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	Commenti a: FAQ: Come scegliere un buon romanzo (italiano)	</title>
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		<title>
		Di: giacomo sartori		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[giacomo sartori]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Dec 2010 08:43:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[l&#039;o corretto, grazzie
(d&#039;altra parte da un agrimensore, che ha forse più dimestichezza con le patate, non si puo&#039; pretendere)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>l&#8217;o corretto, grazzie<br />
(d&#8217;altra parte da un agrimensore, che ha forse più dimestichezza con le patate, non si puo&#8217; pretendere)</p>
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		Di: antonio		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/12/22/faq-come-scegliere-un-romanzo-italiano/#comment-145103</link>

		<dc:creator><![CDATA[antonio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Dec 2010 22:52:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[...&quot;coinvolti nell’inchiesta che ha realizzato l’hanno scorso il blog collettivo...&quot;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;&#8221;coinvolti nell’inchiesta che ha realizzato l’hanno scorso il blog collettivo&#8230;&#8221;</p>
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		<title>
		Di: Giuseppe Rizzardo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/12/22/faq-come-scegliere-un-romanzo-italiano/#comment-145083</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Rizzardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Dec 2010 10:22:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per quanto non sia avido di romanzi italiani devo dire che l&#039;articolo mi sembra un buon antidoto alla pigrizia; penso inoltre che illustri un metodo buono per molte altre cose, non solo letterarie.
Su una cosa, dal mio punto di vista, ha cannato: se non avessi letto la recensione di Le rondini di Montecassino su un settimanale (Internazionale) non avrei mai letto quel libro nè, forse, scoperto Nazione Indiana.
Le vie del Signore sono infinite, quelle degli Uomini molto di più
ciao]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per quanto non sia avido di romanzi italiani devo dire che l&#8217;articolo mi sembra un buon antidoto alla pigrizia; penso inoltre che illustri un metodo buono per molte altre cose, non solo letterarie.<br />
Su una cosa, dal mio punto di vista, ha cannato: se non avessi letto la recensione di Le rondini di Montecassino su un settimanale (Internazionale) non avrei mai letto quel libro nè, forse, scoperto Nazione Indiana.<br />
Le vie del Signore sono infinite, quelle degli Uomini molto di più<br />
ciao</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: FAQ: Come scegliere un buon romanzo (italiano) – Nazione Indiana		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/12/22/faq-come-scegliere-un-romanzo-italiano/#comment-145073</link>

		<dc:creator><![CDATA[FAQ: Come scegliere un buon romanzo (italiano) – Nazione Indiana]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Dec 2010 21:20:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] Continua la lettura con la fonte di questo articolo: FAQ: Come scegliere un buon romanzo (italiano) – Nazione Indiana [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Continua la lettura con la fonte di questo articolo: FAQ: Come scegliere un buon romanzo (italiano) – Nazione Indiana [&#8230;]</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: giacomo sartori		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/12/22/faq-come-scegliere-un-romanzo-italiano/#comment-145038</link>

		<dc:creator><![CDATA[giacomo sartori]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Dec 2010 12:54:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Riccadonna
no, non sapevo niente della sua lettera;

per il conformismo dei lettori (= il fatto che gli acquirenti di libri si concentrino su pochi titoli scontati) non credo che c&#039;entrino la destra e la sinistra (a differenza di lei, io credo che esistano ancora); e nemmeno le recensioni (che appunto sembrano avere una rilevanza nulla, almeno fino a quando non si trasformano in unanime e possibilmente anche televisivo martellamento su alcuni titoli); e nemmeno l&#039;industrializzazione crescente dell&#039;editoria e della distribuzione, che vengono spesso tirate in ballo (è un fenomeno che esisteva anche prima!); mi sembra che il vero motivo risieda piuttosto nel genoma culturale dell&#039;italiano, che lo porta spesso a uniformarsi invece che a distinguersi, e questo certo per l&#039;influenza della cultura cattolica (che ha sempre sfavorito lo spirito critico e addirittura la lettura dei propri testi) e per la storia italiana...; e certo lo stesso passaparola è un veicolo - e forse quello più importante, checchè contino i media - del conformismo, quindi è lungi dall&#039;essere una panacea;   

per quanto riguarda gli eventuali criteri per stabilire il valore delle opere: a causa della mia ignoranza sono il meno indicato a parlarne (personalmente so benissimo - dopo averli letti - quali libri mi piacciono e quali non mi piacciono, e mi fermo a questo gradino empirico; e anzi credo che se questi criteri esistessero, la letteratura diventerebbe una branca della matematica, vale a dire non avrebbe ragione di esistere); ma troverà nell&#039;archivio di NI un mare di materiali in proposito;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Riccadonna<br />
no, non sapevo niente della sua lettera;</p>
<p>per il conformismo dei lettori (= il fatto che gli acquirenti di libri si concentrino su pochi titoli scontati) non credo che c&#8217;entrino la destra e la sinistra (a differenza di lei, io credo che esistano ancora); e nemmeno le recensioni (che appunto sembrano avere una rilevanza nulla, almeno fino a quando non si trasformano in unanime e possibilmente anche televisivo martellamento su alcuni titoli); e nemmeno l&#8217;industrializzazione crescente dell&#8217;editoria e della distribuzione, che vengono spesso tirate in ballo (è un fenomeno che esisteva anche prima!); mi sembra che il vero motivo risieda piuttosto nel genoma culturale dell&#8217;italiano, che lo porta spesso a uniformarsi invece che a distinguersi, e questo certo per l&#8217;influenza della cultura cattolica (che ha sempre sfavorito lo spirito critico e addirittura la lettura dei propri testi) e per la storia italiana&#8230;; e certo lo stesso passaparola è un veicolo &#8211; e forse quello più importante, checchè contino i media &#8211; del conformismo, quindi è lungi dall&#8217;essere una panacea;   </p>
<p>per quanto riguarda gli eventuali criteri per stabilire il valore delle opere: a causa della mia ignoranza sono il meno indicato a parlarne (personalmente so benissimo &#8211; dopo averli letti &#8211; quali libri mi piacciono e quali non mi piacciono, e mi fermo a questo gradino empirico; e anzi credo che se questi criteri esistessero, la letteratura diventerebbe una branca della matematica, vale a dire non avrebbe ragione di esistere); ma troverà nell&#8217;archivio di NI un mare di materiali in proposito;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: carmelo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/12/22/faq-come-scegliere-un-romanzo-italiano/#comment-145036</link>

		<dc:creator><![CDATA[carmelo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Dec 2010 12:40:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[intanto tanti auguri e che possiate dedicare le vacanze alle vostre passioni -&#062;letture.

io direi che la prima distinzione va fatta tra i libri che non vale la pena leggere e quelli che invece andrebbero letti.
Tra i libri da leggere andrebebro inclusi anche quelli che potrebbero non piacere (potrebbero perchè se non li leggi come fai a dire che non ti piacciono)

Insomma per esempio, io potrei anche decidere che kafka non mi piace, ma non direi mai che kafka non va letto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>intanto tanti auguri e che possiate dedicare le vacanze alle vostre passioni -&gt;letture.</p>
<p>io direi che la prima distinzione va fatta tra i libri che non vale la pena leggere e quelli che invece andrebbero letti.<br />
Tra i libri da leggere andrebebro inclusi anche quelli che potrebbero non piacere (potrebbero perchè se non li leggi come fai a dire che non ti piacciono)</p>
<p>Insomma per esempio, io potrei anche decidere che kafka non mi piace, ma non direi mai che kafka non va letto.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: ALDO		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/12/22/faq-come-scegliere-un-romanzo-italiano/#comment-145034</link>

		<dc:creator><![CDATA[ALDO]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Dec 2010 11:06:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Egr. Giacomo Sartori, avevo inviato una email al Trentino, che è stata pubblicata nelle &quot;lettere&quot;, ma era una  lettera inviata prorpio a Lei e non da pubbilcare. Non so se Le sia stata recapitata. Comunque era questa che riporto sotto. Il Trentino l&#039;ha molto tagliata, e qui la troverà intera. Al direttore probabilmente non è andata a genio la mia invettiva contro Eco, e mi ha risposto duramente. 

ecco comunnque la lettera originale: 

  Caro Giacomo Sartori (mi permetta di darLe del “caro”),
leggo il Suo articolo sulla scelta dei libri, e rimango del tutto d’accordo con Lei. Un vero pezzo di bravura è quello inerente alle classifiche dei più venduti: dopo aver detto che sono molto affidabili e vanno seguite con la massima attenzione (e quindi ci si aspetterebbe che si debbano comperare i li-bri là evidenziati), si prosegue che sono importanti ma solo in negativo: cioè i primi libri da scartare sono proprio quelli nelle classifiche!! 
In merito al libercolo di Eco, io non lo ho comperato e mi sono ben guardato dal leggerlo. Si è basa-to tutto su una scandalosa pubblicità planetaria, come tanti prodotti dell’industria culturale. 
E poi le recensioni, su cui molti si basano. Certo anche io talvolta mi baso su di esse per vedere di cosa tratta un libro. Ma Lei, penso, parli di quei pseudo-intellettuali che ritengono ancora che ci sia differenza fra sinistra e destra, leggono la Repubblica e lì scoprono quali libri sia necessario avere in casa per sentirsi parte di qualche area culturale. Riempiono di questi libri gli scaffali dei loro sa-lotti, ben in vista per i visitatori: libri che servono come soprammobili e che non leggeranno mai.  
I premi cosiddetti letterari? Sono tutti decisi dagli editori.   

Il libro? Mi sembra un prodotto come gli altri. Se viene pubblicizzato, allora viene forse venduto, altrimenti va al macero. 

Un’ultima considerazione: Lei parla di buoni o cattivi libri, ma chi decide in merito? I critici? No di certo. I lettori? Ma ognuno ha una sua visione: quello che è buono per uno non lo è per un altro. A qualcuno piace Verga, ma a qualcun altro no. Lei mi dirà che comunque non ogni lettore può essere affidabile: dare da leggere Celine a chi ha fatto le elementari, forse non è il caso. Ma anche fra i let-tori affidabili ci sono dispute accese, ovviamente. Anche qui capita che un libro piace a uno e non ad un altro. Ma per affidabile non intendo certo chi ha fatto l’università: anzi, il 90 % delle persone che escono dall’università sono dei poveri ignoranti, destinati a rimanere tali. Per affidabile intendo chi legge per trovare qualcosa di se stesso nel libro: se non ritrovi nulla di te stesso, il libro non ti piace. Ma anche ciò è arbitrario: uno trova qualcosa di sé in un libro, un altro lo trova invece in un altro libro e nel primo non ci trova proprio nulla di sé, perché siamo tutti unici e abbiamo le nostre uniche visioni del mondo. 

Un saluto
Aldo Riccadonna]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Egr. Giacomo Sartori, avevo inviato una email al Trentino, che è stata pubblicata nelle &#8220;lettere&#8221;, ma era una  lettera inviata prorpio a Lei e non da pubbilcare. Non so se Le sia stata recapitata. Comunque era questa che riporto sotto. Il Trentino l&#8217;ha molto tagliata, e qui la troverà intera. Al direttore probabilmente non è andata a genio la mia invettiva contro Eco, e mi ha risposto duramente. </p>
<p>ecco comunnque la lettera originale: </p>
<p>  Caro Giacomo Sartori (mi permetta di darLe del “caro”),<br />
leggo il Suo articolo sulla scelta dei libri, e rimango del tutto d’accordo con Lei. Un vero pezzo di bravura è quello inerente alle classifiche dei più venduti: dopo aver detto che sono molto affidabili e vanno seguite con la massima attenzione (e quindi ci si aspetterebbe che si debbano comperare i li-bri là evidenziati), si prosegue che sono importanti ma solo in negativo: cioè i primi libri da scartare sono proprio quelli nelle classifiche!!<br />
In merito al libercolo di Eco, io non lo ho comperato e mi sono ben guardato dal leggerlo. Si è basa-to tutto su una scandalosa pubblicità planetaria, come tanti prodotti dell’industria culturale.<br />
E poi le recensioni, su cui molti si basano. Certo anche io talvolta mi baso su di esse per vedere di cosa tratta un libro. Ma Lei, penso, parli di quei pseudo-intellettuali che ritengono ancora che ci sia differenza fra sinistra e destra, leggono la Repubblica e lì scoprono quali libri sia necessario avere in casa per sentirsi parte di qualche area culturale. Riempiono di questi libri gli scaffali dei loro sa-lotti, ben in vista per i visitatori: libri che servono come soprammobili e che non leggeranno mai.<br />
I premi cosiddetti letterari? Sono tutti decisi dagli editori.   </p>
<p>Il libro? Mi sembra un prodotto come gli altri. Se viene pubblicizzato, allora viene forse venduto, altrimenti va al macero. </p>
<p>Un’ultima considerazione: Lei parla di buoni o cattivi libri, ma chi decide in merito? I critici? No di certo. I lettori? Ma ognuno ha una sua visione: quello che è buono per uno non lo è per un altro. A qualcuno piace Verga, ma a qualcun altro no. Lei mi dirà che comunque non ogni lettore può essere affidabile: dare da leggere Celine a chi ha fatto le elementari, forse non è il caso. Ma anche fra i let-tori affidabili ci sono dispute accese, ovviamente. Anche qui capita che un libro piace a uno e non ad un altro. Ma per affidabile non intendo certo chi ha fatto l’università: anzi, il 90 % delle persone che escono dall’università sono dei poveri ignoranti, destinati a rimanere tali. Per affidabile intendo chi legge per trovare qualcosa di se stesso nel libro: se non ritrovi nulla di te stesso, il libro non ti piace. Ma anche ciò è arbitrario: uno trova qualcosa di sé in un libro, un altro lo trova invece in un altro libro e nel primo non ci trova proprio nulla di sé, perché siamo tutti unici e abbiamo le nostre uniche visioni del mondo. </p>
<p>Un saluto<br />
Aldo Riccadonna</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: giacomo sartori		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/12/22/faq-come-scegliere-un-romanzo-italiano/#comment-145026</link>

		<dc:creator><![CDATA[giacomo sartori]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Dec 2010 22:34:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ cuore di tenebra
cercherò di farla più semplice, glielo prometto;

ciò non toglie che nello sfascio generale (perchè anche quello di cui parliamo può essere visto come un tassello dello sfascio generale: anche comprare un bel libro diventa difficile, rischioso) la patata bollente finisce per cascare in mano all&#039;individuo singolo, indifeso e fragile, e costretto a trovarsi in qualche modo i propri modi per sopravvivere (culturalmente, in questo caso): io faccio così, io faccio colì ...;  
tutti convinti di avere la formula vincente, tutti ormai convinti che non ci possano essere soluzioni &quot;collettive&quot; (quali il prezzo unico per il libro, un minimo di deontologia dei quotidiani che impedisca per es. al Corriere di recensire precipuamente i libri Rizzoli, un minimo di deontologia dei recensori, una maggiore autonomia dall&#039;industria del libro e una maggiore serietà dei premi, un ruolo più attivo dei librai, come in altri paesi europei ...); anzi, si è dei poveri ingenui, se si esce dal sentiero della propria personale furbizia;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ cuore di tenebra<br />
cercherò di farla più semplice, glielo prometto;</p>
<p>ciò non toglie che nello sfascio generale (perchè anche quello di cui parliamo può essere visto come un tassello dello sfascio generale: anche comprare un bel libro diventa difficile, rischioso) la patata bollente finisce per cascare in mano all&#8217;individuo singolo, indifeso e fragile, e costretto a trovarsi in qualche modo i propri modi per sopravvivere (culturalmente, in questo caso): io faccio così, io faccio colì &#8230;;<br />
tutti convinti di avere la formula vincente, tutti ormai convinti che non ci possano essere soluzioni &#8220;collettive&#8221; (quali il prezzo unico per il libro, un minimo di deontologia dei quotidiani che impedisca per es. al Corriere di recensire precipuamente i libri Rizzoli, un minimo di deontologia dei recensori, una maggiore autonomia dall&#8217;industria del libro e una maggiore serietà dei premi, un ruolo più attivo dei librai, come in altri paesi europei &#8230;); anzi, si è dei poveri ingenui, se si esce dal sentiero della propria personale furbizia;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: cuore di tenebra		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/12/22/faq-come-scegliere-un-romanzo-italiano/#comment-145018</link>

		<dc:creator><![CDATA[cuore di tenebra]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Dec 2010 19:29:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sartori, la prego, la faccia più semplice: vi consiglio i seguenti romanzi editi da.......
Per quel che mi riguarda la mia scelta avviene sempre dopo una serie di esclusioni: scarto alcuni EDITORI, in primis l&#039;Editorissimo; poi scarto i premiati, in primis quelli del Premissimo; poi scarto tutti quelli che incontro al Supermercato e all&#039;Autogril. Il più delle volte, poi, scelgo a caso tra la bibliografia, che trovo nelle ultime pagine di un romanzo che mi sia piaciuto, delle opere edite da quella casa editrice. Con questi criteri non ho mai preso omeriche fregature.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sartori, la prego, la faccia più semplice: vi consiglio i seguenti romanzi editi da&#8230;&#8230;.<br />
Per quel che mi riguarda la mia scelta avviene sempre dopo una serie di esclusioni: scarto alcuni EDITORI, in primis l&#8217;Editorissimo; poi scarto i premiati, in primis quelli del Premissimo; poi scarto tutti quelli che incontro al Supermercato e all&#8217;Autogril. Il più delle volte, poi, scelgo a caso tra la bibliografia, che trovo nelle ultime pagine di un romanzo che mi sia piaciuto, delle opere edite da quella casa editrice. Con questi criteri non ho mai preso omeriche fregature.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lupo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/12/22/faq-come-scegliere-un-romanzo-italiano/#comment-144994</link>

		<dc:creator><![CDATA[lupo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Dec 2010 11:16:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[la recensione annunciata è qui http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2010/12/23/giacomo-sartori-autismi-2/]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>la recensione annunciata è qui <a href="http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2010/12/23/giacomo-sartori-autismi-2/" rel="nofollow ugc">http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2010/12/23/giacomo-sartori-autismi-2/</a></p>
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