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	Commenti a: carta st[r]amp[al]ata n.13	</title>
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		<title>
		Di: Salvatore D'Angelo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/04/27/carta-strampalata-n-13/#comment-134101</link>

		<dc:creator><![CDATA[Salvatore D'Angelo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 May 2010 09:23:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@maria
Meglio ancora, questa poesia di Franco Arminio:

L&#039;UNIVERSO E&#039; UN CANE AFFAMATO

 
Ma la vita non ce la dà nessuno,
ci cade tra i piedi e noi la prendiamo
a calci,
non lo troviamo, non lo troviamo mai
il filo che riunisce cielo e terra
visibile e invisibile.
E nemmeno il dio che abbiamo inventato
può aiutarci a morire nella vita
a vivere nella morte.
Siamo soli, ma c’è un attimo
un attimo c’è sempre in cui qualcuno
qualcosa ci raggiunge.
Io vi ringrazio tutti
voi che siete vivi e voi che siete morti,
fatevi abbracciare ancora,
lo farò come so, come posso
Tutto l’universo è un cane affamato,
io sono qui che gli offro le mie ossa.
 
Lui si che parla da poeta, non come quel narciso impostore che dice di essere nipote di Vecchiatto]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@maria<br />
Meglio ancora, questa poesia di Franco Arminio:</p>
<p>L&#8217;UNIVERSO E&#8217; UN CANE AFFAMATO</p>
<p>Ma la vita non ce la dà nessuno,<br />
ci cade tra i piedi e noi la prendiamo<br />
a calci,<br />
non lo troviamo, non lo troviamo mai<br />
il filo che riunisce cielo e terra<br />
visibile e invisibile.<br />
E nemmeno il dio che abbiamo inventato<br />
può aiutarci a morire nella vita<br />
a vivere nella morte.<br />
Siamo soli, ma c’è un attimo<br />
un attimo c’è sempre in cui qualcuno<br />
qualcosa ci raggiunge.<br />
Io vi ringrazio tutti<br />
voi che siete vivi e voi che siete morti,<br />
fatevi abbracciare ancora,<br />
lo farò come so, come posso<br />
Tutto l’universo è un cane affamato,<br />
io sono qui che gli offro le mie ossa.</p>
<p>Lui si che parla da poeta, non come quel narciso impostore che dice di essere nipote di Vecchiatto</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Salvatore D'Angelo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/04/27/carta-strampalata-n-13/#comment-134099</link>

		<dc:creator><![CDATA[Salvatore D'Angelo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 May 2010 09:01:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@maria

non si tratta di visione &quot;salvifica&quot;, cara maria, ma nicciana, prometeica se vuoi, solidarietà di &quot;specie&quot;. Come sai, la natura  ci dice che ogni singolo organismo vivente ha una &quot;durata&quot; a termine e che, in questa durata, tende a &quot;preservare&quot; se stesso. L&#039;insieme di questi organismi costituisce il sistema dell&#039;organico in continua evoluzione  eccetera eccetera.  Ma hai capito benissimo ciò che voglio intendere : la spinta alla vita , sapendo che &quot;tutto finirà&quot; (si trasformerà) va servita con indefettibile voglia di capire &quot;il mistero &quot; delle cose. Oltre questo vi sono due &quot;imposture&quot; benefiche, al loro meglio: l&#039;impostura di credere al sovrannaturale, a un dio creatore eccetera, e l&#039;impostura di &quot;non credervi&quot;. Entrambi i seguaci di tali imposture, però, sono soggetti alle leggi della &quot;natura&quot; ed entrambi finiranno. Entrambi figli della fallacità e violenza delle passioni, degli inganni eccetera eccetera. Io mi sento portato verso una &quot;sensibilità&quot; come quella mostrata da Amenàbar in AGORA&#039;. Nulla di salvifico, ma fiducia in &quot;quel&quot; dono naturale, tutto qua. Vallo a vedere, Agorà, tu che sei donna, ne vale la pena. Ti saluto con questo sonetto pretenzioso  di un impostore che si spaccia per nipote di Attilio Vecchiatto .



SE SIA SOGNO LA VITA LO SAPREMO


Quel che non disse Laerte ad Ulisse.


Se sia sogno la vita lo sapremo
solo nell’ora della nostra morte,
quando vivremo nel vuoto la sorte
dell’anima, il suo mito supremo.

Solo allora, lì nel limite estremo –
con volto d’inerme fanciullo forte
di fede in Dio o nel Nulla – già scorte
le rive dell’Ade, in uno sapremo.

Sarà lì, Ulisse, l’ora sublime
della nostra coscienza, risalendo
i giorni e le notti fino alla culla.

Sarà quella la meta, ma le cime
raggiunte te lo diranno svanendo
“del non vissuto non resta mai nulla!”]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@maria</p>
<p>non si tratta di visione &#8220;salvifica&#8221;, cara maria, ma nicciana, prometeica se vuoi, solidarietà di &#8220;specie&#8221;. Come sai, la natura  ci dice che ogni singolo organismo vivente ha una &#8220;durata&#8221; a termine e che, in questa durata, tende a &#8220;preservare&#8221; se stesso. L&#8217;insieme di questi organismi costituisce il sistema dell&#8217;organico in continua evoluzione  eccetera eccetera.  Ma hai capito benissimo ciò che voglio intendere : la spinta alla vita , sapendo che &#8220;tutto finirà&#8221; (si trasformerà) va servita con indefettibile voglia di capire &#8220;il mistero &#8221; delle cose. Oltre questo vi sono due &#8220;imposture&#8221; benefiche, al loro meglio: l&#8217;impostura di credere al sovrannaturale, a un dio creatore eccetera, e l&#8217;impostura di &#8220;non credervi&#8221;. Entrambi i seguaci di tali imposture, però, sono soggetti alle leggi della &#8220;natura&#8221; ed entrambi finiranno. Entrambi figli della fallacità e violenza delle passioni, degli inganni eccetera eccetera. Io mi sento portato verso una &#8220;sensibilità&#8221; come quella mostrata da Amenàbar in AGORA&#8217;. Nulla di salvifico, ma fiducia in &#8220;quel&#8221; dono naturale, tutto qua. Vallo a vedere, Agorà, tu che sei donna, ne vale la pena. Ti saluto con questo sonetto pretenzioso  di un impostore che si spaccia per nipote di Attilio Vecchiatto .</p>
<p>SE SIA SOGNO LA VITA LO SAPREMO</p>
<p>Quel che non disse Laerte ad Ulisse.</p>
<p>Se sia sogno la vita lo sapremo<br />
solo nell’ora della nostra morte,<br />
quando vivremo nel vuoto la sorte<br />
dell’anima, il suo mito supremo.</p>
<p>Solo allora, lì nel limite estremo –<br />
con volto d’inerme fanciullo forte<br />
di fede in Dio o nel Nulla – già scorte<br />
le rive dell’Ade, in uno sapremo.</p>
<p>Sarà lì, Ulisse, l’ora sublime<br />
della nostra coscienza, risalendo<br />
i giorni e le notti fino alla culla.</p>
<p>Sarà quella la meta, ma le cime<br />
raggiunte te lo diranno svanendo<br />
“del non vissuto non resta mai nulla!”</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: giuliomozzi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/04/27/carta-strampalata-n-13/#comment-134092</link>

		<dc:creator><![CDATA[giuliomozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 May 2010 06:13:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Galbiati, scrivi: &quot;a me pare che aspettare di avere tutti i dati immaginabilil, e in una forma chiara e non controvertibile, prima di poter esprimere un qualsiasi giudizio non sia un buon modo di procedere&quot;.

Penso che sarebbe buon modo di procedere prendere in considerazione - riflettendo anche sulla loro validità e significatività - i dati che sono già disponibili e pubblicati.

Peraltro, credo che diversi gruppi di persone possano avere diversi modi di procedere. La magistratura, ad esempio, deve agire su casi singoli (raccogliendo su di essi tutte le informazioni necessarie: ovvero senza fare processi sommari). Il popolo dei credenti deve agire sulla gerarchia ecclesiastica (e che omertà ci sia stata e ci sia, è un dato certo: ammesso dalla gerarchia stessa). Lo stato deve agire sulla gerarchia: costringendola a dismettere l&#039;omertà, e punendo i singoli responsabili di specifici atti omertosi - ove la cosa costituisca reato. Eccetera. 

Noi invece siamo qui a discutere se sono o non sono vere affermazioni del tipo: &quot;I casi di pedofilia sono da attribuirsi ad un sistema fortemente gerarchico all’interno della chiesa cattolica&quot;; &quot;Vista la frequenza di casi di pedofilia nelle parrocchie di tutto il mondo, delle due l’una: o la causa è il celibato, oppure è l’essere-preti&quot;; &quot;La chiesa di Roma ha un problema evidente con la pedofilia [...], che le altre chiese cristiane non hanno&quot;, eccetera. 

Mi pare che, per l&#039;appunto, possiamo cercare ragionare su queste affermazioni sulla base dei dati già disponibili e pubblicati, ragionando anche sulla loro validità e significatività. 

(Sei anche tu reduce da una discussione su celibato e castità, che si poteva risolvere solo - appunto - informandosi...).

Grazie per la segnalazione. Comprerò &lt;em&gt;Micromega&lt;/em&gt;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Galbiati, scrivi: &#8220;a me pare che aspettare di avere tutti i dati immaginabilil, e in una forma chiara e non controvertibile, prima di poter esprimere un qualsiasi giudizio non sia un buon modo di procedere&#8221;.</p>
<p>Penso che sarebbe buon modo di procedere prendere in considerazione &#8211; riflettendo anche sulla loro validità e significatività &#8211; i dati che sono già disponibili e pubblicati.</p>
<p>Peraltro, credo che diversi gruppi di persone possano avere diversi modi di procedere. La magistratura, ad esempio, deve agire su casi singoli (raccogliendo su di essi tutte le informazioni necessarie: ovvero senza fare processi sommari). Il popolo dei credenti deve agire sulla gerarchia ecclesiastica (e che omertà ci sia stata e ci sia, è un dato certo: ammesso dalla gerarchia stessa). Lo stato deve agire sulla gerarchia: costringendola a dismettere l&#8217;omertà, e punendo i singoli responsabili di specifici atti omertosi &#8211; ove la cosa costituisca reato. Eccetera. </p>
<p>Noi invece siamo qui a discutere se sono o non sono vere affermazioni del tipo: &#8220;I casi di pedofilia sono da attribuirsi ad un sistema fortemente gerarchico all’interno della chiesa cattolica&#8221;; &#8220;Vista la frequenza di casi di pedofilia nelle parrocchie di tutto il mondo, delle due l’una: o la causa è il celibato, oppure è l’essere-preti&#8221;; &#8220;La chiesa di Roma ha un problema evidente con la pedofilia [&#8230;], che le altre chiese cristiane non hanno&#8221;, eccetera. </p>
<p>Mi pare che, per l&#8217;appunto, possiamo cercare ragionare su queste affermazioni sulla base dei dati già disponibili e pubblicati, ragionando anche sulla loro validità e significatività. </p>
<p>(Sei anche tu reduce da una discussione su celibato e castità, che si poteva risolvere solo &#8211; appunto &#8211; informandosi&#8230;).</p>
<p>Grazie per la segnalazione. Comprerò <em>Micromega</em>.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lorenzo galbiati		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/04/27/carta-strampalata-n-13/#comment-134076</link>

		<dc:creator><![CDATA[lorenzo galbiati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 May 2010 18:51:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mozzi,
vedo che perdi tempo anche a correggermi se dico sito web al posto di pagina di wikipedia, con tanto di citazione biblica: contento te, contenti tutti.

Comunque, a me pare che aspettare di avere tutti i dati immaginabilil, e in una forma chiara e non controvertibile, prima di poter esprimere un qualsiasi giudizio non sia un buon modo di procedere, per il semplice fatto che si rischia di non dare mai un giudizio e di trincerarsi dietro a un &quot;è tutto nebuloso, non si può dir nulla&quot; che non spiega appunto nulla di quel che sta accadendo nella vita della Chiesa.
Vale a dire: che ci sia un problema pedofilia nella Chiesa cattolica, che non si può ridurre a: ma è così ovunque, con le stesse proporzioni, nelle chiese cristiane o nella società civile, è palese dagli stessi comportamenti della Chiesa. 

Faccio presente infine, su questo tema, che il nuovo numero di Micromega ospita dati e dibattiti su Chiesa e pedofilia.
Parlo di Micromega n.4/2010, diviso in due fascicoli.

Il primo, in tema con il post: L&#039;inganno della sindone, numero monografico 


Il secondo, in tema con i commenti: (prima una parte su Napolitano e poi) Chiesa e chiesa pedofila.
Su quest&#039;ultimo ci sono questi articoli:
-Italia, cuccagna dei preti pedofili di V.L. Gaito
Dove si legge per es. che la sola diocesi di Los Angeles pagò nel 2007 660 milioni di dollari a circa 500 vittime, dove si citano i 4.300 casi isolati di preti pedofili negli USA e dove alla fine c&#039;è una tabella su preti e pedofilia nei tribunali italiani con data dei processi e accuse.
-Carta canta: la pedofilia nei testi ufficiali del Vaticano di V. Gigante.
dove si cita per es. il caso di L. Murphy del Wisconsin, che avrebbe abusato di oltre 200 ragazzi tra il 1950 e il 1974 (che schifo). Il New York Times ha pubblicato la corrispondenza tra il vescovo che denunciava il fatto e l&#039;ex Santo Uffizio presieduto da Ratzinger. Quando Bertone a nome di Ratzinger diede inizio al processo canonico,  erano scaduti i termini della prescrizione, e inoltre il prete si dichiarava pentito e si era ritirato a vita solitaria. Ecco un caso dei 4300 che non è stato condannato: oltre 200 ragazzi abusati (che schifo).
-Un&#039;altra chiesa è possibile - intervista a H Kung di G. Castagnoli.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mozzi,<br />
vedo che perdi tempo anche a correggermi se dico sito web al posto di pagina di wikipedia, con tanto di citazione biblica: contento te, contenti tutti.</p>
<p>Comunque, a me pare che aspettare di avere tutti i dati immaginabilil, e in una forma chiara e non controvertibile, prima di poter esprimere un qualsiasi giudizio non sia un buon modo di procedere, per il semplice fatto che si rischia di non dare mai un giudizio e di trincerarsi dietro a un &#8220;è tutto nebuloso, non si può dir nulla&#8221; che non spiega appunto nulla di quel che sta accadendo nella vita della Chiesa.<br />
Vale a dire: che ci sia un problema pedofilia nella Chiesa cattolica, che non si può ridurre a: ma è così ovunque, con le stesse proporzioni, nelle chiese cristiane o nella società civile, è palese dagli stessi comportamenti della Chiesa. </p>
<p>Faccio presente infine, su questo tema, che il nuovo numero di Micromega ospita dati e dibattiti su Chiesa e pedofilia.<br />
Parlo di Micromega n.4/2010, diviso in due fascicoli.</p>
<p>Il primo, in tema con il post: L&#8217;inganno della sindone, numero monografico </p>
<p>Il secondo, in tema con i commenti: (prima una parte su Napolitano e poi) Chiesa e chiesa pedofila.<br />
Su quest&#8217;ultimo ci sono questi articoli:<br />
-Italia, cuccagna dei preti pedofili di V.L. Gaito<br />
Dove si legge per es. che la sola diocesi di Los Angeles pagò nel 2007 660 milioni di dollari a circa 500 vittime, dove si citano i 4.300 casi isolati di preti pedofili negli USA e dove alla fine c&#8217;è una tabella su preti e pedofilia nei tribunali italiani con data dei processi e accuse.<br />
-Carta canta: la pedofilia nei testi ufficiali del Vaticano di V. Gigante.<br />
dove si cita per es. il caso di L. Murphy del Wisconsin, che avrebbe abusato di oltre 200 ragazzi tra il 1950 e il 1974 (che schifo). Il New York Times ha pubblicato la corrispondenza tra il vescovo che denunciava il fatto e l&#8217;ex Santo Uffizio presieduto da Ratzinger. Quando Bertone a nome di Ratzinger diede inizio al processo canonico,  erano scaduti i termini della prescrizione, e inoltre il prete si dichiarava pentito e si era ritirato a vita solitaria. Ecco un caso dei 4300 che non è stato condannato: oltre 200 ragazzi abusati (che schifo).<br />
-Un&#8217;altra chiesa è possibile &#8211; intervista a H Kung di G. Castagnoli.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Alcor		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/04/27/carta-strampalata-n-13/#comment-134065</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alcor]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 May 2010 15:09:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mozzi, sì, avevo letto quello che hai scritto, ed è vero che il quadro è avvolto nelle nebbie prodotte della gerarchia, con nebbie qui intendevo piuttosto le nebbie della nostra percezione, che se è pessimista lo è per la nostra esperienza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mozzi, sì, avevo letto quello che hai scritto, ed è vero che il quadro è avvolto nelle nebbie prodotte della gerarchia, con nebbie qui intendevo piuttosto le nebbie della nostra percezione, che se è pessimista lo è per la nostra esperienza.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: maria		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/04/27/carta-strampalata-n-13/#comment-134059</link>

		<dc:creator><![CDATA[maria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 May 2010 13:03:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[si riuscirà a inventare una “tecnologia” tale da poter empiricamente dimostrare che il vecchio Einstein aveva ragione a proposito della quarta dimensione, della compressione spazio-temporale; e allora si potrà viaggiare nello spazio tempo a velocità superiori alla luce e salvarci dalla catastrofe dell’universo, chissà… 

maria
o mamma mia che visione salvifica, considerare che tutto finirà non convince nemmeno i laici a quanto vedo:-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>si riuscirà a inventare una “tecnologia” tale da poter empiricamente dimostrare che il vecchio Einstein aveva ragione a proposito della quarta dimensione, della compressione spazio-temporale; e allora si potrà viaggiare nello spazio tempo a velocità superiori alla luce e salvarci dalla catastrofe dell’universo, chissà… </p>
<p>maria<br />
o mamma mia che visione salvifica, considerare che tutto finirà non convince nemmeno i laici a quanto vedo:-)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Salvatore D'Angelo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/04/27/carta-strampalata-n-13/#comment-134058</link>

		<dc:creator><![CDATA[Salvatore D'Angelo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 May 2010 12:51:48 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=33483#comment-134058</guid>

					<description><![CDATA[A tale proposito v&#039;invito a vedere  AGORA&#039; il bellissimo film di Alejandro Amenàbar (autore di The Others, Mare Dentro), sulla figura della filosofa e astronoma Ipazia, vissuta nel 432 d.c., letteralmente cancellata via dalla storia ufficiale. Il film, dal linguaggio spettacolare (ma non hollywoodiano, come è stato acidamente sostenuto), è una grande lezione di laicità, un vero e proprio canto d&#039;amore per l&#039;uomo e la sua fragilità, il cui vero grande dono risiede proprio nella coriacea e indefettibile voglia di penetrare il &quot;mistero&quot; dell&#039;universo, mettendo sempre e comunque in discussione le &quot;verità rivelate&quot;, anche quelle &quot;scientificamente date&quot; in un determinato momento storico; e questo mentre intorno infuriano le violenze degli &quot;assoluti&quot; e le lotte di potere, d&#039;ogni tipo : ciò che aveva intuito Aristarco di Samotracia (la teoria eliocentrica) e che Ipazia aveva rilanciato con l&#039;intuizione delle ellissi dei corpi celesti e dei suoi fuochi, è cozzato per un millennio e più contro il monolite della visione &quot;tolemaica&quot;, ci son voluti 1200 anni  dopo Ipazia per smontarne la fallacità (Con Keplero) e c&#039;è voluto il sacrificio di Galilei; altri 1400 anni perchè Newton dimostrasse la legge della caduta dei gravi e dell&#039;attrazione terrestre (che Ipazia aveva intuito e  spiegato ma non dimostrato).... Lo stesso per le Grandi Imposture religiose: 7000 e più anni per le Teogonie e per il sistema degli dei e degli idoli; duemiladieci anni (cristiani) e 1300 e dispari (islàm) per le religioni monotesitiche (tuttora vigenti)...evolveranno e spariranno anche queste...forse assieme all&#039;uomo stesso, chissà (sarà un&#039;asteroide, il sole trasformato in stella nana che esplode e si mangia il sistema dei suoi pianeti, una catastrofe nucleare e similia, chissà : l&#039;indefettibile speranza, però: fino ad allora ci sarà sempre chi, sordo alle violenze dei tromboni assolutisti d&#039;ogni razza, cercherà di spiegarsi il meccanismo delle cose e offrirà doni meravigliosi alle generazioni umane, e chissà, scoperto il segreto di addomesticare  la fissione nucleare dagli  effetti distruttivi, si riuscirà a inventare una &quot;tecnologia&quot; tale da poter empiricamente dimostrare che il vecchio Einstein aveva  ragione a proposito della quarta dimensione, della compressione spazio-temporale; e allora si potrà viaggiare nello spazio tempo a velocità superiori alla luce e salvarci dalla catastrofe dell&#039;universo, chissà... Socci, sésé! ma pure allora..&#039;a semmenta &#039;re fessi...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A tale proposito v&#8217;invito a vedere  AGORA&#8217; il bellissimo film di Alejandro Amenàbar (autore di The Others, Mare Dentro), sulla figura della filosofa e astronoma Ipazia, vissuta nel 432 d.c., letteralmente cancellata via dalla storia ufficiale. Il film, dal linguaggio spettacolare (ma non hollywoodiano, come è stato acidamente sostenuto), è una grande lezione di laicità, un vero e proprio canto d&#8217;amore per l&#8217;uomo e la sua fragilità, il cui vero grande dono risiede proprio nella coriacea e indefettibile voglia di penetrare il &#8220;mistero&#8221; dell&#8217;universo, mettendo sempre e comunque in discussione le &#8220;verità rivelate&#8221;, anche quelle &#8220;scientificamente date&#8221; in un determinato momento storico; e questo mentre intorno infuriano le violenze degli &#8220;assoluti&#8221; e le lotte di potere, d&#8217;ogni tipo : ciò che aveva intuito Aristarco di Samotracia (la teoria eliocentrica) e che Ipazia aveva rilanciato con l&#8217;intuizione delle ellissi dei corpi celesti e dei suoi fuochi, è cozzato per un millennio e più contro il monolite della visione &#8220;tolemaica&#8221;, ci son voluti 1200 anni  dopo Ipazia per smontarne la fallacità (Con Keplero) e c&#8217;è voluto il sacrificio di Galilei; altri 1400 anni perchè Newton dimostrasse la legge della caduta dei gravi e dell&#8217;attrazione terrestre (che Ipazia aveva intuito e  spiegato ma non dimostrato)&#8230;. Lo stesso per le Grandi Imposture religiose: 7000 e più anni per le Teogonie e per il sistema degli dei e degli idoli; duemiladieci anni (cristiani) e 1300 e dispari (islàm) per le religioni monotesitiche (tuttora vigenti)&#8230;evolveranno e spariranno anche queste&#8230;forse assieme all&#8217;uomo stesso, chissà (sarà un&#8217;asteroide, il sole trasformato in stella nana che esplode e si mangia il sistema dei suoi pianeti, una catastrofe nucleare e similia, chissà : l&#8217;indefettibile speranza, però: fino ad allora ci sarà sempre chi, sordo alle violenze dei tromboni assolutisti d&#8217;ogni razza, cercherà di spiegarsi il meccanismo delle cose e offrirà doni meravigliosi alle generazioni umane, e chissà, scoperto il segreto di addomesticare  la fissione nucleare dagli  effetti distruttivi, si riuscirà a inventare una &#8220;tecnologia&#8221; tale da poter empiricamente dimostrare che il vecchio Einstein aveva  ragione a proposito della quarta dimensione, della compressione spazio-temporale; e allora si potrà viaggiare nello spazio tempo a velocità superiori alla luce e salvarci dalla catastrofe dell&#8217;universo, chissà&#8230; Socci, sésé! ma pure allora..&#8217;a semmenta &#8216;re fessi&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Salvatore D'Angelo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/04/27/carta-strampalata-n-13/#comment-134053</link>

		<dc:creator><![CDATA[Salvatore D'Angelo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 May 2010 12:22:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quello delle icone piangenti e sanguinanti è trucco antico quanto il mondo, prontamente sinergizzato dalla chiesa cattolica. Tito Livio, in &quot;Ab Urbe Condita Annales &quot;(o Libri), opera in 142 libri sulla storia di Roma dalle origini mitiche (800 e dispari a.C.) fino alla disfatta di Varo nella foresta di Teutoburgo (9 d.C.), nel corso della narrazione storica, nei primi dieci libri (che son quelli rimasti integri; degli altri vi sono frammenti o riassunti posticci), alla fine delle vicende narrate riporta sempre un quadro riassuntivo di &quot;fatti prodigiosi e notevoli&quot; occorsi nell&#039;anno di cui narra: e riferisce, puntuale, un po&#039;  qua un po&#039; là in Italia (Rimini, Viterbo, campagna abruzzese) di statue di Diana trivia o di Giunone piangenti lacrime di sangue ( e si narra di vicende tra il 420 e il 239 avanti Cristo).... Cose stravecchie quanto il mondo, appunto, che affondano radice nella notte dei tempi e ancora resistono fino a noi, fino alla Sindone che, con tutto il rispetto per il sentimento religioso, di santa impostura si tratta , come tutte le religioni (la penso come pecoraro)... Socci, poi, &quot;è carta conosciuta&quot;...Dunque, di cosa si parla?  Che dire, vale sempre il vecchio adagio &quot;&#039;A semmenta &#039;re fessi nu more maje&quot; (fessi, qui, nel senso di creduloni). 
Quello che , invece, non va sottovalutato, è il continuo tentativo delle gerarchie ecclesiastiche e di ogni pensiero irrazionale e totalizzante di asservire il pensiero e il metodo laico e scientifico alla propria visione e strategia, cercando sempre e comunque di &quot;espungere&quot; i principi della separatezza e laicità dello Stato rispetto alla Religione. Ci provano sempre e comunque... E qui, non bisogna mai abbassare la guardia e allentare la vigilanza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quello delle icone piangenti e sanguinanti è trucco antico quanto il mondo, prontamente sinergizzato dalla chiesa cattolica. Tito Livio, in &#8220;Ab Urbe Condita Annales &#8220;(o Libri), opera in 142 libri sulla storia di Roma dalle origini mitiche (800 e dispari a.C.) fino alla disfatta di Varo nella foresta di Teutoburgo (9 d.C.), nel corso della narrazione storica, nei primi dieci libri (che son quelli rimasti integri; degli altri vi sono frammenti o riassunti posticci), alla fine delle vicende narrate riporta sempre un quadro riassuntivo di &#8220;fatti prodigiosi e notevoli&#8221; occorsi nell&#8217;anno di cui narra: e riferisce, puntuale, un po&#8217;  qua un po&#8217; là in Italia (Rimini, Viterbo, campagna abruzzese) di statue di Diana trivia o di Giunone piangenti lacrime di sangue ( e si narra di vicende tra il 420 e il 239 avanti Cristo)&#8230;. Cose stravecchie quanto il mondo, appunto, che affondano radice nella notte dei tempi e ancora resistono fino a noi, fino alla Sindone che, con tutto il rispetto per il sentimento religioso, di santa impostura si tratta , come tutte le religioni (la penso come pecoraro)&#8230; Socci, poi, &#8220;è carta conosciuta&#8221;&#8230;Dunque, di cosa si parla?  Che dire, vale sempre il vecchio adagio &#8220;&#8216;A semmenta &#8216;re fessi nu more maje&#8221; (fessi, qui, nel senso di creduloni).<br />
Quello che , invece, non va sottovalutato, è il continuo tentativo delle gerarchie ecclesiastiche e di ogni pensiero irrazionale e totalizzante di asservire il pensiero e il metodo laico e scientifico alla propria visione e strategia, cercando sempre e comunque di &#8220;espungere&#8221; i principi della separatezza e laicità dello Stato rispetto alla Religione. Ci provano sempre e comunque&#8230; E qui, non bisogna mai abbassare la guardia e allentare la vigilanza.</p>
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		Di: georgia		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[georgia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 May 2010 10:47:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[:-))))))))))) ... lungi da me l&#039;intenzione di fare un doppio senso ... era davvero il bosco di birnan del macbeth]]></description>
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		Di: made in caina		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[made in caina]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 May 2010 10:37:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[sì, mi salvo dentro ciò in cui amo perdermi...]]></description>
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