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	Commenti a: Intervista a Luigi Di Ruscio	</title>
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		<title>
		Di: Alessandro Ansuini		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/06/09/intervista-a-di-ruscio/#comment-136770</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Ansuini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 18:12:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un professore universitario mi manda le sue poesie, non erano male e gli scrissi che la poesia è roba di disgraziati, come disse Montale in una sua intervista, basta un pezzetto di carta e una matita per scrivere dei versi, è meglio che uno dedichi la propria intelligenza in qualcosa di più utile a se stesso e alla società. Sono stato proprio io a scoraggiare un giovane poeta proprio io che avevo scritto questo: “Non disperate, mettetevi a scrivere le poesie, ne ricaverete rilassatezza, felicità gestuale, leggerezza nei contatti con il prossimo vostro, sentirete la presenza degli Dei in prossimità della tua ombra, gioia lavorativa, aumento vertiginoso nella creatività in tutti i campi, sviluppo della personalità. Leggermente folle correrai verso tutte le sciagure, ti crederai inseguito da bande antiblasfemiche armate di mazze ferrate, sfuggirai ai pericoli con rapidissime fughe, potrai metterti a volare come niente fosse, diminuzione vertiginosa della rigidità muscolare e anche mentale, diminuzione dei mali di testa, sarai in preda a dolcissimi spasimi sessuali. Iscrivere poesie a occhi chiusi, sgranare frasi una dietro  l’altra con la massima velocità sino al punto che la battitura segue perfettamente il ritmo delle pensate anche quelle più stravaganti, velocità massima nel concatenare libere associazioni, scrivere con la schiena bene appoggiata alla spalliera della sedia, tenere la testa non troppo reclinata sulla tastiera, da oggi tutte le ore sono le nostre mi disse un poeta, fa’ rimbalzare tutto sulla tastiera. Piove, nevica, suona il telefono alla porta tu inchiodato davanti alla tastiera della macchina da scrivere”. 

grazie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un professore universitario mi manda le sue poesie, non erano male e gli scrissi che la poesia è roba di disgraziati, come disse Montale in una sua intervista, basta un pezzetto di carta e una matita per scrivere dei versi, è meglio che uno dedichi la propria intelligenza in qualcosa di più utile a se stesso e alla società. Sono stato proprio io a scoraggiare un giovane poeta proprio io che avevo scritto questo: “Non disperate, mettetevi a scrivere le poesie, ne ricaverete rilassatezza, felicità gestuale, leggerezza nei contatti con il prossimo vostro, sentirete la presenza degli Dei in prossimità della tua ombra, gioia lavorativa, aumento vertiginoso nella creatività in tutti i campi, sviluppo della personalità. Leggermente folle correrai verso tutte le sciagure, ti crederai inseguito da bande antiblasfemiche armate di mazze ferrate, sfuggirai ai pericoli con rapidissime fughe, potrai metterti a volare come niente fosse, diminuzione vertiginosa della rigidità muscolare e anche mentale, diminuzione dei mali di testa, sarai in preda a dolcissimi spasimi sessuali. Iscrivere poesie a occhi chiusi, sgranare frasi una dietro  l’altra con la massima velocità sino al punto che la battitura segue perfettamente il ritmo delle pensate anche quelle più stravaganti, velocità massima nel concatenare libere associazioni, scrivere con la schiena bene appoggiata alla spalliera della sedia, tenere la testa non troppo reclinata sulla tastiera, da oggi tutte le ore sono le nostre mi disse un poeta, fa’ rimbalzare tutto sulla tastiera. Piove, nevica, suona il telefono alla porta tu inchiodato davanti alla tastiera della macchina da scrivere”. </p>
<p>grazie.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Carlo Cannella		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/06/09/intervista-a-di-ruscio/#comment-135987</link>

		<dc:creator><![CDATA[Carlo Cannella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 18:57:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Jello Biafra e Luigi Di Ruscio insieme. Numero imperdibile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Jello Biafra e Luigi Di Ruscio insieme. Numero imperdibile.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Metromorfosi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/06/09/intervista-a-di-ruscio/#comment-135971</link>

		<dc:creator><![CDATA[Metromorfosi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 14:47:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Onorati di ospitarlo nel nostro numero di giugno 2010]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Onorati di ospitarlo nel nostro numero di giugno 2010</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: gianni montieri		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/06/09/intervista-a-di-ruscio/#comment-135942</link>

		<dc:creator><![CDATA[gianni montieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 06:34:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[sottoscrivo viola]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>sottoscrivo viola</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Salvatore D'Angelo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/06/09/intervista-a-di-ruscio/#comment-135919</link>

		<dc:creator><![CDATA[Salvatore D'Angelo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 11:43:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ai compagni con cui ho lavorato
per quasi una vita

Questa notte vi ho sognato tutti
splendidamente vivi
ritornammo a rivedere
tutti gli orrori di quel reparto ridendo
non sono riusciti ad ammazzarci
siamo ancora tutti vivi
nuovi come fossimo risuscitati
non più contaminati della sporca morte

 
Luigi Di Ruscio, da POESIE OPERAIE

C&#039;è tutto, o quasi, in questa breve poesia &quot;operaia&quot;, emblematica non di UNA condizione OPERAIA ma DELLA condizione UMANA, ora, qui. 
E lo dico col cuore gonfio di vuoto e di dolore perchè se n&#039;è andato dalla vita (in modo atrocemente volontario) un ragazzo di 20 anni. Un ragazzo come tanti, senza &quot;voce ufficiale&quot;. C&#039;era tutto il paese vero al suo funerale, ma non lo straccio di un politicante, sordi e ciechi, consustanziali all&#039;inferno in cui ci hanno precipitati...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ai compagni con cui ho lavorato<br />
per quasi una vita</p>
<p>Questa notte vi ho sognato tutti<br />
splendidamente vivi<br />
ritornammo a rivedere<br />
tutti gli orrori di quel reparto ridendo<br />
non sono riusciti ad ammazzarci<br />
siamo ancora tutti vivi<br />
nuovi come fossimo risuscitati<br />
non più contaminati della sporca morte</p>
<p>Luigi Di Ruscio, da POESIE OPERAIE</p>
<p>C&#8217;è tutto, o quasi, in questa breve poesia &#8220;operaia&#8221;, emblematica non di UNA condizione OPERAIA ma DELLA condizione UMANA, ora, qui.<br />
E lo dico col cuore gonfio di vuoto e di dolore perchè se n&#8217;è andato dalla vita (in modo atrocemente volontario) un ragazzo di 20 anni. Un ragazzo come tanti, senza &#8220;voce ufficiale&#8221;. C&#8217;era tutto il paese vero al suo funerale, ma non lo straccio di un politicante, sordi e ciechi, consustanziali all&#8217;inferno in cui ci hanno precipitati&#8230;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: viola		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/06/09/intervista-a-di-ruscio/#comment-135909</link>

		<dc:creator><![CDATA[viola]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 08:08:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[un grande e basta, V.]]></description>
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