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	Commenti a: La tecnica del critico in tredici tesi	</title>
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		<title>
		Di: maurizio		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/09/14/la-tecnica-del-critico-in-tredici-tesi/#comment-140566</link>

		<dc:creator><![CDATA[maurizio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Sep 2010 18:53:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ops! Comontisti, due emme sono troppe.
non vorrei annoiare, ma giocando a forzare le parole sarebbe facile ridurre i 13 comandamenti della critica a dieci: l&#039;unico Dio/il genio critico, i suoi colleghi/il padre e la madre, le lingua degli artisti (o tacere) / contro la falsa testimonianza, stroncare/5° (perché no?) uccidere, tradire le idee/ fornicare con la moda dei pensieri, c&#039;é posto anche per la lotta degli spiriti e alla domenica tutti a messa dove &quot;il pubblico deve sempre aver torto, e deve sempre sentirsi rappresentato dal critico&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ops! Comontisti, due emme sono troppe.<br />
non vorrei annoiare, ma giocando a forzare le parole sarebbe facile ridurre i 13 comandamenti della critica a dieci: l&#8217;unico Dio/il genio critico, i suoi colleghi/il padre e la madre, le lingua degli artisti (o tacere) / contro la falsa testimonianza, stroncare/5° (perché no?) uccidere, tradire le idee/ fornicare con la moda dei pensieri, c&#8217;é posto anche per la lotta degli spiriti e alla domenica tutti a messa dove &#8220;il pubblico deve sempre aver torto, e deve sempre sentirsi rappresentato dal critico&#8221;.</p>
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		<title>
		Di: maurizio		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[maurizio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Sep 2010 20:28:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Immagino che i 13 punti non sconcerterebbero (oggi o sempre) un cenacolo di mistici o di ermetisti quanto non avrebbero sconcertato il &quot;cénacle&quot; artistico al quale mirava Benjamin. Un cenacolo artistico/politico con caratteristiche pertinenti era quello dei Commontisti, anche loro credo che avrebbero approvato. L&#039;essenza religiosa della Rivoluzione è un grande tema che non mi pare esaurito.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Immagino che i 13 punti non sconcerterebbero (oggi o sempre) un cenacolo di mistici o di ermetisti quanto non avrebbero sconcertato il &#8220;cénacle&#8221; artistico al quale mirava Benjamin. Un cenacolo artistico/politico con caratteristiche pertinenti era quello dei Commontisti, anche loro credo che avrebbero approvato. L&#8217;essenza religiosa della Rivoluzione è un grande tema che non mi pare esaurito.</p>
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		<title>
		Di: maurizio		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/09/14/la-tecnica-del-critico-in-tredici-tesi/#comment-140525</link>

		<dc:creator><![CDATA[maurizio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Sep 2010 19:58:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Guido Tedoldi: &quot;alla domanda: «Dio c’è?», la mente indipendente risponde: «Non lo so, non ho prove decisive né per l’esistenza né per l’inesistenza». La mente indipendente non è né laica né religiosa, semplicemente cerca di guardare bene e di capire&quot;.
Anche questo esempio mi sembra decisamente infelice. Quando mai a codesta mente indipendente sarebbe riuscito di guardare bene e capire il dilemma di Dio. Si tratta di un problema che presenta svariati diversissimi accessi in ragione dell&#039;uomo che vi si dedica, ma il pertugio adatto alle generalizzanti panoramiche della mente indipendente non l&#039;ho mai osservato. Teorizzare l&#039;esistenza di una mente indipendente (con pretese immagino di oggettività) significa non compromettersi a fondo e irrimediabilmente col problema, sia esso Dio o la Rivoluzione. L&#039;esito di questo procedimento è scritto in partenza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Guido Tedoldi: &#8220;alla domanda: «Dio c’è?», la mente indipendente risponde: «Non lo so, non ho prove decisive né per l’esistenza né per l’inesistenza». La mente indipendente non è né laica né religiosa, semplicemente cerca di guardare bene e di capire&#8221;.<br />
Anche questo esempio mi sembra decisamente infelice. Quando mai a codesta mente indipendente sarebbe riuscito di guardare bene e capire il dilemma di Dio. Si tratta di un problema che presenta svariati diversissimi accessi in ragione dell&#8217;uomo che vi si dedica, ma il pertugio adatto alle generalizzanti panoramiche della mente indipendente non l&#8217;ho mai osservato. Teorizzare l&#8217;esistenza di una mente indipendente (con pretese immagino di oggettività) significa non compromettersi a fondo e irrimediabilmente col problema, sia esso Dio o la Rivoluzione. L&#8217;esito di questo procedimento è scritto in partenza.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: carmelo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/09/14/la-tecnica-del-critico-in-tredici-tesi/#comment-140520</link>

		<dc:creator><![CDATA[carmelo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Sep 2010 15:44:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[scusate non avevo finito

ogni modello interpretativo, per definizione essendo un modello non è mai esaustivo perche&#039; in qualche modo semplifica il mondo che vogliamo indagare. Diciamo che trascura i dettagli 
Diciamo anche che la mappa non è il territorio.
Allora come si sfugge al rischio che la nostra indagine si trasformi in una sterile e improduttiva applicazione di un modello interpretativo ?
attraverso un&#039;indagine che tenga conto anche dei dettagli. Attraverso cioe&#039; un processo cosiddetto abduttivo, che poi è quello che usano gl investigatori (che tanto amava bolano)
c&#039;e&#039; un bellibro curato da umberto eco che parla proprio di questo, e m iscuso se riassumo in modo cosi&#039; volgare. 
C&#039;e anche un bellissimo saggio di franco farinelli su lettera internazionale nr 4 se ricordo bene  che spiega come sia in crisi la razionalita&quot;cartografica&quot;  di cui siamo inventori a partire dalla nascita dello stato moderno territoriale. quell&#039;articolo dice tante cose secondo me importanti anche sulla letteratura. 

sarei felice se la edazione ospitasse o intervistasse farnco farinelli]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>scusate non avevo finito</p>
<p>ogni modello interpretativo, per definizione essendo un modello non è mai esaustivo perche&#8217; in qualche modo semplifica il mondo che vogliamo indagare. Diciamo che trascura i dettagli<br />
Diciamo anche che la mappa non è il territorio.<br />
Allora come si sfugge al rischio che la nostra indagine si trasformi in una sterile e improduttiva applicazione di un modello interpretativo ?<br />
attraverso un&#8217;indagine che tenga conto anche dei dettagli. Attraverso cioe&#8217; un processo cosiddetto abduttivo, che poi è quello che usano gl investigatori (che tanto amava bolano)<br />
c&#8217;e&#8217; un bellibro curato da umberto eco che parla proprio di questo, e m iscuso se riassumo in modo cosi&#8217; volgare.<br />
C&#8217;e anche un bellissimo saggio di franco farinelli su lettera internazionale nr 4 se ricordo bene  che spiega come sia in crisi la razionalita&#8221;cartografica&#8221;  di cui siamo inventori a partire dalla nascita dello stato moderno territoriale. quell&#8217;articolo dice tante cose secondo me importanti anche sulla letteratura. </p>
<p>sarei felice se la edazione ospitasse o intervistasse farnco farinelli</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: carmelo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/09/14/la-tecnica-del-critico-in-tredici-tesi/#comment-140519</link>

		<dc:creator><![CDATA[carmelo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Sep 2010 15:33:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Guido Tedoldi

Se tu dici che nel lavoro di ricerca, non bisogna prendere una posizione a priori o avere dei preoncettti o ancora peggio delle bandiere da difendere beh chi non sarebbe d&#039;accordo? 
A partire da qui le cose si complicano;
se tu fai un lavoro di ricerca utilizzi dei modelli delle griglie interpretative e questa se permetti è gia&#039; una scelta. 
La verità è che noi utilizziamo delle categorie presumendo che siano universali. Invece non è cosi&#039; 
L&#039;articolo su francois jullien dimostra proprio l&#039;errore di noi occidentali di credere universali le categorie di pensiero che utilizziamo. 

la tua affermazione
&lt;b&gt;L’indipendenza della mente dalle forze in gioco &lt;/b&gt;
è molto impegnativa, m irisulta che le piu&#039; moderne teorie scientifiche negano questa presunta indipendenza del soggetto rispetto all&#039;oggetto che si indaga. Mio figlio mi racconta in modo per me incomporensibile che la teoria quantistica nega tutto cio&#039;. Qui m ifermo perche&#039; non sono competente e rischirei di dire delle stupidaggini. 

quanto al discorso relativo alla domanda
«Tieni alla Juve o all’Inter?»,

secondo me rischi una confusione di &quot;tipi logici&quot; come dice  bateson

la domanda ha senso se rivolta a un tifoso. 
il tifoso per definizione prende partito per definizione non in base a una scelta razionale ci mancherebbe.

E&#039; noto che javier marias è un accanito tifoso del real madrid. 

Ma accusarlo di avere una mente non indipendente sarebbe incorrere in una confusione di tipi logici. 

Un non tifoso non tifa e quindi non  parteggia per nessuna squadra e giudica le partite in base al gioco.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Guido Tedoldi</p>
<p>Se tu dici che nel lavoro di ricerca, non bisogna prendere una posizione a priori o avere dei preoncettti o ancora peggio delle bandiere da difendere beh chi non sarebbe d&#8217;accordo?<br />
A partire da qui le cose si complicano;<br />
se tu fai un lavoro di ricerca utilizzi dei modelli delle griglie interpretative e questa se permetti è gia&#8217; una scelta.<br />
La verità è che noi utilizziamo delle categorie presumendo che siano universali. Invece non è cosi&#8217;<br />
L&#8217;articolo su francois jullien dimostra proprio l&#8217;errore di noi occidentali di credere universali le categorie di pensiero che utilizziamo. </p>
<p>la tua affermazione<br />
<b>L’indipendenza della mente dalle forze in gioco </b><br />
è molto impegnativa, m irisulta che le piu&#8217; moderne teorie scientifiche negano questa presunta indipendenza del soggetto rispetto all&#8217;oggetto che si indaga. Mio figlio mi racconta in modo per me incomporensibile che la teoria quantistica nega tutto cio&#8217;. Qui m ifermo perche&#8217; non sono competente e rischirei di dire delle stupidaggini. </p>
<p>quanto al discorso relativo alla domanda<br />
«Tieni alla Juve o all’Inter?»,</p>
<p>secondo me rischi una confusione di &#8220;tipi logici&#8221; come dice  bateson</p>
<p>la domanda ha senso se rivolta a un tifoso.<br />
il tifoso per definizione prende partito per definizione non in base a una scelta razionale ci mancherebbe.</p>
<p>E&#8217; noto che javier marias è un accanito tifoso del real madrid. </p>
<p>Ma accusarlo di avere una mente non indipendente sarebbe incorrere in una confusione di tipi logici. </p>
<p>Un non tifoso non tifa e quindi non  parteggia per nessuna squadra e giudica le partite in base al gioco.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Guido Tedoldi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/09/14/la-tecnica-del-critico-in-tredici-tesi/#comment-140515</link>

		<dc:creator><![CDATA[Guido Tedoldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Sep 2010 15:03:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Le tesi 1 e 2 espresse da Giulio Mozzi nel suo commento pubblicato il 14 settembre alle 12:55 costituiscono l’abc di qualsiasi lavoro di ricerca sui contenuti. L’indipendenza della mente dalle forze in gioco permette di utilizzare la mente stessa come strumento efficace.

Funziona in moltissimi ambiti, probabilmente in tutti.
Per dire, alla domanda: «Dio c’è?», la mente indipendente risponde: «Non lo so, non ho prove decisive né per l’esistenza né per l’inesistenza». La mente indipendente non è né laica né religiosa, semplicemente cerca di guardare bene e di capire.
A un’altra domanda: «Tieni alla Juve o all’Inter?», la mente indipendente risponde: «Né all’una né all’altra. Cerco di capire quando le squadre giochino bene a pallone e perché». La mente indipendente non è né juventina né interista.

Cioè, se ho capito bene quello che intendeva Mozzi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le tesi 1 e 2 espresse da Giulio Mozzi nel suo commento pubblicato il 14 settembre alle 12:55 costituiscono l’abc di qualsiasi lavoro di ricerca sui contenuti. L’indipendenza della mente dalle forze in gioco permette di utilizzare la mente stessa come strumento efficace.</p>
<p>Funziona in moltissimi ambiti, probabilmente in tutti.<br />
Per dire, alla domanda: «Dio c’è?», la mente indipendente risponde: «Non lo so, non ho prove decisive né per l’esistenza né per l’inesistenza». La mente indipendente non è né laica né religiosa, semplicemente cerca di guardare bene e di capire.<br />
A un’altra domanda: «Tieni alla Juve o all’Inter?», la mente indipendente risponde: «Né all’una né all’altra. Cerco di capire quando le squadre giochino bene a pallone e perché». La mente indipendente non è né juventina né interista.</p>
<p>Cioè, se ho capito bene quello che intendeva Mozzi.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Larry Massino		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/09/14/la-tecnica-del-critico-in-tredici-tesi/#comment-140493</link>

		<dc:creator><![CDATA[Larry Massino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Sep 2010 08:00:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mozzi la sua posizione mi sembra un tantino incartata: se l&#039;uso del linguaggio mostra sempre da che parte stiamo vuol dire che abbiamo preso una posizione. D&#039;altra parte, se non avete una posizione, perché vi affannate così selvaggiamente a cercare di demolire le posizioni degli altri? Per non dire dell&#039;odio che mostrate di avere verso le persone che hanno posizioni diverse dalle vostre... Parlo al plurale perché l&#039;atteggiamento demolitorio, qui e altrove, è davvero troppo diffuso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mozzi la sua posizione mi sembra un tantino incartata: se l&#8217;uso del linguaggio mostra sempre da che parte stiamo vuol dire che abbiamo preso una posizione. D&#8217;altra parte, se non avete una posizione, perché vi affannate così selvaggiamente a cercare di demolire le posizioni degli altri? Per non dire dell&#8217;odio che mostrate di avere verso le persone che hanno posizioni diverse dalle vostre&#8230; Parlo al plurale perché l&#8217;atteggiamento demolitorio, qui e altrove, è davvero troppo diffuso.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: alcor		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/09/14/la-tecnica-del-critico-in-tredici-tesi/#comment-140492</link>

		<dc:creator><![CDATA[alcor]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Sep 2010 07:54:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Carmelo, onoro il tuo buon senso

 [mi congratulo anche per il cambio di tastiera, l&#039;altra mi faceva girare un po&#039; la testa]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Carmelo, onoro il tuo buon senso</p>
<p> [mi congratulo anche per il cambio di tastiera, l&#8217;altra mi faceva girare un po&#8217; la testa]</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: carmelo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/09/14/la-tecnica-del-critico-in-tredici-tesi/#comment-140491</link>

		<dc:creator><![CDATA[carmelo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Sep 2010 07:45:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@giuliomozzi
in realtà quei ragazzi avevano già semplificato il mondo, lo oavevano diviso in due, il bianco e il nero e con la violenza ti costringevano, obbligandoti a scegliere, non a prendere a partito ma ad accettare la loro visione del mondo.
In realtà tu avendo rifiutato la loro logica autoritaria, avevi gia&#039; preso partito contro di essa. Loro ti stavano costringendo a prendere un altro partito.
c&#039;e&#039; un bell&#039;articolo su francois jullien pubblicato la settimana scorsa dal manifesto (se ricordo bene l&#039;autore  porro  e&#039; il suo traduttore, che ha molto a che vedere con questa discussione;
http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/argomenti/numero/20100909/pagina/11/pezzo/286488/

domanda pedante e rompi alla redazione:

perchè non intervistate francois jullien ?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@giuliomozzi<br />
in realtà quei ragazzi avevano già semplificato il mondo, lo oavevano diviso in due, il bianco e il nero e con la violenza ti costringevano, obbligandoti a scegliere, non a prendere a partito ma ad accettare la loro visione del mondo.<br />
In realtà tu avendo rifiutato la loro logica autoritaria, avevi gia&#8217; preso partito contro di essa. Loro ti stavano costringendo a prendere un altro partito.<br />
c&#8217;e&#8217; un bell&#8217;articolo su francois jullien pubblicato la settimana scorsa dal manifesto (se ricordo bene l&#8217;autore  porro  e&#8217; il suo traduttore, che ha molto a che vedere con questa discussione;<br />
<a href="http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/argomenti/numero/20100909/pagina/11/pezzo/286488/" rel="nofollow ugc">http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/argomenti/numero/20100909/pagina/11/pezzo/286488/</a></p>
<p>domanda pedante e rompi alla redazione:</p>
<p>perchè non intervistate francois jullien ?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: giuliomozzi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/09/14/la-tecnica-del-critico-in-tredici-tesi/#comment-140484</link>

		<dc:creator><![CDATA[giuliomozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Sep 2010 05:30:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sicuramente l&#039;uso del linguaggio mostra sempre da che parte stiamo. E altrettanto sicuramente, anche quando non si &lt;em&gt;prende&lt;/em&gt; una posizione, comunque si &lt;em&gt;ha&lt;/em&gt; una posizione.
Un gesto che mi sembra molto libero è: accettare la posizione che si ha, ovvero non fare i tartufi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sicuramente l&#8217;uso del linguaggio mostra sempre da che parte stiamo. E altrettanto sicuramente, anche quando non si <em>prende</em> una posizione, comunque si <em>ha</em> una posizione.<br />
Un gesto che mi sembra molto libero è: accettare la posizione che si ha, ovvero non fare i tartufi.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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