<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: Piccoli orsi polari crescono	</title>
	<atom:link href="https://staging.nazioneindiana.com/2010/09/29/piccoli-orsi-polari-crescono/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/09/29/piccoli-orsi-polari-crescono/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Wed, 06 Oct 2010 23:24:31 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.7.5</generator>
	<item>
		<title>
		Di: paolo sciola		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/09/29/piccoli-orsi-polari-crescono/#comment-141472</link>

		<dc:creator><![CDATA[paolo sciola]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Oct 2010 23:24:31 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=36771#comment-141472</guid>

					<description><![CDATA[Mi scuso un po&#039; con tutti per la veemenza delle mie parole.

E&#039; che ho di questi scazzi letterari e umani (chissà cosa direbbe un critico: idiosincrasie riconducibili a un vissuto in apparenza poco appagante...? Quien sabe?).

E questi scazzi letterari sicuramente hanno a che fare con il mio privato (che giustamente non interessa a nessuno, figuriamomi a me).

Rileggendo quanto ho scritto a caldo del racconto di Zucco, continuo stranamente a essere d&#039;accordo con me.

Di DeLillo ho provato a leggere anni fa Great Jones Street (o qualcosa del genere).

L&#039;ho lasciato a metà, senza rimpianto.

C&#039;era niente che succedesse per pagine e pagine.

E soprattutto c&#039;era la sensazione (quella che l&#039;autore trasmetteva a me) che non avesse alcuna idea di dove andasse a parare.

Non ho finito il libro, dunque non so se all&#039;ultima riga dell&#039;ultima pagina DeLillo abbia capito il motivo o la motivazione che l&#039;abbiano portato o spinto a scrivere il libro.

La cosa più fastidiosa era il senso di inautentico (la vita di una rockstar vista da uno che trasmette l&#039;idea di sapere poco o niente di musica) e il tentativo di fare &quot;arredamento interno&quot; con una intelligenza forzata delle cose e delle minime situazioni anziché fare &quot;architettura&quot;, ovvero armare dei pilastri o dei muri portanti attraverso i quali sviluppare degnamente una storia.

Questo DeLillo è di una sterilità micidiale e sovrumana, ho pensato leggendo quel romanzo.

Il povero Hem si starà rivoltando nella tomba, e insieme a lui il povero Fante e Buk e O&#039;Hara (John) e persino Carver e McCarthy

L&#039;unica cosa che invidio loro (insieme a tutte le altre, si capisce) è che da morti si risparmiano il dolore di leggere siffatti successori.

L&#039;altra domenica ho comprato per 3 euro in una bancarella di Piazza del Carmine  &quot;Rumore bianco&quot; in una edizione ben curata e intonsa dei romanzi da non perdere che Repubblica aveva allegato settimanalmente, anni fa, al proprio quotidiano.

Il traduttore ogni tanto si perde: a un certo punto trovi un ragazzo che attacca una cartina alla parete con &quot;il nastro a due montanti&quot;. Non conosco l&#039;originale, ma non è che per caso si trattasse di nastro biadesivo...?

Sono arrivato a pag. 150 e, come volevasi dimostrare, DeLillo riesce a non raccontarti niente facendo però sfoggio di barlumi o lampi sbruciacchiati, e ritriti, di presunta &quot;intelligenza interna&quot;.

Adesso me lo sto sorbendo mentre si sta inventando un esodo di massa di famiglie chiuse in una fila di automobili in fuga da una poco credibile nube tossica.

Credo che finirò il libro, poco poco piano piano, per vedere fino a che punto si spossa spingere l&#039;ignoranza (direi il masochismo) di chi prende per buono ciò che viene da oltreoceano (gli americani sono perdonati: aspirano da sempre a tornare europei) senza avere gli strumenti (non è colpa loro) per separare il loglio dal grano.

Il prossimo dovrebbe essere &quot;Underworld&quot; (un capolavoro, a quanto se ne dice in Italia, no?).

Temo e tremo all&#039;idea di ritrovarmici di fronte (pare siano parecchie centinaia di pagine).

J. Roth è un pochino meglio (minchia però: parlano tutti di professori universitari - vedi La macchia umana - vuoi vedere che in America non esiste la povera gente o quella umile o quella di colore o quella latina etc.?).

Cosa volevo dire?

Esattamente quello che ho detto.

Per ora.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi scuso un po&#8217; con tutti per la veemenza delle mie parole.</p>
<p>E&#8217; che ho di questi scazzi letterari e umani (chissà cosa direbbe un critico: idiosincrasie riconducibili a un vissuto in apparenza poco appagante&#8230;? Quien sabe?).</p>
<p>E questi scazzi letterari sicuramente hanno a che fare con il mio privato (che giustamente non interessa a nessuno, figuriamomi a me).</p>
<p>Rileggendo quanto ho scritto a caldo del racconto di Zucco, continuo stranamente a essere d&#8217;accordo con me.</p>
<p>Di DeLillo ho provato a leggere anni fa Great Jones Street (o qualcosa del genere).</p>
<p>L&#8217;ho lasciato a metà, senza rimpianto.</p>
<p>C&#8217;era niente che succedesse per pagine e pagine.</p>
<p>E soprattutto c&#8217;era la sensazione (quella che l&#8217;autore trasmetteva a me) che non avesse alcuna idea di dove andasse a parare.</p>
<p>Non ho finito il libro, dunque non so se all&#8217;ultima riga dell&#8217;ultima pagina DeLillo abbia capito il motivo o la motivazione che l&#8217;abbiano portato o spinto a scrivere il libro.</p>
<p>La cosa più fastidiosa era il senso di inautentico (la vita di una rockstar vista da uno che trasmette l&#8217;idea di sapere poco o niente di musica) e il tentativo di fare &#8220;arredamento interno&#8221; con una intelligenza forzata delle cose e delle minime situazioni anziché fare &#8220;architettura&#8221;, ovvero armare dei pilastri o dei muri portanti attraverso i quali sviluppare degnamente una storia.</p>
<p>Questo DeLillo è di una sterilità micidiale e sovrumana, ho pensato leggendo quel romanzo.</p>
<p>Il povero Hem si starà rivoltando nella tomba, e insieme a lui il povero Fante e Buk e O&#8217;Hara (John) e persino Carver e McCarthy</p>
<p>L&#8217;unica cosa che invidio loro (insieme a tutte le altre, si capisce) è che da morti si risparmiano il dolore di leggere siffatti successori.</p>
<p>L&#8217;altra domenica ho comprato per 3 euro in una bancarella di Piazza del Carmine  &#8220;Rumore bianco&#8221; in una edizione ben curata e intonsa dei romanzi da non perdere che Repubblica aveva allegato settimanalmente, anni fa, al proprio quotidiano.</p>
<p>Il traduttore ogni tanto si perde: a un certo punto trovi un ragazzo che attacca una cartina alla parete con &#8220;il nastro a due montanti&#8221;. Non conosco l&#8217;originale, ma non è che per caso si trattasse di nastro biadesivo&#8230;?</p>
<p>Sono arrivato a pag. 150 e, come volevasi dimostrare, DeLillo riesce a non raccontarti niente facendo però sfoggio di barlumi o lampi sbruciacchiati, e ritriti, di presunta &#8220;intelligenza interna&#8221;.</p>
<p>Adesso me lo sto sorbendo mentre si sta inventando un esodo di massa di famiglie chiuse in una fila di automobili in fuga da una poco credibile nube tossica.</p>
<p>Credo che finirò il libro, poco poco piano piano, per vedere fino a che punto si spossa spingere l&#8217;ignoranza (direi il masochismo) di chi prende per buono ciò che viene da oltreoceano (gli americani sono perdonati: aspirano da sempre a tornare europei) senza avere gli strumenti (non è colpa loro) per separare il loglio dal grano.</p>
<p>Il prossimo dovrebbe essere &#8220;Underworld&#8221; (un capolavoro, a quanto se ne dice in Italia, no?).</p>
<p>Temo e tremo all&#8217;idea di ritrovarmici di fronte (pare siano parecchie centinaia di pagine).</p>
<p>J. Roth è un pochino meglio (minchia però: parlano tutti di professori universitari &#8211; vedi La macchia umana &#8211; vuoi vedere che in America non esiste la povera gente o quella umile o quella di colore o quella latina etc.?).</p>
<p>Cosa volevo dire?</p>
<p>Esattamente quello che ho detto.</p>
<p>Per ora.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: helena		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/09/29/piccoli-orsi-polari-crescono/#comment-141224</link>

		<dc:creator><![CDATA[helena]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Oct 2010 07:59:34 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=36771#comment-141224</guid>

					<description><![CDATA[A tutti, ma soprattutto a Giuseppe e Paolo. Sono responsabile di questo post, ma dato che non ero a casa non ho potuto gestire il thread dei commenti, cosa di cui mi scuso. Probabilmente avrei tenuto bloccato il commento di Reverendo Jazz, finito automaticamente in moderazione, visto che mi sono data la regola di non permettere commenti insultanti a terzi, in questo caso all&#039;autore (mentre quelli diretti a me stessa li ho sempre fatti passare).
Però ormai la frittata è fatta, Paolo ha avuto - involontariamente o meno - il coraggio di firmarsi nome e cognome e dunque è possibile parlargli.
Quel che mi stupisce e francamente mi demoralizza, non è solo che ripetutamente ci becchiamo sempre più spesso apprezzamenti tipo &quot;intellettualoidi&quot; (&quot;di cacca&quot; o meno), &quot;intellighenzia radical chic&quot; e quant&#039;altro. Mi deprime non solo perché è un riflesso linguistico pavloviano tipico di destra (di una destra per nulla &quot;moderna&quot;), ma soprattutto perché viene fuori una visione come se noi qui fossimo una piccola cricca chiusa nel suo castello e chi è fuori non può che lanciare oggetti sulle mura invalicabili. Visto che tutto funziona in questo modo, in Italia, dev&#039;essere così anche per Nazione Indiana, il lit-blog più letto. Invece no.
In primo luogo, qui ci sono i commenti sempre aperti che salvo insulti o trollaggine manifesta vengono pubblicati. In secondo luogo, abbiamo pubblicato e pubblichiamo contibuti di persone mai viste in faccia che ci hanno mandato testi via mail collettiva o via mail private. Alcuni post anche recenti, inoltre, sono nati dagli scambi creati nei commenti.
Insomma, quella che sembra una fortezza inespungnabile, ha in realtà una porta aperta.
Sarebbe stata aperta anche per Paolo, se non ci avesse apostrofato in un modo che esprime inequivocabilmente quanto NI gli fa schifo. Però non so se gli facciamo schifo veramente, o gli fa schifo quel che lui si immagina: ossia che qui pubblichiamo solo roba dei nostri amichetti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A tutti, ma soprattutto a Giuseppe e Paolo. Sono responsabile di questo post, ma dato che non ero a casa non ho potuto gestire il thread dei commenti, cosa di cui mi scuso. Probabilmente avrei tenuto bloccato il commento di Reverendo Jazz, finito automaticamente in moderazione, visto che mi sono data la regola di non permettere commenti insultanti a terzi, in questo caso all&#8217;autore (mentre quelli diretti a me stessa li ho sempre fatti passare).<br />
Però ormai la frittata è fatta, Paolo ha avuto &#8211; involontariamente o meno &#8211; il coraggio di firmarsi nome e cognome e dunque è possibile parlargli.<br />
Quel che mi stupisce e francamente mi demoralizza, non è solo che ripetutamente ci becchiamo sempre più spesso apprezzamenti tipo &#8220;intellettualoidi&#8221; (&#8220;di cacca&#8221; o meno), &#8220;intellighenzia radical chic&#8221; e quant&#8217;altro. Mi deprime non solo perché è un riflesso linguistico pavloviano tipico di destra (di una destra per nulla &#8220;moderna&#8221;), ma soprattutto perché viene fuori una visione come se noi qui fossimo una piccola cricca chiusa nel suo castello e chi è fuori non può che lanciare oggetti sulle mura invalicabili. Visto che tutto funziona in questo modo, in Italia, dev&#8217;essere così anche per Nazione Indiana, il lit-blog più letto. Invece no.<br />
In primo luogo, qui ci sono i commenti sempre aperti che salvo insulti o trollaggine manifesta vengono pubblicati. In secondo luogo, abbiamo pubblicato e pubblichiamo contibuti di persone mai viste in faccia che ci hanno mandato testi via mail collettiva o via mail private. Alcuni post anche recenti, inoltre, sono nati dagli scambi creati nei commenti.<br />
Insomma, quella che sembra una fortezza inespungnabile, ha in realtà una porta aperta.<br />
Sarebbe stata aperta anche per Paolo, se non ci avesse apostrofato in un modo che esprime inequivocabilmente quanto NI gli fa schifo. Però non so se gli facciamo schifo veramente, o gli fa schifo quel che lui si immagina: ossia che qui pubblichiamo solo roba dei nostri amichetti.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea branco		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/09/29/piccoli-orsi-polari-crescono/#comment-141172</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea branco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Oct 2010 01:08:31 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=36771#comment-141172</guid>

					<description><![CDATA[Penso che cercare qualcosa sia un merito. Certo, magari si fallisce. Se poi qualcuno ti paga, nonostante ripetuti fallimenti (e non si può forse far altro che fallire), meglio per te. 
&quot;E hai ottenuto quello che
volevi da questa vita, nonostante tutto?
Sì.
E cos&#039;è che volevi?
Sentirmi chiamare amato, sentirmi
amato sulla terra.&quot;
Nonostante tutto. Per me molto sta qui. 
(Sul racconto: piaciutomi, ma le ultime due frasi, il verbo &quot;vedere&quot;, non so, mi stona, in qualche modo. &quot;lastrone di ghiaccio fluttuate&quot;...&quot;fluttuate&quot; mi sa che manca di una &quot;n&quot;. Per dire, il verbo &quot;vedere&quot; non l&#039;avrei trovato stonato se prima: &quot;L&#039;orso sta nuotando...&quot;. Ma è questione di gusti, sì. In generale, forse la voce di chi scrive si sente poco. Non so, mi sembra nascosta. Sta cercando, forse. Impressioni. Ciao)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Penso che cercare qualcosa sia un merito. Certo, magari si fallisce. Se poi qualcuno ti paga, nonostante ripetuti fallimenti (e non si può forse far altro che fallire), meglio per te.<br />
&#8220;E hai ottenuto quello che<br />
volevi da questa vita, nonostante tutto?<br />
Sì.<br />
E cos&#8217;è che volevi?<br />
Sentirmi chiamare amato, sentirmi<br />
amato sulla terra.&#8221;<br />
Nonostante tutto. Per me molto sta qui.<br />
(Sul racconto: piaciutomi, ma le ultime due frasi, il verbo &#8220;vedere&#8221;, non so, mi stona, in qualche modo. &#8220;lastrone di ghiaccio fluttuate&#8221;&#8230;&#8221;fluttuate&#8221; mi sa che manca di una &#8220;n&#8221;. Per dire, il verbo &#8220;vedere&#8221; non l&#8217;avrei trovato stonato se prima: &#8220;L&#8217;orso sta nuotando&#8230;&#8221;. Ma è questione di gusti, sì. In generale, forse la voce di chi scrive si sente poco. Non so, mi sembra nascosta. Sta cercando, forse. Impressioni. Ciao)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: mole for dummies		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/09/29/piccoli-orsi-polari-crescono/#comment-141143</link>

		<dc:creator><![CDATA[mole for dummies]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Oct 2010 17:46:46 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=36771#comment-141143</guid>

					<description><![CDATA[Beh Sciola lancia pietre, se lo può permettere, guardate qua: http://www.liberodiscrivere.it/autori/schedaautore.asp?AnagraficaID=6355]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Beh Sciola lancia pietre, se lo può permettere, guardate qua: <a href="http://www.liberodiscrivere.it/autori/schedaautore.asp?AnagraficaID=6355" rel="nofollow ugc">http://www.liberodiscrivere.it/autori/schedaautore.asp?AnagraficaID=6355</a></p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: gianni biondillo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/09/29/piccoli-orsi-polari-crescono/#comment-141136</link>

		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Oct 2010 14:22:54 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=36771#comment-141136</guid>

					<description><![CDATA[&quot;60 righe di appunti&quot;, che meraviglia, il più bello dei complimenti per uno scrittore, sono quasi invidioso...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;60 righe di appunti&#8221;, che meraviglia, il più bello dei complimenti per uno scrittore, sono quasi invidioso&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: giuseppe zucco		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/09/29/piccoli-orsi-polari-crescono/#comment-141135</link>

		<dc:creator><![CDATA[giuseppe zucco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Oct 2010 13:56:37 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=36771#comment-141135</guid>

					<description><![CDATA[sottoscrivo una per una le parole di francesca matteoni. 

poi, carissimo paolo sciola, nonchè reverendo jazz, se per questo misero racconto hai preso sessanta righe di appunti, non oso immaginare cosa ti sia capitato leggendo delillo e roth e bellow, appunti su appunti, sono quasi preoccupato per la tua salute...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>sottoscrivo una per una le parole di francesca matteoni. </p>
<p>poi, carissimo paolo sciola, nonchè reverendo jazz, se per questo misero racconto hai preso sessanta righe di appunti, non oso immaginare cosa ti sia capitato leggendo delillo e roth e bellow, appunti su appunti, sono quasi preoccupato per la tua salute&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: francesca matteoni		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/09/29/piccoli-orsi-polari-crescono/#comment-141123</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesca matteoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Oct 2010 10:16:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=36771#comment-141123</guid>

					<description><![CDATA[@Paolo Sciola, grazie per gli intellettualoidi. E per la cacca soprattutto. Solo chi ha sofferto a lungo di stitichezza può capirne il valore. 

Detto questo, piaciuto o meno il testo, la vergogna, mi sa che sta altrove, non certo nel pubblicare o l&#039;aver scritto un racconto su una generazione alla deriva come gli orsi polari senza più terra,  vista attraverso lo schermo di un televisore,  a sottolineare l&#039;impotenza. Forse ci dovrebbe essere più vergogna nell&#039;acredine e nella frustrazione che spingono, non a commentare negativamente, ma a inveire contro uno scrittore e altre persone (i redattori) diventando offensivo. O forse anche questo è solo l&#039;altra faccia dell&#039;impotenza - quella peggiore, che si scatena sterilmente nello sputare addosso sentenze. Per inciso tutti quegli orsi ripetuti, sono orsi, per l&#039;appunto. Quando diventeranno liocorni sarà nostra premura avvisarti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Paolo Sciola, grazie per gli intellettualoidi. E per la cacca soprattutto. Solo chi ha sofferto a lungo di stitichezza può capirne il valore. </p>
<p>Detto questo, piaciuto o meno il testo, la vergogna, mi sa che sta altrove, non certo nel pubblicare o l&#8217;aver scritto un racconto su una generazione alla deriva come gli orsi polari senza più terra,  vista attraverso lo schermo di un televisore,  a sottolineare l&#8217;impotenza. Forse ci dovrebbe essere più vergogna nell&#8217;acredine e nella frustrazione che spingono, non a commentare negativamente, ma a inveire contro uno scrittore e altre persone (i redattori) diventando offensivo. O forse anche questo è solo l&#8217;altra faccia dell&#8217;impotenza &#8211; quella peggiore, che si scatena sterilmente nello sputare addosso sentenze. Per inciso tutti quegli orsi ripetuti, sono orsi, per l&#8217;appunto. Quando diventeranno liocorni sarà nostra premura avvisarti.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Paolo Sciola		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/09/29/piccoli-orsi-polari-crescono/#comment-141098</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo Sciola]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Oct 2010 18:22:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=36771#comment-141098</guid>

					<description><![CDATA[Meglio che non pubblichino il commento che ho fatto al tuo racconto con il nick di Reverendo Jazz (che è sparito per miracolo).

Così continuerai a scrivere tranquillamente.

Vergogna.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Meglio che non pubblichino il commento che ho fatto al tuo racconto con il nick di Reverendo Jazz (che è sparito per miracolo).</p>
<p>Così continuerai a scrivere tranquillamente.</p>
<p>Vergogna.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Reverendo Jazz		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/09/29/piccoli-orsi-polari-crescono/#comment-141091</link>

		<dc:creator><![CDATA[Reverendo Jazz]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Oct 2010 17:41:36 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=36771#comment-141091</guid>

					<description><![CDATA[Solo in un sito di intellettualoidi di cacca come questo avrebbero potuto pubblicare un racconto pseudo-intellettualoide di cacca come questo.

Eviterò di propinarti le 60 righe di appunti che ho preso leggendo questa specie di insensatezza.

Ti do un consiglio: De Lillo e J. Roth non valgono un cazzo, cercano di fare gli scrittori europei, sì come fece Bellow a suo tempo, senza esserlo.

Cercano profondità ma non la hanno.

E sai perché non la hanno?

Perché non hanno un cazzo da dire.

Però lo dicono con belle frasi e libri lunghi.

Scrivono perché ci sono coglioncini che li pubblicano e coglioncini che li leggono.

Scrivono a contratto, perché non sanno fare altro.

Basta la meno riuscita delle pagine di Carver per sancire la differenza.

Questo, se vuoi, è un consiglio.

O una imposizione.

Altrimenti fai come ti pare.

Riusciremo a fare a meno di leggerti, come abbiamo sempre fatto.

(A proposito: mica ho capito dov&#039;è ambientato il racconto, di chi è la laurea iniziale - secondo me dello scaricatore - e perché i condizionatori non lavorano sulla temperatura... forse lavorano sulle uova al tegamino?)

Ridicolo.

E tutti quegli orsi ripetuti, cosa sono?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Solo in un sito di intellettualoidi di cacca come questo avrebbero potuto pubblicare un racconto pseudo-intellettualoide di cacca come questo.</p>
<p>Eviterò di propinarti le 60 righe di appunti che ho preso leggendo questa specie di insensatezza.</p>
<p>Ti do un consiglio: De Lillo e J. Roth non valgono un cazzo, cercano di fare gli scrittori europei, sì come fece Bellow a suo tempo, senza esserlo.</p>
<p>Cercano profondità ma non la hanno.</p>
<p>E sai perché non la hanno?</p>
<p>Perché non hanno un cazzo da dire.</p>
<p>Però lo dicono con belle frasi e libri lunghi.</p>
<p>Scrivono perché ci sono coglioncini che li pubblicano e coglioncini che li leggono.</p>
<p>Scrivono a contratto, perché non sanno fare altro.</p>
<p>Basta la meno riuscita delle pagine di Carver per sancire la differenza.</p>
<p>Questo, se vuoi, è un consiglio.</p>
<p>O una imposizione.</p>
<p>Altrimenti fai come ti pare.</p>
<p>Riusciremo a fare a meno di leggerti, come abbiamo sempre fatto.</p>
<p>(A proposito: mica ho capito dov&#8217;è ambientato il racconto, di chi è la laurea iniziale &#8211; secondo me dello scaricatore &#8211; e perché i condizionatori non lavorano sulla temperatura&#8230; forse lavorano sulle uova al tegamino?)</p>
<p>Ridicolo.</p>
<p>E tutti quegli orsi ripetuti, cosa sono?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: giuseppe zucco		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/09/29/piccoli-orsi-polari-crescono/#comment-141068</link>

		<dc:creator><![CDATA[giuseppe zucco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Sep 2010 18:23:18 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=36771#comment-141068</guid>

					<description><![CDATA[grazie a tutti, compresi gli scontenti - non vedo perchè rinunciare a critiche così costruttive. ma soprattutto grazie ai tanti indiani, nel corpo e nello spirito, conosciuti nell&#039;ormai mitico e lontanissimo castello.

giuseppe]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>grazie a tutti, compresi gli scontenti &#8211; non vedo perchè rinunciare a critiche così costruttive. ma soprattutto grazie ai tanti indiani, nel corpo e nello spirito, conosciuti nell&#8217;ormai mitico e lontanissimo castello.</p>
<p>giuseppe</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/

Page Caching using Disk: Enhanced 

Served from: staging.nazioneindiana.com @ 2026-05-08 18:38:12 by W3 Total Cache
-->