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	Commenti a: The Social Network: vita (asociale) del fondatore di FB	</title>
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		Di: Matteo ciucci		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo ciucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Oct 2010 15:37:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Rileggo il primo commento di jan, che sostiene che chi usa strumenti di rete sia in realtà molto attivo socialmente nella vita reale. Forse la verità e che FB e&#039; solo uno strumento amplificatore di socialità e di asocialità, senza distinzioni. Se fosse verosimile, le distanze fra comportamenti sociali diversi aumenterebbero, coerentemente con l&#039;ipotesi del ritorno delle classi sociali, e il sistema sottostante della società ne risulterebbe solo distorto, ma dotato di tutte le sue componenti originarie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rileggo il primo commento di jan, che sostiene che chi usa strumenti di rete sia in realtà molto attivo socialmente nella vita reale. Forse la verità e che FB e&#8217; solo uno strumento amplificatore di socialità e di asocialità, senza distinzioni. Se fosse verosimile, le distanze fra comportamenti sociali diversi aumenterebbero, coerentemente con l&#8217;ipotesi del ritorno delle classi sociali, e il sistema sottostante della società ne risulterebbe solo distorto, ma dotato di tutte le sue componenti originarie.</p>
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		<title>
		Di: stalker		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/10/23/the-social-network-vita-asociale-del-fondatore-di-fb/#comment-142282</link>

		<dc:creator><![CDATA[stalker]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Oct 2010 00:51:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[mia cara signora, io sono calmissima.
stacco ora dal mio turno di notte e vado a vedere dove riposano i calzini.
mi spiace se ha trovato le mie parole sgradevoli, per non farle pesare troppo le avevo anche dedicato una - speravo - piacevole canzonciella.
domani forse non farò in tempo, le dispiace ritirarmi il bucato....
la ringrazio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>mia cara signora, io sono calmissima.<br />
stacco ora dal mio turno di notte e vado a vedere dove riposano i calzini.<br />
mi spiace se ha trovato le mie parole sgradevoli, per non farle pesare troppo le avevo anche dedicato una &#8211; speravo &#8211; piacevole canzonciella.<br />
domani forse non farò in tempo, le dispiace ritirarmi il bucato&#8230;.<br />
la ringrazio.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: alcor		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/10/23/the-social-network-vita-asociale-del-fondatore-di-fb/#comment-142281</link>

		<dc:creator><![CDATA[alcor]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Oct 2010 23:52:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[cara stalker, molte (agitate e sgradevoli) parole per nulla, intendevo solo dire che per capire cos&#039;è facebook  non occorre avere un profilo e aggiornarlo ogni giorno,  basta fare un giro, o farci mettere il gomito dalla zia, a me  come ho detto non interessa, ma non per questo metto alla gogna chi lo usa, immagino che gli interessi o gli serva o entrambe le opzioni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>cara stalker, molte (agitate e sgradevoli) parole per nulla, intendevo solo dire che per capire cos&#8217;è facebook  non occorre avere un profilo e aggiornarlo ogni giorno,  basta fare un giro, o farci mettere il gomito dalla zia, a me  come ho detto non interessa, ma non per questo metto alla gogna chi lo usa, immagino che gli interessi o gli serva o entrambe le opzioni.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: stalker		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/10/23/the-social-network-vita-asociale-del-fondatore-di-fb/#comment-142279</link>

		<dc:creator><![CDATA[stalker]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Oct 2010 23:22:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ps ;-)
http://www.youtube.com/watch?v=j5SLtk2IDXE]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ps ;-)<br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=j5SLtk2IDXE" rel="nofollow ugc">http://www.youtube.com/watch?v=j5SLtk2IDXE</a></p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: stalker		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/10/23/the-social-network-vita-asociale-del-fondatore-di-fb/#comment-142277</link>

		<dc:creator><![CDATA[stalker]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Oct 2010 22:46:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[gentile alcor, converrà con me che una lurkatrice come lei si sarà spesso e volentieri aggirata di soppiatto tra i cortili dei vari condomini a sbirciare le mutande e i calzini stesi fuori dalla finestra ad asciugare o a controllare i  sacchetti della monezza portati fuori la mattina dopo.
saprà meglio di me che molte &quot;case&quot; sono aperte solo ad “amici” e/o contatti.
a “casa mia” per esempio gli ospiti sono ben selezionati – quindi pochi contatti e attività che lei non potrebbe sbirciare - perché non ho voglia di perdere tempo a leggere una marea di cazzate, di darmi in pasto, e tanto meno di ricevere feed a seconda delle persona “importanti” che (non)conosco, e ancor meno di farmi sbirciare dal buco della serratura, perché i cecchini hanno più mira del libero pensiero.
questo mi aiuta ad avere un ventaglio di letture interessanti che segnalano blog, contro- informazione, iniziative, musica…altamente selezionate.
come dicevo nel mio primo intervento, sta a noi portare la barca dove vogliamo e non farci trascinare dalle maree….

con questo, matteo, penso di aver risposto anche a te.
aggiungo solo che stiamo parlando dell’ennesima produzione  ammericana da 47 milioni di dollari che ovviamente strizza l’occhio al mercato, mica di un film indipendente girato da quattro sfigati da festival…..]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>gentile alcor, converrà con me che una lurkatrice come lei si sarà spesso e volentieri aggirata di soppiatto tra i cortili dei vari condomini a sbirciare le mutande e i calzini stesi fuori dalla finestra ad asciugare o a controllare i  sacchetti della monezza portati fuori la mattina dopo.<br />
saprà meglio di me che molte &#8220;case&#8221; sono aperte solo ad “amici” e/o contatti.<br />
a “casa mia” per esempio gli ospiti sono ben selezionati – quindi pochi contatti e attività che lei non potrebbe sbirciare &#8211; perché non ho voglia di perdere tempo a leggere una marea di cazzate, di darmi in pasto, e tanto meno di ricevere feed a seconda delle persona “importanti” che (non)conosco, e ancor meno di farmi sbirciare dal buco della serratura, perché i cecchini hanno più mira del libero pensiero.<br />
questo mi aiuta ad avere un ventaglio di letture interessanti che segnalano blog, contro- informazione, iniziative, musica…altamente selezionate.<br />
come dicevo nel mio primo intervento, sta a noi portare la barca dove vogliamo e non farci trascinare dalle maree….</p>
<p>con questo, matteo, penso di aver risposto anche a te.<br />
aggiungo solo che stiamo parlando dell’ennesima produzione  ammericana da 47 milioni di dollari che ovviamente strizza l’occhio al mercato, mica di un film indipendente girato da quattro sfigati da festival…..</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: matteo ciucci		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/10/23/the-social-network-vita-asociale-del-fondatore-di-fb/#comment-142224</link>

		<dc:creator><![CDATA[matteo ciucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Oct 2010 08:55:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quoto una parte del post successivo di M. Rovelli, &quot;La fantasmagoria dell&#039;amore in rete&quot;:  

&quot;...si entra nella vita di uno sconosciuto, trascinati solo dalle parole, da un riconoscimento compiuto parola per parola, brano a brano. All’apice della mente (sic), pare di sentire una musica nelle parole dell’altro che fa riconoscere il suono prima che il senso, una musica che si accorda con la forma del vivere, che mostra il ritmo che ognuno ha nel camminare. Ci si legge e si sente la stessa metrica. E allora, accade, ci si sente e ci si desidera. Senza pensare, come invece si dovrebbe, che quel “si” non è reciproco, ma riflessivo. Che nella persona immaginata è proiettata la nostra fantasmagoria di desideri. E allora, sempreché – miracolo su miracolo – non avvenga l’Incarnazione, quei desideri, al contatto con il piano di realtà della quotidianità, implodono e si afflosciano, ripiegandosi sul vuoto che li costituisce. Oppure, ancora peggio, non hanno il coraggio di manifestarsi, mantenendo lo “scrittore” preda perenne delle proprie fantasmagorie&quot;.

Non saprei descrivere meglio quella che sopra definivo: l&#039;&quot;illusione di FB&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quoto una parte del post successivo di M. Rovelli, &#8220;La fantasmagoria dell&#8217;amore in rete&#8221;:  </p>
<p>&#8220;&#8230;si entra nella vita di uno sconosciuto, trascinati solo dalle parole, da un riconoscimento compiuto parola per parola, brano a brano. All’apice della mente (sic), pare di sentire una musica nelle parole dell’altro che fa riconoscere il suono prima che il senso, una musica che si accorda con la forma del vivere, che mostra il ritmo che ognuno ha nel camminare. Ci si legge e si sente la stessa metrica. E allora, accade, ci si sente e ci si desidera. Senza pensare, come invece si dovrebbe, che quel “si” non è reciproco, ma riflessivo. Che nella persona immaginata è proiettata la nostra fantasmagoria di desideri. E allora, sempreché – miracolo su miracolo – non avvenga l’Incarnazione, quei desideri, al contatto con il piano di realtà della quotidianità, implodono e si afflosciano, ripiegandosi sul vuoto che li costituisce. Oppure, ancora peggio, non hanno il coraggio di manifestarsi, mantenendo lo “scrittore” preda perenne delle proprie fantasmagorie&#8221;.</p>
<p>Non saprei descrivere meglio quella che sopra definivo: l'&#8221;illusione di FB&#8221;.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: matteo ciucci		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/10/23/the-social-network-vita-asociale-del-fondatore-di-fb/#comment-142220</link>

		<dc:creator><![CDATA[matteo ciucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Oct 2010 07:30:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ehm,

come vedi dal commento sopra ho persino problemi di tag. Figuriamoci con FB!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ehm,</p>
<p>come vedi dal commento sopra ho persino problemi di tag. Figuriamoci con FB!</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: matteo ciucci		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[matteo ciucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Oct 2010 07:29:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ciao Stalker,

&quot;quando dite che &#039;si mercifica attraverso l’atto della lettura dei testi di altri&#039; piuttosto che produrre contenuti propri, mi state forse dicendo che perdo tempo a leggere un libro perchè nel frattempo non aggiorno i miei appunti e le mie divagazioni?&quot;

No dico il contrario, dico cioè che perdi tempo aggiornando il tuo profilo nell&#039;illusione di avere una vita pubblica. Dice bene Gherardo quando sottolinea in modo più neutrale di me:

&quot;se fb è venduto come un medagliere delle relazioni che si possono vantare, un’esibizione del proprio capitale sociale; è anche vero che veicola contenuti, che instaura, rafforza relazioni, che permette la formulazione di comunità che altrimenti rimarrebbero sospese, perché i modi &#039;tradizionali&#039; di formularle sarebbe insufficienti&quot;.

Io ho invece rimarcato l&#039;atto di vendita, ovvero, usando sempre la frase sopra di Gherardo, ho spostato l&#039;accento su: &quot;se fb è venduto come un medagliere delle relazioni che si possono vantare&quot;, calcando un pò la mano sulla natura voyeuristica e narcisistica del sistema. 

Nulla di nuovo, come sottolinenano sia La Fu che Jacopo Galimberti,  a parte la modalità con cui questa è espressa e &lt;i&gt; la dimensione del fenomeno . Ho poi introdotto l&#039;ipotesi che FB assegni a ciascuno un &quot;capitale sociale&quot; di relazioni che permette la mercificazione del tempo di fruizione dei contenuti di FB, permettendo così l&#039;equivalenza: 1 utente-stabile = 50 $, che apre la strada a una reintroduzione di classi &quot;sociali&quot; (ipotesi tutta da verificare), per me risultato della crisi economica in atto (altra ipotesi da verifivcare). A supporto di questa ipotesi ci sarebbe però una rilettura dell&#039;elemento con cui si racconta la prima esperienza di FB, e cioè: &quot;Pensa, mi ha contattato persino un compagno delle elementari che avevo completamente dimenticato&quot;.

A proposito della tua obiezione, poi, da lettore come te osservo che leggere un libro non è affatto un&#039;attività sociale, ma estremamente individuale - a meno che non ci si senta in comunione con l&#039;autore del testo, chiunque esso sia. La socialità comincia dopo.

Dici: &quot;e comunque, quando leggo lunghi commenti e approfondite analisi da parte di chi dice che mai si iscriverà a fb&quot;

Forse non hai letto la 1a nota a piè pagina? Io non solo ho un profilo FB, ma sono anche uno dei cosidetti &quot;sfigati&quot;, di quelli che usano FB in modo passivo, ovvero che FB gli fa venire la scoliosi e che lo usano per guardare in modo la vita degli altri...

Ultimissima cosa: terrei a precisare che io avevo fatto la recensione di un film. L&#039;aspetto che avrei voluto approfondire qui non era quello dell&#039;analisi strutturale di FB (interessante), di quella psicoanalitica (interessante, ma è sempre la &#039;Finestra sul cortile&#039;), o dei suoi aspetti tecnici (meno interessante), ma quello della  ridefinizione dell&#039;idea di vita privata ed eventualmente, degli scopi sociali di quest&#039;ultima.

Ciao,
Matteo&lt;/i&gt;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Stalker,</p>
<p>&#8220;quando dite che &#8216;si mercifica attraverso l’atto della lettura dei testi di altri&#8217; piuttosto che produrre contenuti propri, mi state forse dicendo che perdo tempo a leggere un libro perchè nel frattempo non aggiorno i miei appunti e le mie divagazioni?&#8221;</p>
<p>No dico il contrario, dico cioè che perdi tempo aggiornando il tuo profilo nell&#8217;illusione di avere una vita pubblica. Dice bene Gherardo quando sottolinea in modo più neutrale di me:</p>
<p>&#8220;se fb è venduto come un medagliere delle relazioni che si possono vantare, un’esibizione del proprio capitale sociale; è anche vero che veicola contenuti, che instaura, rafforza relazioni, che permette la formulazione di comunità che altrimenti rimarrebbero sospese, perché i modi &#8216;tradizionali&#8217; di formularle sarebbe insufficienti&#8221;.</p>
<p>Io ho invece rimarcato l&#8217;atto di vendita, ovvero, usando sempre la frase sopra di Gherardo, ho spostato l&#8217;accento su: &#8220;se fb è venduto come un medagliere delle relazioni che si possono vantare&#8221;, calcando un pò la mano sulla natura voyeuristica e narcisistica del sistema. </p>
<p>Nulla di nuovo, come sottolinenano sia La Fu che Jacopo Galimberti,  a parte la modalità con cui questa è espressa e <i> la dimensione del fenomeno . Ho poi introdotto l&#8217;ipotesi che FB assegni a ciascuno un &#8220;capitale sociale&#8221; di relazioni che permette la mercificazione del tempo di fruizione dei contenuti di FB, permettendo così l&#8217;equivalenza: 1 utente-stabile = 50 $, che apre la strada a una reintroduzione di classi &#8220;sociali&#8221; (ipotesi tutta da verificare), per me risultato della crisi economica in atto (altra ipotesi da verifivcare). A supporto di questa ipotesi ci sarebbe però una rilettura dell&#8217;elemento con cui si racconta la prima esperienza di FB, e cioè: &#8220;Pensa, mi ha contattato persino un compagno delle elementari che avevo completamente dimenticato&#8221;.</p>
<p>A proposito della tua obiezione, poi, da lettore come te osservo che leggere un libro non è affatto un&#8217;attività sociale, ma estremamente individuale &#8211; a meno che non ci si senta in comunione con l&#8217;autore del testo, chiunque esso sia. La socialità comincia dopo.</p>
<p>Dici: &#8220;e comunque, quando leggo lunghi commenti e approfondite analisi da parte di chi dice che mai si iscriverà a fb&#8221;</p>
<p>Forse non hai letto la 1a nota a piè pagina? Io non solo ho un profilo FB, ma sono anche uno dei cosidetti &#8220;sfigati&#8221;, di quelli che usano FB in modo passivo, ovvero che FB gli fa venire la scoliosi e che lo usano per guardare in modo la vita degli altri&#8230;</p>
<p>Ultimissima cosa: terrei a precisare che io avevo fatto la recensione di un film. L&#8217;aspetto che avrei voluto approfondire qui non era quello dell&#8217;analisi strutturale di FB (interessante), di quella psicoanalitica (interessante, ma è sempre la &#8216;Finestra sul cortile&#8217;), o dei suoi aspetti tecnici (meno interessante), ma quello della  ridefinizione dell&#8217;idea di vita privata ed eventualmente, degli scopi sociali di quest&#8217;ultima.</p>
<p>Ciao,<br />
Matteo</i></p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: alcor		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/10/23/the-social-network-vita-asociale-del-fondatore-di-fb/#comment-142213</link>

		<dc:creator><![CDATA[alcor]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Oct 2010 00:25:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[cara stalker, non è mica uno scrigno chiuso, facebook, si può lurkare come in qualsiasi vecchio e obsoleto blog
per il bagnetto consiglio di farci mettere il gomito dalla zia e vedere se dice ahi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>cara stalker, non è mica uno scrigno chiuso, facebook, si può lurkare come in qualsiasi vecchio e obsoleto blog<br />
per il bagnetto consiglio di farci mettere il gomito dalla zia e vedere se dice ahi</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: la funambola		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/10/23/the-social-network-vita-asociale-del-fondatore-di-fb/#comment-142211</link>

		<dc:creator><![CDATA[la funambola]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Oct 2010 23:29:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ot per matteo ciucci

sì

bacio
la fu]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ot per matteo ciucci</p>
<p>sì</p>
<p>bacio<br />
la fu</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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