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	Commenti a: Pietro Mirabelli è morto	</title>
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		<title>
		Di: francesco pecoraro		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/09/22/pietro-mirabelli-e-morto/#comment-141026</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesco pecoraro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Sep 2010 08:29:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ho trovato questo.
&quot;Sono Pietro Mirabelli, operaio della TAV e rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS). Da dodici anni sono presente sul cantiere del Cavet (Consorzio Alta Velocità Emilia e Toscana) l’impresa che ha vinto l’appalto per la realizzazione del tratto che permetterà di collegare Bologna a Firenze. In questi anni ho visto decine e decine di operai infortunarsi, diventare invalidi e morire. Manca poco alla fine della realizzazione. Molti uomini e donne saliranno sui treni e non immagineranno quanto sangue è stato versato, quante madri hanno pianto per i loro figli e quante mogli sono rimaste sole. L’attenzione sugli infortuni sul lavoro è forte quando ci sono incidenti nei luoghi di lavoro, se ne parla una settimana, e poi tutto viene messo nel conservatorio della dimenticanza. Ma ogni giorno muoiono lavoratori in aziende sconosciute, nell’edilizia, nell’agricoltura. Poi, quando accadono ad esempio stragi come quella di Torino, allora qualcuno se ne occupa. In uno dei tanti incidenti avvenuto nella realtà dove lavoro, ci fu un infortunio mortale nel tratto emiliano. Sull’articolo di giornale non ne è stato riportato nemmeno il nome. Il problema principale non lo affronta nessuno. Sulle procedure di sicurezze presenti sui piani operativi di sicurezza (POS) c’è scritto ciò che si può fare e ciò che non si può fare. Un lavoratore consapevole del rischio che va ad affrontare, volendo potrebbe rifiutarsi di eseguire un incarico pericoloso. Ma a pericolo identificato si pensa alla famiglia, non si vuole mettere a rischio il posto di lavoro considerando quanto è difficile oggi trovarne uno. L’ex Presidente del Consiglio Romano Prodi nella trasmissione di Fazio “Che tempo che fa”, ricordò il collegamento veloce fra Bologna-Firenze sottolineando 17 gallerie. Non un accenno ai lavoratori che hanno lasciato la vita per dare la possibilità a tutti gli italiani di accorciare le distanze. Pasqualino Giordano, 20 anni, è morto al primo giorno di lavoro, vogliamo ricordarlo? Io mi sento parte fondamentale della nostra società. Oggi però, televisione e giornali parlano dell’Isola dei famosi, mentre noi lavoriamo nel sottosuolo, dove il pericolo può arrivare da qualsiasi parte: dall’alto, dal basso, da destra e da sinistra. Ci sono macchine in movimento, esplosione di mine, fango, ecc. Un RLS o un RSU dovrebbe essere presente per ogni squadra. A volte i preposti alla sorveglianza o sono poco formati, o sono parenti dei datori di lavoro. Cosa significa? Se venisse riscontrata una situazione di rischio non si può fermare subito la produzione, si va avanti piano, piano cercando di fare attenzione. Si deve sempre sperare che non succeda niente. Quando ci vengono consegnati gli ordini di servizio,li firmiamo per ricevuta consegna. Poi ci viene data una mascherina antipolvere, un elmetto, guanti e tute ad alta visibilità. Oggi facciamo un corso su come utilizzare quanto ci viene fornito, ma solo dopo pressioni fatte dai RLS e RSU. Mi domando se queste protezioni siano sufficienti. Mio padre era minatore come me, l’ho visto ammalarsi di silicosi, l’ho visto spegnersi giorno dopo giorno all’età di 70 anni, un’agonia lenta. Io sono calabrese, della provincia di Crotone, dalle nostre parti non c’è occupazione. Metà del mio paese lavora nelle galleria. Un lavoro che non vuole fare più nessuno ed è comprensibile. Un lavoro usurante. Nel cantiere non è presente solo la ditta Cavet, alcuni lavori sono stati subappaltati. Ci sono più squadre che lavorano insieme. Io mi sono trovato a fare sopralluoghi per la sicurezza, dove c’erano squadre di piccole aziende subappaltatrici e non venivano rispettate le norme di sicurezza. Inoltre non c’è solo un problema di coordinamento fra squadre di operai che non si conoscono, ma anche di lingua. Perché ci sono molti extracomunitari, secondo me sfruttati perché li ho visti lavorare anche per 12/13 ore per turno.Spesso non conoscono i loro diritti. Io nella mia esperienza di RLS, ho fatto piccole conquiste, ma è presumibile che il pericolo non finisca una volta che il consorzio Cavet riconsegnerà il lavoro terminato. Il Cavet ha capito l’esigenza di fare corsi, anche se di poche ore, sulla sicurezza e sulla formazione. Mi consola l’idea di aver insegnato a qualcuno l’importanza del rispetto delle leggi per la sicurezza di noi operai. Purtroppo l’applicazione delle norme è fondamentale e i sindacati devono impegnarsi. Noi operai non solo siamo dimenticati presto, ma neanche ci viene data giustizia. Nel 2001 l’operaio Pasquale Adamo perse la vita mentre stava perforando il monte Morello con l’ausilio di uno speciale macchinario. Il suo giubbotto si è impigliato nella trivella, lo ha avvolto e stritolato. La condanna per i responsabili è stata una multa. Non si può pagare una multa per una vita umana. Non è possibile che per omicidio colposo il massimo della pena siano 5 anni. Proviamo a pensare che il nostro lavoro non è stato scelto per piacere, ma perché non c’era alternativa. Quando un giovane laureato del mio paese si trova in un cantiere a fare una mansione obbligata da questa società, dove solo i figli dei ministri devono fare i consulenti, possiamo pensare che lavora in uno stato di malessere? L’Italia paga milioni di euro a causa di infortuni sul lavoro. Più sicurezza e denunce rappresenterebbero, non solo un costo inferiore per lo Stato, ma anche un beneficio sulla qualità produttiva.” 
da “MORTI BIANCHE”]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ho trovato questo.<br />
&#8220;Sono Pietro Mirabelli, operaio della TAV e rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS). Da dodici anni sono presente sul cantiere del Cavet (Consorzio Alta Velocità Emilia e Toscana) l’impresa che ha vinto l’appalto per la realizzazione del tratto che permetterà di collegare Bologna a Firenze. In questi anni ho visto decine e decine di operai infortunarsi, diventare invalidi e morire. Manca poco alla fine della realizzazione. Molti uomini e donne saliranno sui treni e non immagineranno quanto sangue è stato versato, quante madri hanno pianto per i loro figli e quante mogli sono rimaste sole. L’attenzione sugli infortuni sul lavoro è forte quando ci sono incidenti nei luoghi di lavoro, se ne parla una settimana, e poi tutto viene messo nel conservatorio della dimenticanza. Ma ogni giorno muoiono lavoratori in aziende sconosciute, nell’edilizia, nell’agricoltura. Poi, quando accadono ad esempio stragi come quella di Torino, allora qualcuno se ne occupa. In uno dei tanti incidenti avvenuto nella realtà dove lavoro, ci fu un infortunio mortale nel tratto emiliano. Sull’articolo di giornale non ne è stato riportato nemmeno il nome. Il problema principale non lo affronta nessuno. Sulle procedure di sicurezze presenti sui piani operativi di sicurezza (POS) c’è scritto ciò che si può fare e ciò che non si può fare. Un lavoratore consapevole del rischio che va ad affrontare, volendo potrebbe rifiutarsi di eseguire un incarico pericoloso. Ma a pericolo identificato si pensa alla famiglia, non si vuole mettere a rischio il posto di lavoro considerando quanto è difficile oggi trovarne uno. L’ex Presidente del Consiglio Romano Prodi nella trasmissione di Fazio “Che tempo che fa”, ricordò il collegamento veloce fra Bologna-Firenze sottolineando 17 gallerie. Non un accenno ai lavoratori che hanno lasciato la vita per dare la possibilità a tutti gli italiani di accorciare le distanze. Pasqualino Giordano, 20 anni, è morto al primo giorno di lavoro, vogliamo ricordarlo? Io mi sento parte fondamentale della nostra società. Oggi però, televisione e giornali parlano dell’Isola dei famosi, mentre noi lavoriamo nel sottosuolo, dove il pericolo può arrivare da qualsiasi parte: dall’alto, dal basso, da destra e da sinistra. Ci sono macchine in movimento, esplosione di mine, fango, ecc. Un RLS o un RSU dovrebbe essere presente per ogni squadra. A volte i preposti alla sorveglianza o sono poco formati, o sono parenti dei datori di lavoro. Cosa significa? Se venisse riscontrata una situazione di rischio non si può fermare subito la produzione, si va avanti piano, piano cercando di fare attenzione. Si deve sempre sperare che non succeda niente. Quando ci vengono consegnati gli ordini di servizio,li firmiamo per ricevuta consegna. Poi ci viene data una mascherina antipolvere, un elmetto, guanti e tute ad alta visibilità. Oggi facciamo un corso su come utilizzare quanto ci viene fornito, ma solo dopo pressioni fatte dai RLS e RSU. Mi domando se queste protezioni siano sufficienti. Mio padre era minatore come me, l’ho visto ammalarsi di silicosi, l’ho visto spegnersi giorno dopo giorno all’età di 70 anni, un’agonia lenta. Io sono calabrese, della provincia di Crotone, dalle nostre parti non c’è occupazione. Metà del mio paese lavora nelle galleria. Un lavoro che non vuole fare più nessuno ed è comprensibile. Un lavoro usurante. Nel cantiere non è presente solo la ditta Cavet, alcuni lavori sono stati subappaltati. Ci sono più squadre che lavorano insieme. Io mi sono trovato a fare sopralluoghi per la sicurezza, dove c’erano squadre di piccole aziende subappaltatrici e non venivano rispettate le norme di sicurezza. Inoltre non c’è solo un problema di coordinamento fra squadre di operai che non si conoscono, ma anche di lingua. Perché ci sono molti extracomunitari, secondo me sfruttati perché li ho visti lavorare anche per 12/13 ore per turno.Spesso non conoscono i loro diritti. Io nella mia esperienza di RLS, ho fatto piccole conquiste, ma è presumibile che il pericolo non finisca una volta che il consorzio Cavet riconsegnerà il lavoro terminato. Il Cavet ha capito l’esigenza di fare corsi, anche se di poche ore, sulla sicurezza e sulla formazione. Mi consola l’idea di aver insegnato a qualcuno l’importanza del rispetto delle leggi per la sicurezza di noi operai. Purtroppo l’applicazione delle norme è fondamentale e i sindacati devono impegnarsi. Noi operai non solo siamo dimenticati presto, ma neanche ci viene data giustizia. Nel 2001 l’operaio Pasquale Adamo perse la vita mentre stava perforando il monte Morello con l’ausilio di uno speciale macchinario. Il suo giubbotto si è impigliato nella trivella, lo ha avvolto e stritolato. La condanna per i responsabili è stata una multa. Non si può pagare una multa per una vita umana. Non è possibile che per omicidio colposo il massimo della pena siano 5 anni. Proviamo a pensare che il nostro lavoro non è stato scelto per piacere, ma perché non c’era alternativa. Quando un giovane laureato del mio paese si trova in un cantiere a fare una mansione obbligata da questa società, dove solo i figli dei ministri devono fare i consulenti, possiamo pensare che lavora in uno stato di malessere? L’Italia paga milioni di euro a causa di infortuni sul lavoro. Più sicurezza e denunce rappresenterebbero, non solo un costo inferiore per lo Stato, ma anche un beneficio sulla qualità produttiva.”<br />
da “MORTI BIANCHE”</p>
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		<title>
		Di: francesco pecoraro		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/09/22/pietro-mirabelli-e-morto/#comment-140967</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesco pecoraro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Sep 2010 11:43:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@stalker
diciamo no, va.]]></description>
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diciamo no, va.</p>
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		Di: Simona Baldanzi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simona Baldanzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Sep 2010 21:03:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[caracaterina hai scritto bene. un paese senza.]]></description>
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		<title>
		Di: stalker		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/09/22/pietro-mirabelli-e-morto/#comment-140943</link>

		<dc:creator><![CDATA[stalker]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Sep 2010 19:20:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[francesco, non è sicuramente un pensiero originale: lo definirei quasi da bar sport.
sulla falsità se ne può parlare, ma anche no....]]></description>
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sulla falsità se ne può parlare, ma anche no&#8230;.</p>
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		<title>
		Di: francesco pecoraro		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/09/22/pietro-mirabelli-e-morto/#comment-140935</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesco pecoraro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Sep 2010 09:42:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;penso che la maggior parte degli incompetenti si trovino tra gli impiegati della pubblica amministrazione&quot;.
questo sì che è un pensiero originale.
falso, ma originale.]]></description>
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		<title>
		Di: stalker (naso di cane)		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/09/22/pietro-mirabelli-e-morto/#comment-140899</link>

		<dc:creator><![CDATA[stalker (naso di cane)]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Sep 2010 22:40:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[caracaterina, non ho non ho mai detto che il lavoro del minatore non sia un lavoro di competenza.
ti dirò di più: penso che la maggior parte degli incompetenti si trovino tra gli impiegati della pubblica amministrazione (notorio bacino elettorale) e spesso tra questi passa carte trovi i nomi di addetti all&#039;ispettorato del lavoro, gente che a volte ti compri con una ricarica telefonica ed una cassetta di champagne.
 parlavo d&#039;altro perdio!!!!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>caracaterina, non ho non ho mai detto che il lavoro del minatore non sia un lavoro di competenza.<br />
ti dirò di più: penso che la maggior parte degli incompetenti si trovino tra gli impiegati della pubblica amministrazione (notorio bacino elettorale) e spesso tra questi passa carte trovi i nomi di addetti all&#8217;ispettorato del lavoro, gente che a volte ti compri con una ricarica telefonica ed una cassetta di champagne.<br />
 parlavo d&#8217;altro perdio!!!!</p>
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		<title>
		Di: caracaterina		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[caracaterina]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Sep 2010 21:51:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Fare il minatore non è un lavoro inaccettabile in sè. Fra l&#039;altro è un lavoro di grande competenza, responsabilità e di assoluta necessità (vogliamo spostarci in treno o in autostrada o no? le attraversiamo le gallerie o no? ci pensiamo a quelli che ce lo permettono? sì? quanto spesso? a me succede raramente, non credo di essere l&#039;unica). Inaccettabili sono le condizioni di lavoro. Inaccettabili sono i cantieri così come vengono descritti. Inaccettabile è un paese italiano del XXI secolo senza strade, senza scuola, senza un&#039;edicola. Senza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fare il minatore non è un lavoro inaccettabile in sè. Fra l&#8217;altro è un lavoro di grande competenza, responsabilità e di assoluta necessità (vogliamo spostarci in treno o in autostrada o no? le attraversiamo le gallerie o no? ci pensiamo a quelli che ce lo permettono? sì? quanto spesso? a me succede raramente, non credo di essere l&#8217;unica). Inaccettabili sono le condizioni di lavoro. Inaccettabili sono i cantieri così come vengono descritti. Inaccettabile è un paese italiano del XXI secolo senza strade, senza scuola, senza un&#8217;edicola. Senza.</p>
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		<title>
		Di: francesco pecoraro		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/09/22/pietro-mirabelli-e-morto/#comment-140867</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesco pecoraro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Sep 2010 06:06:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@stalker
sono d&#039;accordo con te, esistono lavori inaccettabili.
aggiungo una cosa: lo sfruttamento trasforma qualsiasi condizione e attitudine umana in brutale sofferenza.
il lavoro fisico, di qualsiasi tipo e livello, implica una dose non-eliminabile di sofferenza e pericolo della quale dovrebbe essere compensato a priori, ma non è così.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@stalker<br />
sono d&#8217;accordo con te, esistono lavori inaccettabili.<br />
aggiungo una cosa: lo sfruttamento trasforma qualsiasi condizione e attitudine umana in brutale sofferenza.<br />
il lavoro fisico, di qualsiasi tipo e livello, implica una dose non-eliminabile di sofferenza e pericolo della quale dovrebbe essere compensato a priori, ma non è così.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: stalker (naso di cane)		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/09/22/pietro-mirabelli-e-morto/#comment-140862</link>

		<dc:creator><![CDATA[stalker (naso di cane)]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Sep 2010 21:26:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[voglio pensare ad un faber che costruisce una casa sopra la scorza terrestre, o che forgia attrezzi e costruisce finimenti per i suoi animali per arare i campi, non ad un paria calato nelle viscere, e spesso tirato su solo per anadare a morire a casa, appena un sospiro, un rantolo per sputare brandelli di silicosi, prima di riandare sottoterra, per sempre.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>voglio pensare ad un faber che costruisce una casa sopra la scorza terrestre, o che forgia attrezzi e costruisce finimenti per i suoi animali per arare i campi, non ad un paria calato nelle viscere, e spesso tirato su solo per anadare a morire a casa, appena un sospiro, un rantolo per sputare brandelli di silicosi, prima di riandare sottoterra, per sempre.</p>
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		<title>
		Di: stalker (naso di cane)		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/09/22/pietro-mirabelli-e-morto/#comment-140861</link>

		<dc:creator><![CDATA[stalker (naso di cane)]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Sep 2010 21:20:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[pecoraro, io invece penso che la vita del minatore sia sempre stata ed ancora sia la più bassa umiliazione a cui uomo sia stato mia costretto per portare un piatto di minestra in tavola.
che poi i  minatori lo abbiano fatto con dignità ed orgoglio, lottando per rivendicare la loro condizione &quot;umana&quot;, non fa sconti a questa barbarie.

penso agli zolfatari siciliani, a marcinelle, oggi ai 33 minatori cileni, e a pietro e ai tanti pietro.....mi fermo, mi viene da piangere a da vomitare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>pecoraro, io invece penso che la vita del minatore sia sempre stata ed ancora sia la più bassa umiliazione a cui uomo sia stato mia costretto per portare un piatto di minestra in tavola.<br />
che poi i  minatori lo abbiano fatto con dignità ed orgoglio, lottando per rivendicare la loro condizione &#8220;umana&#8221;, non fa sconti a questa barbarie.</p>
<p>penso agli zolfatari siciliani, a marcinelle, oggi ai 33 minatori cileni, e a pietro e ai tanti pietro&#8230;..mi fermo, mi viene da piangere a da vomitare.</p>
]]></content:encoded>
		
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