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	Commenti a: La responsabilità dell&#8217;autore: Giorgio Vasta	</title>
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		Di: La responsabilità dell&#8217;autore: Sebastiano Vassalli &#8211; Nazione Indiana		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La responsabilità dell&#8217;autore: Sebastiano Vassalli &#8211; Nazione Indiana]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 08:01:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] da Vassalli, a cui a nome di NI avevo chiesto se voleva rispondere al nostro questionario sulla responsabilità dell&#039;autore, la lettera (cartacea) che segue; ne riporto il testo con il suo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] da Vassalli, a cui a nome di NI avevo chiesto se voleva rispondere al nostro questionario sulla responsabilità dell&#39;autore, la lettera (cartacea) che segue; ne riporto il testo con il suo [&#8230;]</p>
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		<title>
		Di: grifone		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[grifone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jun 2010 10:08:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi piace Vasta perchè come scriveva Kraus scrive perchè non ha niente da dire...ha scritto un capolavoro inconsapevolmente comico...il romanzo in cui i ragazzotti vogliono fare i terroristi e parlano (ops scrivono) come dei tristi adulti urideologizzati...è stato riconosciuto come un nome nuovo della letteratura...se Fo ha vinto il premionobel...tutto vale]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi piace Vasta perchè come scriveva Kraus scrive perchè non ha niente da dire&#8230;ha scritto un capolavoro inconsapevolmente comico&#8230;il romanzo in cui i ragazzotti vogliono fare i terroristi e parlano (ops scrivono) come dei tristi adulti urideologizzati&#8230;è stato riconosciuto come un nome nuovo della letteratura&#8230;se Fo ha vinto il premionobel&#8230;tutto vale</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: alcor		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/06/10/la-responsabilita-dellautore-giorgio-vasta/#comment-136072</link>

		<dc:creator><![CDATA[alcor]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jun 2010 06:42:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[il commento di @ink fotografa la realtà [non solo di oggi, però] dell&#039;astratto lettore medio, assediato dalla troppa offerta di piaceri altri dalla lettura, da una quantità di merce sbalorditiva e dalla mancanza di consigli per gli acquisti che ritenga affidabili,  e tuttavia, in qualsiasi sito letterario si metta piede alla parola &quot;critico&quot; tutti si mettono a sghignazzare, la competenza viene considerata - con vero disprezzo da lettore-proletario e orgoglioso della sua appartenenza di classe - &quot;establishment&quot; se le va bene, cricca se le va male, e vige il fai da te al 100 %100, perciò, pur tenendo conto di Schiffrin, anche una bella lettura del lettore sarebbe interessante

[noto con divertimento le modificazioni della recezione della parola  mainstream rispetto a quando la usava Dick]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>il commento di @ink fotografa la realtà [non solo di oggi, però] dell&#8217;astratto lettore medio, assediato dalla troppa offerta di piaceri altri dalla lettura, da una quantità di merce sbalorditiva e dalla mancanza di consigli per gli acquisti che ritenga affidabili,  e tuttavia, in qualsiasi sito letterario si metta piede alla parola &#8220;critico&#8221; tutti si mettono a sghignazzare, la competenza viene considerata &#8211; con vero disprezzo da lettore-proletario e orgoglioso della sua appartenenza di classe &#8211; &#8220;establishment&#8221; se le va bene, cricca se le va male, e vige il fai da te al 100 %100, perciò, pur tenendo conto di Schiffrin, anche una bella lettura del lettore sarebbe interessante</p>
<p>[noto con divertimento le modificazioni della recezione della parola  mainstream rispetto a quando la usava Dick]</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: lorenzo galbiati		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/06/10/la-responsabilita-dellautore-giorgio-vasta/#comment-136068</link>

		<dc:creator><![CDATA[lorenzo galbiati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Jun 2010 23:52:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ciucci
matteo, può darsi tu abbia ragione. Io ho notato ciò che Vasta ha dato per scontato, ossia la presenza di ottimi libri in circolazione senza dir nulla di quanti ottimi libri non vengono pubblicati. Avrebbe potuto fare una premessa, Vasta, come ha fatto per l&#039;ultima risposta, dicendo subito che l&#039;industrializzazione limita la pubblicazion di certi libri, per poi concentrarsi sulla responsabilità del lettore. Non l&#039;ha fatto, anzi ha detto che le case editrici fanno un &quot;buon lavoro&quot;: il dubbio perciò su cosa pensi della facilità o meno della pubblicazione di libri di qualità è legittimo.

Peccato lui non intervenga.

Approfitto per dire, leggendo i commenti successivi a qualli di ciucci, che nel complesso io non credo Vasta abbia fatto un esercizio di stile o di retorica nelle sue risposte, non credo ci sia... più fumo di arrosto, credo sì ci sia del fumo qua e là, ma soprattutto molto arrosto, e ottimo arrosto in quasi tutte le risposte.

(Sono di una finezza stanotte)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ciucci<br />
matteo, può darsi tu abbia ragione. Io ho notato ciò che Vasta ha dato per scontato, ossia la presenza di ottimi libri in circolazione senza dir nulla di quanti ottimi libri non vengono pubblicati. Avrebbe potuto fare una premessa, Vasta, come ha fatto per l&#8217;ultima risposta, dicendo subito che l&#8217;industrializzazione limita la pubblicazion di certi libri, per poi concentrarsi sulla responsabilità del lettore. Non l&#8217;ha fatto, anzi ha detto che le case editrici fanno un &#8220;buon lavoro&#8221;: il dubbio perciò su cosa pensi della facilità o meno della pubblicazione di libri di qualità è legittimo.</p>
<p>Peccato lui non intervenga.</p>
<p>Approfitto per dire, leggendo i commenti successivi a qualli di ciucci, che nel complesso io non credo Vasta abbia fatto un esercizio di stile o di retorica nelle sue risposte, non credo ci sia&#8230; più fumo di arrosto, credo sì ci sia del fumo qua e là, ma soprattutto molto arrosto, e ottimo arrosto in quasi tutte le risposte.</p>
<p>(Sono di una finezza stanotte)</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Ink		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/06/10/la-responsabilita-dellautore-giorgio-vasta/#comment-136067</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ink]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Jun 2010 23:45:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Molto brevemente, se ci si vuole interrogare sul lettore e sul perché non legga certi libri e su come fare in modo che li legga, bisognerebbe porsi questo genere di domande:

1) in che modo un lettore sceglie un libro?

2) come si orienta nella straripante quantità di vecchie e nuove pubblicazioni italiane e straniere?

3) cosa gli è è possibile incontrare &quot;per caso&quot; in una libreria?

4) come fa a venire a conoscenza di un libro che potenzialmente gli interessa?

5) qual è il lettore a cui un certo tipo di libro interessa? Cosa cerca in un libro che non trova già in modo più facile altrove?

Detto in altri termini, ammesso che io sia una persona che non lavora dodici ore al giorno, che dispone di un certo tempo e che preferisce occupare quel tempo leggendo un certo tipo di libri piuttosto che guardando la tv, o un film, o un serial americano scaricato da internet, o chattare su facebook, come posso incontrare un libro italiano recente che potenzialmente mi interessa? Come entro in contatto con la sua esistenza?

Mettiamo che abito in una grande città, e che per abitudine o comodità entro in una grande libreria di catena, armato dalle intenzioni più combattive del mondo, e mi ritrovo davanti gettati in faccia come urla pile di libri americani e italiani &quot;mainstream&quot;. Poi scaffali interi di letteratura mondiale passata e presente, libri bellissimi che una vita non basterebbe a leggerli. A un certo punto mi imbatto su qualche pila di novità Mondadori con più o meno giovani autori italiani più o meno esordienti di cui non so assolutamente niente, copertine colorate, un paio di frasi sfrontatamente accattivanti sulla quarta di copertina, un tempo di permanenza di al massimo due o tre mesi, e non sono in grado di sceglierli. Degli altri, quelli pubblicati da case editrici meno pervasive e potenti, non c&#039;è traccia. Forse sono in scaffali oscuri e polverosi, o forse più probabilmente non ci sono proprio. Ma anche solo per sapere che NON ci sono, dovrei sapere GIA&#039; della loro esistenza.

Come faccio a saperlo? Il problema mi sembra è che se non faccio parte degli addetti ai lavori, se non compro giornali tutta la settimana e non leggo tutte le recensioni possibili, se non sono un compulsivo divoratore di blog letterari, se non navigo sui siti delle case editrici in questione (che anche qui dovrei già conoscere), se non incontro per puro caso un amico che l&#039;ha letto e me ne parla bene, se non si rovescia uno scaffale in qualche libreria per un terremoto improvviso, di molti libri e autori io non saprò mai niente. 
O quel poco che saprò non sarà sufficiente a darmi la voglia di leggerli.
Loro perderanno un lettore, ma anche io perderò qualcosa, e con me penso molte altre persone.

Se la diffusione di certi libri è relegata - per ragioni commerciali e politiche - a zone periferiche, e i principali canali di mediazione che dovrebbero mettere in contatto un potenziale lettore con un libro falliscono, c&#039;è di fatto, credo, un problema &quot;sistemico&quot; di non facile soluzione, a cui possiamo solo opporre per il momento resistenze parziali, fragili, e ancora inadeguate.

Piccola nota per Lorenzo: l&#039;emorragia dei libri potenziali è pari all&#039;emorragia dei giorni. Qualcosa che la vita si porta dentro per definizione. Poi quello che resta, lo decidono il caso, il tempo e l&#039;amore delle persone che verranno dopo di noi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molto brevemente, se ci si vuole interrogare sul lettore e sul perché non legga certi libri e su come fare in modo che li legga, bisognerebbe porsi questo genere di domande:</p>
<p>1) in che modo un lettore sceglie un libro?</p>
<p>2) come si orienta nella straripante quantità di vecchie e nuove pubblicazioni italiane e straniere?</p>
<p>3) cosa gli è è possibile incontrare &#8220;per caso&#8221; in una libreria?</p>
<p>4) come fa a venire a conoscenza di un libro che potenzialmente gli interessa?</p>
<p>5) qual è il lettore a cui un certo tipo di libro interessa? Cosa cerca in un libro che non trova già in modo più facile altrove?</p>
<p>Detto in altri termini, ammesso che io sia una persona che non lavora dodici ore al giorno, che dispone di un certo tempo e che preferisce occupare quel tempo leggendo un certo tipo di libri piuttosto che guardando la tv, o un film, o un serial americano scaricato da internet, o chattare su facebook, come posso incontrare un libro italiano recente che potenzialmente mi interessa? Come entro in contatto con la sua esistenza?</p>
<p>Mettiamo che abito in una grande città, e che per abitudine o comodità entro in una grande libreria di catena, armato dalle intenzioni più combattive del mondo, e mi ritrovo davanti gettati in faccia come urla pile di libri americani e italiani &#8220;mainstream&#8221;. Poi scaffali interi di letteratura mondiale passata e presente, libri bellissimi che una vita non basterebbe a leggerli. A un certo punto mi imbatto su qualche pila di novità Mondadori con più o meno giovani autori italiani più o meno esordienti di cui non so assolutamente niente, copertine colorate, un paio di frasi sfrontatamente accattivanti sulla quarta di copertina, un tempo di permanenza di al massimo due o tre mesi, e non sono in grado di sceglierli. Degli altri, quelli pubblicati da case editrici meno pervasive e potenti, non c&#8217;è traccia. Forse sono in scaffali oscuri e polverosi, o forse più probabilmente non ci sono proprio. Ma anche solo per sapere che NON ci sono, dovrei sapere GIA&#8217; della loro esistenza.</p>
<p>Come faccio a saperlo? Il problema mi sembra è che se non faccio parte degli addetti ai lavori, se non compro giornali tutta la settimana e non leggo tutte le recensioni possibili, se non sono un compulsivo divoratore di blog letterari, se non navigo sui siti delle case editrici in questione (che anche qui dovrei già conoscere), se non incontro per puro caso un amico che l&#8217;ha letto e me ne parla bene, se non si rovescia uno scaffale in qualche libreria per un terremoto improvviso, di molti libri e autori io non saprò mai niente.<br />
O quel poco che saprò non sarà sufficiente a darmi la voglia di leggerli.<br />
Loro perderanno un lettore, ma anche io perderò qualcosa, e con me penso molte altre persone.</p>
<p>Se la diffusione di certi libri è relegata &#8211; per ragioni commerciali e politiche &#8211; a zone periferiche, e i principali canali di mediazione che dovrebbero mettere in contatto un potenziale lettore con un libro falliscono, c&#8217;è di fatto, credo, un problema &#8220;sistemico&#8221; di non facile soluzione, a cui possiamo solo opporre per il momento resistenze parziali, fragili, e ancora inadeguate.</p>
<p>Piccola nota per Lorenzo: l&#8217;emorragia dei libri potenziali è pari all&#8217;emorragia dei giorni. Qualcosa che la vita si porta dentro per definizione. Poi quello che resta, lo decidono il caso, il tempo e l&#8217;amore delle persone che verranno dopo di noi.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: lupo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/06/10/la-responsabilita-dellautore-giorgio-vasta/#comment-136066</link>

		<dc:creator><![CDATA[lupo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Jun 2010 21:54:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Oh questa è bella: non aveva ragione per niente Baricco - Ferroni con cui pure se la prendeva aveva già scritto su di lui per esempio su &quot;Giudizio Universale&quot; e la faccenda è nota ; non si tratta di dire questo mi piace e questo no, ma entrare nel merito di ciò che Vasta discute , per es. scrive  &quot;è ancora una volta necessario tornare all’assunzione di responsabilità: uffici stampa intelligenti che dialogano su libri non notiziabili con capi-cultura altrettanto intelligenti che lavorano muovendo da un’idea di cultura e di mondo&quot; - bene, chi ci prova dal di dentro a scardinare il sistema degli uffici stampa stupidi, i capi-cultura altrettanto stupidi la cui idea di di mondo si chiama mercato...?  perché parlarne solo in astratto?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oh questa è bella: non aveva ragione per niente Baricco &#8211; Ferroni con cui pure se la prendeva aveva già scritto su di lui per esempio su &#8220;Giudizio Universale&#8221; e la faccenda è nota ; non si tratta di dire questo mi piace e questo no, ma entrare nel merito di ciò che Vasta discute , per es. scrive  &#8220;è ancora una volta necessario tornare all’assunzione di responsabilità: uffici stampa intelligenti che dialogano su libri non notiziabili con capi-cultura altrettanto intelligenti che lavorano muovendo da un’idea di cultura e di mondo&#8221; &#8211; bene, chi ci prova dal di dentro a scardinare il sistema degli uffici stampa stupidi, i capi-cultura altrettanto stupidi la cui idea di di mondo si chiama mercato&#8230;?  perché parlarne solo in astratto?</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Sascha		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/06/10/la-responsabilita-dellautore-giorgio-vasta/#comment-136062</link>

		<dc:creator><![CDATA[Sascha]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Jun 2010 17:06:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi viene in mente che, tempo fa, Baricco fece una scenata sul fatto che certi critici (Pietro Citati in particolare) lo liquidavano con una battuta, come indegno di attenzione ed ennesimo segno della decadenza dei tempi; Baricco pretendeva di essere stroncato per filo e per segno ma stroncato nel merito, con attenzione. 
Per quanto non mi piaccia come scrittore in questo caso aveva perfettamente ragione.
Non ci vuole niente a fare nomi e cognomi di gente che scrive schifezze, lo può fare chiunque, non richiede ne&#039; intelligenza ne&#039; coraggio. Per me Busi, Mari e Avoledo sono i tre scrittori italiani viventi che valgono la pena; altri non mi dispiacciono; di altri ancora potrei dire molto male. Ma la cosa non mi renderebbe migliore, anzi. Servirebbe solo a inquadrarmi fra gli amici o i nemici e a gonfiare la mia vanità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi viene in mente che, tempo fa, Baricco fece una scenata sul fatto che certi critici (Pietro Citati in particolare) lo liquidavano con una battuta, come indegno di attenzione ed ennesimo segno della decadenza dei tempi; Baricco pretendeva di essere stroncato per filo e per segno ma stroncato nel merito, con attenzione.<br />
Per quanto non mi piaccia come scrittore in questo caso aveva perfettamente ragione.<br />
Non ci vuole niente a fare nomi e cognomi di gente che scrive schifezze, lo può fare chiunque, non richiede ne&#8217; intelligenza ne&#8217; coraggio. Per me Busi, Mari e Avoledo sono i tre scrittori italiani viventi che valgono la pena; altri non mi dispiacciono; di altri ancora potrei dire molto male. Ma la cosa non mi renderebbe migliore, anzi. Servirebbe solo a inquadrarmi fra gli amici o i nemici e a gonfiare la mia vanità.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: lupo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/06/10/la-responsabilita-dellautore-giorgio-vasta/#comment-136059</link>

		<dc:creator><![CDATA[lupo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Jun 2010 10:34:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sascha, mi pare che ora sia tu a semplificare. Abbiamo, io e qualcun altro, soltanto notato il rischio che nel discorso di Vasta, il giudizio venga smarrito nell&#039;eccellente orchestrazione delle buone intenzioni. Vogliamo mica D&#039;Orrico http://www.paradisodegliorchi.com/cgi-bin/pagina.pl?Tipo=falso&#038;Chiave=64 ma la responsabilità del lettore, specie di quello &quot;professionale&quot;, è almeno, e intanto, duplice: non stroncare a cazzo (non dimenticare, ammesso che uno la pensi così, che Paolo Nori ha scritto buone cose - per me, per quel che vale, letto uno letti tutti - anche se ora scrive su &quot;Libero&quot; - e se ne assume anche lui la responsabilità); ma dire, con Niccolò Franco, &quot;pane al pane e cazzo al cazzo&quot; con i libri che lo meritano. O aspettiamo che la rete che tiene  insieme (quando lo fa) scrittori funzionari editoriali recensori uffici stampa etc in cui io tu pubblico tu parli bene sul giornale del libro di tizio che sta nella stessa collana e lui ti trova una recensione sul giornale di sua moglie, che questa rete la frantumi qualcun altro? Quando è il momento della responsabilità di fare nomi e cognomi e dire che scrivono schifezze?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sascha, mi pare che ora sia tu a semplificare. Abbiamo, io e qualcun altro, soltanto notato il rischio che nel discorso di Vasta, il giudizio venga smarrito nell&#8217;eccellente orchestrazione delle buone intenzioni. Vogliamo mica D&#8217;Orrico <a href="http://www.paradisodegliorchi.com/cgi-bin/pagina.pl?Tipo=falso&#038;Chiave=64" rel="nofollow ugc">http://www.paradisodegliorchi.com/cgi-bin/pagina.pl?Tipo=falso&#038;Chiave=64</a> ma la responsabilità del lettore, specie di quello &#8220;professionale&#8221;, è almeno, e intanto, duplice: non stroncare a cazzo (non dimenticare, ammesso che uno la pensi così, che Paolo Nori ha scritto buone cose &#8211; per me, per quel che vale, letto uno letti tutti &#8211; anche se ora scrive su &#8220;Libero&#8221; &#8211; e se ne assume anche lui la responsabilità); ma dire, con Niccolò Franco, &#8220;pane al pane e cazzo al cazzo&#8221; con i libri che lo meritano. O aspettiamo che la rete che tiene  insieme (quando lo fa) scrittori funzionari editoriali recensori uffici stampa etc in cui io tu pubblico tu parli bene sul giornale del libro di tizio che sta nella stessa collana e lui ti trova una recensione sul giornale di sua moglie, che questa rete la frantumi qualcun altro? Quando è il momento della responsabilità di fare nomi e cognomi e dire che scrivono schifezze?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Sascha		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/06/10/la-responsabilita-dellautore-giorgio-vasta/#comment-136058</link>

		<dc:creator><![CDATA[Sascha]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Jun 2010 09:31:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ecco, questo mi fa venire in mente proprio quel che dice Vasta sulla &#039;responsabilità del lettore&#039; (pun intended).
Lo si accusa di retorica, evasività e volemosebenismo. In positivo ci viene mostrato un tale che si limita a una serie di &#039;mi piace/non mi piace&#039;, assolutamente legittimi come gusti personali ma che possono interessare solo a chi considera importanti solo i gusti personali, siano nell&#039;ottica della kumpa che in quella del &#039;celo, celo, celo, manca, celo&#039;...
Come dire, inutile sprecarsi nelle risposte o,peggio ancora, ragionare: il lettore comune vuole liste di buoni e cattivi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco, questo mi fa venire in mente proprio quel che dice Vasta sulla &#8216;responsabilità del lettore&#8217; (pun intended).<br />
Lo si accusa di retorica, evasività e volemosebenismo. In positivo ci viene mostrato un tale che si limita a una serie di &#8216;mi piace/non mi piace&#8217;, assolutamente legittimi come gusti personali ma che possono interessare solo a chi considera importanti solo i gusti personali, siano nell&#8217;ottica della kumpa che in quella del &#8216;celo, celo, celo, manca, celo&#8217;&#8230;<br />
Come dire, inutile sprecarsi nelle risposte o,peggio ancora, ragionare: il lettore comune vuole liste di buoni e cattivi.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Lettore		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/06/10/la-responsabilita-dellautore-giorgio-vasta/#comment-136052</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lettore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Jun 2010 06:21:02 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=35071#comment-136052</guid>

					<description><![CDATA[Giorgio Vasta merita 5 stellette per l&#039;esercizio di stile, perchè tale può definirsi. Il suo futuro è assicurato, potrebbe scrivere con successo libri dove risponde a qualsiasi domanda con elaborata capacità di ragionamento, articolazione della parola, sufficiente fascinazione (è la sufficienza  in un quadro generale di scrittori insufficientemente capaci di stile, chiamasi ragionamento, che fa essere le sue risposte suggestive, sarebbe stato meglio se fossero solo sembrate suggestive).

Mi limito a esaminare la prima risposta. Si sostiene che c&#039;è una retorica composita. E Vasta la descrive. Ma come la descrive? Con navigato stile retorico, con assunzione di principi indimostrabili, dove la persuasione non è data dalla verità dei fatti - che evidentemente nelle sue parole ben articolate sarebbe difficile a trovarsi, occorrerebbe esaminare visioni del mondo e dell&#039;uomo, linguaggio e temi degli scrittori contemporanei italiani, per mostrarne il desolante e decadente panorama - ma dalla forza retorica della persuasione, il cui culmine immaginifico è dato da : &quot;Nel senso che per me è importante leggere la letteratura italiana contemporanea in modo intenso. Questo potrà anche essere considerato un doping indebito, ma penso che sia indispensabile dialogare in modo fertile curioso agonistico e disponibile con la materia letteraria in cui si vive immersi. Insomma, è necessario che vitale sia prima di tutto il nostro modo di leggere&quot;.

Qui, dopo avere inquadrato il rapporto tra critico e scrittore nel quadro edipico (funziona sempre il falso mito quando lo si sa riproporre con arguto esercizio di stile) il lettore è conquistato, non si sa cosa possa significare e ognuno quindi colma lo iato con la libera immaginazione che lo fa sognare. E i giochi linguistici sono dati

Preferisco il giudizio obiettivo e il coraggio di Cavazzoni che alla domanda formulata su Repubblica di ieri: &quot;Ma dei contemporanei non salva nessuno?&quot;, risponde: &quot;Un momento. Io ho una predilezione per Gianni Celati, mi piacciono anche Ugo Cornia e Daniele Benati, tra i poeti ammiro Raffaello Baldini, scomparso qualche anno fa. Ho molto apprezzato i primi romanzi di Michele Mari e Paolo Nori. Per non dire della generazione precedente, scrittori come Paolo Volponi o Giorgio Manganelli. Gli altri faccio più fatica a leggerli&quot;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giorgio Vasta merita 5 stellette per l&#8217;esercizio di stile, perchè tale può definirsi. Il suo futuro è assicurato, potrebbe scrivere con successo libri dove risponde a qualsiasi domanda con elaborata capacità di ragionamento, articolazione della parola, sufficiente fascinazione (è la sufficienza  in un quadro generale di scrittori insufficientemente capaci di stile, chiamasi ragionamento, che fa essere le sue risposte suggestive, sarebbe stato meglio se fossero solo sembrate suggestive).</p>
<p>Mi limito a esaminare la prima risposta. Si sostiene che c&#8217;è una retorica composita. E Vasta la descrive. Ma come la descrive? Con navigato stile retorico, con assunzione di principi indimostrabili, dove la persuasione non è data dalla verità dei fatti &#8211; che evidentemente nelle sue parole ben articolate sarebbe difficile a trovarsi, occorrerebbe esaminare visioni del mondo e dell&#8217;uomo, linguaggio e temi degli scrittori contemporanei italiani, per mostrarne il desolante e decadente panorama &#8211; ma dalla forza retorica della persuasione, il cui culmine immaginifico è dato da : &#8220;Nel senso che per me è importante leggere la letteratura italiana contemporanea in modo intenso. Questo potrà anche essere considerato un doping indebito, ma penso che sia indispensabile dialogare in modo fertile curioso agonistico e disponibile con la materia letteraria in cui si vive immersi. Insomma, è necessario che vitale sia prima di tutto il nostro modo di leggere&#8221;.</p>
<p>Qui, dopo avere inquadrato il rapporto tra critico e scrittore nel quadro edipico (funziona sempre il falso mito quando lo si sa riproporre con arguto esercizio di stile) il lettore è conquistato, non si sa cosa possa significare e ognuno quindi colma lo iato con la libera immaginazione che lo fa sognare. E i giochi linguistici sono dati</p>
<p>Preferisco il giudizio obiettivo e il coraggio di Cavazzoni che alla domanda formulata su Repubblica di ieri: &#8220;Ma dei contemporanei non salva nessuno?&#8221;, risponde: &#8220;Un momento. Io ho una predilezione per Gianni Celati, mi piacciono anche Ugo Cornia e Daniele Benati, tra i poeti ammiro Raffaello Baldini, scomparso qualche anno fa. Ho molto apprezzato i primi romanzi di Michele Mari e Paolo Nori. Per non dire della generazione precedente, scrittori come Paolo Volponi o Giorgio Manganelli. Gli altri faccio più fatica a leggerli&#8221;</p>
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