<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: ENZO MARI [ I fermacarte, solidi e stanziali, impediscono alle idee di volarsene via. ]	</title>
	<atom:link href="https://staging.nazioneindiana.com/2011/01/06/enzo-mari-i-fermacarte/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/01/06/enzo-mari-i-fermacarte/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Wed, 29 Jun 2016 07:11:49 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.7.5</generator>
	<item>
		<title>
		Di: orsola puecher		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/01/06/enzo-mari-i-fermacarte/#comment-145496</link>

		<dc:creator><![CDATA[orsola puecher]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jan 2011 11:13:50 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=37703#comment-145496</guid>

					<description><![CDATA[&#160;
⇨ &lt;a href =&quot;http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/puntata/ContentItem-b640365a-0dc9-4e10-ad33-431d2fdc76ce.html&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;&lt;strong&gt;RAI TRE Oggi a Pagina3: un&#039;ambigua nostalgia per le frontiere&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;

&lt;strong&gt;ascolta la puntata&lt;/strong&gt;
da 20:00 circa ⇨ 22:50

,\\&#039;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;<br />
⇨ <a href ="http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/puntata/ContentItem-b640365a-0dc9-4e10-ad33-431d2fdc76ce.html" target="_blank" rel="nofollow"><strong>RAI TRE Oggi a Pagina3: un&#8217;ambigua nostalgia per le frontiere</strong></a></p>
<p><strong>ascolta la puntata</strong><br />
da 20:00 circa ⇨ 22:50</p>
<p>,\\&#8217;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: simone ciotola		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/01/06/enzo-mari-i-fermacarte/#comment-145492</link>

		<dc:creator><![CDATA[simone ciotola]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jan 2011 08:43:31 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=37703#comment-145492</guid>

					<description><![CDATA[comunque la si pensi, questo signore rimane uno dei pochi maestri del design italiano (quello vero che si faceva con l&#039;esperienza e con le idee) che forse in modo un po&#039; retorico, ma senza peli sulla lingua, non si stanca di ripeterci come stanno davvero le cose.

in un mondo fatto a misura di paraculo, mi sembra cosa di non poco conto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>comunque la si pensi, questo signore rimane uno dei pochi maestri del design italiano (quello vero che si faceva con l&#8217;esperienza e con le idee) che forse in modo un po&#8217; retorico, ma senza peli sulla lingua, non si stanca di ripeterci come stanno davvero le cose.</p>
<p>in un mondo fatto a misura di paraculo, mi sembra cosa di non poco conto.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: orsola puecher		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/01/06/enzo-mari-i-fermacarte/#comment-145483</link>

		<dc:creator><![CDATA[orsola puecher]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Jan 2011 11:54:43 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=37703#comment-145483</guid>

					<description><![CDATA[Mi sorprende sempre una percezione così diversa rispetto a cose che mi sembrano assodate, e se all&#039;inizio può essere una sensazione leggermente spiacevole, data sicuramente anche dal modo spiacevole, sempre livoroso, condito di inutili, ma forse inevitabili, pesantezze del contesto &lt;em&gt;commenti del blog&lt;/em&gt;, poi mi porta a rivedere e ricontrollare.
In effetti non è raro che cose che io reputo bellissime, per altri siano totalmente insignificanti e brutte. Licet.
Nel ricordo, in un &lt;em&gt;alone di affetti&lt;/em&gt; di quella casa che non c&#039;è più, la sedia di Mari da me inchiodata, che stava  in una specie di bow window con due finestre con i vetri colorati, viola e gialli, piombati, di certe vecchie case di Milano, davanti alla scrivania, un tavolo verde mela con i cavalletti verde mela comprato alla Rinascente di Piazza Duomo con mio padre, un giorno che capì che avevo bisogno di una scrivania mia, era davvero bellissima. La sedia. Le sue lamelle intersecavano con quelle del vecchio parquet dal disegno complesso: geometrico, a cornici laterali e spine di pesce centrali. L&#039;appoggio diagonale delle gambe posteriori della sedia ne disegnava un prolungamento prospettico notevole. 
Non trascurerei la spiegazione chiodo martello. 
Piantare chiodi è un arte. Esistono legioni di persone che non hanno mai piantato chiodi nel legno. 
Ho visto un famoso macchinista teatrale fare con essi un gioco incredible: lanciando in aria chiodo e martello in un certo modo il chiodo veniva piantato al volo dal martello nella cantinella con precisione millimetrica.
In casa nostra si sono sempre piantati molto i chiodi. 
Per quel che riguarda Beuys io trovo che il senso delle sue azioni sugli oggetti, i mutamenti che cambiano le normali relazioni fra di essi, non sia la funzione, l&#039;utilità di cio che si produce, ma lo svelamento della loro energia-aura segreta. La spiegazione verbale (il colloquio con il pubblico della performance) non ha altro scopo che se stessa. I suoi oggetti sono sempre delle reliquie, dei residui, dei relitti che contengono azioni, storia, da mettere sotto teche &lt;em&gt;ad memoriam&lt;/em&gt;.

,\\&#039;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sorprende sempre una percezione così diversa rispetto a cose che mi sembrano assodate, e se all&#8217;inizio può essere una sensazione leggermente spiacevole, data sicuramente anche dal modo spiacevole, sempre livoroso, condito di inutili, ma forse inevitabili, pesantezze del contesto <em>commenti del blog</em>, poi mi porta a rivedere e ricontrollare.<br />
In effetti non è raro che cose che io reputo bellissime, per altri siano totalmente insignificanti e brutte. Licet.<br />
Nel ricordo, in un <em>alone di affetti</em> di quella casa che non c&#8217;è più, la sedia di Mari da me inchiodata, che stava  in una specie di bow window con due finestre con i vetri colorati, viola e gialli, piombati, di certe vecchie case di Milano, davanti alla scrivania, un tavolo verde mela con i cavalletti verde mela comprato alla Rinascente di Piazza Duomo con mio padre, un giorno che capì che avevo bisogno di una scrivania mia, era davvero bellissima. La sedia. Le sue lamelle intersecavano con quelle del vecchio parquet dal disegno complesso: geometrico, a cornici laterali e spine di pesce centrali. L&#8217;appoggio diagonale delle gambe posteriori della sedia ne disegnava un prolungamento prospettico notevole.<br />
Non trascurerei la spiegazione chiodo martello.<br />
Piantare chiodi è un arte. Esistono legioni di persone che non hanno mai piantato chiodi nel legno.<br />
Ho visto un famoso macchinista teatrale fare con essi un gioco incredible: lanciando in aria chiodo e martello in un certo modo il chiodo veniva piantato al volo dal martello nella cantinella con precisione millimetrica.<br />
In casa nostra si sono sempre piantati molto i chiodi.<br />
Per quel che riguarda Beuys io trovo che il senso delle sue azioni sugli oggetti, i mutamenti che cambiano le normali relazioni fra di essi, non sia la funzione, l&#8217;utilità di cio che si produce, ma lo svelamento della loro energia-aura segreta. La spiegazione verbale (il colloquio con il pubblico della performance) non ha altro scopo che se stessa. I suoi oggetti sono sempre delle reliquie, dei residui, dei relitti che contengono azioni, storia, da mettere sotto teche <em>ad memoriam</em>.</p>
<p>,\\&#8217;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: francesco pecoraro		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/01/06/enzo-mari-i-fermacarte/#comment-145482</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesco pecoraro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Jan 2011 10:46:26 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=37703#comment-145482</guid>

					<description><![CDATA[Il discorso è complicato, ho da fare e non ce la faccio a farlo per bene. 
L’«etica» di cui parli probabilmente è l’imperativo modernista che ha dominato il Novecento dagli anni Venti fino ai Sessanta compresi: «la forma segue la funzione», o qualcosa del genere. 
A questo, schematizzo, va aggiunto il mito ambientalista della «sostenibilità»: dunque l’oggetto etico è essenziale, privo di forma aggiunta e eco-sostenibile: si veda l’antecedente storico della mobilia quacchera nord-americana. 
Per il Movimento Moderno trattavasi dell’estetica del prodotto industriale, oltre che del prodotto edilizio. 
Trattavasi di Forma e Riforma, cioè anche di politica, cioè di estetica del socialismo.
Come vedi la questione è intricata.
Il modernismo è una strada che è stata battuta fino in fondo solo dai paesi scandinavi e oggi constatiamo che il feedback di questa coerenza, Ikea, costituisce in tutto il mondo un frammento di utopia realizzata, oltre che un buon affare.
Ovviamente con tutto questo la sediaccia di Enzo Mari (un po’ ridicolo quando ci insegna cos’è il Chiodo, cos’è il Martello e i loro reciproci rapporti), centra poco o niente, anche se lui è stato (forse lo è ancora) un modernista.
Ma è probabile che, interrogato sull’argomento, negherebbe.
Il gesto di Mari mi ha ricordato, piuttosto, le performance di Joseph Beuys.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il discorso è complicato, ho da fare e non ce la faccio a farlo per bene.<br />
L’«etica» di cui parli probabilmente è l’imperativo modernista che ha dominato il Novecento dagli anni Venti fino ai Sessanta compresi: «la forma segue la funzione», o qualcosa del genere.<br />
A questo, schematizzo, va aggiunto il mito ambientalista della «sostenibilità»: dunque l’oggetto etico è essenziale, privo di forma aggiunta e eco-sostenibile: si veda l’antecedente storico della mobilia quacchera nord-americana.<br />
Per il Movimento Moderno trattavasi dell’estetica del prodotto industriale, oltre che del prodotto edilizio.<br />
Trattavasi di Forma e Riforma, cioè anche di politica, cioè di estetica del socialismo.<br />
Come vedi la questione è intricata.<br />
Il modernismo è una strada che è stata battuta fino in fondo solo dai paesi scandinavi e oggi constatiamo che il feedback di questa coerenza, Ikea, costituisce in tutto il mondo un frammento di utopia realizzata, oltre che un buon affare.<br />
Ovviamente con tutto questo la sediaccia di Enzo Mari (un po’ ridicolo quando ci insegna cos’è il Chiodo, cos’è il Martello e i loro reciproci rapporti), centra poco o niente, anche se lui è stato (forse lo è ancora) un modernista.<br />
Ma è probabile che, interrogato sull’argomento, negherebbe.<br />
Il gesto di Mari mi ha ricordato, piuttosto, le performance di Joseph Beuys.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: orsola puecher		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/01/06/enzo-mari-i-fermacarte/#comment-145481</link>

		<dc:creator><![CDATA[orsola puecher]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Jan 2011 09:24:47 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=37703#comment-145481</guid>

					<description><![CDATA[&#160;
&lt;center&gt;&lt;object width= &quot;400&quot; height=&quot;340&quot;&gt;&lt;param name=&quot;movie&quot; value=&quot;http://www.youtube.com/v/NFcl1nBR4nI&amp;ap=%2526fmt%3D18&amp;autoplay=0&amp;rel=0&amp;fs=0&amp;color1=0xffffff&amp;color2=0xffffff&amp;border=0&amp;loop=0&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src=&quot;http://www.youtube.com/v/NFcl1nBR4nI&amp;ap=%2526fmt%3D18&amp;autoplay=0&amp;rel=0&amp;fs=0&amp;color1=0xffffff&amp;color2=0xffffff&amp;border=0&amp;loop=0&quot; type=&quot;application/x-shockwave-flash&quot; allowfullscreen=&quot;false&quot; width=&quot;400&quot; height=&quot;340&quot;&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/center&gt;
&#160;
&#160;
&lt;center&gt;***&lt;/center&gt;
&#160;
&lt;blockquote&gt;Intanto, m&#039;imbastardisco il più possibile. Perché? Voglio essere poeta, e lavoro a rendermi Veggente: lei non ci capirà un bel niente, ed io non sarei quasi capace di spiegarle. Si tratta di raggiungere l&#039;ignoto tramite lo sregolamento di tutti i sensi. Le sofferenze sono enormi, ma bisogna esser forti, essere nati poeti, ed io mi sono riconosciuto poeta. Non è affatto colpa mia. È falso dire: Io penso. Si dovrebbe dire: mi si pensa. Mi scusi il gioco di parole.
IO è un altro. Tanto peggio per il pezzo di legno che si ritrova violino, e dannazione agli incoscienti, che argomentano su quello che ignorano del tutto!

Arthur Rimbaud a Georges Izambard
Charleville, [13] maggio 1871.&lt;/blockquote&gt;
&#160;
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;<br />
<center><object width= "400" height="340"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/NFcl1nBR4nI&#038;ap=%2526fmt%3D18&#038;autoplay=0&#038;rel=0&#038;fs=0&#038;color1=0xffffff&#038;color2=0xffffff&#038;border=0&#038;loop=0"/><embed src="http://www.youtube.com/v/NFcl1nBR4nI&#038;ap=%2526fmt%3D18&#038;autoplay=0&#038;rel=0&#038;fs=0&#038;color1=0xffffff&#038;color2=0xffffff&#038;border=0&#038;loop=0" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="false" width="400" height="340"/></object></center><br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
<center>***</center><br />
&nbsp;</p>
<blockquote><p>Intanto, m&#8217;imbastardisco il più possibile. Perché? Voglio essere poeta, e lavoro a rendermi Veggente: lei non ci capirà un bel niente, ed io non sarei quasi capace di spiegarle. Si tratta di raggiungere l&#8217;ignoto tramite lo sregolamento di tutti i sensi. Le sofferenze sono enormi, ma bisogna esser forti, essere nati poeti, ed io mi sono riconosciuto poeta. Non è affatto colpa mia. È falso dire: Io penso. Si dovrebbe dire: mi si pensa. Mi scusi il gioco di parole.<br />
IO è un altro. Tanto peggio per il pezzo di legno che si ritrova violino, e dannazione agli incoscienti, che argomentano su quello che ignorano del tutto!</p>
<p>Arthur Rimbaud a Georges Izambard<br />
Charleville, [13] maggio 1871.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: orsola puecher		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/01/06/enzo-mari-i-fermacarte/#comment-145461</link>

		<dc:creator><![CDATA[orsola puecher]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Jan 2011 18:06:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=37703#comment-145461</guid>

					<description><![CDATA[Nessuna formula a effetto, Sheepman, ho tradotto in sintesi la mia impressione ascoltando Mari parlare di cosa intenda per  forma e ridondanza di essa rispetto all&#039;utilità d&#039;uso di un oggetto. 
Rispetto poi a questo suo progetto, quello che tu definisci &lt;em&gt;inutilmente ideologico&lt;/em&gt;, nasce per lui in quel momento su di una spinta &lt;em&gt;etica&lt;/em&gt; che si traduce in &lt;em&gt;estetica&lt;/em&gt;: nel senso che nella forma dell&#039;oggetto si uniscono la semplicità di costruzione, il costo basso, la solidità, la funzionalità, la ecologicità e la sostenibilità del materiale. Una bellezza d&#039;uso e funzione.

Come se invece di acquistare &lt;em&gt;la cucina degli italiani&lt;/em&gt; finto antico, rusticata, legno invecchiato, simulando i tarli sparandoci i pallini con il Flaubert e sbrecciando gli sportelli ad arte o coprendo i ripiani in finta melanina marmorizzata, tu ti recassi in un negozio di forniture per ristoranti e ti comprassi quegli indistruttibili quasi chirurgici elettrodomestici e stipi di acciaio, non ricoperti di materili accattivanti e stileggianti. 

Noumeni di mobili, quasi.

Avendo vissuto il progetto  nel periodo del suo nascere non l&#039;ho minimanente inteso come ritorno alle origini, nicchia macrobiotica, ma come una contrapposizione al mercato di quegli anni [ &lt;em&gt;non molto cambiato oggi del resto&lt;/em&gt; ] in cui trionfavano le vendite rateali di mobili impiallicciati di truciolato ad alta emissione di formaldeide, vernici alla nitro a iosa, che hanno inzeppato le case italiche con la loro bruttezza, per poi velocemente autodistruggersi, per far sì che se ne ricomprassero di nuovi simili con altre &lt;em&gt;comode rate&lt;/em&gt;.

Visioni diverse delle cose, non c&#039;è nessun bisogno di tacciarle di stupidità. Comunque.

,\\&#039;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nessuna formula a effetto, Sheepman, ho tradotto in sintesi la mia impressione ascoltando Mari parlare di cosa intenda per  forma e ridondanza di essa rispetto all&#8217;utilità d&#8217;uso di un oggetto.<br />
Rispetto poi a questo suo progetto, quello che tu definisci <em>inutilmente ideologico</em>, nasce per lui in quel momento su di una spinta <em>etica</em> che si traduce in <em>estetica</em>: nel senso che nella forma dell&#8217;oggetto si uniscono la semplicità di costruzione, il costo basso, la solidità, la funzionalità, la ecologicità e la sostenibilità del materiale. Una bellezza d&#8217;uso e funzione.</p>
<p>Come se invece di acquistare <em>la cucina degli italiani</em> finto antico, rusticata, legno invecchiato, simulando i tarli sparandoci i pallini con il Flaubert e sbrecciando gli sportelli ad arte o coprendo i ripiani in finta melanina marmorizzata, tu ti recassi in un negozio di forniture per ristoranti e ti comprassi quegli indistruttibili quasi chirurgici elettrodomestici e stipi di acciaio, non ricoperti di materili accattivanti e stileggianti. </p>
<p>Noumeni di mobili, quasi.</p>
<p>Avendo vissuto il progetto  nel periodo del suo nascere non l&#8217;ho minimanente inteso come ritorno alle origini, nicchia macrobiotica, ma come una contrapposizione al mercato di quegli anni [ <em>non molto cambiato oggi del resto</em> ] in cui trionfavano le vendite rateali di mobili impiallicciati di truciolato ad alta emissione di formaldeide, vernici alla nitro a iosa, che hanno inzeppato le case italiche con la loro bruttezza, per poi velocemente autodistruggersi, per far sì che se ne ricomprassero di nuovi simili con altre <em>comode rate</em>.</p>
<p>Visioni diverse delle cose, non c&#8217;è nessun bisogno di tacciarle di stupidità. Comunque.</p>
<p>,\\&#8217;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: daniz		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/01/06/enzo-mari-i-fermacarte/#comment-145460</link>

		<dc:creator><![CDATA[daniz]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Jan 2011 17:51:17 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=37703#comment-145460</guid>

					<description><![CDATA[etica da cui deriva estetica, principi didascalici, pedagogici... suvvia! 2011! appena fatto! Rimbaud a fine ottocento s&#039;era già pappato la zuppa di sti legnificatori... se non si vuole pensare ai moderni, almeno &#039;na ripassatina dei passati...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>etica da cui deriva estetica, principi didascalici, pedagogici&#8230; suvvia! 2011! appena fatto! Rimbaud a fine ottocento s&#8217;era già pappato la zuppa di sti legnificatori&#8230; se non si vuole pensare ai moderni, almeno &#8216;na ripassatina dei passati&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: francesco pecoraro		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/01/06/enzo-mari-i-fermacarte/#comment-145450</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesco pecoraro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Jan 2011 13:33:11 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=37703#comment-145450</guid>

					<description><![CDATA[Oh Ursula.
Se leggi bene, scopri che non c&#039;è dis-approvazione verso Enzo Mari, che è un maestro, ma verso la sua ur-sedia, che è tutta inutilmente ideologica. Inutilmente perché non quello il nocciolo del problema, non è costruendo la sedia dei Flintstone che si arriva da qualche parte, che si insegna qualche cosa. Da un progett/artista come lui non mi aspetto che si re-inventi (malamente) carpentiere (so che saprebbe fare stupende lezioni su quel mestiere), mi aspetto che faccia il suo mestiere al meglio e se proprio vuole ispirarsi al carpentiere mi aspetto che ci proponga una sedia, metti, migliore di quella che si vede. Più pensata, più astuta, più facile, più solida. Più bella, che quella roba non ha niente a che vedere né con l’etica né con l’estetica.
La domanda sulle conseguenze estetiche dell’etica resta comunque inevasa, né mi aspettavo, Ursula, che per te valesse la pena affrontare una risposta: tanto basta la formula, ché fa sempre effetto.
(Aggiungo che il tavolo de Ikea che mostri è anch’esso ideologico, serve a soddisfare la nicchia di mercato macrobiotica dove domina la domanda di ritorno alle origini, eccetera. Ci si domanda se gli stessi che comprano quel tavolo salirebbero volentieri su un aereo progettato con gli stessi criteri).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oh Ursula.<br />
Se leggi bene, scopri che non c&#8217;è dis-approvazione verso Enzo Mari, che è un maestro, ma verso la sua ur-sedia, che è tutta inutilmente ideologica. Inutilmente perché non quello il nocciolo del problema, non è costruendo la sedia dei Flintstone che si arriva da qualche parte, che si insegna qualche cosa. Da un progett/artista come lui non mi aspetto che si re-inventi (malamente) carpentiere (so che saprebbe fare stupende lezioni su quel mestiere), mi aspetto che faccia il suo mestiere al meglio e se proprio vuole ispirarsi al carpentiere mi aspetto che ci proponga una sedia, metti, migliore di quella che si vede. Più pensata, più astuta, più facile, più solida. Più bella, che quella roba non ha niente a che vedere né con l’etica né con l’estetica.<br />
La domanda sulle conseguenze estetiche dell’etica resta comunque inevasa, né mi aspettavo, Ursula, che per te valesse la pena affrontare una risposta: tanto basta la formula, ché fa sempre effetto.<br />
(Aggiungo che il tavolo de Ikea che mostri è anch’esso ideologico, serve a soddisfare la nicchia di mercato macrobiotica dove domina la domanda di ritorno alle origini, eccetera. Ci si domanda se gli stessi che comprano quel tavolo salirebbero volentieri su un aereo progettato con gli stessi criteri).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: orsola puecher		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/01/06/enzo-mari-i-fermacarte/#comment-145441</link>

		<dc:creator><![CDATA[orsola puecher]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Jan 2011 09:47:28 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=37703#comment-145441</guid>

					<description><![CDATA[La Pecoraro-disapprovazione è per me una garanzia, già lo dissi. Non sempre, scremando... per via della complementarietà dei momenti... ovvio...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Pecoraro-disapprovazione è per me una garanzia, già lo dissi. Non sempre, scremando&#8230; per via della complementarietà dei momenti&#8230; ovvio&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: orsola puecher		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/01/06/enzo-mari-i-fermacarte/#comment-145438</link>

		<dc:creator><![CDATA[orsola puecher]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Jan 2011 09:13:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=37703#comment-145438</guid>

					<description><![CDATA[Vai.
Da Ikea ci trovi il &quot;tavolaccio&quot; della stessa serie delle &quot;sediacce&quot;.

&lt;img src=&quot;http://greg.org/archive/mari_table_ikea_logo.jpg&quot; width=&quot;450&quot; height=&quot;350&quot;/&gt;

[&lt;em&gt; Il kit di  montaggio è un omaggio e una celebrazione recente del progetto, nel 74 non c&#039;era.&lt;/em&gt; ]

,\\&#039;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vai.<br />
Da Ikea ci trovi il &#8220;tavolaccio&#8221; della stessa serie delle &#8220;sediacce&#8221;.</p>
<p><img src="http://greg.org/archive/mari_table_ikea_logo.jpg" width="450" height="350"/></p>
<p>[<em> Il kit di  montaggio è un omaggio e una celebrazione recente del progetto, nel 74 non c&#8217;era.</em> ]</p>
<p>,\\&#8217;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/

Page Caching using Disk: Enhanced 

Served from: staging.nazioneindiana.com @ 2026-04-17 14:11:34 by W3 Total Cache
-->