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	Commenti a: La libertà di Internet: proteggerla prima di progettarla (1)	</title>
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		Di: Sascha		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sascha]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 05:51:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In effetti, per non allargare troppo il campo, invece di farne una domanda in una lista (notoriamente non felicissima) il punto dell&#039;influenza dei nuovi media sulla letteratura potrebbe essere il vero centro della discussione. Come ho detto, le parole di Cepollaro, un ex entusiasta ora più dubbioso, mi sembrano cogliere il punto perfettamente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In effetti, per non allargare troppo il campo, invece di farne una domanda in una lista (notoriamente non felicissima) il punto dell&#8217;influenza dei nuovi media sulla letteratura potrebbe essere il vero centro della discussione. Come ho detto, le parole di Cepollaro, un ex entusiasta ora più dubbioso, mi sembrano cogliere il punto perfettamente.</p>
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		Di: Sascha		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sascha]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 05:43:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Beh, sì. 
Trovo abbastanza affascinante come tutta quella tradizione di studio che indagava sui mutamenti sociali indotti dai cambiamenti delle tecnologie di comunicazione e che di solito si identifica col nome di Marshall McLuhan sia oggi ossificata e messa al servizio di un ideale di partito. Anche le più ambiziose ricerche sull&#039;effetto delle reti sono legate a un pregiudizio positivo e negano o sminuiscono i dati negativi (vedi la lunga serie di disclaimer sui rapporti fra la Rete e la crisi finanziarie o anche solo, per rimanere a NI, la convizione non sostenuta dai fatti di un effetto positivo della Rete sulla letteratura - che qualcuno, come Cepollaro, comincia a dubitare).
Avendo deciso che la diffusione della Rete rappresenta tutto il meglio che l&#039;umanità possa sperare tutta la realtà viene interpretata attraverso schemi indiscussi e non percepiti come tali, cioè come costrutti ideologici, da quanti li considerano fatti. Ogni problema che può essere attribuito alla Rete viene risolto con lo slogan &#039;più Rete!&#039;. Qualsiasi tentativo d&#039;intervento governativo è considerato come il Male mentre si ignorano o applaudono forme di regolamentazione private in mane a poche corporations di solito americane. Si sostiene con sicurezza che i governi temono la Rete, ne sono minacciati, non la capiscono, senza darsi la pena di dimostrare come questo avvenga, più che altro per paura di scoprire che ciò NON sta avvenendo. Si proclama l&#039;importanza della Rete per chi combatte la libertà nei paesi autoritari senza pensare all&#039;impotenza della Rete nei paesi democratici.
Mi rendo conto che questo è un po&#039; caricaturale e che di analisi un po&#039; più serie della Rete se ne trovano anche (a cercarle molto, molto bene) ma direi che è il comune sentire del &#039;popolo del web&#039; in migliaia e migliaia di forum e blog e newsgroup.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Beh, sì.<br />
Trovo abbastanza affascinante come tutta quella tradizione di studio che indagava sui mutamenti sociali indotti dai cambiamenti delle tecnologie di comunicazione e che di solito si identifica col nome di Marshall McLuhan sia oggi ossificata e messa al servizio di un ideale di partito. Anche le più ambiziose ricerche sull&#8217;effetto delle reti sono legate a un pregiudizio positivo e negano o sminuiscono i dati negativi (vedi la lunga serie di disclaimer sui rapporti fra la Rete e la crisi finanziarie o anche solo, per rimanere a NI, la convizione non sostenuta dai fatti di un effetto positivo della Rete sulla letteratura &#8211; che qualcuno, come Cepollaro, comincia a dubitare).<br />
Avendo deciso che la diffusione della Rete rappresenta tutto il meglio che l&#8217;umanità possa sperare tutta la realtà viene interpretata attraverso schemi indiscussi e non percepiti come tali, cioè come costrutti ideologici, da quanti li considerano fatti. Ogni problema che può essere attribuito alla Rete viene risolto con lo slogan &#8216;più Rete!&#8217;. Qualsiasi tentativo d&#8217;intervento governativo è considerato come il Male mentre si ignorano o applaudono forme di regolamentazione private in mane a poche corporations di solito americane. Si sostiene con sicurezza che i governi temono la Rete, ne sono minacciati, non la capiscono, senza darsi la pena di dimostrare come questo avvenga, più che altro per paura di scoprire che ciò NON sta avvenendo. Si proclama l&#8217;importanza della Rete per chi combatte la libertà nei paesi autoritari senza pensare all&#8217;impotenza della Rete nei paesi democratici.<br />
Mi rendo conto che questo è un po&#8217; caricaturale e che di analisi un po&#8217; più serie della Rete se ne trovano anche (a cercarle molto, molto bene) ma direi che è il comune sentire del &#8216;popolo del web&#8217; in migliaia e migliaia di forum e blog e newsgroup.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: La libertà di Internet: proteggerla prima di progettarla (2) &#8211; Nazione Indiana		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/04/28/la-liberta-di-internet-proteggerla-prima-di-diffonderla-1/#comment-133819</link>

		<dc:creator><![CDATA[La libertà di Internet: proteggerla prima di progettarla (2) &#8211; Nazione Indiana]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 05:04:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] Zuckerman &#8211; traduzione di B. Borgato e B. Parrella &#8211; leggi la prima parte Per sperare di vedere fornitori come Facebook propagare la libertà di Internet in questi ambienti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Zuckerman &#8211; traduzione di B. Borgato e B. Parrella &#8211; leggi la prima parte Per sperare di vedere fornitori come Facebook propagare la libertà di Internet in questi ambienti [&#8230;]</p>
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		<title>
		Di: jan reister		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/04/28/la-liberta-di-internet-proteggerla-prima-di-diffonderla-1/#comment-133813</link>

		<dc:creator><![CDATA[jan reister]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 20:55:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2010/04/28/la-liberta-di-internet-proteggerla-prima-di-diffonderla-1/#comment-133806&quot;&gt;Sascha&lt;/a&gt;.

Sascha scrive:


&lt;blockquote&gt;A me, francamente, a questo punto interesserebbe un discorso serio non sui modelli di cambiamento resi possibili ma sui cambiamenti effettivamente risultati dalla diffusione delle nuove tecnologie di comunicazione digitali negli ultimi trent’anni.&lt;/blockquote&gt;

Cioé da quando esistono. Perbacco!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2010/04/28/la-liberta-di-internet-proteggerla-prima-di-diffonderla-1/#comment-133806">Sascha</a>.</p>
<p>Sascha scrive:</p>
<blockquote><p>A me, francamente, a questo punto interesserebbe un discorso serio non sui modelli di cambiamento resi possibili ma sui cambiamenti effettivamente risultati dalla diffusione delle nuove tecnologie di comunicazione digitali negli ultimi trent’anni.</p></blockquote>
<p>Cioé da quando esistono. Perbacco!</p>
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		<title>
		Di: Sascha		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/04/28/la-liberta-di-internet-proteggerla-prima-di-diffonderla-1/#comment-133806</link>

		<dc:creator><![CDATA[Sascha]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 17:46:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A me, francamente, a questo punto interesserebbe un discorso serio non sui modelli di cambiamento resi possibili ma sui cambiamenti effettivamente risultati dalla diffusione delle nuove tecnologie di comunicazione digitali negli ultimi trent&#039;anni. Magari si scoprirebbe che non sono stati così favolosamente positivi. Le sempre più vaste e frequenti crisi finanziarie sono il caso più plateale e che provoca le più veementi smentite dei tecnofili (ma l&#039;aneddoto resta: Bernie Madoff presidente del Nasdaq). Ma, più vicino a casa, un tema molto caro a NI: nel 1993, quando scese in campo B., la Rete era una realtà minuscola in Italia e, curiosamente, il suo potere è cresciuto di pari passo con la Rete che sembra favorire più lui che i &#039;movimenti della società civile&#039; e i &#039;circoli underground italiani&#039;.
Nel post scorso Zuckerman citava vari teorie più o meno esplicite dispiegate dai sostenitori della Rete come strumento di cambiamento e che sono sottoscritte da tutti quanti vogliono scaricare dischi e film gratis in cambio di &#039;attenzione&#039;. Ecco, quelle sono le cose che andrebbero messe in discussione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A me, francamente, a questo punto interesserebbe un discorso serio non sui modelli di cambiamento resi possibili ma sui cambiamenti effettivamente risultati dalla diffusione delle nuove tecnologie di comunicazione digitali negli ultimi trent&#8217;anni. Magari si scoprirebbe che non sono stati così favolosamente positivi. Le sempre più vaste e frequenti crisi finanziarie sono il caso più plateale e che provoca le più veementi smentite dei tecnofili (ma l&#8217;aneddoto resta: Bernie Madoff presidente del Nasdaq). Ma, più vicino a casa, un tema molto caro a NI: nel 1993, quando scese in campo B., la Rete era una realtà minuscola in Italia e, curiosamente, il suo potere è cresciuto di pari passo con la Rete che sembra favorire più lui che i &#8216;movimenti della società civile&#8217; e i &#8216;circoli underground italiani&#8217;.<br />
Nel post scorso Zuckerman citava vari teorie più o meno esplicite dispiegate dai sostenitori della Rete come strumento di cambiamento e che sono sottoscritte da tutti quanti vogliono scaricare dischi e film gratis in cambio di &#8216;attenzione&#8217;. Ecco, quelle sono le cose che andrebbero messe in discussione.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: jan reister		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/04/28/la-liberta-di-internet-proteggerla-prima-di-diffonderla-1/#comment-133805</link>

		<dc:creator><![CDATA[jan reister]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 17:06:08 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=33118#comment-133805</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2010/04/28/la-liberta-di-internet-proteggerla-prima-di-diffonderla-1/#comment-133781&quot;&gt;NeGa&lt;/a&gt;.

Nevio Gambula scrive: 

&lt;blockquote&gt;Che senso ha questo modo di porre le cose?&lt;/blockquote&gt;

Le nazioni e la loro politica non sono una cosa monolitica, ma fatta di varie voci e interessi volta per volta messi insieme. Il Patriot Act, rinnovato da Obama, è comunque da tempo in discussione, specie per gli abusi che esso ha permesso sotto l&#039;amministrazione Bush. Che gli Stati Uniti inizino a lavorare sul fronte della libertà di espressione e sui diritti civili in rete è un bene di per se, indipendentemente dai singoli passi di Obama. L&#039;idea è la creazione di un sistema di incentivi per la promozione della libertà di espressione, incentivi fatti di politica estera, marketing nazionale, politiche commerciali. Le aziende americane sono quelle che sono: Yahoo, che ha consegnato dissidenti cinesi al carcere, Microsoft (MS e best practices: un ossimoro), Google. Io trovo interessanti le domande poste da Zuckerman sul modello di cambiamento reso possibile dalla rete e credo che siano attuali anche in politica interna, nei movimendi della società civile, nei circoli underground italiani.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2010/04/28/la-liberta-di-internet-proteggerla-prima-di-diffonderla-1/#comment-133781">NeGa</a>.</p>
<p>Nevio Gambula scrive: </p>
<blockquote><p>Che senso ha questo modo di porre le cose?</p></blockquote>
<p>Le nazioni e la loro politica non sono una cosa monolitica, ma fatta di varie voci e interessi volta per volta messi insieme. Il Patriot Act, rinnovato da Obama, è comunque da tempo in discussione, specie per gli abusi che esso ha permesso sotto l&#8217;amministrazione Bush. Che gli Stati Uniti inizino a lavorare sul fronte della libertà di espressione e sui diritti civili in rete è un bene di per se, indipendentemente dai singoli passi di Obama. L&#8217;idea è la creazione di un sistema di incentivi per la promozione della libertà di espressione, incentivi fatti di politica estera, marketing nazionale, politiche commerciali. Le aziende americane sono quelle che sono: Yahoo, che ha consegnato dissidenti cinesi al carcere, Microsoft (MS e best practices: un ossimoro), Google. Io trovo interessanti le domande poste da Zuckerman sul modello di cambiamento reso possibile dalla rete e credo che siano attuali anche in politica interna, nei movimendi della società civile, nei circoli underground italiani.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: NeGa		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/04/28/la-liberta-di-internet-proteggerla-prima-di-diffonderla-1/#comment-133781</link>

		<dc:creator><![CDATA[NeGa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 07:37:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Francamente interdetto (e irritato).

Si applaude all&#039;Amm. USA per l&#039;interesse mostrato &quot;verso l&#039;utilizzo di internet per promuovere riforme politiche in società chiuse e autoritarie&quot;, sino ad immaginare una vera e propria &quot;strategia americana per la libertà della rete a livello globale&quot;, coinvolgendo niente meno che le grandi istituzioni libertarie Microsoft e Yahoo, senza nominare mai il recente rinnovo, voluto da Obama, del Patriot Act, quello che prevede - guarda un po&#039; - il controllo e l&#039;intercettazione e l&#039;eventuale censura di ogni comunicazione. Che senso ha questo modo di porre le cose? Certo, gli USA non aggrediscono direttamente le opinioni dei cittadini così come accade in Cina, Iran, etc.; possono permettersi di farlo a ragion veduta. In fondo, il fatto di essere la nazione tecnologicamente più avanzata gli permette di salvare le apparenze: riescono a nascondere meglio l&#039;invasività del controllo.

[Scusate, ma quella di Microsoft che lavora per trovare le migliori pratiche per la tutela della privacy è veramente divertente]

NeGa]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Francamente interdetto (e irritato).</p>
<p>Si applaude all&#8217;Amm. USA per l&#8217;interesse mostrato &#8220;verso l&#8217;utilizzo di internet per promuovere riforme politiche in società chiuse e autoritarie&#8221;, sino ad immaginare una vera e propria &#8220;strategia americana per la libertà della rete a livello globale&#8221;, coinvolgendo niente meno che le grandi istituzioni libertarie Microsoft e Yahoo, senza nominare mai il recente rinnovo, voluto da Obama, del Patriot Act, quello che prevede &#8211; guarda un po&#8217; &#8211; il controllo e l&#8217;intercettazione e l&#8217;eventuale censura di ogni comunicazione. Che senso ha questo modo di porre le cose? Certo, gli USA non aggrediscono direttamente le opinioni dei cittadini così come accade in Cina, Iran, etc.; possono permettersi di farlo a ragion veduta. In fondo, il fatto di essere la nazione tecnologicamente più avanzata gli permette di salvare le apparenze: riescono a nascondere meglio l&#8217;invasività del controllo.</p>
<p>[Scusate, ma quella di Microsoft che lavora per trovare le migliori pratiche per la tutela della privacy è veramente divertente]</p>
<p>NeGa</p>
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