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	Commenti a: La responsabilità dell&#8217;autore: Franz Krauspenhaar	</title>
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		Di: Sanjuro » Blog Archive » Rassegnazione Stampa		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sanjuro » Blog Archive » Rassegnazione Stampa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 19:48:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] questionario sulle responsabilità dell’autore, chevvelodicoafare. Il sunto del posizionamento di Franz Krauspenhaar su Nori è: ma sì, ma dai, ma in fondo; per Enrico Palandri: why not?; per Giorgio Vasta: Charlie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] questionario sulle responsabilità dell’autore, chevvelodicoafare. Il sunto del posizionamento di Franz Krauspenhaar su Nori è: ma sì, ma dai, ma in fondo; per Enrico Palandri: why not?; per Giorgio Vasta: Charlie [&#8230;]</p>
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		<title>
		Di: Contro la teletteratura, racconti brevi. &#171; ScriptaVolant		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Contro la teletteratura, racconti brevi. &#171; ScriptaVolant]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 14:36:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] Fois, Laura Pugno, Biagio Cepollaro, Ginevra Bompiani, Marco Giovenale, Vincenzo Latronico, Franz Krauspenhaar, ecco le risposte di Giorgio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Fois, Laura Pugno, Biagio Cepollaro, Ginevra Bompiani, Marco Giovenale, Vincenzo Latronico, Franz Krauspenhaar, ecco le risposte di Giorgio [&#8230;]</p>
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		<title>
		Di: G. P.		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[G. P.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 21:40:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Qui si dice che si può scrivere su Libero e il Giornale, il post appresso invece no: che fare?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qui si dice che si può scrivere su Libero e il Giornale, il post appresso invece no: che fare?</p>
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		<title>
		Di: franz krauspenhaar		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[franz krauspenhaar]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 19:38:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[non lecchi che mi dà il voltastomaco.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>non lecchi che mi dà il voltastomaco.</p>
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		<title>
		Di: Larry Massino		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Larry Massino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 11:30:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot; Abbiamo capito &quot; starebbe a significare che  c&#039;è un comitato addetto alla valutazione della chiaccheritudine dei postattori? Non mi meraviglierebbe. Invece essendo che non c&#039;ho un cazzo da fare nemmeno io me ne  sono andato in giro a spiare qualche suo scritto e intervista. Direi che mi piace abbastanza sia come pensa sia come scrive, ma le suggerisco di rianalizzare Pasolini, in particolare quello di Petrolio. Leccare più di così non posso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8221; Abbiamo capito &#8221; starebbe a significare che  c&#8217;è un comitato addetto alla valutazione della chiaccheritudine dei postattori? Non mi meraviglierebbe. Invece essendo che non c&#8217;ho un cazzo da fare nemmeno io me ne  sono andato in giro a spiare qualche suo scritto e intervista. Direi che mi piace abbastanza sia come pensa sia come scrive, ma le suggerisco di rianalizzare Pasolini, in particolare quello di Petrolio. Leccare più di così non posso.</p>
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		<title>
		Di: franz krauspenhaar		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[franz krauspenhaar]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 05:11:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ma sì, sei un chiacchierone e basta, abbiamo capito...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ma sì, sei un chiacchierone e basta, abbiamo capito&#8230;</p>
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		<title>
		Di: Larry Massino		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Larry Massino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 12:10:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro Franz Krauspenhaar, quando scrive &quot; la attendo &quot; con una mazza da baseball mi inquieta, è come se sapesse chissà come che io stesso, quando necessario e giusto, per il sacro  rispetto che porto al diritto di critica,  mi reco spontaneamente nelle residenze dai miei sparuti ammiratori - che ho tutti quanti amorevolmente schedati e di alcuni dei quali posseggo finanche le chiavi di casa tanta è la reciproca fiducia che ci lega -   per essere di volta in volta deriso, offeso o picchiato, in rari e gravi casi anche le tre cose tutte insieme. Solo che lei non rientra ancora nel novero immaginario dei secondo lei certamente sfortunati miei ammiratori, e non le sarebbe nemmeno  facile entrarci, perché come individuo di difetto ulteriore allo squallido ho che sono assai selettivo, sia nelle amicizie che nelle inimicizie (che puzzo glielo avevo riferito?). Detto in altri termini,  mi sembra le manchino le necessarie basi critico-interpretative, quelle che non fanno equivocare le ultime battute, parole amare che Wu Ming 1 in lieve difficoltà dialettiche durante una discussioncella ha rivolto a me con l&#039;intento di denigrare il più possibile. Parole invece  in nessun modo rivolte a lei, che avevo riportato  nell&#039;ultimo intervento, a seguito di un suo vergognoso attacco, solo per far intendere che attaccare la persona, per meglio dire la maschera, invece che le sue idee non corrisponde a quello che comunemente si  ritiene un corretto utilizzo del pur ambiguo armamentario della sopravvalutata umana intelligenza. Per me la discussione  con lei finisce qui, non prima di averle ricordato che le minacce, in questo paese in cui anche gli squallidi individui possono liberamente scorrazzare per siti letterari e scegliersi ridicoli eteronimi a iosa, sono a tutt&#039;oggi un reato. Le porgo i migliori auguri per il &quot; prosequio &quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Franz Krauspenhaar, quando scrive &#8221; la attendo &#8221; con una mazza da baseball mi inquieta, è come se sapesse chissà come che io stesso, quando necessario e giusto, per il sacro  rispetto che porto al diritto di critica,  mi reco spontaneamente nelle residenze dai miei sparuti ammiratori &#8211; che ho tutti quanti amorevolmente schedati e di alcuni dei quali posseggo finanche le chiavi di casa tanta è la reciproca fiducia che ci lega &#8211;   per essere di volta in volta deriso, offeso o picchiato, in rari e gravi casi anche le tre cose tutte insieme. Solo che lei non rientra ancora nel novero immaginario dei secondo lei certamente sfortunati miei ammiratori, e non le sarebbe nemmeno  facile entrarci, perché come individuo di difetto ulteriore allo squallido ho che sono assai selettivo, sia nelle amicizie che nelle inimicizie (che puzzo glielo avevo riferito?). Detto in altri termini,  mi sembra le manchino le necessarie basi critico-interpretative, quelle che non fanno equivocare le ultime battute, parole amare che Wu Ming 1 in lieve difficoltà dialettiche durante una discussioncella ha rivolto a me con l&#8217;intento di denigrare il più possibile. Parole invece  in nessun modo rivolte a lei, che avevo riportato  nell&#8217;ultimo intervento, a seguito di un suo vergognoso attacco, solo per far intendere che attaccare la persona, per meglio dire la maschera, invece che le sue idee non corrisponde a quello che comunemente si  ritiene un corretto utilizzo del pur ambiguo armamentario della sopravvalutata umana intelligenza. Per me la discussione  con lei finisce qui, non prima di averle ricordato che le minacce, in questo paese in cui anche gli squallidi individui possono liberamente scorrazzare per siti letterari e scegliersi ridicoli eteronimi a iosa, sono a tutt&#8217;oggi un reato. Le porgo i migliori auguri per il &#8221; prosequio &#8220;.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Massimo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Massimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 11:28:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Eppure, non so perché, Pasolini mi ha sempre fatto l&#039;impressione di essere completamente dentro il suo tempo. Progressista e reazionario allo stesso momento. Lo associo sempre ai magnifici cieli degli anni sessanta, alle 850, alle 600, al cinemascope, all&#039;arte &quot;moderna&quot; che il popolino non capiva, ma che in televisione facevano vedere lo stesso.
Consiglio di vedere l&#039;ultimissima intervista di PPP del 31 ottobre 1975
per una televisione francese. E&#039; su youtube.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eppure, non so perché, Pasolini mi ha sempre fatto l&#8217;impressione di essere completamente dentro il suo tempo. Progressista e reazionario allo stesso momento. Lo associo sempre ai magnifici cieli degli anni sessanta, alle 850, alle 600, al cinemascope, all&#8217;arte &#8220;moderna&#8221; che il popolino non capiva, ma che in televisione facevano vedere lo stesso.<br />
Consiglio di vedere l&#8217;ultimissima intervista di PPP del 31 ottobre 1975<br />
per una televisione francese. E&#8217; su youtube.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Salvatore D'Angelo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/06/03/la-responsabilita-dellautore-franz-krauspenhaar/#comment-135781</link>

		<dc:creator><![CDATA[Salvatore D'Angelo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 10:25:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@franz krauspenhaar

Caro  Franz,

vedo  solo ora che è riapparso (ore 0.59 del 5 giugno 2010 ) l&#039;articolato intervento che stavo scrivendoti  , evaporato nella notte del virtuale a causa dell&#039;incursione di un banner pubblicitario clandestinamente infiltratosi nel mio collegamento. E leggo anche la tua risposta  delle 22.58 in pari data. 
Beh, non credo ci sia altro da aggiungere da parte mia che non abbia già scritto nei predenti precari e impervi interventi, se non un&#039;ultima precisazione. Credo che il &quot;mito&quot; di un Pasolini &quot;reazionario&quot; sia stato alimentato dai successivi  travisamenti delle polemiche tra lui, Moravia, Fortini e alcuni autori della Neoavanguardia del 1966, che - iconoclasticamente - sparavano calci a più non posso per scuotere le &quot;acque morte&quot; del conformismo letterario dell&#039;epoca. Ti segnalo un articolo di PPP , &quot;La fine della neoavanguardia&quot;, pubblicato sul n.3-4 di Nuovi Argomenti anno 1966, che  puoi trovare anche pubblicato in Empirismo Eretico pag. 136-137 dell&#039;Edizione Garzanti del 1972. Pasolini &quot;reagiva&quot; agli interventi più rozzi ed estremistici di alcuni scrittori della neoavanguardia. Da quel momento in poi, i successivi epigoni che &quot;affluivano&quot; nel mondo Letterario e delle &quot;polemiche&quot; sui mass media  dell&#039;epoca (dove si può dire tutto e il suo contrario, tanto pochi o nessuno va a verificare, a riscontro, ciò che si dice), rilanciavano, pervertendolo, il senso , il significato della  parola &quot;reazionario&quot;, applicandolo, per pregiudizio o partito preso, sic et simpliciter, alla &quot;poetica&quot; di PPP tout court, approfittando a man bassa dei suoi procedimenti retorici che, lo ripeto, erano fondati sull &#039;ossimoro, sulla (apparente) contraddittorietà delle affermazioni di PPP (lo &quot;scandalo&quot; del contraddirmi); ossimoro e contraddittorietà (apparente) che erano un &quot;tratto specifico dello stile&quot; di PPP, una  &quot;cifra&quot; connotativa della sua scrittura, specie negli scritti di saggistica o polemici, e nella poesia.  Non c&#039;è bisogno di dire altro, a proposito della funzione &quot;travisante&quot; dei media di massa, che propagano all&#039;infinito, come in un loop, i travisamenti, fino a che l&#039;etichetta rimane attaccata per sempre. 
Ora, tornando all&#039;etimo di &quot;reazionario&quot;, seconda la categoria marxiana, e applicatala alla poetica e polemica di PPP, tutto si può dire tranne che fosse reazionario. E&#039; la Storia e la Cronaca che gli danno ragione, ex post.
Infine, vorrei dire le cose con cui SONO D&#039; ACCORDO con te, sul punto:
Dire che PPP è stato l&#039;ultimo Intellettuale, sì è una cazzata, una sciocca battuta che lascia il tempo che trova.
Fare di PPP un &quot;santino&quot;, è un&#039;altra grande sciocchezza. Purtroppo è un destino che tocca a quelli che sono stati grandi davvero. Ma la responsabilità è dei &quot;fan&quot; degli agiografi  e dei pressappochisti.
E&#039; vero, PPP , come cineasta, era un &quot;dilettante&quot;, non era gran che padrone del mezzo, tecnicamente parlando, e sopperiva ai difetti con una fortissima cultura &quot;figurativa&quot; (Giotto, Masaccio, Pontormo ecc.) e con la forza dei &quot;contenuti&quot;, aspirando a un cinema  &quot;figurativo&quot; alla Dreyer, con pochi movimenti di macchina e non sfruttando affatto tutte le possibilità &quot;espressive&quot; del mezzo.
Sono pienamente d&#039;accordo con te su Accattone (un capolavoro, assieme a La Ricotta, e a buona parte di Mamma Roma, ma soprattutto Che Cosa Sono le Nuvole, Il Mondo visto dalla Luna, La Sequenza del Fiore di Carta).
Sì, PPP diceva &quot;cazzate&quot;, come no, come tutti. Ma era abbastanza onesto,  una volta avutane consapevolezza, riconoscerlo. Non riporto esempi, sennò rischio di farne &quot;un santino&quot;.
Ma di sicuro non era un reazionario, era un lucido visionario, sempre un po&#039; avanti rispetto ai tempi ( lo so, suona paradossale; ma è il &quot;passo del gigante&quot;). Allora ti lascio con questa bella poesia (poco conosciuta) di PPP, scritta  sul finire degli anni Sessanta, dedicata a Marylin Monroe. Può essere &quot;poeticamente reazionario&quot; uno che, anche qui, anticipando i tempi rispetto alla &quot;rilettura&quot; positiva del mito di MM, scrive queste cose?:


POESIA PER MARYLIN
 
di Pier Paolo Pasolini
 
 
Del mondo antico e del mondo futuro
era rimasta solo la bellezza, e tu,
povera sorellina minore,
quella che corre dietro i fratelli più grandi,
e ride e piange con loro, per imitarli,
tu sorellina più piccola,
quella bellezza l&#039;avevi addosso umilmente,
e la tua anima di figlia di piccola gente,
non ha mai saputo di averla,
perché altrimenti non sarebbe stata bellezza.
 
Il mondo te l&#039;ha insegnata,
cosi la tua bellezza divenne sua.
Del pauroso mondo antico e del pauroso mondo futuro
era rimasta sola la bellezza, e tu
te la sei portata dietro come un sorriso obbediente.
L&#039;obbedienza richiede troppe lacrime inghiottite,
il darsi agli altri, troppi allegri sguardi
che chiedono la loro pietà! Così
ti sei portata via la tua bellezza.
 
Sparì come un pulviscolo d&#039;oro.
Dello stupido mondo antico
e del feroce mondo futuro
era rimasta una bellezza che non si vergognava
di alludere ai piccoli seni di sorellina,
al piccolo ventre così facilmente nudo.
E per questo era bellezza, la stessa
che hanno le dolci ragazze del tuo mondo...
le figlie dei commercianti
vincitrici ai concorsi a Miami o a Londra.
 
Sparì come una colombella d&#039;oro.
 
Il mondo te l&#039;ha insegnata,
e cosi la tua bellezza non fu più bellezza.
Ma tu continuavi a essere bambina,
sciocca come l&#039;antichità, crudele come il futuro,
e fra te e la tua bellezza posseduta dal Potere
si mise tutta la stupidità e la crudeltà del presente.
La portavi sempre dietro come un sorriso tra le lacrime,
impudica per passività, indecente per obbedienza.
 
Sparì come una bianca colomba d&#039;oro.
 
La tua bellezza sopravvissuta dal mondo antico,
richiesta dal mondo futuro, posseduta
dal mondo presente, divenne un male mortale.
 
 
Ora i fratelli maggiori, finalmente, si voltano,
smettono per un momento i loro maledetti giochi,
escono dalla loro inesorabile distrazione,
e si chiedono: &quot;E&#039; possibile che Marilyn,
la piccola Marilyn, ci abbia indicato la strada?&quot;
 
Ora sei tu,
quella che non conta nulla, poverina, col suo sorriso,
sei la prima oltre le porte del mondo
abbandonato al suo destino di morte.

 

PS. A proposito di &quot;cifra denotativa dello stile&quot;, a proposito dell&#039;artificio retorico dell &#039; &quot;ossimoro&quot;, nota queste giustapposizioni :

&quot;del pauroso mondo antico e del pauroso mondo futuro&quot;
&quot;dello stupido mondo antico e del feroce mondo futuro&quot;
&quot;sciocca come l&#039;antichità, crudele come il futuro&quot;

&quot;La tua bellezza sopravvissuta dal mondo antico,
richiesta dal mondo futuro, posseduta dal mondo presente, 
divenne un male mortale&quot;

Non mi pare sia un vagheggiare il mondo antico in opposizione alla società dei consumi. E&#039; piuttosto il contrario, cioè denunciare gli orrori dell&#039;uno e dell&#039;altro. Cioè essere correttamente un intellettuale gramscianamente eretico.

Con stima

Salvatore D&#039;Angelo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@franz krauspenhaar</p>
<p>Caro  Franz,</p>
<p>vedo  solo ora che è riapparso (ore 0.59 del 5 giugno 2010 ) l&#8217;articolato intervento che stavo scrivendoti  , evaporato nella notte del virtuale a causa dell&#8217;incursione di un banner pubblicitario clandestinamente infiltratosi nel mio collegamento. E leggo anche la tua risposta  delle 22.58 in pari data.<br />
Beh, non credo ci sia altro da aggiungere da parte mia che non abbia già scritto nei predenti precari e impervi interventi, se non un&#8217;ultima precisazione. Credo che il &#8220;mito&#8221; di un Pasolini &#8220;reazionario&#8221; sia stato alimentato dai successivi  travisamenti delle polemiche tra lui, Moravia, Fortini e alcuni autori della Neoavanguardia del 1966, che &#8211; iconoclasticamente &#8211; sparavano calci a più non posso per scuotere le &#8220;acque morte&#8221; del conformismo letterario dell&#8217;epoca. Ti segnalo un articolo di PPP , &#8220;La fine della neoavanguardia&#8221;, pubblicato sul n.3-4 di Nuovi Argomenti anno 1966, che  puoi trovare anche pubblicato in Empirismo Eretico pag. 136-137 dell&#8217;Edizione Garzanti del 1972. Pasolini &#8220;reagiva&#8221; agli interventi più rozzi ed estremistici di alcuni scrittori della neoavanguardia. Da quel momento in poi, i successivi epigoni che &#8220;affluivano&#8221; nel mondo Letterario e delle &#8220;polemiche&#8221; sui mass media  dell&#8217;epoca (dove si può dire tutto e il suo contrario, tanto pochi o nessuno va a verificare, a riscontro, ciò che si dice), rilanciavano, pervertendolo, il senso , il significato della  parola &#8220;reazionario&#8221;, applicandolo, per pregiudizio o partito preso, sic et simpliciter, alla &#8220;poetica&#8221; di PPP tout court, approfittando a man bassa dei suoi procedimenti retorici che, lo ripeto, erano fondati sull &#8216;ossimoro, sulla (apparente) contraddittorietà delle affermazioni di PPP (lo &#8220;scandalo&#8221; del contraddirmi); ossimoro e contraddittorietà (apparente) che erano un &#8220;tratto specifico dello stile&#8221; di PPP, una  &#8220;cifra&#8221; connotativa della sua scrittura, specie negli scritti di saggistica o polemici, e nella poesia.  Non c&#8217;è bisogno di dire altro, a proposito della funzione &#8220;travisante&#8221; dei media di massa, che propagano all&#8217;infinito, come in un loop, i travisamenti, fino a che l&#8217;etichetta rimane attaccata per sempre.<br />
Ora, tornando all&#8217;etimo di &#8220;reazionario&#8221;, seconda la categoria marxiana, e applicatala alla poetica e polemica di PPP, tutto si può dire tranne che fosse reazionario. E&#8217; la Storia e la Cronaca che gli danno ragione, ex post.<br />
Infine, vorrei dire le cose con cui SONO D&#8217; ACCORDO con te, sul punto:<br />
Dire che PPP è stato l&#8217;ultimo Intellettuale, sì è una cazzata, una sciocca battuta che lascia il tempo che trova.<br />
Fare di PPP un &#8220;santino&#8221;, è un&#8217;altra grande sciocchezza. Purtroppo è un destino che tocca a quelli che sono stati grandi davvero. Ma la responsabilità è dei &#8220;fan&#8221; degli agiografi  e dei pressappochisti.<br />
E&#8217; vero, PPP , come cineasta, era un &#8220;dilettante&#8221;, non era gran che padrone del mezzo, tecnicamente parlando, e sopperiva ai difetti con una fortissima cultura &#8220;figurativa&#8221; (Giotto, Masaccio, Pontormo ecc.) e con la forza dei &#8220;contenuti&#8221;, aspirando a un cinema  &#8220;figurativo&#8221; alla Dreyer, con pochi movimenti di macchina e non sfruttando affatto tutte le possibilità &#8220;espressive&#8221; del mezzo.<br />
Sono pienamente d&#8217;accordo con te su Accattone (un capolavoro, assieme a La Ricotta, e a buona parte di Mamma Roma, ma soprattutto Che Cosa Sono le Nuvole, Il Mondo visto dalla Luna, La Sequenza del Fiore di Carta).<br />
Sì, PPP diceva &#8220;cazzate&#8221;, come no, come tutti. Ma era abbastanza onesto,  una volta avutane consapevolezza, riconoscerlo. Non riporto esempi, sennò rischio di farne &#8220;un santino&#8221;.<br />
Ma di sicuro non era un reazionario, era un lucido visionario, sempre un po&#8217; avanti rispetto ai tempi ( lo so, suona paradossale; ma è il &#8220;passo del gigante&#8221;). Allora ti lascio con questa bella poesia (poco conosciuta) di PPP, scritta  sul finire degli anni Sessanta, dedicata a Marylin Monroe. Può essere &#8220;poeticamente reazionario&#8221; uno che, anche qui, anticipando i tempi rispetto alla &#8220;rilettura&#8221; positiva del mito di MM, scrive queste cose?:</p>
<p>POESIA PER MARYLIN</p>
<p>di Pier Paolo Pasolini</p>
<p>Del mondo antico e del mondo futuro<br />
era rimasta solo la bellezza, e tu,<br />
povera sorellina minore,<br />
quella che corre dietro i fratelli più grandi,<br />
e ride e piange con loro, per imitarli,<br />
tu sorellina più piccola,<br />
quella bellezza l&#8217;avevi addosso umilmente,<br />
e la tua anima di figlia di piccola gente,<br />
non ha mai saputo di averla,<br />
perché altrimenti non sarebbe stata bellezza.</p>
<p>Il mondo te l&#8217;ha insegnata,<br />
cosi la tua bellezza divenne sua.<br />
Del pauroso mondo antico e del pauroso mondo futuro<br />
era rimasta sola la bellezza, e tu<br />
te la sei portata dietro come un sorriso obbediente.<br />
L&#8217;obbedienza richiede troppe lacrime inghiottite,<br />
il darsi agli altri, troppi allegri sguardi<br />
che chiedono la loro pietà! Così<br />
ti sei portata via la tua bellezza.</p>
<p>Sparì come un pulviscolo d&#8217;oro.<br />
Dello stupido mondo antico<br />
e del feroce mondo futuro<br />
era rimasta una bellezza che non si vergognava<br />
di alludere ai piccoli seni di sorellina,<br />
al piccolo ventre così facilmente nudo.<br />
E per questo era bellezza, la stessa<br />
che hanno le dolci ragazze del tuo mondo&#8230;<br />
le figlie dei commercianti<br />
vincitrici ai concorsi a Miami o a Londra.</p>
<p>Sparì come una colombella d&#8217;oro.</p>
<p>Il mondo te l&#8217;ha insegnata,<br />
e cosi la tua bellezza non fu più bellezza.<br />
Ma tu continuavi a essere bambina,<br />
sciocca come l&#8217;antichità, crudele come il futuro,<br />
e fra te e la tua bellezza posseduta dal Potere<br />
si mise tutta la stupidità e la crudeltà del presente.<br />
La portavi sempre dietro come un sorriso tra le lacrime,<br />
impudica per passività, indecente per obbedienza.</p>
<p>Sparì come una bianca colomba d&#8217;oro.</p>
<p>La tua bellezza sopravvissuta dal mondo antico,<br />
richiesta dal mondo futuro, posseduta<br />
dal mondo presente, divenne un male mortale.</p>
<p>Ora i fratelli maggiori, finalmente, si voltano,<br />
smettono per un momento i loro maledetti giochi,<br />
escono dalla loro inesorabile distrazione,<br />
e si chiedono: &#8220;E&#8217; possibile che Marilyn,<br />
la piccola Marilyn, ci abbia indicato la strada?&#8221;</p>
<p>Ora sei tu,<br />
quella che non conta nulla, poverina, col suo sorriso,<br />
sei la prima oltre le porte del mondo<br />
abbandonato al suo destino di morte.</p>
<p>PS. A proposito di &#8220;cifra denotativa dello stile&#8221;, a proposito dell&#8217;artificio retorico dell &#8216; &#8220;ossimoro&#8221;, nota queste giustapposizioni :</p>
<p>&#8220;del pauroso mondo antico e del pauroso mondo futuro&#8221;<br />
&#8220;dello stupido mondo antico e del feroce mondo futuro&#8221;<br />
&#8220;sciocca come l&#8217;antichità, crudele come il futuro&#8221;</p>
<p>&#8220;La tua bellezza sopravvissuta dal mondo antico,<br />
richiesta dal mondo futuro, posseduta dal mondo presente,<br />
divenne un male mortale&#8221;</p>
<p>Non mi pare sia un vagheggiare il mondo antico in opposizione alla società dei consumi. E&#8217; piuttosto il contrario, cioè denunciare gli orrori dell&#8217;uno e dell&#8217;altro. Cioè essere correttamente un intellettuale gramscianamente eretico.</p>
<p>Con stima</p>
<p>Salvatore D&#8217;Angelo</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: franz krauspenhaar		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/06/03/la-responsabilita-dellautore-franz-krauspenhaar/#comment-135751</link>

		<dc:creator><![CDATA[franz krauspenhaar]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Jun 2010 14:57:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[guardi, non c&#039;è problema. possiamo andare avanti da soli insieme. una sequela ci ceffoni non gliela nego di certo. se dietro la sua ultima battuta c&#039;è quello che penso, la attendo per suonargliele, e giuro su dio che gliele suono, fosse anche con una mazza da baseball.

la mia mail è questo: krauspenhaar@fastwebnet.it]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>guardi, non c&#8217;è problema. possiamo andare avanti da soli insieme. una sequela ci ceffoni non gliela nego di certo. se dietro la sua ultima battuta c&#8217;è quello che penso, la attendo per suonargliele, e giuro su dio che gliele suono, fosse anche con una mazza da baseball.</p>
<p>la mia mail è questo: <a href="mailto:krauspenhaar@fastwebnet.it">krauspenhaar@fastwebnet.it</a></p>
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