuo in piccoli segni: “orari coincidenze”, “riscatto”, “Eppure sembrava lo sapessero tutti [...]\,svoltavano un angolo, e non c’erano mai stati”.che (forse per deviazione mentale o passione irrazionale) mi ricorda degli uomini che non si voltano; “ l’intuizione”. Chiaramente non c&#039;è solo Montale. C&#039;è la migliore tradizione del secondo novecento: Sereni mi sembra abbastanza presente:  “il fumo pesante delle fabbriche, sullo sfondo”. Questi richiami, coscienti, mi sembrano molto significativi per quello che dicevo proprio all&#039;inizio. È l&#039;inizio di una nuova poetica del secolo? Quanto si rapporteranno i nuovi poeti con il classicismo moderno? Beh a giudicare dalle ultime uscite il rapporto esiste: penso ai “Limoni” che si reincontrano in Inglese (stesso autore del post) ed in Socci. Penso alle poesie di Maccari ed alla raccolta Mondi di Mazzoni di cui Sereni rappresenta certamente un&#039;auctoritas. Per concludere belle poesie e bello stimolo per chiunque voglia scrivere poesie italiane in questo decennio, oggi in una conferenza a Palermo definito “anno zero”.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Queste poesie mi piacciono e vi dico il perché. Sono un amante della neoavanguardia ma penso che negli ultimi anni, almeno i produttori di poesia di un certo livello abbiano sempre avuto un certo timore a confrontarsi con un gigante del novecento: Montale. Queste poesie si confrontano col poeta e ho come l&#8217;impressione che sia una tendenza che si diffonda sempre di più. Insomma la neoavanguardia, lo sperimentalismo e il &#8220;classicismo moderno&#8221; giungono a sintesi e davvero si partorirà una poetica del XXI secolo. In realtà la sintesi l&#8217;aveva già provata, e c&#8217;era riuscito, Montale stesso con Satura, che, a scapito di tutti i più illustri critici, per me &#8220;nano&#8221; resta la migliore prova del Poeta. Queste composizioni si rapportano con Montale, e lo individuo in piccoli segni: “orari coincidenze”, “riscatto”, “Eppure sembrava lo sapessero tutti [&#8230;]\,svoltavano un angolo, e non c’erano mai stati”.che (forse per deviazione mentale o passione irrazionale) mi ricorda degli uomini che non si voltano; “ l’intuizione”. Chiaramente non c&#8217;è solo Montale. C&#8217;è la migliore tradizione del secondo novecento: Sereni mi sembra abbastanza presente:  “il fumo pesante delle fabbriche, sullo sfondo”. Questi richiami, coscienti, mi sembrano molto significativi per quello che dicevo proprio all&#8217;inizio. È l&#8217;inizio di una nuova poetica del secolo? Quanto si rapporteranno i nuovi poeti con il classicismo moderno? Beh a giudicare dalle ultime uscite il rapporto esiste: penso ai “Limoni” che si reincontrano in Inglese (stesso autore del post) ed in Socci. Penso alle poesie di Maccari ed alla raccolta Mondi di Mazzoni di cui Sereni rappresenta certamente un&#8217;auctoritas. Per concludere belle poesie e bello stimolo per chiunque voglia scrivere poesie italiane in questo decennio, oggi in una conferenza a Palermo definito “anno zero”.</p>
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		<title>
		Di: Massimo Gezzi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/04/19/32677/#comment-133299</link>

		<dc:creator><![CDATA[Massimo Gezzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Apr 2010 20:47:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie mille a tutti quelli che sono intervenuti sin qui. E grazie ad Andrea Inglese, naturalmente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie mille a tutti quelli che sono intervenuti sin qui. E grazie ad Andrea Inglese, naturalmente.</p>
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		<title>
		Di: silvia		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/04/19/32677/#comment-133262</link>

		<dc:creator><![CDATA[silvia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Apr 2010 12:09:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono bellissime, proprio come i gelsi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono bellissime, proprio come i gelsi.</p>
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		<title>
		Di: Giovanni Catalano		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/04/19/32677/#comment-133261</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Catalano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Apr 2010 12:07:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Il seme del tiglio&quot; e &quot;Mattoni&quot;, mi sembrano i momenti più riusciti o sono comunque i momenti che preferisco, per mio personalissimo gusto.
Mi sembrano una spanna sopra gli altri, per leggerezza e precisione,  per una più compiuta architettura di pensiero e un&#039;efficace estetica della parola.

Complimenti,
Giovanni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Il seme del tiglio&#8221; e &#8220;Mattoni&#8221;, mi sembrano i momenti più riusciti o sono comunque i momenti che preferisco, per mio personalissimo gusto.<br />
Mi sembrano una spanna sopra gli altri, per leggerezza e precisione,  per una più compiuta architettura di pensiero e un&#8217;efficace estetica della parola.</p>
<p>Complimenti,<br />
Giovanni.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: georgia		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/04/19/32677/#comment-133249</link>

		<dc:creator><![CDATA[georgia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Apr 2010 10:38:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[belle poesie, complimenti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>belle poesie, complimenti</p>
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