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	Commenti a: I bambini dei romanzi italiani	</title>
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		<title>
		Di: sergio soda star		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/08/18/i-bambini-dei-romanzi-italiani/#comment-138641</link>

		<dc:creator><![CDATA[sergio soda star]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Aug 2010 09:22:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[c&#039;è innanzitutto un problema d&#039;immaginario. a partire dalla splendida polo saint-laurent. per non parlare del fatto che houellebecq è veramente uno scrittore. non un testimonial democratico (giornalista democratico o ex scrittore democratico). cioè lui scrive proprio i libri. non va col microfonino nei teatri o da fazio a fare il catechismo scemodemocratico.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>c&#8217;è innanzitutto un problema d&#8217;immaginario. a partire dalla splendida polo saint-laurent. per non parlare del fatto che houellebecq è veramente uno scrittore. non un testimonial democratico (giornalista democratico o ex scrittore democratico). cioè lui scrive proprio i libri. non va col microfonino nei teatri o da fazio a fare il catechismo scemodemocratico.</p>
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		Di: tri		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[tri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Aug 2010 19:11:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[poi non dimenticare che su la repubblica di oggi- diciannove  agosto- nelle cosiddette (è bernhard che ripete sempre questo aggettivo, io ci provo a fare come lui) pagine culturali, c&#039;è l&#039;ennesimo articolo dell&#039;invidioso tahar ben jallou che se la prende con houellebecq.
ammazza che cacacazzi di democratico !]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>poi non dimenticare che su la repubblica di oggi- diciannove  agosto- nelle cosiddette (è bernhard che ripete sempre questo aggettivo, io ci provo a fare come lui) pagine culturali, c&#8217;è l&#8217;ennesimo articolo dell&#8217;invidioso tahar ben jallou che se la prende con houellebecq.<br />
ammazza che cacacazzi di democratico !</p>
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		Di: Enrico Macioci		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/08/18/i-bambini-dei-romanzi-italiani/#comment-138629</link>

		<dc:creator><![CDATA[Enrico Macioci]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Aug 2010 19:09:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Le generalizzazioni sono sempre pericolose. Quello che dice Sartori c&#039;è, ma c&#039;è anche parecchio altro. Qualche giorno fa sul Corriere Barilli, unendosi a Berardinelli, sosteneva che il genere/romanzo è giunto al capolinea per via del web e dei nuovi linguaggi. Leggevo e restavo basito. Come se il romanzo non fosse già morto e risorto mille volte, come se non fosse già accaduto che un improvviso capolavoro ribalti completamente i termini della questione (penso a INFINITE JEST in America dopo i tantissimi epigoni del minimalismo carveriano, per es.). Credo che gioverebbe a tutti rileggere il PARINI OVVERO DELLA GLORIA di Leopardi. Emettere sentenze sulla contemporaneità è un rischio che si deve correre, ma non bisogna abusarne.
ps: poi non sottovaluterei Rotowash, alias Immondizie Riunite: è geniale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le generalizzazioni sono sempre pericolose. Quello che dice Sartori c&#8217;è, ma c&#8217;è anche parecchio altro. Qualche giorno fa sul Corriere Barilli, unendosi a Berardinelli, sosteneva che il genere/romanzo è giunto al capolinea per via del web e dei nuovi linguaggi. Leggevo e restavo basito. Come se il romanzo non fosse già morto e risorto mille volte, come se non fosse già accaduto che un improvviso capolavoro ribalti completamente i termini della questione (penso a INFINITE JEST in America dopo i tantissimi epigoni del minimalismo carveriano, per es.). Credo che gioverebbe a tutti rileggere il PARINI OVVERO DELLA GLORIA di Leopardi. Emettere sentenze sulla contemporaneità è un rischio che si deve correre, ma non bisogna abusarne.<br />
ps: poi non sottovaluterei Rotowash, alias Immondizie Riunite: è geniale.</p>
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		<title>
		Di: rotowash		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/08/18/i-bambini-dei-romanzi-italiani/#comment-138621</link>

		<dc:creator><![CDATA[rotowash]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Aug 2010 14:55:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[comunque però bisogna dire che anche se qualche volta non sono eccezionali poi però nel momento giusto sanno dire cose interessanti dimostrando comunque la loro classe di scrittori cioè il loro talento. come per esempio oggi su repubblica dove hanno chiesto a novi di milano che ne pensava di quando si perdono le cose e lui ha spiegato con delle frasi veramente interessanti che quando uno dimentica il cellulare è l&#039;effetto della cultura usa e getta e io questo devo ammettere che non l&#039;avevo mai capito. cioè lui spiega che gli oggetti hanno perso valore e che automaticamente quando perdi un cellulare subito te ne ricompri un&#039;altro sbagliando mentre per esempio molti hanni fa il cellulare non esisteva. tra l&#039;altro spiega pure che proprio ultimamente ha perso il cellulare che oltretutto conteneva la sua agenda dove sicuramente c&#039;erano tutti gli impegni che doveva fare. io avrei voluto che intervistavano anche saviani su questo problema e secondo me poteva dire cose ancora più interessanti di novi. ma purtroppo non c&#039;era anche se comunque c&#039;era un piccolo passo dove saviano spegava che non parteciperà al film non sulla camorra l&#039;era glaciale. poi c&#039;era addirittura anche uno scritto della parrella ma meno interessante.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>comunque però bisogna dire che anche se qualche volta non sono eccezionali poi però nel momento giusto sanno dire cose interessanti dimostrando comunque la loro classe di scrittori cioè il loro talento. come per esempio oggi su repubblica dove hanno chiesto a novi di milano che ne pensava di quando si perdono le cose e lui ha spiegato con delle frasi veramente interessanti che quando uno dimentica il cellulare è l&#8217;effetto della cultura usa e getta e io questo devo ammettere che non l&#8217;avevo mai capito. cioè lui spiega che gli oggetti hanno perso valore e che automaticamente quando perdi un cellulare subito te ne ricompri un&#8217;altro sbagliando mentre per esempio molti hanni fa il cellulare non esisteva. tra l&#8217;altro spiega pure che proprio ultimamente ha perso il cellulare che oltretutto conteneva la sua agenda dove sicuramente c&#8217;erano tutti gli impegni che doveva fare. io avrei voluto che intervistavano anche saviani su questo problema e secondo me poteva dire cose ancora più interessanti di novi. ma purtroppo non c&#8217;era anche se comunque c&#8217;era un piccolo passo dove saviano spegava che non parteciperà al film non sulla camorra l&#8217;era glaciale. poi c&#8217;era addirittura anche uno scritto della parrella ma meno interessante.</p>
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		<title>
		Di: robertobugliani		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/08/18/i-bambini-dei-romanzi-italiani/#comment-138611</link>

		<dc:creator><![CDATA[robertobugliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Aug 2010 10:46:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Be&#039;, consoliamoci col fatto che prossimamente leggeremo squadroni di (intriganti?) romanzi yankee sull&#039;Afghanistan.
PS: caro Sartori mi permetta di dissentire sul fatto che l&#039;America del Sud ispanofona sia una gloriosa succursale culturale dell&#039;Europa. Semmai la è il Cono Sud, ma nemmeno. Gli scrittori latinoamericani, quasi tutti per vari anni in esilio in Europa per via delle dittature militari, hanno saputo trarre linfa creativa dalla letteratura europea in una Europa oramai culturalmente esaurita, ma ci hanno aggiunto poi il loro &quot;realismo magico&quot;, il meraviglioso proprio dell&#039;America Latina. E qui sta la differenza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Be&#8217;, consoliamoci col fatto che prossimamente leggeremo squadroni di (intriganti?) romanzi yankee sull&#8217;Afghanistan.<br />
PS: caro Sartori mi permetta di dissentire sul fatto che l&#8217;America del Sud ispanofona sia una gloriosa succursale culturale dell&#8217;Europa. Semmai la è il Cono Sud, ma nemmeno. Gli scrittori latinoamericani, quasi tutti per vari anni in esilio in Europa per via delle dittature militari, hanno saputo trarre linfa creativa dalla letteratura europea in una Europa oramai culturalmente esaurita, ma ci hanno aggiunto poi il loro &#8220;realismo magico&#8221;, il meraviglioso proprio dell&#8217;America Latina. E qui sta la differenza.</p>
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		<title>
		Di: stefano gallerani		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/08/18/i-bambini-dei-romanzi-italiani/#comment-138609</link>

		<dc:creator><![CDATA[stefano gallerani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Aug 2010 09:57:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[scenette - a corto di ispirazione- nausea - poveraccio - pena....
è detto male...anche per un non teorico]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>scenette &#8211; a corto di ispirazione- nausea &#8211; poveraccio &#8211; pena&#8230;.<br />
è detto male&#8230;anche per un non teorico</p>
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		<title>
		Di: Larry Massino		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/08/18/i-bambini-dei-romanzi-italiani/#comment-138608</link>

		<dc:creator><![CDATA[Larry Massino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Aug 2010 09:44:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Penso che dietro al grande macchinario raccontativo  che tutto veicola ci sia dietro un burlone che ogni generazione azzera il contatore. Forse per andare incontro al mercato?  O al bisogno politico di oscurare  il tempo, innerendo le ali più che può, nel passato e nel futuro, lasciando visibile solo un ristretto tempo presente che  rende tutto facilmente controllabile? Cosicché tutto si degrada e bisogna ricominciare da zero, come se gente come Tozzi, Svevo,  Pirandello,  Gadda, Delfini, D&#039;Arrigo e  Manganelli, per fare solo i nomi più eclatanti,  non fosse mai esistita, come se romanzi importanti anche recenti come “ La Troga “ o “ Petrolio “ o “ Di questa vita menzognera “ fossero  testimonianza della letteratura di Marte, come se scrittori complessi come Malaparte e  Sciascia... E gli scrittori pensatori? Che vogliamo dire, per fare dei nomi a caso,  di Cristina Campo, Elemire Zolla, Rodolfo Wilcock, Cesare Garboli, Pietro Citati? 

Però, alla fine alla fine, lasciatemi dire, quello che mette malinconia non è tanto il fatto che il sistema editoriale tenda a degradare per puro interesse economico (e politico!), che la cosiddetta cultura faccia anche peggio, ma il fatto che tanti di quelli che  scrivono ben inseriti nel sistema nascono degradati, come si dice, IMPARATI.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Penso che dietro al grande macchinario raccontativo  che tutto veicola ci sia dietro un burlone che ogni generazione azzera il contatore. Forse per andare incontro al mercato?  O al bisogno politico di oscurare  il tempo, innerendo le ali più che può, nel passato e nel futuro, lasciando visibile solo un ristretto tempo presente che  rende tutto facilmente controllabile? Cosicché tutto si degrada e bisogna ricominciare da zero, come se gente come Tozzi, Svevo,  Pirandello,  Gadda, Delfini, D&#8217;Arrigo e  Manganelli, per fare solo i nomi più eclatanti,  non fosse mai esistita, come se romanzi importanti anche recenti come “ La Troga “ o “ Petrolio “ o “ Di questa vita menzognera “ fossero  testimonianza della letteratura di Marte, come se scrittori complessi come Malaparte e  Sciascia&#8230; E gli scrittori pensatori? Che vogliamo dire, per fare dei nomi a caso,  di Cristina Campo, Elemire Zolla, Rodolfo Wilcock, Cesare Garboli, Pietro Citati? </p>
<p>Però, alla fine alla fine, lasciatemi dire, quello che mette malinconia non è tanto il fatto che il sistema editoriale tenda a degradare per puro interesse economico (e politico!), che la cosiddetta cultura faccia anche peggio, ma il fatto che tanti di quelli che  scrivono ben inseriti nel sistema nascono degradati, come si dice, IMPARATI.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: giacomo sartori		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/08/18/i-bambini-dei-romanzi-italiani/#comment-138607</link>

		<dc:creator><![CDATA[giacomo sartori]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Aug 2010 07:06:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@gallerani
adoro, o comunque ho molto amato, Simon; 
come dire, degli ottimi romanzi - se parliamo di &quot;contenuti&quot; - si possono fare anche con &quot;molto poco&quot;; 
volevo dire, senza essere troppo pesante, questo, parandomi dall&#039;accusa di considerare solo la via mimetica; non sono un teorico;

@papi
concordo al 100%, la casareccità è davvero un muro contro il quale gli scrittori italiani (e quindi &quot;italiani&quot; è utilizzato principalmente in questo senso, non come compartimentata appartenenza nazionale) sbattono; perchè appunto è dappertutto, a cominciare dalla lingua che usiamo;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@gallerani<br />
adoro, o comunque ho molto amato, Simon;<br />
come dire, degli ottimi romanzi &#8211; se parliamo di &#8220;contenuti&#8221; &#8211; si possono fare anche con &#8220;molto poco&#8221;;<br />
volevo dire, senza essere troppo pesante, questo, parandomi dall&#8217;accusa di considerare solo la via mimetica; non sono un teorico;</p>
<p>@papi<br />
concordo al 100%, la casareccità è davvero un muro contro il quale gli scrittori italiani (e quindi &#8220;italiani&#8221; è utilizzato principalmente in questo senso, non come compartimentata appartenenza nazionale) sbattono; perchè appunto è dappertutto, a cominciare dalla lingua che usiamo;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: stefano gallerani		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/08/18/i-bambini-dei-romanzi-italiani/#comment-138605</link>

		<dc:creator><![CDATA[stefano gallerani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Aug 2010 00:26:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Per il comune cittadino non sarà il massimo, ma per noi romanzieri è una pacchia: proprio quello che ci vuole per non fare la fine di Claude Simon, che in ogni romanzo è riuscito a infilare solo un paio di evanescenti e desuete scenette, reiterate stancamente fino alla nausea, e poi ancora più a corto di ispirazione le ha riprese tutte in un esausto romanzo di sintesi. Il nobel poveraccio glielo hanno dato perché gli faceva pena, con quei suoi clorotici quadretti.&quot;
è una barzelletta? una battuta? perché  se è così - e non può essere altrimenti - non fa proprio ridere]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Per il comune cittadino non sarà il massimo, ma per noi romanzieri è una pacchia: proprio quello che ci vuole per non fare la fine di Claude Simon, che in ogni romanzo è riuscito a infilare solo un paio di evanescenti e desuete scenette, reiterate stancamente fino alla nausea, e poi ancora più a corto di ispirazione le ha riprese tutte in un esausto romanzo di sintesi. Il nobel poveraccio glielo hanno dato perché gli faceva pena, con quei suoi clorotici quadretti.&#8221;<br />
è una barzelletta? una battuta? perché  se è così &#8211; e non può essere altrimenti &#8211; non fa proprio ridere</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: anna maria papi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/08/18/i-bambini-dei-romanzi-italiani/#comment-138603</link>

		<dc:creator><![CDATA[anna maria papi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Aug 2010 22:19:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questa è una mia opinione, vissuta  da lungo tempo con dispiacere. In base al fatto che la cultura non dovrebbe essere quella di una elite,una sorta di terapia di gruppo tra intellettuali, ma bensì un discorso a fruizione generale. Questo ci manca.

L&#039;Italia ha un contesto in prevalenza più paesano che cittadino,e anche i paesaggi &quot; cittadini &quot; italiani sono permeati di folclori regionali. Tutto questo poco corrisponde ad un taglio &quot;disinvolto &quot; di appartenenza, in un epoca di cosmopolitismo generale.Se ne ha che  già per il fatto di ambientare un racconto in un paese od in una città italiano, il contesto ambientale &quot; schiaccia &quot; la fluidità delle intenzioni dello scrittore. Ho letto libri di autori americani di solito spigliati ed avvincenti nella trama e nello stile, che quando ambientano un loro romanzo in Italia, perdono di freschezza.Salvo dei supremi,o considerati tali, che ( vedi Hemingway ),vengono in qualche modo perdonati di averlo fatto....

L&#039;Italia è diventata talmente provinciale e paesana- ( non so come era prima ma non a questi punti ) in tutte le sue dinamiche socioculturali, che l&#039;odore di casereccio trapela da troppe fessure.

Vorrei tanto che queste impostazioni generali cambiassero:sarebbero il segno di una ripresa del paese,o perlomeno di un suo &quot;incivilimento&quot;.

Allora forse anche il linguaggio degli scrittori sarebbe meno condizionato dall&#039;inespugnabile &quot;Italian way di essere&quot;, cioè chiusi dentro le proprie mura.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa è una mia opinione, vissuta  da lungo tempo con dispiacere. In base al fatto che la cultura non dovrebbe essere quella di una elite,una sorta di terapia di gruppo tra intellettuali, ma bensì un discorso a fruizione generale. Questo ci manca.</p>
<p>L&#8217;Italia ha un contesto in prevalenza più paesano che cittadino,e anche i paesaggi &#8221; cittadini &#8221; italiani sono permeati di folclori regionali. Tutto questo poco corrisponde ad un taglio &#8220;disinvolto &#8221; di appartenenza, in un epoca di cosmopolitismo generale.Se ne ha che  già per il fatto di ambientare un racconto in un paese od in una città italiano, il contesto ambientale &#8221; schiaccia &#8221; la fluidità delle intenzioni dello scrittore. Ho letto libri di autori americani di solito spigliati ed avvincenti nella trama e nello stile, che quando ambientano un loro romanzo in Italia, perdono di freschezza.Salvo dei supremi,o considerati tali, che ( vedi Hemingway ),vengono in qualche modo perdonati di averlo fatto&#8230;.</p>
<p>L&#8217;Italia è diventata talmente provinciale e paesana- ( non so come era prima ma non a questi punti ) in tutte le sue dinamiche socioculturali, che l&#8217;odore di casereccio trapela da troppe fessure.</p>
<p>Vorrei tanto che queste impostazioni generali cambiassero:sarebbero il segno di una ripresa del paese,o perlomeno di un suo &#8220;incivilimento&#8221;.</p>
<p>Allora forse anche il linguaggio degli scrittori sarebbe meno condizionato dall&#8217;inespugnabile &#8220;Italian way di essere&#8221;, cioè chiusi dentro le proprie mura.</p>
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