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	Commenti a: La letteratura sperata	</title>
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		<title>
		Di: Sanjuro		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/11/09/la-letteratura-sperata/#comment-144080</link>

		<dc:creator><![CDATA[Sanjuro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Dec 2010 00:08:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&lt;strong&gt;Rassegnazione stampa...&lt;/strong&gt;

(autore e manifesto sul quale un giorno ci soffermeremo) (anche solo per farci due risate)...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Rassegnazione stampa&#8230;</strong></p>
<p>(autore e manifesto sul quale un giorno ci soffermeremo) (anche solo per farci due risate)&#8230;</p>
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		<title>
		Di: Pensieri Oziosi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/11/09/la-letteratura-sperata/#comment-143204</link>

		<dc:creator><![CDATA[Pensieri Oziosi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Nov 2010 09:15:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono d&#039;accordo. Il mio voleva essere soltanto un commento a margine.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono d&#8217;accordo. Il mio voleva essere soltanto un commento a margine.</p>
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		<title>
		Di: alcor		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/11/09/la-letteratura-sperata/#comment-143203</link>

		<dc:creator><![CDATA[alcor]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Nov 2010 09:09:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cara Oziosa, non direi che in questo caso il problema sia di traduzione più o meno riuscita, questo può valere per un altro libro consigliato qui su NI di recente, che ho lasciato sul bancone proprio perché l&#039;infilata di opacità linguistiche che ho beccato al volo mi ha respinta, nel caso di Shields vale a mio avviso, molto banalmente, quel che dice BeRardinelli al&#039;inizio dell&#039;articolo, bastavano duecento righe per proporre la sua tesi, il libro in sé mi è sembrato una di quelle trovate all&#039;americana, il lancio pubblicitario di una idea di fronte alla quale che chiunque conosca la rete da un lato, e la cultura europea dall&#039;altro non può reagire che come davanti  un déja vu. Tra l&#039;altro, chi è abituato a tenere diari ha assemblato libri del genere a proprio uso e consumo già da un pezzo. Molti di quei frammenti sono tratti da opere che abbiamo letto e ricordiamo, li ha assemblati, embè? E&#039; il libro in sé, il risultato, a essere poco interessante, l&#039;idea è anche carina, certo non sconvolgente. Tra l&#039;altro io sono una lettrice di romanzi riluttante, perciò su molti punti gli do persino ragione:D]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Oziosa, non direi che in questo caso il problema sia di traduzione più o meno riuscita, questo può valere per un altro libro consigliato qui su NI di recente, che ho lasciato sul bancone proprio perché l&#8217;infilata di opacità linguistiche che ho beccato al volo mi ha respinta, nel caso di Shields vale a mio avviso, molto banalmente, quel che dice BeRardinelli al&#8217;inizio dell&#8217;articolo, bastavano duecento righe per proporre la sua tesi, il libro in sé mi è sembrato una di quelle trovate all&#8217;americana, il lancio pubblicitario di una idea di fronte alla quale che chiunque conosca la rete da un lato, e la cultura europea dall&#8217;altro non può reagire che come davanti  un déja vu. Tra l&#8217;altro, chi è abituato a tenere diari ha assemblato libri del genere a proprio uso e consumo già da un pezzo. Molti di quei frammenti sono tratti da opere che abbiamo letto e ricordiamo, li ha assemblati, embè? E&#8217; il libro in sé, il risultato, a essere poco interessante, l&#8217;idea è anche carina, certo non sconvolgente. Tra l&#8217;altro io sono una lettrice di romanzi riluttante, perciò su molti punti gli do persino ragione:D</p>
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		<title>
		Di: Pensieri Oziosi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/11/09/la-letteratura-sperata/#comment-143202</link>

		<dc:creator><![CDATA[Pensieri Oziosi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Nov 2010 08:43:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Secondo me non aiuta la frettolosa traduzione di Rossari. Il frammento tratto da Virginia Woolf su cui si sofferma Belardinelli («Mi ritrovo a dire, succintamente e prosaicamente, che è molto più importante essere se stessi che chiunque altro»), può essere confrontanto con altre traduzioni della Woolf:

«Mi ritrovo a dire, brevemente e prosaicamente, che essere se stessi è molto più importante di ogni altra cosa.» Graziella Mistrulli, 1995.

«Mi sento invece di dire, brevemente e prosaicamente, che è molto più importante essere se stessi che non tutto il resto.» Maura Del Serra, 1993.

Per completezza, l&#039;originale recita «I find myself saying briefly and prosaically that it is much more important to be oneself than anything else.» La questione cioè non è se sia meglio essere se stessi o qualcun altro, come lascia ad intendere la traduzione di Rossari.

Anche nel frammento riportato da Trevi «Non credo di essere l’unico che trova sempre più difficile leggere o scrivere romanzi», manca un &quot;volere&quot; a mio avviso importante: «I doubt very much that I&#039;m the only person who&#039;s finding it more and more difficult to want to read or write novels.»]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo me non aiuta la frettolosa traduzione di Rossari. Il frammento tratto da Virginia Woolf su cui si sofferma Belardinelli («Mi ritrovo a dire, succintamente e prosaicamente, che è molto più importante essere se stessi che chiunque altro»), può essere confrontanto con altre traduzioni della Woolf:</p>
<p>«Mi ritrovo a dire, brevemente e prosaicamente, che essere se stessi è molto più importante di ogni altra cosa.» Graziella Mistrulli, 1995.</p>
<p>«Mi sento invece di dire, brevemente e prosaicamente, che è molto più importante essere se stessi che non tutto il resto.» Maura Del Serra, 1993.</p>
<p>Per completezza, l&#8217;originale recita «I find myself saying briefly and prosaically that it is much more important to be oneself than anything else.» La questione cioè non è se sia meglio essere se stessi o qualcun altro, come lascia ad intendere la traduzione di Rossari.</p>
<p>Anche nel frammento riportato da Trevi «Non credo di essere l’unico che trova sempre più difficile leggere o scrivere romanzi», manca un &#8220;volere&#8221; a mio avviso importante: «I doubt very much that I&#8217;m the only person who&#8217;s finding it more and more difficult to want to read or write novels.»</p>
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		<title>
		Di: alcor		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/11/09/la-letteratura-sperata/#comment-143184</link>

		<dc:creator><![CDATA[alcor]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Nov 2010 16:26:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ecco, l&#039;ho preso, l&#039; ho anche letto (fino a un certo punto, ché mi sono  ben presto stufata) e condivido tutto quello che dice Berardinelli qui:

http://www.fazieditore.it/pdf/Shields%20-%20Corriere%20della%20Sera.pdf]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco, l&#8217;ho preso, l&#8217; ho anche letto (fino a un certo punto, ché mi sono  ben presto stufata) e condivido tutto quello che dice Berardinelli qui:</p>
<p><a href="http://www.fazieditore.it/pdf/Shields%20-%20Corriere%20della%20Sera.pdf" rel="nofollow ugc">http://www.fazieditore.it/pdf/Shields%20-%20Corriere%20della%20Sera.pdf</a></p>
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		<title>
		Di: Enrico Macioci		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/11/09/la-letteratura-sperata/#comment-142973</link>

		<dc:creator><![CDATA[Enrico Macioci]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Nov 2010 16:17:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;resto però (statisticamente: ma per statistica applicata solo alla mia esperienza di 10 anni di lavoro in libreria; dunque non generalizzabile) persuaso del fatto che è più frequente trovare lettori onnivori di scritture di ricerca che leggono anche romanzi e trame-trame, piuttosto che lettori di romanzi che si avvicinano anche a prose esplose, installazioni verbali, opere iperframmentarie.&quot;
Anch&#039;io la penso come Giovenale. E sulla trama sì, intendo ciò che Giovenale ha inteso nei suoi ultimi commenti.
Su Rimbaud: niente in lui è facile, anzi molto del miglior Rimbaud è en avant, al-di-là, è fuori dai comuni codici ermeneutici (almeno a me così pare, a 150 anni di distanza); la mia era una provocazione; proprio per via della sua celerité, sintetizzarlo è una (mezza) bestemmia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;resto però (statisticamente: ma per statistica applicata solo alla mia esperienza di 10 anni di lavoro in libreria; dunque non generalizzabile) persuaso del fatto che è più frequente trovare lettori onnivori di scritture di ricerca che leggono anche romanzi e trame-trame, piuttosto che lettori di romanzi che si avvicinano anche a prose esplose, installazioni verbali, opere iperframmentarie.&#8221;<br />
Anch&#8217;io la penso come Giovenale. E sulla trama sì, intendo ciò che Giovenale ha inteso nei suoi ultimi commenti.<br />
Su Rimbaud: niente in lui è facile, anzi molto del miglior Rimbaud è en avant, al-di-là, è fuori dai comuni codici ermeneutici (almeno a me così pare, a 150 anni di distanza); la mia era una provocazione; proprio per via della sua celerité, sintetizzarlo è una (mezza) bestemmia.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Marco Giovenale		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/11/09/la-letteratura-sperata/#comment-142972</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marco Giovenale]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Nov 2010 14:14:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[corrige:
chiarito questo, credo siano allora infinite le opere dotate di senso (o di un ambiguo commercio tra senso e non senso) ma non dotate di trama.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>corrige:<br />
chiarito questo, credo siano allora infinite le opere dotate di senso (o di un ambiguo commercio tra senso e non senso) ma non dotate di trama.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Marco Giovenale		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/11/09/la-letteratura-sperata/#comment-142971</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marco Giovenale]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Nov 2010 14:13:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Enrico:
mi sembra allora spiegato forse un primo equivoco. è forse possibile dialogare meglio: io penso che sia Shields che Bortolotti (e altri, nel parlare usuale) si riferiscano a &quot;trama&quot; secondo un altro significato, strettamente legato al &#039;plot&#039; narrativo. in questo senso, sono allora infinite le opere dotate di senso (o di un ambiguo commercio tra senso e non senso) ma non dotate di trama.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Enrico:<br />
mi sembra allora spiegato forse un primo equivoco. è forse possibile dialogare meglio: io penso che sia Shields che Bortolotti (e altri, nel parlare usuale) si riferiscano a &#8220;trama&#8221; secondo un altro significato, strettamente legato al &#8216;plot&#8217; narrativo. in questo senso, sono allora infinite le opere dotate di senso (o di un ambiguo commercio tra senso e non senso) ma non dotate di trama.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Marco Giovenale		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/11/09/la-letteratura-sperata/#comment-142970</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marco Giovenale]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Nov 2010 14:06:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[
grazie ad Alcor per le precisazioni, puntuali. 
avrei infatti risposto così.

e: &quot;una dieta composita, varia&quot; (che suggerivo) mi pare sia l&#039;opposto di un&#039;esortazione snob. sono - fra l&#039;altro - &lt;em&gt;molto&lt;/em&gt; (e per niente ironicamente) felice quando gli amanti di trame e romanzi amano in parallelo difformi/diverse scritture.

credo sia essenziale. e costituisca la base per dialoghi proficui tra autori e lettori diversissimi per gusti ed esperienze.

resto però (statisticamente: ma per statistica applicata solo alla mia esperienza di 10 anni di lavoro in libreria; dunque non generalizzabile) persuaso del fatto che è più frequente trovare lettori onnivori di scritture di ricerca che leggono &lt;em&gt;anche&lt;/em&gt; romanzi e trame-trame, piuttosto che lettori di romanzi che si avvicinano &lt;em&gt;anche&lt;/em&gt; a prose esplose, installazioni verbali, opere iperframmentarie.

(en passant: dubito sia facile o &lt;em&gt;in nulla&lt;/em&gt; forzato &#039;sintetizzare&#039; certe cose di Rimbaud; by the way, sarà temo impossibile farlo con certe altre di Rodrigo Toscano o Alan Sondheim).

poi. buona cosa che Shields lo pubblichi Fazi. ma vorrei aggiungere serenamente e fuor di fallacia che (per dire) a parte &lt;a href=&quot;http://www.ibs.it/code/9788836300679/alferi-pierre/cercare-una-frase.html&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;questa cosa&lt;/a&gt; di Alferi, mi pare abbastanza raro trovare proposte saggistiche simili in libreria oggi. in Italia. sottolineo: in Italia. (senza contare che - essendo Alferi uscito 10 anni e passa or sono, e non per un editore a superpotente diffusione - anche quel titolo di Lanfranchi non sarà facile reperirlo in scaffale oggi). (con ciò verificando quanto Alcor afferma, sulla tutt&#039;ora pronunciata scarsità di informazioni a disposizione del lettore che anche volesse curiosare e &quot;arrivare a prose diverse&quot;).

detto ciò, metto anch&#039;io il cartellino &quot;epoché&quot; e mi defilo, dovendo ancora sogguardare e sfogliare Shields. cosa che immagino presto o tardi farò (ma sicuramente assai più tardi della scomparsa del thread dalla home).
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>grazie ad Alcor per le precisazioni, puntuali.<br />
avrei infatti risposto così.</p>
<p>e: &#8220;una dieta composita, varia&#8221; (che suggerivo) mi pare sia l&#8217;opposto di un&#8217;esortazione snob. sono &#8211; fra l&#8217;altro &#8211; <em>molto</em> (e per niente ironicamente) felice quando gli amanti di trame e romanzi amano in parallelo difformi/diverse scritture.</p>
<p>credo sia essenziale. e costituisca la base per dialoghi proficui tra autori e lettori diversissimi per gusti ed esperienze.</p>
<p>resto però (statisticamente: ma per statistica applicata solo alla mia esperienza di 10 anni di lavoro in libreria; dunque non generalizzabile) persuaso del fatto che è più frequente trovare lettori onnivori di scritture di ricerca che leggono <em>anche</em> romanzi e trame-trame, piuttosto che lettori di romanzi che si avvicinano <em>anche</em> a prose esplose, installazioni verbali, opere iperframmentarie.</p>
<p>(en passant: dubito sia facile o <em>in nulla</em> forzato &#8216;sintetizzare&#8217; certe cose di Rimbaud; by the way, sarà temo impossibile farlo con certe altre di Rodrigo Toscano o Alan Sondheim).</p>
<p>poi. buona cosa che Shields lo pubblichi Fazi. ma vorrei aggiungere serenamente e fuor di fallacia che (per dire) a parte <a href="http://www.ibs.it/code/9788836300679/alferi-pierre/cercare-una-frase.html" rel="nofollow">questa cosa</a> di Alferi, mi pare abbastanza raro trovare proposte saggistiche simili in libreria oggi. in Italia. sottolineo: in Italia. (senza contare che &#8211; essendo Alferi uscito 10 anni e passa or sono, e non per un editore a superpotente diffusione &#8211; anche quel titolo di Lanfranchi non sarà facile reperirlo in scaffale oggi). (con ciò verificando quanto Alcor afferma, sulla tutt&#8217;ora pronunciata scarsità di informazioni a disposizione del lettore che anche volesse curiosare e &#8220;arrivare a prose diverse&#8221;).</p>
<p>detto ciò, metto anch&#8217;io il cartellino &#8220;epoché&#8221; e mi defilo, dovendo ancora sogguardare e sfogliare Shields. cosa che immagino presto o tardi farò (ma sicuramente assai più tardi della scomparsa del thread dalla home).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Enrico Macioci		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/11/09/la-letteratura-sperata/#comment-142969</link>

		<dc:creator><![CDATA[Enrico Macioci]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Nov 2010 14:05:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@bortolotti
Qui si parla di narrativa, non di poesia; e Celan è un poeta. Mi sembra un distinguo fondamentale. Il Rimbaud delle Illuminazioni o della Saison è (anche) un narratore. E se uno è narratore non potrà (persino se è Rimbaud) sfuggire alla trama se non tacendo.
Poi vedo che insisti sulla mia prima uscita riguardo l&#039;età adolescenziale eccetera; forse è stata un&#039;uscita infelice o troppo icastica, allora lasciala stare e fai conto che non l&#039;abbia detto. Ti dico adesso però, anzi ti ripeto, che porre la questione della trama vuole dire porsi in qualche modo al di fuori del linguaggio narrativo (e forse del linguaggio tout court); il linguaggio in quanto costruzione di senso è già trama - ove, ribadisco per l&#039;ennesima volta, non s&#039;intende per trama l&#039;intreccio del giallo o del noir o la sorpresa finale oppure l&#039;ammicco browniano, bensì un&#039;edificazione estetica e cognitiva che prima non c&#039;era e che soltanto grazie all&#039;autore, alla sua autorità e capacità di accrescere il mondo (augeo) ora c&#039;è.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@bortolotti<br />
Qui si parla di narrativa, non di poesia; e Celan è un poeta. Mi sembra un distinguo fondamentale. Il Rimbaud delle Illuminazioni o della Saison è (anche) un narratore. E se uno è narratore non potrà (persino se è Rimbaud) sfuggire alla trama se non tacendo.<br />
Poi vedo che insisti sulla mia prima uscita riguardo l&#8217;età adolescenziale eccetera; forse è stata un&#8217;uscita infelice o troppo icastica, allora lasciala stare e fai conto che non l&#8217;abbia detto. Ti dico adesso però, anzi ti ripeto, che porre la questione della trama vuole dire porsi in qualche modo al di fuori del linguaggio narrativo (e forse del linguaggio tout court); il linguaggio in quanto costruzione di senso è già trama &#8211; ove, ribadisco per l&#8217;ennesima volta, non s&#8217;intende per trama l&#8217;intreccio del giallo o del noir o la sorpresa finale oppure l&#8217;ammicco browniano, bensì un&#8217;edificazione estetica e cognitiva che prima non c&#8217;era e che soltanto grazie all&#8217;autore, alla sua autorità e capacità di accrescere il mondo (augeo) ora c&#8217;è.</p>
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