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	Commenti a: In lungo e al largo	</title>
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		<title>
		Di: Salvatore D'Angelo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Salvatore D'Angelo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Aug 2010 22:37:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[France&#039;, ma tu al villaggio delle svedesi ci andavi attraversano il Garigliano da Nord verso sud? E se venivi da Caserta, che giro facevi?
Ad ogni modo è vero, ha ragione Anna Maria Papi, scrivi proprio a colori. La fantasia e la memoria sono straodinarie, anche nello stravolgere i riferimenti geografici. Io ancora ci vado a Baia Domizia, anzi, scrivo essendoci appena tornato. Vado avanti e indietro, da vero forzato-pendolare, sulla Nola Villa Literno- Castelvolturno- Mondragone -Domiziana-Strada Provinciale Bocche di Pantano ed ecco Baia Domizia...&quot;Mare sole e...&quot; come dice l&#039;enorme cartellone all&#039;ingresso, che dell&#039;euforia degli anni sessanta conseva solo  il  ricordo,  slavato  del tratto iconico stampatovi sopra. Ma di mare sole e....rispetto allo scintillìo della fantasia tua  e di noi altri adolescenti ( tu nei primi anni settanta, noi nella seconda metà dei sessanta) c&#039;è rimasto ben poco, se non strade polverose e le retroguardie dei &quot;nuovi ceti  affluenti&quot;, tignosi e cafonissimi...Di svedesi...bah, pochi pensionati e molte/i e panzute/i russi scaricati a mappàte da arcigni torpedoni. Il mare dal colore incerto, chissà pechè, mi fa pensare a un&#039;era post-atomica (nel senso dell&#039;incombere della vicina centrale sul Garigliano). E Baia Domizia si annuncia sempre dalle eterni rammère, scassatorie. erbacce e pagliarelle del lungomare di Mondragone con le sue teorie di Lido Papèle, Lido &quot;Giuseppe da Antonio&quot;con le  scritte vergate da mano incerta su compensati sostenuti da paletti malfermi nel bel mezzo di cumuli di buste di monezza ammacchiàte tra  canne e marane. Sembra tutto un ambiente&quot; vintage&quot;, un set a bella posta  alla Pasolini. E si vedono cose veramente interessanti. Vuoi vedere che sono queste le mitiche  &quot;vacanze intelligenti&quot; inseguite fessamente lungo la prima ingenua ed entusiasta giovinezza? altro che isolette dell&#039;Egeo, altro che Capo Vaticano fine anni settanta o Sveti Stefan del Montenegro pre-guarra civile!...Anzi, già che ci sono, mo&#039; m&#039;allungo un po&#039; a Cancello ed Arnone e  mi vivo la trentatreesima sagra della mozzarella e della pasta e fagioli lungo il Corso, che è anche la Strada Provinciale di scorrimento, tra la lenta teoria di macchine a passo d&#039;uomo, gli scarichi di piombo, l&#039;urlìo degli ultimi successi &quot;house&quot; sparati dalle casse dei venditori dai camioncini superaccessoriati, tra l&#039;entusiasta ma lento passo di improbabili sbandieratori che sbucano da una stradina laterale e il marziale e civettuolo incedere di tre vigilesse-tre dirette da una marescialla-vigile  anch&#039;essa, un gruppo che è una visione del postfellinismo più spinto e citazionista possibile. Sì, farò proprio così, un po&#039; per celia un po&#039; per non morire...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>France&#8217;, ma tu al villaggio delle svedesi ci andavi attraversano il Garigliano da Nord verso sud? E se venivi da Caserta, che giro facevi?<br />
Ad ogni modo è vero, ha ragione Anna Maria Papi, scrivi proprio a colori. La fantasia e la memoria sono straodinarie, anche nello stravolgere i riferimenti geografici. Io ancora ci vado a Baia Domizia, anzi, scrivo essendoci appena tornato. Vado avanti e indietro, da vero forzato-pendolare, sulla Nola Villa Literno- Castelvolturno- Mondragone -Domiziana-Strada Provinciale Bocche di Pantano ed ecco Baia Domizia&#8230;&#8221;Mare sole e&#8230;&#8221; come dice l&#8217;enorme cartellone all&#8217;ingresso, che dell&#8217;euforia degli anni sessanta conseva solo  il  ricordo,  slavato  del tratto iconico stampatovi sopra. Ma di mare sole e&#8230;.rispetto allo scintillìo della fantasia tua  e di noi altri adolescenti ( tu nei primi anni settanta, noi nella seconda metà dei sessanta) c&#8217;è rimasto ben poco, se non strade polverose e le retroguardie dei &#8220;nuovi ceti  affluenti&#8221;, tignosi e cafonissimi&#8230;Di svedesi&#8230;bah, pochi pensionati e molte/i e panzute/i russi scaricati a mappàte da arcigni torpedoni. Il mare dal colore incerto, chissà pechè, mi fa pensare a un&#8217;era post-atomica (nel senso dell&#8217;incombere della vicina centrale sul Garigliano). E Baia Domizia si annuncia sempre dalle eterni rammère, scassatorie. erbacce e pagliarelle del lungomare di Mondragone con le sue teorie di Lido Papèle, Lido &#8220;Giuseppe da Antonio&#8221;con le  scritte vergate da mano incerta su compensati sostenuti da paletti malfermi nel bel mezzo di cumuli di buste di monezza ammacchiàte tra  canne e marane. Sembra tutto un ambiente&#8221; vintage&#8221;, un set a bella posta  alla Pasolini. E si vedono cose veramente interessanti. Vuoi vedere che sono queste le mitiche  &#8220;vacanze intelligenti&#8221; inseguite fessamente lungo la prima ingenua ed entusiasta giovinezza? altro che isolette dell&#8217;Egeo, altro che Capo Vaticano fine anni settanta o Sveti Stefan del Montenegro pre-guarra civile!&#8230;Anzi, già che ci sono, mo&#8217; m&#8217;allungo un po&#8217; a Cancello ed Arnone e  mi vivo la trentatreesima sagra della mozzarella e della pasta e fagioli lungo il Corso, che è anche la Strada Provinciale di scorrimento, tra la lenta teoria di macchine a passo d&#8217;uomo, gli scarichi di piombo, l&#8217;urlìo degli ultimi successi &#8220;house&#8221; sparati dalle casse dei venditori dai camioncini superaccessoriati, tra l&#8217;entusiasta ma lento passo di improbabili sbandieratori che sbucano da una stradina laterale e il marziale e civettuolo incedere di tre vigilesse-tre dirette da una marescialla-vigile  anch&#8217;essa, un gruppo che è una visione del postfellinismo più spinto e citazionista possibile. Sì, farò proprio così, un po&#8217; per celia un po&#8217; per non morire&#8230;</p>
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		<title>
		Di: anna maria papi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/08/05/in-lungo-e-al-largo-2/#comment-138159</link>

		<dc:creator><![CDATA[anna maria papi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Aug 2010 21:59:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[FRANCESCO FORLANI  = lo scrittore che scrive a colori

Acrilici

Ad olio

A tempera

Acquarello

Gessetti cxolorati

Matite Giotto

Pennarelli 

PaStelli grassi

Chine cinesi

Sabbie incas

Ombretti

Fard

Rossetti

Eyepencil

Tecnicolor



t u t t i    i    c o l o r i    d e l l    a r c o b a l e n o


                           S T A R R I N G


         fRANCESCO        EFFEFFE       FORLANI

 
                   s t a r r i n g]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>FRANCESCO FORLANI  = lo scrittore che scrive a colori</p>
<p>Acrilici</p>
<p>Ad olio</p>
<p>A tempera</p>
<p>Acquarello</p>
<p>Gessetti cxolorati</p>
<p>Matite Giotto</p>
<p>Pennarelli </p>
<p>PaStelli grassi</p>
<p>Chine cinesi</p>
<p>Sabbie incas</p>
<p>Ombretti</p>
<p>Fard</p>
<p>Rossetti</p>
<p>Eyepencil</p>
<p>Tecnicolor</p>
<p>t u t t i    i    c o l o r i    d e l l    a r c o b a l e n o</p>
<p>                           S T A R R I N G</p>
<p>         fRANCESCO        EFFEFFE       FORLANI</p>
<p>                   s t a r r i n g</p>
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		<title>
		Di: robugliani		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[robugliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Aug 2010 13:07:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ah, il mito inossidabile delle svedesi che è trapassato di generazione in generazione... In altri termini: quanto si era sfigati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ah, il mito inossidabile delle svedesi che è trapassato di generazione in generazione&#8230; In altri termini: quanto si era sfigati.</p>
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		<title>
		Di: carmine vitale		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[carmine vitale]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Aug 2010 12:18:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Forlaniana
antologica di veri racconti del Maestro Francesco Forlani
bisogna viverle le storie per scriverle
ma in questa maniera superlativa possiamo solo leggerti!
grazie
c.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Forlaniana<br />
antologica di veri racconti del Maestro Francesco Forlani<br />
bisogna viverle le storie per scriverle<br />
ma in questa maniera superlativa possiamo solo leggerti!<br />
grazie<br />
c.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/08/05/in-lungo-e-al-largo-2/#comment-138138</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Aug 2010 09:58:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Una corso contro il vento del largo, nel tempo dove il mare era senza guerra. Mille occhi dall&#039;infanzia guardano. E&#039; il ricordo di un ragazzo su una spiaggia -baiia- Domizia- mescola sensazione sensuale e sentimento di fare parte di una famiglia- li era un mare che non aveva ancora perso la sua nobiltà, la sua avventura nel delicato tuffo tra infanzia e età di adolescenza.
C&#039;è sempre una catastrofe segnando il termine dell&#039;infanzia-intima o colletiva- l&#039;irrompere della violenza-terremoto o camorra- annunzia che il mare era l&#039;ultimo luogo dell&#039;innocenza, quello che nel tempo rimane nel suo bagliore blu-verde chiaro- nel suo profumo di pineta- quando il paesaggio era intatto- e adesso nella scrittura da un posto qualunque, in un varco di ispirazione, la memoria vede il mare antiquo, anche se il presente, la mare di cemento, di guerra, di sangue resista all&#039;ingiunzione di obliare la catastrofe- La libertà  di scrivere è di potere ancora nuotare o correre sulla terra d&#039;infanzia dal punto di partenza di qualunque dolore- il nostro dolore è sempre essenziale con vespa o no- con insetti su Ray bBn o no-
La scrittura ha il potere di fare credere che siamo della parte mai dimenticata: quella dell&#039;infanzia e dell&#039;orizzonte.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una corso contro il vento del largo, nel tempo dove il mare era senza guerra. Mille occhi dall&#8217;infanzia guardano. E&#8217; il ricordo di un ragazzo su una spiaggia -baiia- Domizia- mescola sensazione sensuale e sentimento di fare parte di una famiglia- li era un mare che non aveva ancora perso la sua nobiltà, la sua avventura nel delicato tuffo tra infanzia e età di adolescenza.<br />
C&#8217;è sempre una catastrofe segnando il termine dell&#8217;infanzia-intima o colletiva- l&#8217;irrompere della violenza-terremoto o camorra- annunzia che il mare era l&#8217;ultimo luogo dell&#8217;innocenza, quello che nel tempo rimane nel suo bagliore blu-verde chiaro- nel suo profumo di pineta- quando il paesaggio era intatto- e adesso nella scrittura da un posto qualunque, in un varco di ispirazione, la memoria vede il mare antiquo, anche se il presente, la mare di cemento, di guerra, di sangue resista all&#8217;ingiunzione di obliare la catastrofe- La libertà  di scrivere è di potere ancora nuotare o correre sulla terra d&#8217;infanzia dal punto di partenza di qualunque dolore- il nostro dolore è sempre essenziale con vespa o no- con insetti su Ray bBn o no-<br />
La scrittura ha il potere di fare credere che siamo della parte mai dimenticata: quella dell&#8217;infanzia e dell&#8217;orizzonte.</p>
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