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	Commenti a: Appunti per un&#8217;indagine sui minatori	</title>
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		Di: Pensieri Oziosi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pensieri Oziosi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Oct 2010 08:52:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Pietro Mirabelli è morto nel cantiere per il tunnel di base del Monte Ceneri, non in quello del San Gottardo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pietro Mirabelli è morto nel cantiere per il tunnel di base del Monte Ceneri, non in quello del San Gottardo.</p>
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		Di: a.		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[a.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Oct 2010 13:01:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Simona, la conclusione del tuo articolo mi gela: ho letto il tuo libro - &quot;Figlia di una vestaglia blu&quot;, bellissimo – e sapere che il Pietro di cui parli è quello di cui lì avevi raccontato è davvero un colpo. Mi chiedo come sarà possibile portare testimonianza di questi uomini e queste donne, della loro umanità e onestà, del loro senso di giustizia; da figlia di operai conosco la struggente domanda su come restare in qualche modo fedeli al carico di umanità di questi lavoratori, in una vita tanto diversa dalla loro. Ma la loro è una lezione per tutti, come dici. La lezione di chi sa che nessuno si salva da solo. E questa lezione interroga forse in modo ancora più stringente mondi distanti da quello operaio, ad esempio quello del lavoro intellettuale, asfissiato da un individualismo devastante e insensato. E, sì, mi consolano immensamente questi minatori cileni che si ostinano a parlare di altri, che si ostinano a resistere alla lusinga narcisistica della telecamera. Ma è l’ultimo paragrafo del tuo articolo che resta e fa male.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Simona, la conclusione del tuo articolo mi gela: ho letto il tuo libro &#8211; &#8220;Figlia di una vestaglia blu&#8221;, bellissimo – e sapere che il Pietro di cui parli è quello di cui lì avevi raccontato è davvero un colpo. Mi chiedo come sarà possibile portare testimonianza di questi uomini e queste donne, della loro umanità e onestà, del loro senso di giustizia; da figlia di operai conosco la struggente domanda su come restare in qualche modo fedeli al carico di umanità di questi lavoratori, in una vita tanto diversa dalla loro. Ma la loro è una lezione per tutti, come dici. La lezione di chi sa che nessuno si salva da solo. E questa lezione interroga forse in modo ancora più stringente mondi distanti da quello operaio, ad esempio quello del lavoro intellettuale, asfissiato da un individualismo devastante e insensato. E, sì, mi consolano immensamente questi minatori cileni che si ostinano a parlare di altri, che si ostinano a resistere alla lusinga narcisistica della telecamera. Ma è l’ultimo paragrafo del tuo articolo che resta e fa male.</p>
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		Di: véronique vergé		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Oct 2010 08:51:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E&#039; un articolo necessario alla riflessione su ingiustizia. Vivere nel buio è forse il simbolo di una vita affondata in un lavoro penoso, immenso, senza respiro, senza speranza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; un articolo necessario alla riflessione su ingiustizia. Vivere nel buio è forse il simbolo di una vita affondata in un lavoro penoso, immenso, senza respiro, senza speranza.</p>
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