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	Commenti a: La scuola è finita	</title>
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		<title>
		Di: lorenzo galbiati		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/05/01/la-scuola-e-finita/#comment-135970</link>

		<dc:creator><![CDATA[lorenzo galbiati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 14:32:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cari amici di NI e cari lettori che avete qui scritto, gli scrutini sono imminenti e con essi anche il blocco degli stessi proposto da CGIL e altri sindacati, vista l&#039;iniquità della manovra del governo, che taglia i fondi per la scuola nella cosiddetta riforma Gelmini e che non garantisce la copertura finanziaria dei corsi di recupero che ogni scuola è tenuta a fare, almeno nelle materie principali, per i ragazzi rimandati a settembre.
Sono a conoscenza di molte iniziative di docenti nella provincia di Milano per bloccare gli scrutini il 13 e il 14 o per mettere il 6 politico agli studenti che se rimandati non potrebbero usufruire dei corsi di recupero.
Mi auguro NI faccia la sua parte nell&#039;informare su queste iniziative dato che con Belpoliti è stata la prima a lanciare il sasso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cari amici di NI e cari lettori che avete qui scritto, gli scrutini sono imminenti e con essi anche il blocco degli stessi proposto da CGIL e altri sindacati, vista l&#8217;iniquità della manovra del governo, che taglia i fondi per la scuola nella cosiddetta riforma Gelmini e che non garantisce la copertura finanziaria dei corsi di recupero che ogni scuola è tenuta a fare, almeno nelle materie principali, per i ragazzi rimandati a settembre.<br />
Sono a conoscenza di molte iniziative di docenti nella provincia di Milano per bloccare gli scrutini il 13 e il 14 o per mettere il 6 politico agli studenti che se rimandati non potrebbero usufruire dei corsi di recupero.<br />
Mi auguro NI faccia la sua parte nell&#8217;informare su queste iniziative dato che con Belpoliti è stata la prima a lanciare il sasso.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Mirco		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/05/01/la-scuola-e-finita/#comment-135368</link>

		<dc:creator><![CDATA[Mirco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 May 2010 22:41:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono capitato suq uesto articolo per caso, ma mi pare che la maggior parte delle persone che hanno scritto qui non si rendano realmente conto che la scuola pubblica è fallimentare, lo è sempre stata e non può essere differentemente. In passato funzionava meglio, solo perché viveva del lavoro di persone formate in ambiti differenti che hanno portato avanti i vecchi metodi per inerzia. Ma l&#039;inerzia, prima o poi finisce.

Le uniche persone che hanno un interesse diretto nell&#039;istruzione sono gli alunni e i loro genitori. Gli insegnanti non hanno interesse ad assicurarsi che i bambini imparino, solo che arrivi lo stipendio a fine mese. Nella scuola pubblica lo stipendio è certo, quindi perché darsi tanto da fare?

Io ho notizie di presidi che vietano ai loro docenti di bocciare gli alunni che hanno insufficenza, &quot;Perché non c&#039;è posto&quot;; alunni che escono dalle elementari senza saper leggere o scrivere decentemente o saper far di conto adeguatamente. La scuola pubblica ha fallito nel preparali e nessuno li risarcirà di una vita preparata per il fallimento continuo. Qualcuno di questi rimedierà, ma non tutti, e comunque il prezzo sarà di non poter raggiungere l&#039;eccellenza che era possibile, un lavoro remunerato e soddisfacente.

Personalmente, credo che la scuola pubblica sia sempre e solo servita a creare cittadini obbedienti e passivi, non a formare individui indipendenti e creativi. Spero di poter vedere la scomparsa di una istituzione che aveva (poco) senso all&#039;inizio dell&#039;era industriale e adesso non ne ha nessuno. Le scuole pubbliche sono fallimentari sia in America che in Europa e sono decadute al livello di un ufficio postale, se non peggio. Servono come luogo di indottrinamento politico, non di istruzione.

La mia proposta è che dovrebbero dare ai genitori la somma che lo stato spende ogni anno per far andare a scuola il bambino (7500 euro) e dir loro di arrangiarsi. Al massimo, legare questi soldi al conseguimento di obiettivi scolastici. Così i genitori avrebbero interesse a far si che il pupo sia istruito e ad ottenere il risultato spendendo il meno possibile.

L&#039;istruzione di un bambino costa circa 250 euro all&#039;anno (questo è il costo sostenuto da un signore chiamato Arthur Robinson per istruire a casa i suoi 6 figli, da solo, visto che è rimasto vedovo (e sono tutti laureati in materie scientifiche, hanno saltato due anni di università e la maggior parte ha pure un dottorato).  Il resto (gli altri 7000 euro) sono soldi che vanno a mantenere un impianto burocratico, statalizzato, inefficente e sprecone. Non vedo perché si debba cambiare libri di testo ogni anno o due (a parte per la mazzetta agli editori); libri open source o creative common andrebbero altrettanto bene per il 99% delle materie e dei curriculum.

Quando un singolo riesce ad ottenere risultati di gran lunga migliori di una istituzione, allora l&#039;istituzione è inutile. L&#039;istituzione dovrebbe, sempre, ottenere risultati migliori, perché ha più mezzi, più personale specializzato e più esperienza. Se fallisce dovrebbe essere abolita.

Il momento in cui vedrò che maestri e professori incapaci vengono licenziati e le scuole chiuse perché fallimentari, allora credere che forse la scuola pubblica è riformabile. Ma fino a che non ci sarà modo di premiare e punire i docenti e le scuole per i loro successi e i loro fallimenti, ogni discorso è inutile. tanto vale discutere del sesso degli angeli e di quanti ce ne stanno sulla punta di uno spillo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono capitato suq uesto articolo per caso, ma mi pare che la maggior parte delle persone che hanno scritto qui non si rendano realmente conto che la scuola pubblica è fallimentare, lo è sempre stata e non può essere differentemente. In passato funzionava meglio, solo perché viveva del lavoro di persone formate in ambiti differenti che hanno portato avanti i vecchi metodi per inerzia. Ma l&#8217;inerzia, prima o poi finisce.</p>
<p>Le uniche persone che hanno un interesse diretto nell&#8217;istruzione sono gli alunni e i loro genitori. Gli insegnanti non hanno interesse ad assicurarsi che i bambini imparino, solo che arrivi lo stipendio a fine mese. Nella scuola pubblica lo stipendio è certo, quindi perché darsi tanto da fare?</p>
<p>Io ho notizie di presidi che vietano ai loro docenti di bocciare gli alunni che hanno insufficenza, &#8220;Perché non c&#8217;è posto&#8221;; alunni che escono dalle elementari senza saper leggere o scrivere decentemente o saper far di conto adeguatamente. La scuola pubblica ha fallito nel preparali e nessuno li risarcirà di una vita preparata per il fallimento continuo. Qualcuno di questi rimedierà, ma non tutti, e comunque il prezzo sarà di non poter raggiungere l&#8217;eccellenza che era possibile, un lavoro remunerato e soddisfacente.</p>
<p>Personalmente, credo che la scuola pubblica sia sempre e solo servita a creare cittadini obbedienti e passivi, non a formare individui indipendenti e creativi. Spero di poter vedere la scomparsa di una istituzione che aveva (poco) senso all&#8217;inizio dell&#8217;era industriale e adesso non ne ha nessuno. Le scuole pubbliche sono fallimentari sia in America che in Europa e sono decadute al livello di un ufficio postale, se non peggio. Servono come luogo di indottrinamento politico, non di istruzione.</p>
<p>La mia proposta è che dovrebbero dare ai genitori la somma che lo stato spende ogni anno per far andare a scuola il bambino (7500 euro) e dir loro di arrangiarsi. Al massimo, legare questi soldi al conseguimento di obiettivi scolastici. Così i genitori avrebbero interesse a far si che il pupo sia istruito e ad ottenere il risultato spendendo il meno possibile.</p>
<p>L&#8217;istruzione di un bambino costa circa 250 euro all&#8217;anno (questo è il costo sostenuto da un signore chiamato Arthur Robinson per istruire a casa i suoi 6 figli, da solo, visto che è rimasto vedovo (e sono tutti laureati in materie scientifiche, hanno saltato due anni di università e la maggior parte ha pure un dottorato).  Il resto (gli altri 7000 euro) sono soldi che vanno a mantenere un impianto burocratico, statalizzato, inefficente e sprecone. Non vedo perché si debba cambiare libri di testo ogni anno o due (a parte per la mazzetta agli editori); libri open source o creative common andrebbero altrettanto bene per il 99% delle materie e dei curriculum.</p>
<p>Quando un singolo riesce ad ottenere risultati di gran lunga migliori di una istituzione, allora l&#8217;istituzione è inutile. L&#8217;istituzione dovrebbe, sempre, ottenere risultati migliori, perché ha più mezzi, più personale specializzato e più esperienza. Se fallisce dovrebbe essere abolita.</p>
<p>Il momento in cui vedrò che maestri e professori incapaci vengono licenziati e le scuole chiuse perché fallimentari, allora credere che forse la scuola pubblica è riformabile. Ma fino a che non ci sarà modo di premiare e punire i docenti e le scuole per i loro successi e i loro fallimenti, ogni discorso è inutile. tanto vale discutere del sesso degli angeli e di quanti ce ne stanno sulla punta di uno spillo.</p>
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		<title>
		Di: Giacomo Giossi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/05/01/la-scuola-e-finita/#comment-135278</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giacomo Giossi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 May 2010 15:56:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Oggi su Il Riformista leggo un&#039;intervista a Gianni Celati, parla anche di una sua idea di educazione, direi di scuola a partire dalle operette morali di Leopardi.
Perché non organizzare nelle piazze delle città nei 15 giorni di settembre in cui la Gelmini ha intenzione di mandare in vacanza gli italiani una scuola &quot;popolare e morale&quot; alla Celati, alla Munari, in cui coinvolgere gli alunni e i genitori, senza differenze d&#039;età (nel limite del possibile) per tentare di costruire una memoria per i primi e di ricostruirne una per i secondi.
Se non le piazze, associazioni, biblioteche, librerie (ce ne sono molte che sarebbero felici e disponibili), insomma diffondere la scuola in tutti i luoghi pubblici ancora effettivamente tali. Lo slogan potrebbe essere Mandiamo la scuola in vacanza. Saluti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi su Il Riformista leggo un&#8217;intervista a Gianni Celati, parla anche di una sua idea di educazione, direi di scuola a partire dalle operette morali di Leopardi.<br />
Perché non organizzare nelle piazze delle città nei 15 giorni di settembre in cui la Gelmini ha intenzione di mandare in vacanza gli italiani una scuola &#8220;popolare e morale&#8221; alla Celati, alla Munari, in cui coinvolgere gli alunni e i genitori, senza differenze d&#8217;età (nel limite del possibile) per tentare di costruire una memoria per i primi e di ricostruirne una per i secondi.<br />
Se non le piazze, associazioni, biblioteche, librerie (ce ne sono molte che sarebbero felici e disponibili), insomma diffondere la scuola in tutti i luoghi pubblici ancora effettivamente tali. Lo slogan potrebbe essere Mandiamo la scuola in vacanza. Saluti</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Distruggere la poesia &#8211; Nazione Indiana		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/05/01/la-scuola-e-finita/#comment-134441</link>

		<dc:creator><![CDATA[Distruggere la poesia &#8211; Nazione Indiana]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 May 2010 20:38:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] Marco Rovelli [Devo ringraziare &#034;seagull&#034; che nei commenti di un post su Nazione Indiana mi ha fatto conoscere il cd &#034;10 in poesia&#034;. Ne ho scritto su l&#039;Unità, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Marco Rovelli [Devo ringraziare &quot;seagull&quot; che nei commenti di un post su Nazione Indiana mi ha fatto conoscere il cd &quot;10 in poesia&quot;. Ne ho scritto su l&#39;Unità, e [&#8230;]</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lorenzo galbiati		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/05/01/la-scuola-e-finita/#comment-134243</link>

		<dc:creator><![CDATA[lorenzo galbiati]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 May 2010 21:36:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lupo, oltre a dire non si può fare o non serve, sai dire qualcosa che si possa fare o che possa servire?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lupo, oltre a dire non si può fare o non serve, sai dire qualcosa che si possa fare o che possa servire?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: michele lupo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/05/01/la-scuola-e-finita/#comment-134240</link>

		<dc:creator><![CDATA[michele lupo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 May 2010 21:05:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Beatrice, situazionismo mi par troppo, dico solo che bisognerebbe essere insistenti. Pedanti, persino, come il silenzio con cui questo appello è stato accolto - appunto. 
@ Galbiati: lo sciopero degli scrutini? gli insegnanti italiani? un numero tale da avere un qualche effetto? è la cosa più improbabile del mondo.
Blog sulla scuola non mancano, e anche quelli vanno piuttosto deserti... Non vedo poi come fare lezione gratis non possa non configurarsi come un suicidio in diretta: pensi di commuovere gli italiani? Infine: l&#039;interlocutore è proprio il governo, e chi se no? gli italiani?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Beatrice, situazionismo mi par troppo, dico solo che bisognerebbe essere insistenti. Pedanti, persino, come il silenzio con cui questo appello è stato accolto &#8211; appunto.<br />
@ Galbiati: lo sciopero degli scrutini? gli insegnanti italiani? un numero tale da avere un qualche effetto? è la cosa più improbabile del mondo.<br />
Blog sulla scuola non mancano, e anche quelli vanno piuttosto deserti&#8230; Non vedo poi come fare lezione gratis non possa non configurarsi come un suicidio in diretta: pensi di commuovere gli italiani? Infine: l&#8217;interlocutore è proprio il governo, e chi se no? gli italiani?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Francesca E. Magni		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/05/01/la-scuola-e-finita/#comment-134239</link>

		<dc:creator><![CDATA[Francesca E. Magni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 May 2010 19:45:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ecco qua un&#039;altra notizia fresca fresca: &quot;L&#039;ora di religione nel credito scolastico&quot; http://www.repubblica.it/scuola/2010/05/10/news/ora_di_religione_nel_credito_gelmini_esulta_per_la_sentenza-3972199/

ma come si fa ad andare avanti così???]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco qua un&#8217;altra notizia fresca fresca: &#8220;L&#8217;ora di religione nel credito scolastico&#8221; <a href="http://www.repubblica.it/scuola/2010/05/10/news/ora_di_religione_nel_credito_gelmini_esulta_per_la_sentenza-3972199/" rel="nofollow ugc">http://www.repubblica.it/scuola/2010/05/10/news/ora_di_religione_nel_credito_gelmini_esulta_per_la_sentenza-3972199/</a></p>
<p>ma come si fa ad andare avanti così???</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lorenzo galbiati		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/05/01/la-scuola-e-finita/#comment-134235</link>

		<dc:creator><![CDATA[lorenzo galbiati]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 May 2010 18:17:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Belpoliti, 
l&#039;idea è suggestiva ma un po&#039; vaga: dobbiamo misurarci su possibilità concrete, e ancora non ho capito che cosa lei abbia in mente (prima la mobilitazione contro le promozioni facili come provocazione alla mancanza di corsi di sostegno, poi le iniziative sul web ora lo sciopero al contrario: mi pare cambi idea a gran velocità).
Comunque, basta intenderci.
Per esempio, 
-lo sciopero degli scrutini non mi sembra un&#039;idea tanto praticata, finora.
-idem aprire un blog per docenti 
-idem contestare i programmi rifiutandosi di attenersi a certe linee e svolgendo argomenti non previstià
Altre idee?
Organizzarsi come docenti aprendo blog per gli studenti sulle nostre materie. Potrei anche dire per fare lezioni pomeridiane gratis ma gli alunni non hanno tempo per venire, più facile da casa al pc.

A me vengono in mente queste idee, fermo restando che l&#039;interlocutore non deve essere il governo, che NON CAPIRA&#039; MAI certe cose: se le capisse dovrebbe dimettersi. L&#039;interlocutore dev&#039;essere la società civile, a partire da ragazzi e famiglie, e oltre all&#039;azione personale e sul web occorre sfondare sui media come ha fatto lei, e quindi coinvolgere quanti più intellettuali possibili sulle iniziative che vorremo fare.

INSOMMA, io ci sono: lorenz.news@libero.it]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Belpoliti,<br />
l&#8217;idea è suggestiva ma un po&#8217; vaga: dobbiamo misurarci su possibilità concrete, e ancora non ho capito che cosa lei abbia in mente (prima la mobilitazione contro le promozioni facili come provocazione alla mancanza di corsi di sostegno, poi le iniziative sul web ora lo sciopero al contrario: mi pare cambi idea a gran velocità).<br />
Comunque, basta intenderci.<br />
Per esempio,<br />
-lo sciopero degli scrutini non mi sembra un&#8217;idea tanto praticata, finora.<br />
-idem aprire un blog per docenti<br />
-idem contestare i programmi rifiutandosi di attenersi a certe linee e svolgendo argomenti non previstià<br />
Altre idee?<br />
Organizzarsi come docenti aprendo blog per gli studenti sulle nostre materie. Potrei anche dire per fare lezioni pomeridiane gratis ma gli alunni non hanno tempo per venire, più facile da casa al pc.</p>
<p>A me vengono in mente queste idee, fermo restando che l&#8217;interlocutore non deve essere il governo, che NON CAPIRA&#8217; MAI certe cose: se le capisse dovrebbe dimettersi. L&#8217;interlocutore dev&#8217;essere la società civile, a partire da ragazzi e famiglie, e oltre all&#8217;azione personale e sul web occorre sfondare sui media come ha fatto lei, e quindi coinvolgere quanti più intellettuali possibili sulle iniziative che vorremo fare.</p>
<p>INSOMMA, io ci sono: <a href="mailto:lorenz.news@libero.it">lorenz.news@libero.it</a></p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: beatrice		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/05/01/la-scuola-e-finita/#comment-134207</link>

		<dc:creator><![CDATA[beatrice]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 May 2010 10:45:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[tanta fantasia da inventarci per noi tutti un metodo di lotta nuovo e positivo... è giusto, bisogna immaginare qualcosa di nuovo, di alternativo allo scipero. Ritengo che già la proposta dal  sapore situazionista di Lupo (se ho capito bene) di immettere la parola &quot;istruzione&quot; in qualsiasi discorso culturale da parte di chi ha la fortuna di parlare per radio o televisione sia un inizio, e poi ognuno deve darsi da fare nel suo piccolo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>tanta fantasia da inventarci per noi tutti un metodo di lotta nuovo e positivo&#8230; è giusto, bisogna immaginare qualcosa di nuovo, di alternativo allo scipero. Ritengo che già la proposta dal  sapore situazionista di Lupo (se ho capito bene) di immettere la parola &#8220;istruzione&#8221; in qualsiasi discorso culturale da parte di chi ha la fortuna di parlare per radio o televisione sia un inizio, e poi ognuno deve darsi da fare nel suo piccolo</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: marco belpoliti		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/05/01/la-scuola-e-finita/#comment-134199</link>

		<dc:creator><![CDATA[marco belpoliti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 May 2010 09:10:06 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=33568#comment-134199</guid>

					<description><![CDATA[Grazie a tutti per gli interventi. Torno ora da un viaggio e, parlando con le persone in giro per l&#039;Italia si percepisce un senso di impotenza che ci attanaglia tutti. Tutti parlano delle medesime miserie delle proprie scuole, come insegnanti e come genitori. Ma tutti si aspettano di essere salvati da qualcuno: un Mosè che ci aiuti ad attraversare il Mar Rosso. Invece penso che molto dipenda da noi, dai singoli. Certo il web è un canale, ma non l&#039;unico, eppure serve. Ringrazio chi ha postato indirizzi e siti. Mi sono stati utili. Ho fatto l&#039;insegnante in una scuola media per 16 anni e ora lavoro all&#039;università. Stessi problemi. Quando posso, e quando mi danno spazio, cerco di scriverne sui giornali a cui collaboro, dicendo quello che penso sulal scuola. Ma bisognerebbe unirsi e pensare alle risposte concrete da dare. Ad esempio, nel prossimo autunno, quando verranno al pettine tanti nodi-problemi che voi tutti segnalate, tra cui quello dei ricercatori, su cui pesa molto del lavoro universitario. La mia idea sarebbe che invece di bloccare tutto, di creare uno stato di disagio, si dovrebbe pensare qualcosa di positivo, per far capire a tutti quanto sia importante la scuola come comunità di studio, come luogo di cultura e di trasmissione e comunicazione tra le generazioni. Uno sciopero al contrario, come quelli di Danilo Dolci, che costruiva strade là dove non c&#039;erano in Sicilia, tanto tempo fa. La classe dirigente, in particolare quella al governo, pensa che la scuola sia inutile, e vuole dimostrare che è così. Se la blocchiamo e basta, non abbiamo modo di far vedere quanto sia importante per le nuove generazioni. C&#039;è qualcuno che ha tanta fantasia da inventarci per noi tutti un metodo di lotta nuovo e positivo?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie a tutti per gli interventi. Torno ora da un viaggio e, parlando con le persone in giro per l&#8217;Italia si percepisce un senso di impotenza che ci attanaglia tutti. Tutti parlano delle medesime miserie delle proprie scuole, come insegnanti e come genitori. Ma tutti si aspettano di essere salvati da qualcuno: un Mosè che ci aiuti ad attraversare il Mar Rosso. Invece penso che molto dipenda da noi, dai singoli. Certo il web è un canale, ma non l&#8217;unico, eppure serve. Ringrazio chi ha postato indirizzi e siti. Mi sono stati utili. Ho fatto l&#8217;insegnante in una scuola media per 16 anni e ora lavoro all&#8217;università. Stessi problemi. Quando posso, e quando mi danno spazio, cerco di scriverne sui giornali a cui collaboro, dicendo quello che penso sulal scuola. Ma bisognerebbe unirsi e pensare alle risposte concrete da dare. Ad esempio, nel prossimo autunno, quando verranno al pettine tanti nodi-problemi che voi tutti segnalate, tra cui quello dei ricercatori, su cui pesa molto del lavoro universitario. La mia idea sarebbe che invece di bloccare tutto, di creare uno stato di disagio, si dovrebbe pensare qualcosa di positivo, per far capire a tutti quanto sia importante la scuola come comunità di studio, come luogo di cultura e di trasmissione e comunicazione tra le generazioni. Uno sciopero al contrario, come quelli di Danilo Dolci, che costruiva strade là dove non c&#8217;erano in Sicilia, tanto tempo fa. La classe dirigente, in particolare quella al governo, pensa che la scuola sia inutile, e vuole dimostrare che è così. Se la blocchiamo e basta, non abbiamo modo di far vedere quanto sia importante per le nuove generazioni. C&#8217;è qualcuno che ha tanta fantasia da inventarci per noi tutti un metodo di lotta nuovo e positivo?</p>
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