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	Commenti a: La vicina	</title>
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		<title>
		Di: maria		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[maria]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Dec 2010 09:43:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[il sentimento che siamo sempre sul filo, il bisogno di tenerezza, e forse il vecchio tirranico si agrappa alla vita con colera, perché è fragile, e sempre 
nel più colerico o gretto si puo intravedere un bagliore d’infanzia. Veronique

maria
queste parole sono molto belle, anch&#039;io penso che la vecchiaia si ricolleghi all&#039;infanzia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>il sentimento che siamo sempre sul filo, il bisogno di tenerezza, e forse il vecchio tirranico si agrappa alla vita con colera, perché è fragile, e sempre<br />
nel più colerico o gretto si puo intravedere un bagliore d’infanzia. Veronique</p>
<p>maria<br />
queste parole sono molto belle, anch&#8217;io penso che la vecchiaia si ricolleghi all&#8217;infanzia</p>
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		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/12/01/la-vicina/#comment-143854</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Dec 2010 07:52:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ciao Andrea,

Ho scoperto solo sta mattina il tuo commento gentile, come sempre. Credo che abbia ragione sul lato interessante della letteratura su i cattivi, il male direi banale o più crudele, perché questo crea scossa,trambusto in noi. lo scrittore sa estirpare il dolore, la colera, la diffidenza, tutto che ha stanza in una parte di noi. Solo che nella mia esperienza e con gli anni, mi colpisce la fragilità dell&#039;essere umano, il sentimento che siamo sempre sul filo, il bisogno di tenerezza, e forse il  vecchio tirranico si agrappa alla vita con colera, perché è fragile, e sempre nel più colerico o gretto si puo intravedere un bagliore d&#039;infanzia. Ho avuto la fortuna di avere nella mi famiglia una nonna che suonava il piano e quando non ha potuto con l&#039;artrosa, cantava, si occupava con i fiori, aveva una vera eleganza. Leggeva, ascoltava la musica, guradava la natura. Ho sempre avuto esempi di anziani vincolati alla natura con una vera tranquillità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Andrea,</p>
<p>Ho scoperto solo sta mattina il tuo commento gentile, come sempre. Credo che abbia ragione sul lato interessante della letteratura su i cattivi, il male direi banale o più crudele, perché questo crea scossa,trambusto in noi. lo scrittore sa estirpare il dolore, la colera, la diffidenza, tutto che ha stanza in una parte di noi. Solo che nella mia esperienza e con gli anni, mi colpisce la fragilità dell&#8217;essere umano, il sentimento che siamo sempre sul filo, il bisogno di tenerezza, e forse il  vecchio tirranico si agrappa alla vita con colera, perché è fragile, e sempre nel più colerico o gretto si puo intravedere un bagliore d&#8217;infanzia. Ho avuto la fortuna di avere nella mi famiglia una nonna che suonava il piano e quando non ha potuto con l&#8217;artrosa, cantava, si occupava con i fiori, aveva una vera eleganza. Leggeva, ascoltava la musica, guradava la natura. Ho sempre avuto esempi di anziani vincolati alla natura con una vera tranquillità.</p>
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		<title>
		Di: Mom		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/12/01/la-vicina/#comment-143806</link>

		<dc:creator><![CDATA[Mom]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Dec 2010 14:31:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Inglese perseveri nel non far raccapezzare il lettore. Che è uno dei motivi che spinge un buon lettore a perseverare nella lettura.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Inglese perseveri nel non far raccapezzare il lettore. Che è uno dei motivi che spinge un buon lettore a perseverare nella lettura.</p>
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		<title>
		Di: Anna Maria Papi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/12/01/la-vicina/#comment-143798</link>

		<dc:creator><![CDATA[Anna Maria Papi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Dec 2010 01:03:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bè Andrea mi so pèrsa anch&#039;io nello spiegare.Scusami. Le mie divagazioni sulla scrittura--partite dal tuo pezzo--sono andate oltre e non riguardano più te e la bifocalità di una situazione ma il modo di scrivere in generale oggi, e il modo con cui il lettore riceve questo scrivere. Il lettore di adesso tende a volersi immaginare il copione aderente al costume( epoca) in cui in svolge l&#039;azione. Se la sceneggiatura-copione usa uno stile diverso,non si raccapezza e tende a evitare di proseguire a leggere. Il lettore non è scrittore,critico,ne ha la voglia,i parametri, i confronti e la pazienza di spiegarsi il perchè. Di qui questa problematica di trovare un linguaggio che sia oggettivamente aderente all&#039;azione. L&#039;ambientazione del sociale è sempre primaria o la letteratura ha corsie puriste differenziate?Ecco il MIO problema. Che esula dal tuo pezzo e su cui ti chiedeevo lumi.( Che cavolo c&#039;entra L&#039;ULTIMA MODA IN FATTO DI VECCHIETTE ETC.?)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bè Andrea mi so pèrsa anch&#8217;io nello spiegare.Scusami. Le mie divagazioni sulla scrittura&#8211;partite dal tuo pezzo&#8211;sono andate oltre e non riguardano più te e la bifocalità di una situazione ma il modo di scrivere in generale oggi, e il modo con cui il lettore riceve questo scrivere. Il lettore di adesso tende a volersi immaginare il copione aderente al costume( epoca) in cui in svolge l&#8217;azione. Se la sceneggiatura-copione usa uno stile diverso,non si raccapezza e tende a evitare di proseguire a leggere. Il lettore non è scrittore,critico,ne ha la voglia,i parametri, i confronti e la pazienza di spiegarsi il perchè. Di qui questa problematica di trovare un linguaggio che sia oggettivamente aderente all&#8217;azione. L&#8217;ambientazione del sociale è sempre primaria o la letteratura ha corsie puriste differenziate?Ecco il MIO problema. Che esula dal tuo pezzo e su cui ti chiedeevo lumi.( Che cavolo c&#8217;entra L&#8217;ULTIMA MODA IN FATTO DI VECCHIETTE ETC.?)</p>
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		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/12/01/la-vicina/#comment-143794</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Dec 2010 22:34:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Il tuo modo di scrivere in questo pezzo colloca sia lui che lei,la casa, l’auto etc etc in un paesaggio di come mninimo 50,40 anni fa.&quot;

???

Qui Anna Maria mi sono perso. Non capisco di che stai parlando. Non è mica un pezzo del venerdì di Repubblica il mio, ossia un pezzo sull&#039;ultima moda in fatto di automobili, vicinato, e vecchiette, o sui paesaggi metropolitani dell&#039;ultima ora...

Comunque a me non interessa &quot;riportare in scrittura il velocismo in cui ci muoviamo&quot;, qualunque cosa questo voglia dire.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Il tuo modo di scrivere in questo pezzo colloca sia lui che lei,la casa, l’auto etc etc in un paesaggio di come mninimo 50,40 anni fa.&#8221;</p>
<p>???</p>
<p>Qui Anna Maria mi sono perso. Non capisco di che stai parlando. Non è mica un pezzo del venerdì di Repubblica il mio, ossia un pezzo sull&#8217;ultima moda in fatto di automobili, vicinato, e vecchiette, o sui paesaggi metropolitani dell&#8217;ultima ora&#8230;</p>
<p>Comunque a me non interessa &#8220;riportare in scrittura il velocismo in cui ci muoviamo&#8221;, qualunque cosa questo voglia dire.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Anna Maria Papi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/12/01/la-vicina/#comment-143791</link>

		<dc:creator><![CDATA[Anna Maria Papi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Dec 2010 20:08:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Andrea,forse non ci siamo del tutto capiti. Intanto grazie per le delucidazioni sul tuo programma di scrittura in questo caso. 
Chiaro che certi modi di relazionarsi fanno parte SOLO del quotiudiano nelle sue forme più immediate che niente hanno a che fare con la scrittura.
mA è ANCHE VERO CHE OGGI NON SAPPIAMO RIPORTARE IN SCRITTURA IL VELOCISMO CON CUI CI MUOVIAMO  e che ha le sue valenze emotive che l&#039;alfabeto composto in parole dovrebbe saper raccontare.
Cioè,nel tuo caso vedi tuo pezzo: Il tuo modo di scrivere in questo pezzo colloca sia lui che lei,la casa, l&#039;auto etc etc in un paesaggio di come mninimo 50,40 anni fa. Era questo il tuo scopo, o se non lo era ti ha tradito il tuo modo di maneggiare le parole? Non riguardas questo solo te. Riguarda tutti quelli che scrivono.Ecco il (mio) problema.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Andrea,forse non ci siamo del tutto capiti. Intanto grazie per le delucidazioni sul tuo programma di scrittura in questo caso.<br />
Chiaro che certi modi di relazionarsi fanno parte SOLO del quotiudiano nelle sue forme più immediate che niente hanno a che fare con la scrittura.<br />
mA è ANCHE VERO CHE OGGI NON SAPPIAMO RIPORTARE IN SCRITTURA IL VELOCISMO CON CUI CI MUOVIAMO  e che ha le sue valenze emotive che l&#8217;alfabeto composto in parole dovrebbe saper raccontare.<br />
Cioè,nel tuo caso vedi tuo pezzo: Il tuo modo di scrivere in questo pezzo colloca sia lui che lei,la casa, l&#8217;auto etc etc in un paesaggio di come mninimo 50,40 anni fa. Era questo il tuo scopo, o se non lo era ti ha tradito il tuo modo di maneggiare le parole? Non riguardas questo solo te. Riguarda tutti quelli che scrivono.Ecco il (mio) problema.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/12/01/la-vicina/#comment-143788</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Dec 2010 19:33:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cara Anna Maria,

attenzione: scrivere sms, mandare fax, parlare in videoconferenza, ascoltare l&#039;ipod mentre parli con qualcuno, ecc. ecc. non mi sembra di per sé indice di multidimensionalità... è banale dirlo, ma moltiplicare i canali comunicativi non dice nulla sulla complessità del messaggio inviato od espresso...

la tua osservazione, sull&#039;interesse di una duplice ottica narrativa, è del tutto pertinente, ma come ti ho spiegato non è ciò che mi interessa e non credo che ciò implichi un sacrificio della complessità; inoltre l&#039;uso di diverse ottiche a seconda dei personaggi è una tecnica di per sé assolutamente classica, dal romanzo realista ottocentesco fino ad oggi. Quindi di per sé il suo uso mi dice poco sulla capacità o meno della scrittura di cogliere la multidimensionalità dell&#039;esperienza umana.  

Credo che]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Anna Maria,</p>
<p>attenzione: scrivere sms, mandare fax, parlare in videoconferenza, ascoltare l&#8217;ipod mentre parli con qualcuno, ecc. ecc. non mi sembra di per sé indice di multidimensionalità&#8230; è banale dirlo, ma moltiplicare i canali comunicativi non dice nulla sulla complessità del messaggio inviato od espresso&#8230;</p>
<p>la tua osservazione, sull&#8217;interesse di una duplice ottica narrativa, è del tutto pertinente, ma come ti ho spiegato non è ciò che mi interessa e non credo che ciò implichi un sacrificio della complessità; inoltre l&#8217;uso di diverse ottiche a seconda dei personaggi è una tecnica di per sé assolutamente classica, dal romanzo realista ottocentesco fino ad oggi. Quindi di per sé il suo uso mi dice poco sulla capacità o meno della scrittura di cogliere la multidimensionalità dell&#8217;esperienza umana.  </p>
<p>Credo che</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/12/01/la-vicina/#comment-143787</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Dec 2010 19:12:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[a Véronique, che scrive:
&quot;Forse perché sono una donna vicina alla vecchiaia, e che nonstante gli anni, ho ancora slancio nel cuore, giovinezza. Trovo un appagamento al desiderio, non mi interessa, ma mi piace ancore vedermi nello specchio.&quot;
Ahoo! Ma Véronique, di chi stai parlando? Di tua nonna?! Oppure la Véronique che ho conosciuto io era la tua sorella minore, che hai mandato in Italia sotto falso nome. C&#039;est quoi ce délire de vieillesse, mon amie?

Poi, una cosa sui vecchi. Allora io sui vecchi sono molto documentato. Li conosco da vicino. Ho faldoni interi sulla tremenda cattiveria ed energia tirannica che può scaturire dai vecchi. Poi ci sono anche quelli buoni. Ma a me interessano di meno. Io sono particolarmente affezionato a quelli più cattivi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>a Véronique, che scrive:<br />
&#8220;Forse perché sono una donna vicina alla vecchiaia, e che nonstante gli anni, ho ancora slancio nel cuore, giovinezza. Trovo un appagamento al desiderio, non mi interessa, ma mi piace ancore vedermi nello specchio.&#8221;<br />
Ahoo! Ma Véronique, di chi stai parlando? Di tua nonna?! Oppure la Véronique che ho conosciuto io era la tua sorella minore, che hai mandato in Italia sotto falso nome. C&#8217;est quoi ce délire de vieillesse, mon amie?</p>
<p>Poi, una cosa sui vecchi. Allora io sui vecchi sono molto documentato. Li conosco da vicino. Ho faldoni interi sulla tremenda cattiveria ed energia tirannica che può scaturire dai vecchi. Poi ci sono anche quelli buoni. Ma a me interessano di meno. Io sono particolarmente affezionato a quelli più cattivi.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Anna Maria Papi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/12/01/la-vicina/#comment-143785</link>

		<dc:creator><![CDATA[Anna Maria Papi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Dec 2010 18:40:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro Andrea Ingles:il tuo pezzo nel suo generebello mi ha subito suggerito questa domanda:Perchè oggi noi viviamo multidimensionalmente,parliamo de visu quadridim., mandiamo sms tridim.,parliamo tri e bi al telefono,ma scriviamo inesorabilmente in maniera unidimensionale? Che sia cronaca,saggio,racconto,romanzo. Una dicotomia tra vita e scritrto. Nell&#039;8oo,ad es.,non c&#039;era.Cosa si deve,si può, si inventa, per adeguare vita a scrittura e viceversa?Ti giro la domanda. a te ed agli amici di N.I.
( Chiaro,la nostra lingua barocca,ampollosa, non aiuta...)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Andrea Ingles:il tuo pezzo nel suo generebello mi ha subito suggerito questa domanda:Perchè oggi noi viviamo multidimensionalmente,parliamo de visu quadridim., mandiamo sms tridim.,parliamo tri e bi al telefono,ma scriviamo inesorabilmente in maniera unidimensionale? Che sia cronaca,saggio,racconto,romanzo. Una dicotomia tra vita e scritrto. Nell&#8217;8oo,ad es.,non c&#8217;era.Cosa si deve,si può, si inventa, per adeguare vita a scrittura e viceversa?Ti giro la domanda. a te ed agli amici di N.I.<br />
( Chiaro,la nostra lingua barocca,ampollosa, non aiuta&#8230;)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/12/01/la-vicina/#comment-143775</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Dec 2010 13:54:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E se guardare per la finestra fosse uno slancio per la vita, chinarsi verso il geranio sul balcone, sentire se il tempo va alla pioggia o alla schiarita, vedere l&#039;amica attraversare la strada, salutare? Trovo nelle vecchie un appagamento della vita, forse si vive la vicinanza della morte come cose semplice, fragile, in un ritorno ai fiori, alla natura. Penso che il cliché si deve essere transformato.
Ho bellissimi ricordi della nonna materna sempre a cantare, a coltivare i fiori, era molto bella. Non di una bellezza trascinando il desiderio, ma nel volto delicato si rifleteva la sua eleganza. Credo che gli scrittori non hanno quasi mai dipinto la bellezza delle vecchie, perché sono tornati verso il desiderio maschile di sessualità. Credo invece che una donna anziana è ancora femminile.
Non credo a una vecchiaia malentazionata. Amo lo stile di Andrea Inglese, ma il suo narratore mi dispiace...
Forse perché sono una donna vicina alla vecchiaia, e che nonstante gli anni, ho ancora slancio nel cuore, giovinezza. Trovo un appagamento al desiderio, non mi interessa, ma mi piace ancore vedermi nello specchio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E se guardare per la finestra fosse uno slancio per la vita, chinarsi verso il geranio sul balcone, sentire se il tempo va alla pioggia o alla schiarita, vedere l&#8217;amica attraversare la strada, salutare? Trovo nelle vecchie un appagamento della vita, forse si vive la vicinanza della morte come cose semplice, fragile, in un ritorno ai fiori, alla natura. Penso che il cliché si deve essere transformato.<br />
Ho bellissimi ricordi della nonna materna sempre a cantare, a coltivare i fiori, era molto bella. Non di una bellezza trascinando il desiderio, ma nel volto delicato si rifleteva la sua eleganza. Credo che gli scrittori non hanno quasi mai dipinto la bellezza delle vecchie, perché sono tornati verso il desiderio maschile di sessualità. Credo invece che una donna anziana è ancora femminile.<br />
Non credo a una vecchiaia malentazionata. Amo lo stile di Andrea Inglese, ma il suo narratore mi dispiace&#8230;<br />
Forse perché sono una donna vicina alla vecchiaia, e che nonstante gli anni, ho ancora slancio nel cuore, giovinezza. Trovo un appagamento al desiderio, non mi interessa, ma mi piace ancore vedermi nello specchio.</p>
]]></content:encoded>
		
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