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	Commenti a: Spaesamento	</title>
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		<title>
		Di: Martino		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 10:13:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho letto il libro in questi giorni. Devo dire che mi ha annoiato come ascoltare in loop una puntata di Golem. Pur condividendo (come non farlo?) la diagnosi che a cui il libro approda, a mio parere l&#039;eccesso di intellettualismo a un certo punto sembra mangiarsi la realtà, come il petrolio della BP nel Golfo del Messico. Ho provato anche un certo fastidio nella descrizione reificata dei personaggi su cui il carotatore appunta la sua attenzione (la donna cosmetica, ecc.), non riscattati dalla pantomima fantastica finale in cui viene data loro voce. Gli &quot;altri&quot; in questo libro sembrano solo sintomi o fantasmi. Pur stimando la direzione, non mi riconosco in questa traiettoria. Mi dispiace di restare fuori ancora una volta dall&#039;élite.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto il libro in questi giorni. Devo dire che mi ha annoiato come ascoltare in loop una puntata di Golem. Pur condividendo (come non farlo?) la diagnosi che a cui il libro approda, a mio parere l&#8217;eccesso di intellettualismo a un certo punto sembra mangiarsi la realtà, come il petrolio della BP nel Golfo del Messico. Ho provato anche un certo fastidio nella descrizione reificata dei personaggi su cui il carotatore appunta la sua attenzione (la donna cosmetica, ecc.), non riscattati dalla pantomima fantastica finale in cui viene data loro voce. Gli &#8220;altri&#8221; in questo libro sembrano solo sintomi o fantasmi. Pur stimando la direzione, non mi riconosco in questa traiettoria. Mi dispiace di restare fuori ancora una volta dall&#8217;élite.</p>
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		Di: plessus		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/07/09/spaesamento/#comment-137233</link>

		<dc:creator><![CDATA[plessus]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 16:43:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Amo la scrittura di Vasta, e i suoi pensieri che si fanno parola scritta nelle profondità estreme di un linguaggio che è antropologico, descrittivo di &quot;una resa euforica al presente che stiamo attraversando&quot;. Il suo richiamo ad una coscienza che irrompa nell’indistinzione, nella materia magmatica, per organizzarvi un ordine e un palinsesto, riscattando l’intelligenza affinché da essa scaturiscano azioni è testimonianza potente dell’intelligenza stessa che &quot;si limita a contemplare se stessa. Si basta. Fa parte della resa&quot;.
La precisione chirurgica della scrittura, la cura maniacale che rende manifesto il tocco degli oggetti con le parole, lo sforzo speculativo caricato sul linguaggio per scardinare la materia e svelarne il mistero, tutte le cose giuste  scritte rivestono però un carattere di eccesso intellettuale. 
Che probabilmente è il limite comunicativo, e punto di debolezza, nella forza di questo testo meraviglioso e necessario, sì, dai grandi volumi interiori. La statura di uno scrittore sta (anche) nella capacità di strutturare concetti e rappresentazioni per trasformarli in una matrice ben comprensibile alla stragrande maggioranza dei lettori. 
I quali per Spaesamento, ahimè, temo rimarranno un’elite.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Amo la scrittura di Vasta, e i suoi pensieri che si fanno parola scritta nelle profondità estreme di un linguaggio che è antropologico, descrittivo di &#8220;una resa euforica al presente che stiamo attraversando&#8221;. Il suo richiamo ad una coscienza che irrompa nell’indistinzione, nella materia magmatica, per organizzarvi un ordine e un palinsesto, riscattando l’intelligenza affinché da essa scaturiscano azioni è testimonianza potente dell’intelligenza stessa che &#8220;si limita a contemplare se stessa. Si basta. Fa parte della resa&#8221;.<br />
La precisione chirurgica della scrittura, la cura maniacale che rende manifesto il tocco degli oggetti con le parole, lo sforzo speculativo caricato sul linguaggio per scardinare la materia e svelarne il mistero, tutte le cose giuste  scritte rivestono però un carattere di eccesso intellettuale.<br />
Che probabilmente è il limite comunicativo, e punto di debolezza, nella forza di questo testo meraviglioso e necessario, sì, dai grandi volumi interiori. La statura di uno scrittore sta (anche) nella capacità di strutturare concetti e rappresentazioni per trasformarli in una matrice ben comprensibile alla stragrande maggioranza dei lettori.<br />
I quali per Spaesamento, ahimè, temo rimarranno un’elite.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: AMA		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[AMA]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Jul 2010 18:31:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Alcor

Lo ggiuro ho sbagliato nick. Chiedo venia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Alcor</p>
<p>Lo ggiuro ho sbagliato nick. Chiedo venia.</p>
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		<title>
		Di: alcor		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/07/09/spaesamento/#comment-137174</link>

		<dc:creator><![CDATA[alcor]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Jul 2010 18:12:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@AMA

ma tu leggi mai prima di scrivere? o parti sparato solo perchè ti piace la velocità?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@AMA</p>
<p>ma tu leggi mai prima di scrivere? o parti sparato solo perchè ti piace la velocità?</p>
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		<title>
		Di: AMA		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/07/09/spaesamento/#comment-137171</link>

		<dc:creator><![CDATA[AMA]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Jul 2010 17:09:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Alcor

Ti sbagli. Lo spaesamente c&#039;e&#039;. Eccome. 
Vivo all&#039;estero. Come tutti gli anni sono stato al lago di Garda. Brescia. Ho un amico originario di quella zona.

A Ponte San Marco ad esempio ho visto una corpulenta donna di colore seduta col ventaglio fuori una casina gialla, un solo piano rialzato, con tanto di banano. 
A Lonato del Garda famiglie pakistane col passeggino Chicco. Ragazzini con accento del posto avere lunghi capelli raccolti in una calza, scortati da mamme in abiti tradizionali. 

Questa non era la MIA Italia. Anche se non ho nessuna nostalgia di quello che e&#039; stata. E spero che i nuovi arrivati possano migliorarla. 

Ho vissuto a Milano per tanti anni. Dopo tre ci sono tornato a fare solo una passeggiata. Irriconoscibile. L&#039;umanita&#039;. Un&#039;altra cosa. Da ogni dove. A pullulare su una sfondo di palazzi quasi decontestualizzati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Alcor</p>
<p>Ti sbagli. Lo spaesamente c&#8217;e&#8217;. Eccome.<br />
Vivo all&#8217;estero. Come tutti gli anni sono stato al lago di Garda. Brescia. Ho un amico originario di quella zona.</p>
<p>A Ponte San Marco ad esempio ho visto una corpulenta donna di colore seduta col ventaglio fuori una casina gialla, un solo piano rialzato, con tanto di banano.<br />
A Lonato del Garda famiglie pakistane col passeggino Chicco. Ragazzini con accento del posto avere lunghi capelli raccolti in una calza, scortati da mamme in abiti tradizionali. </p>
<p>Questa non era la MIA Italia. Anche se non ho nessuna nostalgia di quello che e&#8217; stata. E spero che i nuovi arrivati possano migliorarla. </p>
<p>Ho vissuto a Milano per tanti anni. Dopo tre ci sono tornato a fare solo una passeggiata. Irriconoscibile. L&#8217;umanita&#8217;. Un&#8217;altra cosa. Da ogni dove. A pullulare su una sfondo di palazzi quasi decontestualizzati.</p>
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		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/07/09/spaesamento/#comment-137167</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Jul 2010 09:25:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Da remota memoria  la casa natale prende la tua ombra. Diventa il centro invisibile del tuo corpo, opera un incanto: tu cammini nella città senza radici, e tu porti in te la la mappa dei vicoli antiqui. 

Nel ricordo un frammento del paesaggio diventa nitido, si accompagna il brusio delle voci ( o i gridi, il frastuono della luce), un odore cosi intenso che tu credi davvero che l&#039;odore si fosse intrufolata nella narice. Il dolore di casa viene dell&#039;illusione che il tuo ricordo sia più vivo della realtà. Luoghi accavallati. 

Il tempo dell&#039;illusione resista un po&#039;, ma il luogo reale si impone. La casa natale, nel lessico del sud, è luogo di tutto, creazione della luce, del&#039;amore, del sangue, della prima parola. La casa è il luogo mitico, sognato, come la città di Napoli, vista attraverso lo sguardo di Carlo Capone, c&#039;è qualcosa che tiene fermo il tempo, di un sonno/ sogno di cento anni.

 Per me , non è la casa natale che fu il mio rimpianto, ma il paesaggio, l&#039;elemento vento e il mare. Quando cammino in una città, molto allontanata dal mare, ho l&#039;illusione di vedere un tratto blu, mi sembra che dopo qualche passo, mi ritrovero sulla sabbia, e il toccare dell&#039;onda, già lo provo. Mi sembra anche, perché lo spaesamento mi invita all&#039;immaginazione, che trovo un mare unico e città che si sposano da Barcelona, a Sète, da Napoli a Genova.

Direi tornando al libro di Giorgio Vasta che voglio scoprire, che la camera à il luogo dell&#039;infanzia, del corpo addormentato, marino. Se puo accadere miracoli.
Mi sembra anche che il lettore puo provare uno spaesamento nell&#039;attesa di un paesaggio che si porta nella mente, e entrando in  un paesaggio intimo che non è il suo, riconosce una parte del suo ricordo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da remota memoria  la casa natale prende la tua ombra. Diventa il centro invisibile del tuo corpo, opera un incanto: tu cammini nella città senza radici, e tu porti in te la la mappa dei vicoli antiqui. </p>
<p>Nel ricordo un frammento del paesaggio diventa nitido, si accompagna il brusio delle voci ( o i gridi, il frastuono della luce), un odore cosi intenso che tu credi davvero che l&#8217;odore si fosse intrufolata nella narice. Il dolore di casa viene dell&#8217;illusione che il tuo ricordo sia più vivo della realtà. Luoghi accavallati. </p>
<p>Il tempo dell&#8217;illusione resista un po&#8217;, ma il luogo reale si impone. La casa natale, nel lessico del sud, è luogo di tutto, creazione della luce, del&#8217;amore, del sangue, della prima parola. La casa è il luogo mitico, sognato, come la città di Napoli, vista attraverso lo sguardo di Carlo Capone, c&#8217;è qualcosa che tiene fermo il tempo, di un sonno/ sogno di cento anni.</p>
<p> Per me , non è la casa natale che fu il mio rimpianto, ma il paesaggio, l&#8217;elemento vento e il mare. Quando cammino in una città, molto allontanata dal mare, ho l&#8217;illusione di vedere un tratto blu, mi sembra che dopo qualche passo, mi ritrovero sulla sabbia, e il toccare dell&#8217;onda, già lo provo. Mi sembra anche, perché lo spaesamento mi invita all&#8217;immaginazione, che trovo un mare unico e città che si sposano da Barcelona, a Sète, da Napoli a Genova.</p>
<p>Direi tornando al libro di Giorgio Vasta che voglio scoprire, che la camera à il luogo dell&#8217;infanzia, del corpo addormentato, marino. Se puo accadere miracoli.<br />
Mi sembra anche che il lettore puo provare uno spaesamento nell&#8217;attesa di un paesaggio che si porta nella mente, e entrando in  un paesaggio intimo che non è il suo, riconosce una parte del suo ricordo.</p>
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		<title>
		Di: francesco forlani		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/07/09/spaesamento/#comment-137166</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Jul 2010 09:10:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[tutto spaesato?]]></description>
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		<title>
		Di: alcor		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/07/09/spaesamento/#comment-137165</link>

		<dc:creator><![CDATA[alcor]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Jul 2010 08:53:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[spaesato:-)]]></description>
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		<item>
		<title>
		Di: francesco forlani		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/07/09/spaesamento/#comment-137164</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Jul 2010 08:27:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[sai Alcor è proprio la dimensione paradossale di quel dolore ( odi et amo) a farne un vero dolore. A me capitava nei primi mesi di vita altrove (e che dura da oltre un ventennio) di sognare di essere ancora a casa (sognavo di quella casa) e di ribellarmi all&#039;idea, al sogno, al punto di svegliarmi di soprassalto e guardandomi intorno (chambre de bonne di otto metri quadri) sospirare: uhff, io sono qui ovvero altrove. Oggi sogno le persone che non ci sono più e grazie alle quali quei luoghi avevano un senso,, ma questo è un altro discorso
effeffe]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>sai Alcor è proprio la dimensione paradossale di quel dolore ( odi et amo) a farne un vero dolore. A me capitava nei primi mesi di vita altrove (e che dura da oltre un ventennio) di sognare di essere ancora a casa (sognavo di quella casa) e di ribellarmi all&#8217;idea, al sogno, al punto di svegliarmi di soprassalto e guardandomi intorno (chambre de bonne di otto metri quadri) sospirare: uhff, io sono qui ovvero altrove. Oggi sogno le persone che non ci sono più e grazie alle quali quei luoghi avevano un senso,, ma questo è un altro discorso<br />
effeffe</p>
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		<item>
		<title>
		Di: alcor		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/07/09/spaesamento/#comment-137161</link>

		<dc:creator><![CDATA[alcor]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Jul 2010 07:55:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@effeffe

Heimweh, non dolore della casa perché la casa ti fa soffrire, ma perché ne sei lontano e vorresti tornarci, meglio allora la Sehnsucht di cui parla Alessandra Sarchi, e che però finora io non vedo, vedo invece proprio lo &quot;spaesamento&quot;. La parola itaiana è la più appropriata.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@effeffe</p>
<p>Heimweh, non dolore della casa perché la casa ti fa soffrire, ma perché ne sei lontano e vorresti tornarci, meglio allora la Sehnsucht di cui parla Alessandra Sarchi, e che però finora io non vedo, vedo invece proprio lo &#8220;spaesamento&#8221;. La parola itaiana è la più appropriata.</p>
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