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	Commenti a: Radio Kapital: Luc Boltanski	</title>
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		Di: The O.C.		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[The O.C.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 01:42:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi sembra che &#039;sto Boltanski abbia veramente capito tutto della vita, vista la citazione.]]></description>
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		Di: andrea inglese		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 09:10:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Perché un&#039;opera &quot;capitale&quot; come questa di Boltanski deve attendere dieci anni per essere tradotta in Italia e perché se ne parli? E&#039; vero, noi traduciamo ancora parecchio rispetto ad altri paesi. Ma ci sono stati anni in cui traducevamo anche in modo tempestivo. Non è piu&#039; così. Pochi sono, che io sappia, i sociologi italiani che possono vantare un apparato teorico ampio e sofisticato come quello di Boltanski e una capacità di lavoro documentario simile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Perché un&#8217;opera &#8220;capitale&#8221; come questa di Boltanski deve attendere dieci anni per essere tradotta in Italia e perché se ne parli? E&#8217; vero, noi traduciamo ancora parecchio rispetto ad altri paesi. Ma ci sono stati anni in cui traducevamo anche in modo tempestivo. Non è piu&#8217; così. Pochi sono, che io sappia, i sociologi italiani che possono vantare un apparato teorico ampio e sofisticato come quello di Boltanski e una capacità di lavoro documentario simile.</p>
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		Di: véronique vergé		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 08:54:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il meccanismo non funziona più, è inceppato. Mi sembra una follia di conservare un sistema fallito. Il peggio è che ora è l&#039;uomo che deve si adeguare al meccanismo. Più il congegno è ammalato, pù è spinto, più il liberalismo è esarcebato, un liberalismo crudele, su scala mondiale, un liberalismo che nessuno stato ferma: un sistema che non lascia speranza
all&#039;uomo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il meccanismo non funziona più, è inceppato. Mi sembra una follia di conservare un sistema fallito. Il peggio è che ora è l&#8217;uomo che deve si adeguare al meccanismo. Più il congegno è ammalato, pù è spinto, più il liberalismo è esarcebato, un liberalismo crudele, su scala mondiale, un liberalismo che nessuno stato ferma: un sistema che non lascia speranza<br />
all&#8217;uomo.</p>
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		Di: Fernando Bassoli		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fernando Bassoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 18:53:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il capitalismo è in crisi in partenza, perché non dà a tutti le stesse possibilità. Ciò determina una sperequazione in fatto che è la scintilla dell&#039;odio di classe e di molte forme di invidia. Il capitalismo è un attentato alla pace sociale. Un rito tribale che fa scempio dei più deboli. Da secoli.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il capitalismo è in crisi in partenza, perché non dà a tutti le stesse possibilità. Ciò determina una sperequazione in fatto che è la scintilla dell&#8217;odio di classe e di molte forme di invidia. Il capitalismo è un attentato alla pace sociale. Un rito tribale che fa scempio dei più deboli. Da secoli.</p>
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		Di: jacopo galimberti		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[jacopo galimberti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 14:18:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Godiamoci i Boltansky finche&#039; ci sono, con i tagli all&#039;universita&#039; ci saranno sempre piu&#039; Alberoni...]]></description>
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		Di: robugliani		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[robugliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 12:51:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi pare giusto situare la &quot;crisi&quot; del capitalismo nella seconda metà del XX secolo, ma non si tratta a mio avviso di crisi tout court, quello che si è costituito negli ultimi decenni del XX secolo non è un capitalismo in supposta crisi (delocalizzazione, nuove e più intense estorsioni di plusvalore dalla forza-lavoro, forme moderne di schiavismo, bolle speculativo-finanziarie, ecc.), bensì una forma nuova di capitalismo, che oggi è ben vivo e vegeto, dotata di nuove dinamiche sociali capitalistiche. Quello che è andato in crisi, o meglio che è stato superato dalla trasformazione capitalistica in atto, è il vecchio capitalismo proprietario borghese studiato da Marx (modello inglese), non già la struttura e la formazione sociale capitalistica in sé. Le attuali &quot;forme di gestione&quot; del capitalismo, come le chiama Boltanski (che mi paiono molto analoghe alla &quot;rivoluzione manageriale&quot; di Burnham), e che altri chiamano il capitalismo dei &quot;funzionari del capitale&quot;, sono l&#039;aspetto peculiare della faccenda, che testimoniano la novità di fase (genericamente definita globalizzazione neoliberista) e che merita una analisi adeguata, che oggi solo in pochi, per quanto ne so, tentano di sviluppare. A livello mondiale, poi, quello che è andato in crisi è stato il bipolarismo che ha segnato quasi tutto il XX secolo, dopo il &#039;91 &quot;sostituito&quot; dal monopolarismo della potenza dominante, gli Usa, apparentemente uscita vincitrice dalla lotta tra i due blocchi politici (bipolarismo), ma che ha durato nemmeno 20 anni, e che oggi mostra chiari segni di cedimento (ma ancora relativamente forte, visto che riesce a condizionare anche la UE), incalzata dal multipolarismo dei paesi emergentI (Russia, Cina, India i principali) che lottano (con vari mezzi e metodi) per la loro affermazione. Ciò che invece è andato in crisi è l&#039;analisi del sistema-capitalismo di stampo economicista che mette appunto in primo piano l&#039;economia. Le strategie e il contrasto tra monopolarismo e multipolarismo a livello mondiale sono essenzialmente politici, non economici.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi pare giusto situare la &#8220;crisi&#8221; del capitalismo nella seconda metà del XX secolo, ma non si tratta a mio avviso di crisi tout court, quello che si è costituito negli ultimi decenni del XX secolo non è un capitalismo in supposta crisi (delocalizzazione, nuove e più intense estorsioni di plusvalore dalla forza-lavoro, forme moderne di schiavismo, bolle speculativo-finanziarie, ecc.), bensì una forma nuova di capitalismo, che oggi è ben vivo e vegeto, dotata di nuove dinamiche sociali capitalistiche. Quello che è andato in crisi, o meglio che è stato superato dalla trasformazione capitalistica in atto, è il vecchio capitalismo proprietario borghese studiato da Marx (modello inglese), non già la struttura e la formazione sociale capitalistica in sé. Le attuali &#8220;forme di gestione&#8221; del capitalismo, come le chiama Boltanski (che mi paiono molto analoghe alla &#8220;rivoluzione manageriale&#8221; di Burnham), e che altri chiamano il capitalismo dei &#8220;funzionari del capitale&#8221;, sono l&#8217;aspetto peculiare della faccenda, che testimoniano la novità di fase (genericamente definita globalizzazione neoliberista) e che merita una analisi adeguata, che oggi solo in pochi, per quanto ne so, tentano di sviluppare. A livello mondiale, poi, quello che è andato in crisi è stato il bipolarismo che ha segnato quasi tutto il XX secolo, dopo il &#8217;91 &#8220;sostituito&#8221; dal monopolarismo della potenza dominante, gli Usa, apparentemente uscita vincitrice dalla lotta tra i due blocchi politici (bipolarismo), ma che ha durato nemmeno 20 anni, e che oggi mostra chiari segni di cedimento (ma ancora relativamente forte, visto che riesce a condizionare anche la UE), incalzata dal multipolarismo dei paesi emergentI (Russia, Cina, India i principali) che lottano (con vari mezzi e metodi) per la loro affermazione. Ciò che invece è andato in crisi è l&#8217;analisi del sistema-capitalismo di stampo economicista che mette appunto in primo piano l&#8217;economia. Le strategie e il contrasto tra monopolarismo e multipolarismo a livello mondiale sono essenzialmente politici, non economici.</p>
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