<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: Cinesi in Italia: cittadinanza e illegalità	</title>
	<atom:link href="https://staging.nazioneindiana.com/2010/11/26/cinesi-in-italia-cittadinanza-e-illegalita/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/11/26/cinesi-in-italia-cittadinanza-e-illegalita/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Tue, 30 Nov 2010 08:33:54 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.7.5</generator>
	<item>
		<title>
		Di: Larry Massino		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/11/26/cinesi-in-italia-cittadinanza-e-illegalita/#comment-143697</link>

		<dc:creator><![CDATA[Larry Massino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 2010 08:33:54 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=37292#comment-143697</guid>

					<description><![CDATA[@matteo ciucci

grazie per il complimento fatto a mano. edoardo nesi è componente di una nota famiglia industriale che aveva le fabbriche a non più di 50 metri da casa mia,  appartiene alla  rive droite del fiume bisance, come il suo amico sandro veronesi, figlio di un noto professionista. da bambini, a giocare per strada quelli come loro non ci venivano mai, per questo certe cose non le possono capire a fondo. Nesi fa parte direi per lignaggio  di quelli che decidono le cose in una città, anche se fanno finta di non avere nessun potere. ora non a caso fa l&#039;assessore in provincia (davvero!), magari in attesa di diventare un buon candidato a cariche più importanti - per conto dei partiti di sinistra! -, cariche che naturalmente gli spettano, così come al suo amico suddetto, che pure si è ritirato in  prato. 

la mia impressione è che l&#039;arrivo dei cinesi in città è stato pilotato, perché si poteva fermare in un attimo, semplicemente con una decisione urbanistica che sarebbe andata bene a tutti, quella di requisire a prezzo catastale i capannoni lasciati vuoti dalle vecchie industrie e dai vecchi laboratori, o creare un vincolo di demolizione di metri cubi per ogni metro cubo da costruire, come si fa nelle città dove si è costruito troppo. pensi che a un certo punto, primi anni &#039;90, i capannoni in centro non avevano più valore, si vendevano a cifre irrisorie, tra le 100 e le 200.000 lire al metro quadro, o si affittavano a prezzi bassissimi, ma non ai cinesi, che pagavano anche dieci volte tanto, arricchendo di nuovo i già ricchi o benestanti. insomma, non si è voluto in nessun modo regolare il flusso immigratorio, tanto da far immaginare esperimenti di ingegneria sociale, tutti a danno degli autoctoni più poveri, che per ora si sono limitati ad eleggere un sindaco di centrodestra, un industriale in via di fallimento, in una città dove il vecchio partito comunista era arrivato a prendere più del 60% dei voti.   mi fermo qui, ma su questo tema potrei scriverci un&#039;intera romanzeria. forse non è ancora il momento.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@matteo ciucci</p>
<p>grazie per il complimento fatto a mano. edoardo nesi è componente di una nota famiglia industriale che aveva le fabbriche a non più di 50 metri da casa mia,  appartiene alla  rive droite del fiume bisance, come il suo amico sandro veronesi, figlio di un noto professionista. da bambini, a giocare per strada quelli come loro non ci venivano mai, per questo certe cose non le possono capire a fondo. Nesi fa parte direi per lignaggio  di quelli che decidono le cose in una città, anche se fanno finta di non avere nessun potere. ora non a caso fa l&#8217;assessore in provincia (davvero!), magari in attesa di diventare un buon candidato a cariche più importanti &#8211; per conto dei partiti di sinistra! -, cariche che naturalmente gli spettano, così come al suo amico suddetto, che pure si è ritirato in  prato. </p>
<p>la mia impressione è che l&#8217;arrivo dei cinesi in città è stato pilotato, perché si poteva fermare in un attimo, semplicemente con una decisione urbanistica che sarebbe andata bene a tutti, quella di requisire a prezzo catastale i capannoni lasciati vuoti dalle vecchie industrie e dai vecchi laboratori, o creare un vincolo di demolizione di metri cubi per ogni metro cubo da costruire, come si fa nelle città dove si è costruito troppo. pensi che a un certo punto, primi anni &#8217;90, i capannoni in centro non avevano più valore, si vendevano a cifre irrisorie, tra le 100 e le 200.000 lire al metro quadro, o si affittavano a prezzi bassissimi, ma non ai cinesi, che pagavano anche dieci volte tanto, arricchendo di nuovo i già ricchi o benestanti. insomma, non si è voluto in nessun modo regolare il flusso immigratorio, tanto da far immaginare esperimenti di ingegneria sociale, tutti a danno degli autoctoni più poveri, che per ora si sono limitati ad eleggere un sindaco di centrodestra, un industriale in via di fallimento, in una città dove il vecchio partito comunista era arrivato a prendere più del 60% dei voti.   mi fermo qui, ma su questo tema potrei scriverci un&#8217;intera romanzeria. forse non è ancora il momento.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Matteo ciucci		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/11/26/cinesi-in-italia-cittadinanza-e-illegalita/#comment-143567</link>

		<dc:creator><![CDATA[Matteo ciucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Nov 2010 17:12:49 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=37292#comment-143567</guid>

					<description><![CDATA[Interessante il commento di Larry. Ho letto il libro di Nesi e devo dire, preferisco l&#039;autore allo scrittore. Da italiano emigrato nella Germania del boom e della crisi, ma soprattutto del fallimento dell&#039;integrazione - cito la Merkel - mi domando nel caso di Prato se un problema di discriminazione razziale o uno di rapporti economici fra comunita&#039; locali e fra stati nazionali chiaramente sbilanciato ogni volta in favore del piu&#039; grande possa essere risolto a colpi di cittadinanza in uno stato debole come quello italiano, che sostanzialmente fatica a dare garanzie o ammortizzatori sociali persino ai suoi cittadini. I quali devono rifarsi in larga parte sulle famiglie, in uno scaricabarile che non sembra aver vinti ne&#039; fine. Cinesi o venusiani o persino italiani, sarebbe il caso che il lavoro in condizioni dignitose  tornasse ad essere un diritto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Interessante il commento di Larry. Ho letto il libro di Nesi e devo dire, preferisco l&#8217;autore allo scrittore. Da italiano emigrato nella Germania del boom e della crisi, ma soprattutto del fallimento dell&#8217;integrazione &#8211; cito la Merkel &#8211; mi domando nel caso di Prato se un problema di discriminazione razziale o uno di rapporti economici fra comunita&#8217; locali e fra stati nazionali chiaramente sbilanciato ogni volta in favore del piu&#8217; grande possa essere risolto a colpi di cittadinanza in uno stato debole come quello italiano, che sostanzialmente fatica a dare garanzie o ammortizzatori sociali persino ai suoi cittadini. I quali devono rifarsi in larga parte sulle famiglie, in uno scaricabarile che non sembra aver vinti ne&#8217; fine. Cinesi o venusiani o persino italiani, sarebbe il caso che il lavoro in condizioni dignitose  tornasse ad essere un diritto.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: robertobugliani		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/11/26/cinesi-in-italia-cittadinanza-e-illegalita/#comment-143553</link>

		<dc:creator><![CDATA[robertobugliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Nov 2010 14:00:37 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=37292#comment-143553</guid>

					<description><![CDATA[I soliti due pesi e due misure. Constato che mentre i Maroni &#038; C. fanno i bulli con respingimenti, espulsioni, rimpatri di clandestini dei paesi vicini, con accordi mediatici con la Libia e quant&#039;altro, trasformando il Mediterraneo nel più grande cimitero d&#039;Europa, l&#039;&quot;altra&quot; emigrazione, quella cinese poniamo, che arriva con il biglietto aereo e il visto turistico temporaneo anziché sulle carrette del mare, viene passata sotto silenzio, ignorata. Forse che non è conveniente far arrabbiare la Cina? O costerebbe troppo il biglietto aereo di rimpatrio? E allora il capro espiatorio resta solo l&#039;africano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I soliti due pesi e due misure. Constato che mentre i Maroni &amp; C. fanno i bulli con respingimenti, espulsioni, rimpatri di clandestini dei paesi vicini, con accordi mediatici con la Libia e quant&#8217;altro, trasformando il Mediterraneo nel più grande cimitero d&#8217;Europa, l'&#8221;altra&#8221; emigrazione, quella cinese poniamo, che arriva con il biglietto aereo e il visto turistico temporaneo anziché sulle carrette del mare, viene passata sotto silenzio, ignorata. Forse che non è conveniente far arrabbiare la Cina? O costerebbe troppo il biglietto aereo di rimpatrio? E allora il capro espiatorio resta solo l&#8217;africano.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Larry Massino		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/11/26/cinesi-in-italia-cittadinanza-e-illegalita/#comment-143536</link>

		<dc:creator><![CDATA[Larry Massino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Nov 2010 11:13:57 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=37292#comment-143536</guid>

					<description><![CDATA[Prima di tutto le cifre sono un poco ingigantite. Trattandosi di giornalismo è normale, ma ne soffre la credibilità dell&#039;intero articolo (dell&#039;inglese del guardian). 50.000 sono troppi. E troppo alta è la cifra 1,8 miliardi: ne risulterebbe che nella comunità cinese il PIL procapite è circa 36.000 euro contro i 25.000 della media italiana. Sarebbero strepitosi e bisognerebbe imitarli, se davvero fosse così. Ma non è. resta il fatto che i cinesi a Prato niente hanno tolto, facendo principalmente confezione che a Prato non si faceva. Ma hanno portato ricchezza, perché comprano o affittano case e  magazzini a prezzi esosi, comprano attività commerciali bollite, comprano auto, fanno la spesa, pagano i servizi, vanno al bar  ecc 

Lo dico a ragione veduta, perché  in Prato c&#039;ero, quando è cominciato il fenomeno, e nessuno ha mosso un dito per governarlo. In Prato, nella culturalissima Prato, mentre il sonno della ragione generava mostre, si è usato  l&#039;invasione cinese per sostenere indirettamente il tracollo economico del prima ricchissimo comparto tessile, il cui sistema produttivo non aveva più nulla da dire, né da dare. L&#039;invasione cinese è stata programmata e fa parte della decadenza del comparto manifatturiero italiano, che può resistere solo in ambiti dove il contenuto ricerca e idee sarà molto alto, o in forme semilegali, come avviene per esempio in Campania, dove si confeziona gran parte del pret a porter italiano in fatiscenti laboratori che per restare competitivi sfruttano a più non posso gli italiani stessi, come si è visto in varie inchieste anche di Gabanelli o Iacona. 

La questione identità. L&#039;identità agli immigrati viene negata o ostacolata per andare incontro alla disperazione della povera gente, che dovrà farsi una ragione della propria rovina, in Prato e altrove. Si tratta di tanta gente nata nelle città invase che ora si trova in difficoltà. Per questo ora si fa finta di reprimere. L&#039;identità e la legalità, come questioni politiche,  vengono date in pasto alla povera gente perché si possa gonfiare il petto, nello steso momento in cui si sta facendo  una ragione del fatto che non serve più a niente. Non c&#039;entra nulla con le questioni vere. I cinesi il diritto di fare economia in occidente lo stanno comprando in quanto creditori dell&#039;occidente stesso, del quale debito pubblico detengono una grossa fetta. Lo stesso faranno gli arabi o chi altro. Sempre la povera gente ci rimetterà, perché magari per far posto a immigrazione &quot; trattata diplomaticamente sottobanco &quot; respingeremo i profughi da guerre, le donne  e i bambini, che invece il diritto che ci siamo dati ci imporrebbe di accogliere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prima di tutto le cifre sono un poco ingigantite. Trattandosi di giornalismo è normale, ma ne soffre la credibilità dell&#8217;intero articolo (dell&#8217;inglese del guardian). 50.000 sono troppi. E troppo alta è la cifra 1,8 miliardi: ne risulterebbe che nella comunità cinese il PIL procapite è circa 36.000 euro contro i 25.000 della media italiana. Sarebbero strepitosi e bisognerebbe imitarli, se davvero fosse così. Ma non è. resta il fatto che i cinesi a Prato niente hanno tolto, facendo principalmente confezione che a Prato non si faceva. Ma hanno portato ricchezza, perché comprano o affittano case e  magazzini a prezzi esosi, comprano attività commerciali bollite, comprano auto, fanno la spesa, pagano i servizi, vanno al bar  ecc </p>
<p>Lo dico a ragione veduta, perché  in Prato c&#8217;ero, quando è cominciato il fenomeno, e nessuno ha mosso un dito per governarlo. In Prato, nella culturalissima Prato, mentre il sonno della ragione generava mostre, si è usato  l&#8217;invasione cinese per sostenere indirettamente il tracollo economico del prima ricchissimo comparto tessile, il cui sistema produttivo non aveva più nulla da dire, né da dare. L&#8217;invasione cinese è stata programmata e fa parte della decadenza del comparto manifatturiero italiano, che può resistere solo in ambiti dove il contenuto ricerca e idee sarà molto alto, o in forme semilegali, come avviene per esempio in Campania, dove si confeziona gran parte del pret a porter italiano in fatiscenti laboratori che per restare competitivi sfruttano a più non posso gli italiani stessi, come si è visto in varie inchieste anche di Gabanelli o Iacona. </p>
<p>La questione identità. L&#8217;identità agli immigrati viene negata o ostacolata per andare incontro alla disperazione della povera gente, che dovrà farsi una ragione della propria rovina, in Prato e altrove. Si tratta di tanta gente nata nelle città invase che ora si trova in difficoltà. Per questo ora si fa finta di reprimere. L&#8217;identità e la legalità, come questioni politiche,  vengono date in pasto alla povera gente perché si possa gonfiare il petto, nello steso momento in cui si sta facendo  una ragione del fatto che non serve più a niente. Non c&#8217;entra nulla con le questioni vere. I cinesi il diritto di fare economia in occidente lo stanno comprando in quanto creditori dell&#8217;occidente stesso, del quale debito pubblico detengono una grossa fetta. Lo stesso faranno gli arabi o chi altro. Sempre la povera gente ci rimetterà, perché magari per far posto a immigrazione &#8221; trattata diplomaticamente sottobanco &#8221; respingeremo i profughi da guerre, le donne  e i bambini, che invece il diritto che ci siamo dati ci imporrebbe di accogliere.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/

Page Caching using Disk: Enhanced 

Served from: staging.nazioneindiana.com @ 2026-06-19 13:31:05 by W3 Total Cache
-->