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	Commenti a: B-logos: ovvero discorso sopra la rete in cui si impigliano le parole	</title>
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		<title>
		Di: francesco forlani		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Nov 2010 21:20:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[carissimo Vito grazie per le indicazioni (vd trackback) ci farò un salto, in quella rete. effeffe]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>carissimo Vito grazie per le indicazioni (vd trackback) ci farò un salto, in quella rete. effeffe</p>
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		Di: Le parole che si impigliano nella rete		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Le parole che si impigliano nella rete]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Nov 2010 18:20:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] Forlani in un post su Nazione Indiana di qualche tempo fa a proposito di Dublinesque, l&#8217;ultimo libro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Forlani in un post su Nazione Indiana di qualche tempo fa a proposito di Dublinesque, l&#8217;ultimo libro [&#8230;]</p>
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		<title>
		Di: Paolo Lapponi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Lapponi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Nov 2010 14:28:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[posso solo dì che m&#039;è piaciuto assai ... posso aggiungere che a me Saviano nun me piace pe&#039; gnente? O nun c&#039;entra na mazza?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>posso solo dì che m&#8217;è piaciuto assai &#8230; posso aggiungere che a me Saviano nun me piace pe&#8217; gnente? O nun c&#8217;entra na mazza?</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Nov 2010 11:12:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Testo luminoso.

Ma ormai ho un po&#039; timore di scrivere un commento :-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Testo luminoso.</p>
<p>Ma ormai ho un po&#8217; timore di scrivere un commento :-)</p>
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		<title>
		Di: Lucio Angelini		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lucio Angelini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Nov 2010 11:45:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il vizietto della Lipperini è che vorrebbe scegliersi i commentatori solo tra i sino-bolognesi*-°]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il vizietto della Lipperini è che vorrebbe scegliersi i commentatori solo tra i sino-bolognesi*-°</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: giambo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[giambo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Nov 2010 23:49:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gran bel pezzo, caro effeeffe. Domani vado a comprarmi Dublinesque...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gran bel pezzo, caro effeeffe. Domani vado a comprarmi Dublinesque&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: francesco forlani		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Nov 2010 21:07:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per Joyce il romanzo è ancora possibile se non necessario- vd ritratto dell&#039;artista da giovane- beckett decide, coscientemente di oltrepassare la linea gialla dell&#039;ancora metafisica facendo esplodere - implodere per alcuni- ogni forma di riscatto del discorso. In Dublinesque come ho scritto. credo permanga una tensione costante tra i due movimenti, il tutto all&#039;interno di una dicotomia che Vila-Matas introduce immediatamente con la questione della letterarietà - il canone? Pretesto era allora il commentario e non il testo che invece abborda una delle questioni cruciali oggi, per chi scrive, per chi legge, ma soprattutto per chi fa entrambe le cose, commentatore o autore che sia
effeffe]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per Joyce il romanzo è ancora possibile se non necessario- vd ritratto dell&#8217;artista da giovane- beckett decide, coscientemente di oltrepassare la linea gialla dell&#8217;ancora metafisica facendo esplodere &#8211; implodere per alcuni- ogni forma di riscatto del discorso. In Dublinesque come ho scritto. credo permanga una tensione costante tra i due movimenti, il tutto all&#8217;interno di una dicotomia che Vila-Matas introduce immediatamente con la questione della letterarietà &#8211; il canone? Pretesto era allora il commentario e non il testo che invece abborda una delle questioni cruciali oggi, per chi scrive, per chi legge, ma soprattutto per chi fa entrambe le cose, commentatore o autore che sia<br />
effeffe</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: la funambola		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[la funambola]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Nov 2010 18:15:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[gentile maurizio, 
ti trascrivo queste impressioni (di novembre:) del nostro amato su beckett, tratto da esercizi di ammirazione

&quot;per intuire quello spirito singolare e isolato che è Beckett, bisognerebbe insistere sull&#039;espressione &quot;tenersi in disparte&quot;, motto silenzioso di ciascuno dei suoi istanti, su ciò che essa presuppone di solitudine e di ostinazione sotterranea, sull&#039;essenza di un essere situato al di fuori, che prosegue un lavoro implacabile e senza fine. 
di colui che tende all&#039;illuminazione si dice, nel buddhismo, che deve essere accanito come &quot;il topo che rosicchia una bara&quot;. 
ogni vero scrittore compie uno sforzo simile.
è un distruttore che accresce l&#039;esistenza, che l&#039;arricchisce scalzandola&quot;
baci
la fu]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>gentile maurizio,<br />
ti trascrivo queste impressioni (di novembre:) del nostro amato su beckett, tratto da esercizi di ammirazione</p>
<p>&#8220;per intuire quello spirito singolare e isolato che è Beckett, bisognerebbe insistere sull&#8217;espressione &#8220;tenersi in disparte&#8221;, motto silenzioso di ciascuno dei suoi istanti, su ciò che essa presuppone di solitudine e di ostinazione sotterranea, sull&#8217;essenza di un essere situato al di fuori, che prosegue un lavoro implacabile e senza fine.<br />
di colui che tende all&#8217;illuminazione si dice, nel buddhismo, che deve essere accanito come &#8220;il topo che rosicchia una bara&#8221;.<br />
ogni vero scrittore compie uno sforzo simile.<br />
è un distruttore che accresce l&#8217;esistenza, che l&#8217;arricchisce scalzandola&#8221;<br />
baci<br />
la fu</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: maurizio		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/11/16/b-logos-ovvero-discorso-sopra-la-rete-in-cui-si-impigliano-le-parole/#comment-143185</link>

		<dc:creator><![CDATA[maurizio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Nov 2010 16:36:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Vila-Matas nel suo mosaico dublinese/catalano, senza come al solito aggiungere una virgola all&#039;approfondimento del problema inserisce uno spezzatino che considera cruciale dello stesso Beckett: 
&quot;Compresi che Joyce... Faceva delle addizioni progressive... invece la mia via consisteva nell&#039;impoverimento, nella mancanza di conoscenza e nel togliere, nella sottrazione piuttosto che nell&#039;addizione&quot;. 
Carmelo Bene usava il termine depensare, depensarsi, che aveva preso ai suoi francesi. 
Ma togliendo e togliendo cosa rimane? Non certo uno sciocco mondo assurdo, al contrario. Quando s&#039;arriva per così dire all&#039;osso, quando s&#039;è riusciti a spappolare la ciccia degli oggetti convenzionali, rottami nella sabbia, articoli divenuti inconcepibili, culturali o sentimentali che siano, e persino infine l&#039;osso stesso l&#039;ha sbranato il cane, quello che resta è il luogo laddove la Legge vige perfetta in un paesaggio geometrico di archetipi (ciò che dico non risuterà proprio per tutti oscuro). Jung aveva saputo avvicinarsi alla cosa, sembrò trovarsi a un passo, ma... gli mancava un Virgilio.
La scena di Beckett è ridotta a un sol uomo ulteriormente semplificato nelle sue parti essenziali e indivisibili, nei suoi elementi primigenei: un corpo, un&#039;anima, una mente, uno spirito, un&#039;attitudine sociale marionettistica e mortale al massimo, mai nata piuttosto. 
Ogni personaggio è l&#039;allegoria di uno di questi elementi colto proprio sul punto di sfracellarsi in un&#039;ultima impossibile riduzione ad unum. Entrerà in scena pure Pozzo, il diavolo, e su tutto, tela di fondo, pesante, Godot, immobile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vila-Matas nel suo mosaico dublinese/catalano, senza come al solito aggiungere una virgola all&#8217;approfondimento del problema inserisce uno spezzatino che considera cruciale dello stesso Beckett:<br />
&#8220;Compresi che Joyce&#8230; Faceva delle addizioni progressive&#8230; invece la mia via consisteva nell&#8217;impoverimento, nella mancanza di conoscenza e nel togliere, nella sottrazione piuttosto che nell&#8217;addizione&#8221;.<br />
Carmelo Bene usava il termine depensare, depensarsi, che aveva preso ai suoi francesi.<br />
Ma togliendo e togliendo cosa rimane? Non certo uno sciocco mondo assurdo, al contrario. Quando s&#8217;arriva per così dire all&#8217;osso, quando s&#8217;è riusciti a spappolare la ciccia degli oggetti convenzionali, rottami nella sabbia, articoli divenuti inconcepibili, culturali o sentimentali che siano, e persino infine l&#8217;osso stesso l&#8217;ha sbranato il cane, quello che resta è il luogo laddove la Legge vige perfetta in un paesaggio geometrico di archetipi (ciò che dico non risuterà proprio per tutti oscuro). Jung aveva saputo avvicinarsi alla cosa, sembrò trovarsi a un passo, ma&#8230; gli mancava un Virgilio.<br />
La scena di Beckett è ridotta a un sol uomo ulteriormente semplificato nelle sue parti essenziali e indivisibili, nei suoi elementi primigenei: un corpo, un&#8217;anima, una mente, uno spirito, un&#8217;attitudine sociale marionettistica e mortale al massimo, mai nata piuttosto.<br />
Ogni personaggio è l&#8217;allegoria di uno di questi elementi colto proprio sul punto di sfracellarsi in un&#8217;ultima impossibile riduzione ad unum. Entrerà in scena pure Pozzo, il diavolo, e su tutto, tela di fondo, pesante, Godot, immobile.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: la funambola		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/11/16/b-logos-ovvero-discorso-sopra-la-rete-in-cui-si-impigliano-le-parole/#comment-143180</link>

		<dc:creator><![CDATA[la funambola]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Nov 2010 15:41:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[sai che  noia un commentarium pulito ordinato civile corretto &quot;costruttivo&quot; in linea per alzata di mano! :)
mi sembra un po&#039; puerile schizzinarsi come fa la tua amica
eccchessaramai un inframezzo di portate tera tera fra le sublimi ricette che proponete!
io vi amo nè e amo oltremodo i commenti elettrici

ma chi ti sta sulle palle caro francesco? :)
bacio
la fu]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>sai che  noia un commentarium pulito ordinato civile corretto &#8220;costruttivo&#8221; in linea per alzata di mano! :)<br />
mi sembra un po&#8217; puerile schizzinarsi come fa la tua amica<br />
eccchessaramai un inframezzo di portate tera tera fra le sublimi ricette che proponete!<br />
io vi amo nè e amo oltremodo i commenti elettrici</p>
<p>ma chi ti sta sulle palle caro francesco? :)<br />
bacio<br />
la fu</p>
]]></content:encoded>
		
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