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	Commenti a: Des ordres littéraires: Alessandro Zannoni	</title>
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		<title>
		Di: nubar		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/06/07/des-ordres-litteraires-alessandro-zannoni/#comment-135845</link>

		<dc:creator><![CDATA[nubar]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 22:45:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[certo alessandro, potrei provare a leggerlo, poi magari. per ora mi limito all&#039;aria fritta. ti saluto e salutandoti ti dico che con quello che tu chiami &quot;regoletta assurda&quot; mi riferivo a uno dei risultati scientifici più importanti e sorprendenti degli ultimi venti anni. ciao!

n.a.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>certo alessandro, potrei provare a leggerlo, poi magari. per ora mi limito all&#8217;aria fritta. ti saluto e salutandoti ti dico che con quello che tu chiami &#8220;regoletta assurda&#8221; mi riferivo a uno dei risultati scientifici più importanti e sorprendenti degli ultimi venti anni. ciao!</p>
<p>n.a.</p>
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		<title>
		Di: gea		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/06/07/des-ordres-litteraires-alessandro-zannoni/#comment-135840</link>

		<dc:creator><![CDATA[gea]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 21:49:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[aaaaaaaaaaaargh.
(disarticolato, basico, essenziale)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>aaaaaaaaaaaargh.<br />
(disarticolato, basico, essenziale)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: alessandro zannoni		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/06/07/des-ordres-litteraires-alessandro-zannoni/#comment-135837</link>

		<dc:creator><![CDATA[alessandro zannoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 20:53:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[nubar, potresti provare a leggerlo, poi magari ci scrivi sopra due pensieri e me li posti, e dopo possiamo provare a parlarne.
ora come ora, io e te, stiamo parlando di aria fritta.
(la regoletta assurda a cui ti riferisci lasciala agli editor che hanno troppi manoscritti da leggere)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>nubar, potresti provare a leggerlo, poi magari ci scrivi sopra due pensieri e me li posti, e dopo possiamo provare a parlarne.<br />
ora come ora, io e te, stiamo parlando di aria fritta.<br />
(la regoletta assurda a cui ti riferisci lasciala agli editor che hanno troppi manoscritti da leggere)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: nubar		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/06/07/des-ordres-litteraires-alessandro-zannoni/#comment-135833</link>

		<dc:creator><![CDATA[nubar]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 20:11:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[mario e giulia grazie per aver risposto in modo articolato, 
in parte confermando la correttezza di alcune mie osservazioni 
(mario scrive: &quot;in effetti, quel pezzo è una mimetica descrizione del male&quot;) e in parte ridimensionando la validità della mia critica. sottolineate che la scelta dello &quot;scarto&quot; è una possibilità da non trascurare ma si tratta comunque di una &quot;scelta di impostazione&quot;. sono abbastanza d&#039;accordo con voi! spero comunque che sia stato utile esplicitare la cosa. 

ho detto subito che mi basavo soltanto su *quel* passaggio di mario e su *quella* citazione. che comunque qualcosa significa. chissà però che non valga anche in letteratura quello che si è scoperto valere in altri contesti, ossia che da una piccolissima porzione scelta a caso sia possibile giudicare la correttezza di un&#039;opera con alta probabilità di non sbagliare!

alessandro, sei stato simpatico ad aver riconosciuto che un po&#039; di astio s&#039;era infilato da solo nella tua risposta. io non lo avevo visto, al massimo un po&#039; di arroganza, ma è il minimo in questi casi! i paroloni nel mio messaggio non li trovo (forse &quot;coazione&quot; è un po&#039; ricercato?) ma ad ogni modo ti voglio dire che l&#039;anti-intellettualismo programmatico a me sembra una cosa un po&#039; inutile. scrivere un romanzo è un lavoro intellettuale (ora tu mi puoi dire che scrivi con le budella o cos&#039;altro) 
quindi al massimo puoi aspirare ad essere un intellettuale che non usa paroloni. tu chiedi: &quot;ma scrivere semplice vuol dire essere semplicistici?&quot; secondo me no, assolutamente. neanche nel tuo caso ne ho fatto una questione linguistica. la mia domanda era un&#039;altra: nel romanzo troviamo un approfondimento, una analisi, una proposta di spiegazione delle cause dei comportamenti e dei modi di pensare che si manifestano nel dialogo citato? pare di sì, se i tuoi personaggi sono tanto &quot;complessi&quot; (contrario di &quot;sempici&quot;?) quanto scrive giulia guida. e a me fa piacere. allora però forse il tuo romanzo non è &quot;un invito ad accettare la realtà in maniera pragmatica&quot; come ha scritto mario. secondo te quella frase che significa?

ciao!
n.a.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>mario e giulia grazie per aver risposto in modo articolato,<br />
in parte confermando la correttezza di alcune mie osservazioni<br />
(mario scrive: &#8220;in effetti, quel pezzo è una mimetica descrizione del male&#8221;) e in parte ridimensionando la validità della mia critica. sottolineate che la scelta dello &#8220;scarto&#8221; è una possibilità da non trascurare ma si tratta comunque di una &#8220;scelta di impostazione&#8221;. sono abbastanza d&#8217;accordo con voi! spero comunque che sia stato utile esplicitare la cosa. </p>
<p>ho detto subito che mi basavo soltanto su *quel* passaggio di mario e su *quella* citazione. che comunque qualcosa significa. chissà però che non valga anche in letteratura quello che si è scoperto valere in altri contesti, ossia che da una piccolissima porzione scelta a caso sia possibile giudicare la correttezza di un&#8217;opera con alta probabilità di non sbagliare!</p>
<p>alessandro, sei stato simpatico ad aver riconosciuto che un po&#8217; di astio s&#8217;era infilato da solo nella tua risposta. io non lo avevo visto, al massimo un po&#8217; di arroganza, ma è il minimo in questi casi! i paroloni nel mio messaggio non li trovo (forse &#8220;coazione&#8221; è un po&#8217; ricercato?) ma ad ogni modo ti voglio dire che l&#8217;anti-intellettualismo programmatico a me sembra una cosa un po&#8217; inutile. scrivere un romanzo è un lavoro intellettuale (ora tu mi puoi dire che scrivi con le budella o cos&#8217;altro)<br />
quindi al massimo puoi aspirare ad essere un intellettuale che non usa paroloni. tu chiedi: &#8220;ma scrivere semplice vuol dire essere semplicistici?&#8221; secondo me no, assolutamente. neanche nel tuo caso ne ho fatto una questione linguistica. la mia domanda era un&#8217;altra: nel romanzo troviamo un approfondimento, una analisi, una proposta di spiegazione delle cause dei comportamenti e dei modi di pensare che si manifestano nel dialogo citato? pare di sì, se i tuoi personaggi sono tanto &#8220;complessi&#8221; (contrario di &#8220;sempici&#8221;?) quanto scrive giulia guida. e a me fa piacere. allora però forse il tuo romanzo non è &#8220;un invito ad accettare la realtà in maniera pragmatica&#8221; come ha scritto mario. secondo te quella frase che significa?</p>
<p>ciao!<br />
n.a.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: alessandro zannoni		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/06/07/des-ordres-litteraires-alessandro-zannoni/#comment-135826</link>

		<dc:creator><![CDATA[alessandro zannoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 18:47:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[caro francesco, il soddisfatti o rimborsati lo usavo come incentivo da buon autoprodotto proprio per vendere Imperfetto uscito la prima volta nel 2006. 
quindi, mario, sei in una botte di ferro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>caro francesco, il soddisfatti o rimborsati lo usavo come incentivo da buon autoprodotto proprio per vendere Imperfetto uscito la prima volta nel 2006.<br />
quindi, mario, sei in una botte di ferro.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: mario		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/06/07/des-ordres-litteraires-alessandro-zannoni/#comment-135820</link>

		<dc:creator><![CDATA[mario]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 17:45:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ alessandro: grazie. E scusa se ho usato il tuo romanzo un po&#039; come pre-testo per parlare di cose su cui rifletto - ma che ho messo a fuoco per l&#039;occasione - da un po&#039;. 
Approvo la mozione di Forlani - che peraltro ringrazio per lo spazio offertomi. Rimborso, rimborso (purché Zannoni ci metta del suo, eh.)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ alessandro: grazie. E scusa se ho usato il tuo romanzo un po&#8217; come pre-testo per parlare di cose su cui rifletto &#8211; ma che ho messo a fuoco per l&#8217;occasione &#8211; da un po&#8217;.<br />
Approvo la mozione di Forlani &#8211; che peraltro ringrazio per lo spazio offertomi. Rimborso, rimborso (purché Zannoni ci metta del suo, eh.)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: francesco forlani		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/06/07/des-ordres-litteraires-alessandro-zannoni/#comment-135818</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 17:16:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Alessandro, secondo me invece il romanzo potrebbe piacergli. soddisfatti o rimborsati, alla serino, soddisfatti intasco io, rimborsati paga capello
effeffe]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alessandro, secondo me invece il romanzo potrebbe piacergli. soddisfatti o rimborsati, alla serino, soddisfatti intasco io, rimborsati paga capello<br />
effeffe</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: alessandro zannoni		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/06/07/des-ordres-litteraires-alessandro-zannoni/#comment-135815</link>

		<dc:creator><![CDATA[alessandro zannoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 16:39:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[uff, rileggendo il mio post, mi pare invece che astio ce ne sia.
scusa nubar, è uscito da solo. non voglio assolutamente aprire conflitti.
discorsi sì.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>uff, rileggendo il mio post, mi pare invece che astio ce ne sia.<br />
scusa nubar, è uscito da solo. non voglio assolutamente aprire conflitti.<br />
discorsi sì.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: alessandro zannoni		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/06/07/des-ordres-litteraires-alessandro-zannoni/#comment-135814</link>

		<dc:creator><![CDATA[alessandro zannoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 16:36:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ nubar ach.
dovresti leggere il romanzo prima di parlare di superficialità, e trarre conclusioni leggendo tre righe postate per rafforzare un concetto espresso nella recensione mi pare azzardato.
ma da quello che scrivi e da come lo scrivi, capisco che Imperfetto non sarebbe di tuo gradimento: sono talmente poco intellettuale che ho dovuto decrittare vocabolario alla mano quello che hai scritto nel post; la mia scrittura è semplice, lo confesso, cerco di arrivare dritto al nocciolo senza panegirici inutili, utilizzando parole abusate, cercando di rifondergli nuova forza. ma scrivere semplice vuol dire essere semplicistici?
(scrivo tutto questo, caro nubar, senza il minimo astio, giusto per risponderti)
@mario
bel pezzo davvero. ne sono lusingato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ nubar ach.<br />
dovresti leggere il romanzo prima di parlare di superficialità, e trarre conclusioni leggendo tre righe postate per rafforzare un concetto espresso nella recensione mi pare azzardato.<br />
ma da quello che scrivi e da come lo scrivi, capisco che Imperfetto non sarebbe di tuo gradimento: sono talmente poco intellettuale che ho dovuto decrittare vocabolario alla mano quello che hai scritto nel post; la mia scrittura è semplice, lo confesso, cerco di arrivare dritto al nocciolo senza panegirici inutili, utilizzando parole abusate, cercando di rifondergli nuova forza. ma scrivere semplice vuol dire essere semplicistici?<br />
(scrivo tutto questo, caro nubar, senza il minimo astio, giusto per risponderti)<br />
@mario<br />
bel pezzo davvero. ne sono lusingato.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Giulia Guida		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/06/07/des-ordres-litteraires-alessandro-zannoni/#comment-135812</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giulia Guida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 16:25:59 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=35488#comment-135812</guid>

					<description><![CDATA[Come ha giustamente già sottolineato Forlani nel suo intervento, non credo che Zannoni abbia ragionato in questa logica. Quel che gli interessa è raccontare il vissuto, il che non corrisponde necessariamente a una semplificazione della realtà o a un suo ridimensionamento. In Imperfetto non è riscontrabile questa impalcatura nè tematica nè linguistica. I personaggi non sono animati da una finzione letteraria, proprio perchè devono rimanere uomini e non diventare personaggi. Sono disegnati a tutto tondo, sono creature dinamiche, in continua evoluzione nel corso dell&#039;intreccio. Certo, sempre animate da una certa patina ruvida che contraddistingue la mano dell&#039;autore, ma sotto le righe Merisi in primo luogo come protagonista del romanzo è un uomo molto complesso, contiene egli stesso più realtà emotive da cui entra ed esce spesso disorientato, alterna dei tratti forti, quelli che potrebbero ricondurre in qualche modo a un modello stereotipato del personaggio che tende a ridurre all&#039;essenziale le dinamiche socio-comportamentali, a tratti inaspettati. Il tutto varia a seconda dei contesti. Il coraggio di Zannoni è anche quello di rappresentare scene come queste, che potrebbero far pensare alla descrizione di un luogo comune, con personaggi che di comune hanno ben poco.
Sullo scarto tra l&#039;autore e il personaggio dico soltanto che lo ritengo più una possibilità che una necessità effettiva. è una questione di scelta di impostazione.




O forse è una restituzione superficiale semplificatoria e poco illuminante di alcuni meccanismi comportamentali e coazioni culturali. “La realtà”? Leggendo i passi di sopra mi chiedo: è in ossequio a qualche principio di mimesi letteraria che un autore decide di trattare in modo semplicistico le psicologie semplici e semplicistiche dei suoi personaggi? In modo superficiale i principii superficiali dei suoi attori? Chiedere un differente tipo di analisi, uno scarto tra autore e personaggio è peccare di elazione?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come ha giustamente già sottolineato Forlani nel suo intervento, non credo che Zannoni abbia ragionato in questa logica. Quel che gli interessa è raccontare il vissuto, il che non corrisponde necessariamente a una semplificazione della realtà o a un suo ridimensionamento. In Imperfetto non è riscontrabile questa impalcatura nè tematica nè linguistica. I personaggi non sono animati da una finzione letteraria, proprio perchè devono rimanere uomini e non diventare personaggi. Sono disegnati a tutto tondo, sono creature dinamiche, in continua evoluzione nel corso dell&#8217;intreccio. Certo, sempre animate da una certa patina ruvida che contraddistingue la mano dell&#8217;autore, ma sotto le righe Merisi in primo luogo come protagonista del romanzo è un uomo molto complesso, contiene egli stesso più realtà emotive da cui entra ed esce spesso disorientato, alterna dei tratti forti, quelli che potrebbero ricondurre in qualche modo a un modello stereotipato del personaggio che tende a ridurre all&#8217;essenziale le dinamiche socio-comportamentali, a tratti inaspettati. Il tutto varia a seconda dei contesti. Il coraggio di Zannoni è anche quello di rappresentare scene come queste, che potrebbero far pensare alla descrizione di un luogo comune, con personaggi che di comune hanno ben poco.<br />
Sullo scarto tra l&#8217;autore e il personaggio dico soltanto che lo ritengo più una possibilità che una necessità effettiva. è una questione di scelta di impostazione.</p>
<p>O forse è una restituzione superficiale semplificatoria e poco illuminante di alcuni meccanismi comportamentali e coazioni culturali. “La realtà”? Leggendo i passi di sopra mi chiedo: è in ossequio a qualche principio di mimesi letteraria che un autore decide di trattare in modo semplicistico le psicologie semplici e semplicistiche dei suoi personaggi? In modo superficiale i principii superficiali dei suoi attori? Chiedere un differente tipo di analisi, uno scarto tra autore e personaggio è peccare di elazione?</p>
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