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	Commenti a: Radio Londra: Play Immobil	</title>
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		<title>
		Di: Gianfranco Belletti		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/12/16/radio-londra-a-corral-protest/#comment-144774</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gianfranco Belletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Dec 2010 12:45:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#039;articolo e&#039; uno dei piu&#039; belli che  ho avuto modo di leggere ultimamente,unico appunto da muovergli e&#039; il lasciare pero&#039; sospese le questioni che sono alla base dell&#039;analisi,indubbiamente tirata giu&#039;con capacita&#039;.
Direi che comunque la strategia non cambia molto dai periodi turbolenti che caratterizzarono gli anni dal 77 all&#039;82,magari piu&#039; affinata e impregnata di maggior capacita&#039; nel saper recintare e contenere,l&#039;esperienza d&#039;altronde hanno avuto modo di farsela negli anni......
Resta in sospeso pero&#039; il dibattito sul perche&#039; oggi si manifesta,ieri era chiaro,vi era un collante ideologico che comunque concentrava le energie,aggregando aldila&#039;della rivendicazione del momento,oggi e&#039; tutto piu&#039; nebuloso,perche&#039; solo chi conduce ha in genere una qualificata proprieta&#039; verso le posizioni rivendicative,gli altri spesso incanalano rabbie,frustrazione,noia o ricerca di sversamenti adrenalici all&#039;interno di alvei che gli diano momentaneamente un identita&#039;,un senso di appartenenza che nella vita di tutti i giorni non hanno.
Intendiamoci non voglio assolutamente criticare le manifestazioni,anzi auspico aumentino in numero e intensita&#039; visto il momento drammatico che sta percorrendo tutta la societa&#039; occidentale,ma auspico anche che si ritorni ad una solidarieta&#039; collettiva,appunto a quel senso di appartenenza  e di identita&#039; che noi in passato avevamo anche fuori dal contorno dell&#039;evento o dell&#039;episodio.
Un saluto con stima e rinnovando i complimenti per l&#039;articolo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;articolo e&#8217; uno dei piu&#8217; belli che  ho avuto modo di leggere ultimamente,unico appunto da muovergli e&#8217; il lasciare pero&#8217; sospese le questioni che sono alla base dell&#8217;analisi,indubbiamente tirata giu&#8217;con capacita&#8217;.<br />
Direi che comunque la strategia non cambia molto dai periodi turbolenti che caratterizzarono gli anni dal 77 all&#8217;82,magari piu&#8217; affinata e impregnata di maggior capacita&#8217; nel saper recintare e contenere,l&#8217;esperienza d&#8217;altronde hanno avuto modo di farsela negli anni&#8230;&#8230;<br />
Resta in sospeso pero&#8217; il dibattito sul perche&#8217; oggi si manifesta,ieri era chiaro,vi era un collante ideologico che comunque concentrava le energie,aggregando aldila&#8217;della rivendicazione del momento,oggi e&#8217; tutto piu&#8217; nebuloso,perche&#8217; solo chi conduce ha in genere una qualificata proprieta&#8217; verso le posizioni rivendicative,gli altri spesso incanalano rabbie,frustrazione,noia o ricerca di sversamenti adrenalici all&#8217;interno di alvei che gli diano momentaneamente un identita&#8217;,un senso di appartenenza che nella vita di tutti i giorni non hanno.<br />
Intendiamoci non voglio assolutamente criticare le manifestazioni,anzi auspico aumentino in numero e intensita&#8217; visto il momento drammatico che sta percorrendo tutta la societa&#8217; occidentale,ma auspico anche che si ritorni ad una solidarieta&#8217; collettiva,appunto a quel senso di appartenenza  e di identita&#8217; che noi in passato avevamo anche fuori dal contorno dell&#8217;evento o dell&#8217;episodio.<br />
Un saluto con stima e rinnovando i complimenti per l&#8217;articolo</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: gherardo bortolotti		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/12/16/radio-londra-a-corral-protest/#comment-144750</link>

		<dc:creator><![CDATA[gherardo bortolotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Dec 2010 09:12:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gianni, noi delle bad homes la sappiamo lunga ;-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gianni, noi delle bad homes la sappiamo lunga ;-)</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: gianni biondillo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/12/16/radio-londra-a-corral-protest/#comment-144749</link>

		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Dec 2010 09:11:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quoto in toto il buon vecchio Gherardo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quoto in toto il buon vecchio Gherardo.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: gherardo bortolotti		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/12/16/radio-londra-a-corral-protest/#comment-144747</link>

		<dc:creator><![CDATA[gherardo bortolotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Dec 2010 09:05:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[con &quot;che cosa&quot; più che alla piattaforma delle rivendicazioni possibili in effetti pensavo alla natura di ciò che è in corso.

per farla breve, la vedo così: o la manifestazione del 14 e quelle che l&#039;hanno preceduta o seguiranno sono la formulazione di una nuova coscienza di classe per cui si ripropone all&#039;interno del senso comune una distinzione tra &quot;ricchi&quot; e &quot;poveri&quot; non in termini di fortuna e sfortuna, intraprendenza e ignavia etc. etc. ma di sfruttamento, repressione, rivendicazione, solidarietà e così via; oppure è l&#039;espressione di una specie di costernazione per l&#039;insufficienza della merce, per il fatto che questa crisi, che è anche una crisi di sovrapproduzione, dimostra come la narrazione a cui ci siamo abituati, quella del desiderio come domanda e della merce come risposta, non tiene più, una costernazione che però non supera la rabbia, la volontà distruttiva e, in buona sostanza, non dà risposte.
questo mi sembra il primo discrimine e immagino che le prossime settimane se non i prossimi giorni potranno già dare delle indicazioni. a seconda che prevalga la prima o la seconda configurazione, potrà anche essere possibile capire il &quot;che fare&quot;, immagino, e il cosa chiedere.

due note veloci:
sull&#039;espressione &quot;coscienza di classe&quot;: francamente non saprei proprio che altra espressione usare, anche se mi rendo conto che nella narrazione corrente della società senza classi, della &quot;grande classe media&quot;, non si sa appunto come usare un&#039;espressione del genere. credo cmq si possa concordare sul fatto che negli ultimi 20/30 anni è stata portata avanti una politica di classe da parte delle classi ricche, una vera e propria lotta di classe, e quindi è forse il caso tornare a riprendere anche questo concetto, cercando ovviamente di capire in che modo usarlo;
sull&#039;insufficienza della merce: segnalavo la cosa più sopra, e francesco la confermava con il video del 15enne londinese, ovvero che questa generazione è quella che più &quot;compiutamente&quot; di tutte le ultime è stata educata alla merce, alla sua narrazione mediatica, al suo fascino e così via, eppure alcuni (parecchi?) suoi esponenti sono in giro a spaccare le vetrine ma, soprattutto, a eccepire rispetto l&#039;ordine corrente delle priorità. questa cosa un po&#039; dovrebbe esimerci dal terrore/adorazione dei media e della loro (innegabile) vocazione totalitaria.
allo stesso modo, notavo nelle fotografie degli scontri (è una deformazione di chi è cresciuto con i paninari) tutte queste scarpe di marca, queste giacche alla moda, ed era davvero straniante vederli indossati da chi sta tirando un sasso, staccando la segnaletica stradale, attaccando una camionetta dei carabinieri. la cosa mi sembra non tanto una contraddizione da parte dei manifestanti ma proprio l&#039;esposizione del limite di fascinazione e cristallizzazione della merce (e del segno).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>con &#8220;che cosa&#8221; più che alla piattaforma delle rivendicazioni possibili in effetti pensavo alla natura di ciò che è in corso.</p>
<p>per farla breve, la vedo così: o la manifestazione del 14 e quelle che l&#8217;hanno preceduta o seguiranno sono la formulazione di una nuova coscienza di classe per cui si ripropone all&#8217;interno del senso comune una distinzione tra &#8220;ricchi&#8221; e &#8220;poveri&#8221; non in termini di fortuna e sfortuna, intraprendenza e ignavia etc. etc. ma di sfruttamento, repressione, rivendicazione, solidarietà e così via; oppure è l&#8217;espressione di una specie di costernazione per l&#8217;insufficienza della merce, per il fatto che questa crisi, che è anche una crisi di sovrapproduzione, dimostra come la narrazione a cui ci siamo abituati, quella del desiderio come domanda e della merce come risposta, non tiene più, una costernazione che però non supera la rabbia, la volontà distruttiva e, in buona sostanza, non dà risposte.<br />
questo mi sembra il primo discrimine e immagino che le prossime settimane se non i prossimi giorni potranno già dare delle indicazioni. a seconda che prevalga la prima o la seconda configurazione, potrà anche essere possibile capire il &#8220;che fare&#8221;, immagino, e il cosa chiedere.</p>
<p>due note veloci:<br />
sull&#8217;espressione &#8220;coscienza di classe&#8221;: francamente non saprei proprio che altra espressione usare, anche se mi rendo conto che nella narrazione corrente della società senza classi, della &#8220;grande classe media&#8221;, non si sa appunto come usare un&#8217;espressione del genere. credo cmq si possa concordare sul fatto che negli ultimi 20/30 anni è stata portata avanti una politica di classe da parte delle classi ricche, una vera e propria lotta di classe, e quindi è forse il caso tornare a riprendere anche questo concetto, cercando ovviamente di capire in che modo usarlo;<br />
sull&#8217;insufficienza della merce: segnalavo la cosa più sopra, e francesco la confermava con il video del 15enne londinese, ovvero che questa generazione è quella che più &#8220;compiutamente&#8221; di tutte le ultime è stata educata alla merce, alla sua narrazione mediatica, al suo fascino e così via, eppure alcuni (parecchi?) suoi esponenti sono in giro a spaccare le vetrine ma, soprattutto, a eccepire rispetto l&#8217;ordine corrente delle priorità. questa cosa un po&#8217; dovrebbe esimerci dal terrore/adorazione dei media e della loro (innegabile) vocazione totalitaria.<br />
allo stesso modo, notavo nelle fotografie degli scontri (è una deformazione di chi è cresciuto con i paninari) tutte queste scarpe di marca, queste giacche alla moda, ed era davvero straniante vederli indossati da chi sta tirando un sasso, staccando la segnaletica stradale, attaccando una camionetta dei carabinieri. la cosa mi sembra non tanto una contraddizione da parte dei manifestanti ma proprio l&#8217;esposizione del limite di fascinazione e cristallizzazione della merce (e del segno).</p>
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		<title>
		Di: Paolo Mossetti		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/12/16/radio-londra-a-corral-protest/#comment-144668</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mossetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Dec 2010 16:29:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ancora una volta, cara Veronica, mi tocca citare qualcuno che solo pochi anni fa, per pregiudizio, non avrei mai pensato di citare:

&quot;All’Asinara, isola sarda un tempo nota per la presenza del carcere speciale, un gruppo di cassintegrati dorme da 296 giorni nelle celle della ex prigione. La loro protesta è pacifica, eppure da quasi un anno restano lì in attesa di risposte concrete che non arrivano. 
Ci farebbe piacere se Saviano, invece di pontificare su questioni che non conosce e sulle quali nessuno gli ha chiesto di ergersi a guru, sfruttasse il suo enorme potere mediatico per portare all’attenzione dell’Italia queste storie e, soprattutto, ci dicesse se le lotte devono porsi o meno il problema dell’efficacia. 
Un uovo sulla porta del parlamento non muta le cose, ci dice il Roberto nazionale. Sarebbe interessante che ci dicesse perché dovrebbero cambiarle le proteste che si fermano dove le camionette impediscono l’accesso a quello stesso parlamento nel quale, mentre gli studenti erano in piazza, si scriveva con la compravendita dei deputati una delle pagine più miserabili della storia di questo Paese.&quot;
(Dal sito del gruppo musicale 99 Posse. Qualcuno, penso, se li ricorderà)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ancora una volta, cara Veronica, mi tocca citare qualcuno che solo pochi anni fa, per pregiudizio, non avrei mai pensato di citare:</p>
<p>&#8220;All’Asinara, isola sarda un tempo nota per la presenza del carcere speciale, un gruppo di cassintegrati dorme da 296 giorni nelle celle della ex prigione. La loro protesta è pacifica, eppure da quasi un anno restano lì in attesa di risposte concrete che non arrivano.<br />
Ci farebbe piacere se Saviano, invece di pontificare su questioni che non conosce e sulle quali nessuno gli ha chiesto di ergersi a guru, sfruttasse il suo enorme potere mediatico per portare all’attenzione dell’Italia queste storie e, soprattutto, ci dicesse se le lotte devono porsi o meno il problema dell’efficacia.<br />
Un uovo sulla porta del parlamento non muta le cose, ci dice il Roberto nazionale. Sarebbe interessante che ci dicesse perché dovrebbero cambiarle le proteste che si fermano dove le camionette impediscono l’accesso a quello stesso parlamento nel quale, mentre gli studenti erano in piazza, si scriveva con la compravendita dei deputati una delle pagine più miserabili della storia di questo Paese.&#8221;<br />
(Dal sito del gruppo musicale 99 Posse. Qualcuno, penso, se li ricorderà)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/12/16/radio-londra-a-corral-protest/#comment-144639</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Dec 2010 11:28:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[confronto]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>confronto</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/12/16/radio-londra-a-corral-protest/#comment-144638</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Dec 2010 11:27:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per il momento non trovo lo spazio per commentare il post d&#039;Orsola che ho interpretato come una risposta alla mia riflessione.
Credere nella bellezza poetica della parola, perché trasmuta il mondo, perché da un paese dimenticato fa sentire la parola degli abitanti di questa terre desolata in guerra, in povertà, in dolore. In luogo allontanato nel mondo posso ascoltare questa parola, posso andare al confonto del sole, della fame, della lacrima, posso leggere in tutte le lingue, posso imparare la mia propia ribellione, la mia propia speranza, posso dare un volto a chi mi parla, mi scossa, mi commuove.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per il momento non trovo lo spazio per commentare il post d&#8217;Orsola che ho interpretato come una risposta alla mia riflessione.<br />
Credere nella bellezza poetica della parola, perché trasmuta il mondo, perché da un paese dimenticato fa sentire la parola degli abitanti di questa terre desolata in guerra, in povertà, in dolore. In luogo allontanato nel mondo posso ascoltare questa parola, posso andare al confonto del sole, della fame, della lacrima, posso leggere in tutte le lingue, posso imparare la mia propia ribellione, la mia propia speranza, posso dare un volto a chi mi parla, mi scossa, mi commuove.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/12/16/radio-londra-a-corral-protest/#comment-144634</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Dec 2010 11:04:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Paulo Mossetti,

Grazie per la risposta. Spero chiarire la mia idea. Volevo dire che forse gli atti di violenza hanno fatto passare al secondo piano la parola dei manifestanti: gli abitanti di Aquila, i cittadini di Terzigno, i precari: avevano una parola che non ha potuto superare i scontri. 
Avrei voluto che questa parola fosse sentita. 
La testimonianza per dire come i frutti hanno perso il loro colore oro, come le donne in gravidanza hanno paura di fare nascere un bambino con malformazione, come si è rovinato il vento, il cielo, come muore la natura.
Credo nella bellezza delle parole perché toccano il cuore di tutti, svegliano in noi il desiderio di cambiare.
Si parla in Francia dei scontri a Roma, del tramonto di Berlusconi, ma chi ha datto la parola a questi cittadini che avevano il desiderio di dire la speranza, la rabbia?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Paulo Mossetti,</p>
<p>Grazie per la risposta. Spero chiarire la mia idea. Volevo dire che forse gli atti di violenza hanno fatto passare al secondo piano la parola dei manifestanti: gli abitanti di Aquila, i cittadini di Terzigno, i precari: avevano una parola che non ha potuto superare i scontri.<br />
Avrei voluto che questa parola fosse sentita.<br />
La testimonianza per dire come i frutti hanno perso il loro colore oro, come le donne in gravidanza hanno paura di fare nascere un bambino con malformazione, come si è rovinato il vento, il cielo, come muore la natura.<br />
Credo nella bellezza delle parole perché toccano il cuore di tutti, svegliano in noi il desiderio di cambiare.<br />
Si parla in Francia dei scontri a Roma, del tramonto di Berlusconi, ma chi ha datto la parola a questi cittadini che avevano il desiderio di dire la speranza, la rabbia?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/12/16/radio-londra-a-corral-protest/#comment-144619</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Dec 2010 07:06:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[un altro pezzo in tema, di Bifo:

http://www.alfabeta2.it/2010/12/18/cominciamo-a-parlare-del-collasso-europeo/

dove si dice: benissimo, attacchiamo i parlamenti, ma attacchiamoli perché sono contenitori vuoti, l&#039;essenziale accade altrove: tra consulenti finanziari, economisti, dirigenti della grandi banche europee e primi ministri, sulla testa di tutti quanti, con l&#039;unico paradigma monetarista a orientare le soluzioni

e qui si capisce quanto è arduo incidere, dal basso, in questa realtà; e qui si dovrebbe capire anche, per citare Fortini, che chiunque abbia voglia di tentarci, piuttosto che farsi maltrattare passivamente, deve divenire &quot;astuto come una colomba&quot;, ossia dotarsi di tutti gli strumenti: caschi, scudi, ma anche saperi... (saperi: non narrazioni!) 

per ogni italiano che si rispetti, nel frattempo, un dovere comunque imprescindibile: esprimere in ogni forma e occasione, privata o pubblica, lo schifo per la coorte di Servi e Venduti, ormai invedibili, che stanno dietro al capo moribondo ma pugnace...

che ognuno avveleni il pranzo di natale al suo parente leghista o berlusconiano, se ce l&#039;ha e altrimenti s&#039;infiltri nella famiglia accanto]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>un altro pezzo in tema, di Bifo:</p>
<p><a href="http://www.alfabeta2.it/2010/12/18/cominciamo-a-parlare-del-collasso-europeo/" rel="nofollow ugc">http://www.alfabeta2.it/2010/12/18/cominciamo-a-parlare-del-collasso-europeo/</a></p>
<p>dove si dice: benissimo, attacchiamo i parlamenti, ma attacchiamoli perché sono contenitori vuoti, l&#8217;essenziale accade altrove: tra consulenti finanziari, economisti, dirigenti della grandi banche europee e primi ministri, sulla testa di tutti quanti, con l&#8217;unico paradigma monetarista a orientare le soluzioni</p>
<p>e qui si capisce quanto è arduo incidere, dal basso, in questa realtà; e qui si dovrebbe capire anche, per citare Fortini, che chiunque abbia voglia di tentarci, piuttosto che farsi maltrattare passivamente, deve divenire &#8220;astuto come una colomba&#8221;, ossia dotarsi di tutti gli strumenti: caschi, scudi, ma anche saperi&#8230; (saperi: non narrazioni!) </p>
<p>per ogni italiano che si rispetti, nel frattempo, un dovere comunque imprescindibile: esprimere in ogni forma e occasione, privata o pubblica, lo schifo per la coorte di Servi e Venduti, ormai invedibili, che stanno dietro al capo moribondo ma pugnace&#8230;</p>
<p>che ognuno avveleni il pranzo di natale al suo parente leghista o berlusconiano, se ce l&#8217;ha e altrimenti s&#8217;infiltri nella famiglia accanto</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Paolo Mossetti		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/12/16/radio-londra-a-corral-protest/#comment-144617</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mossetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Dec 2010 00:03:08 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=37533#comment-144617</guid>

					<description><![CDATA[@A.I.

Il pezzo sull&#039;assalto alla sede dei Tories è interessantissimo proprio perché rappresenta la versione britannica dell&#039;assedio a Montecitorio: per una volta, come scrive l&#039;autore, si prova una sensazione di &#039;vittoria&#039;. Come mai prima d&#039;ora. Le reazioni dei quotidiani destrorsi e moderati sono uguali ovunque, a tutte le latitudini. E&#039; questo &#039;facciamo paura&#039; segnato dai manifestani che ha convinto le autorità inglesi a rispolverare il &#039;kettling&#039;, e farà alzare il livello di repressione anche da noi. La differenza è che però lì si fronteggiano un movimento a cui viene riconosciuta tutta la dignità possibile, sia pure con i soliti inarcamenti cigliari (&#039;non potete pisciare sulla statua di Churchill. Questo è troppo&#039;) e un potere di certo corrotto e imbroglione, ma con un minimo di pudicizia civile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@A.I.</p>
<p>Il pezzo sull&#8217;assalto alla sede dei Tories è interessantissimo proprio perché rappresenta la versione britannica dell&#8217;assedio a Montecitorio: per una volta, come scrive l&#8217;autore, si prova una sensazione di &#8216;vittoria&#8217;. Come mai prima d&#8217;ora. Le reazioni dei quotidiani destrorsi e moderati sono uguali ovunque, a tutte le latitudini. E&#8217; questo &#8216;facciamo paura&#8217; segnato dai manifestani che ha convinto le autorità inglesi a rispolverare il &#8216;kettling&#8217;, e farà alzare il livello di repressione anche da noi. La differenza è che però lì si fronteggiano un movimento a cui viene riconosciuta tutta la dignità possibile, sia pure con i soliti inarcamenti cigliari (&#8216;non potete pisciare sulla statua di Churchill. Questo è troppo&#8217;) e un potere di certo corrotto e imbroglione, ma con un minimo di pudicizia civile.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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