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	Commenti a: Cartolina da Parigi sul popolo tunisino	</title>
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		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Jan 2011 23:56:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[grazie del link maria]]></description>
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		<title>
		Di: maria		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[maria]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Jan 2011 11:30:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[direttamente da tunisi altre cartoline


http://kelebeklerblog.com/2011/01/19/tunisi-sera-del-18-gennaio/]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>direttamente da tunisi altre cartoline</p>
<p><a href="http://kelebeklerblog.com/2011/01/19/tunisi-sera-del-18-gennaio/" rel="nofollow ugc">http://kelebeklerblog.com/2011/01/19/tunisi-sera-del-18-gennaio/</a></p>
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		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/01/15/cartolina-da-parigi/#comment-146012</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Jan 2011 09:45:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[caro italo,

ti ringrazio per aver chiarito il tuo intervento; e sono contento che, da filosofo quale (anche sei), tu la pensi così...
sul caso specifico: rottamazione del concetto di &quot;popolo&quot; e celebrazione del concetto di &quot;moltitudine&quot;, poi ripresa in modo automatico da tanti... mi verrebbe da dire questo: è come se un certo pensiero filosofico, erede del pensiero critico della sinistra intellettuale novecentesca, abbia realizzato una fuga in avanti nel mondo dell&#039;invenzione concettuale, nel momento stesso in cui partiti e movimenti di sinistra segnavano la grande battuta d&#039;arresto politica cominciata con gli anni Ottanta.

Risultato, la sinistra si è nutrita di belle e nuove narrazioni che giravano però a vuoto rispetto alla realtà.

Ma la cosa non pare fino in fondo compresa, se ancora si insiste sul bisogno di narrazioni. E qui mi sembra c&#039;entri anche l&#039;osservazione di Fabio Teti sullo scivolamento della politica ufficiale dalla oikonomia (classica) alla dispositio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>caro italo,</p>
<p>ti ringrazio per aver chiarito il tuo intervento; e sono contento che, da filosofo quale (anche sei), tu la pensi così&#8230;<br />
sul caso specifico: rottamazione del concetto di &#8220;popolo&#8221; e celebrazione del concetto di &#8220;moltitudine&#8221;, poi ripresa in modo automatico da tanti&#8230; mi verrebbe da dire questo: è come se un certo pensiero filosofico, erede del pensiero critico della sinistra intellettuale novecentesca, abbia realizzato una fuga in avanti nel mondo dell&#8217;invenzione concettuale, nel momento stesso in cui partiti e movimenti di sinistra segnavano la grande battuta d&#8217;arresto politica cominciata con gli anni Ottanta.</p>
<p>Risultato, la sinistra si è nutrita di belle e nuove narrazioni che giravano però a vuoto rispetto alla realtà.</p>
<p>Ma la cosa non pare fino in fondo compresa, se ancora si insiste sul bisogno di narrazioni. E qui mi sembra c&#8217;entri anche l&#8217;osservazione di Fabio Teti sullo scivolamento della politica ufficiale dalla oikonomia (classica) alla dispositio.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: italo testa		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/01/15/cartolina-da-parigi/#comment-146002</link>

		<dc:creator><![CDATA[italo testa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Jan 2011 21:28:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ andrea

cerco di esplicitare quanto intendevo con la mia integrazione concisa. in effetti, leggendo la tua analisi, mi  e&#039; sembrato proprio che la nozione di popolo, che tu utilizzavi, fosse adeguata al fenomeno che descrivevi. cosi&#039;,  quando mi son imbattuto nel passo in cui scrivevi  che 

&quot;Qualche mente fine scriverà un editoriale, spiegandoci che avere un popolo, tipo quello tunisino, che scende per le strade e riesce a mettere in fuga il proprio dittatore, non è mica un privilegio, ma una maledizione di paese arretrato. I paesi veramente democratici, veramente avanti, sono quelli che non hanno più bisogno di popolo&quot;

mi e&#039; venuto da pensare che in fondo la stessa ironia si si potrebbe esercitare nei confronti di quei pensatori politici che, su altre ma complementari sponde, ritenendo obsoleta  la nozione di popolo, han ben pensato di rottamarlo a favore  delle moltitudini e delle loro virtù. ora, anche prescindendo dai problemi teorici connessi all&#039;uso della nozione di moltitudine - che è o prepolitica, e presuppone allora quella di popolo, o e&#039; usata in senso decostruttivo rispetto a certe nozioni di popolo, ma come tale non puo&#039; di per se&#039; dar senso a qualche forma di agire politico  - e lasciando da parte i bilanci del suo impiego - che hai ragione, bisognera&#039; pur fare un giorno
 - l&#039;impressione e&#039; che quanto sta avvenendo possa indicare che forse non e&#039; neanche fenomenologicamente adeguata per descrivere il nostro mondo. a meno appunto, di non voler derubricare quel che succede altrove a fenomeno arcaico, nel senso del tardo ingresso in una modernita&#039; che i moltitudinari si sarebbero lasciati alle spalle. ma cosi&#039; non credo che stiano le cose. anzi, mi sembra che ci siano piu&#039; ragioni per invece tornare a ragionare sul popolo, e di non cedere al riflesso condizionato per cui, siccome il porcellone del consiglio ne fa da noi un abuso quotidiano nel suo linguaggio politico, allora noi in odio a lui e ai suoi ci sbarazziamo della stessa nozione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ andrea</p>
<p>cerco di esplicitare quanto intendevo con la mia integrazione concisa. in effetti, leggendo la tua analisi, mi  e&#8217; sembrato proprio che la nozione di popolo, che tu utilizzavi, fosse adeguata al fenomeno che descrivevi. cosi&#8217;,  quando mi son imbattuto nel passo in cui scrivevi  che </p>
<p>&#8220;Qualche mente fine scriverà un editoriale, spiegandoci che avere un popolo, tipo quello tunisino, che scende per le strade e riesce a mettere in fuga il proprio dittatore, non è mica un privilegio, ma una maledizione di paese arretrato. I paesi veramente democratici, veramente avanti, sono quelli che non hanno più bisogno di popolo&#8221;</p>
<p>mi e&#8217; venuto da pensare che in fondo la stessa ironia si si potrebbe esercitare nei confronti di quei pensatori politici che, su altre ma complementari sponde, ritenendo obsoleta  la nozione di popolo, han ben pensato di rottamarlo a favore  delle moltitudini e delle loro virtù. ora, anche prescindendo dai problemi teorici connessi all&#8217;uso della nozione di moltitudine &#8211; che è o prepolitica, e presuppone allora quella di popolo, o e&#8217; usata in senso decostruttivo rispetto a certe nozioni di popolo, ma come tale non puo&#8217; di per se&#8217; dar senso a qualche forma di agire politico  &#8211; e lasciando da parte i bilanci del suo impiego &#8211; che hai ragione, bisognera&#8217; pur fare un giorno<br />
 &#8211; l&#8217;impressione e&#8217; che quanto sta avvenendo possa indicare che forse non e&#8217; neanche fenomenologicamente adeguata per descrivere il nostro mondo. a meno appunto, di non voler derubricare quel che succede altrove a fenomeno arcaico, nel senso del tardo ingresso in una modernita&#8217; che i moltitudinari si sarebbero lasciati alle spalle. ma cosi&#8217; non credo che stiano le cose. anzi, mi sembra che ci siano piu&#8217; ragioni per invece tornare a ragionare sul popolo, e di non cedere al riflesso condizionato per cui, siccome il porcellone del consiglio ne fa da noi un abuso quotidiano nel suo linguaggio politico, allora noi in odio a lui e ai suoi ci sbarazziamo della stessa nozione.</p>
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		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/01/15/cartolina-da-parigi/#comment-145969</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Jan 2011 08:53:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A Simone Morgagni: non avevo saputo della proposta di Alliot Marie. Mi sento vergogna dentro di me. Mi sembra che la Francia -e mi fa male riconoscere questo- ha perso la sua capicità di indignazione e di coraggio. Sono francese e faccio parte anch&#039;io di questa cecità. Quello che mi colpisce di più è il capovolgimento nella manera di trattare il caso Ben Ali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A Simone Morgagni: non avevo saputo della proposta di Alliot Marie. Mi sento vergogna dentro di me. Mi sembra che la Francia -e mi fa male riconoscere questo- ha perso la sua capicità di indignazione e di coraggio. Sono francese e faccio parte anch&#8217;io di questa cecità. Quello che mi colpisce di più è il capovolgimento nella manera di trattare il caso Ben Ali.</p>
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		<title>
		Di: Maria Borio		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/01/15/cartolina-da-parigi/#comment-145960</link>

		<dc:creator><![CDATA[Maria Borio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Jan 2011 01:43:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie per il bell&#039;articolo!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie per il bell&#8217;articolo!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/01/15/cartolina-da-parigi/#comment-145953</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Jan 2011 22:10:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[interessante vedere comunque il trattattamento della stampa italiana e quella francese della notizia; quella francese nell&#039;imbarazzo di dover fare in qualche modo autocritica, ma se non altro capace di cogliere la moteplicità di aspetti propri di un evento del genere; quella italiana con il solito sguardo tra il disincantato (&quot;nulla ci sorprende&quot;) e il distratto (&quot;solite questioni africane...&quot;);

ma l&#039;italocentrismo si percepisce anche in un blog come NI, dove la Tunisia pare c&#039;entri come i cavoli a merenda; mi sa che per molto tempo ancora le uniche cartoline capaci di suscitare interesse saranno quelle su Arcore e dintorni]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>interessante vedere comunque il trattattamento della stampa italiana e quella francese della notizia; quella francese nell&#8217;imbarazzo di dover fare in qualche modo autocritica, ma se non altro capace di cogliere la moteplicità di aspetti propri di un evento del genere; quella italiana con il solito sguardo tra il disincantato (&#8220;nulla ci sorprende&#8221;) e il distratto (&#8220;solite questioni africane&#8230;&#8221;);</p>
<p>ma l&#8217;italocentrismo si percepisce anche in un blog come NI, dove la Tunisia pare c&#8217;entri come i cavoli a merenda; mi sa che per molto tempo ancora le uniche cartoline capaci di suscitare interesse saranno quelle su Arcore e dintorni</p>
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		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/01/15/cartolina-da-parigi/#comment-145949</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Jan 2011 21:18:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[a italo,

certo, le moltitudini... concetto affascinante, e certo più facile da portare che quello di popolo.... bisognerebbe però vedere se le moltitudini non rischino di funzionare solo come concetto negativo, ossia come mera decostruzione di un concetto positivo... e poi bisognerebbe fare un bilancio politico di queste benedette moltitudini... come funzionano infatti politicamente? e ancora.... forse volendo, a ben argomentare, si potrebbe trasformare anche &quot;il popolo tunisino&quot; di cui stano parlando tutti i media in una &quot;moltitudine tunisina&quot; - e se ciò fosse, vero, che vantaggi o svantaggi avremmo?

tutta una serie di domande che ti rigiro caro italo, e che non sono retoriche, in quanto io stesso scrivendo di &quot;popolo&quot; mi sono meravigliato di servirmi di un cotale arcaico concetto, così in disuso anche (o sopratutto) nel pensiero critico contemporaneo...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>a italo,</p>
<p>certo, le moltitudini&#8230; concetto affascinante, e certo più facile da portare che quello di popolo&#8230;. bisognerebbe però vedere se le moltitudini non rischino di funzionare solo come concetto negativo, ossia come mera decostruzione di un concetto positivo&#8230; e poi bisognerebbe fare un bilancio politico di queste benedette moltitudini&#8230; come funzionano infatti politicamente? e ancora&#8230;. forse volendo, a ben argomentare, si potrebbe trasformare anche &#8220;il popolo tunisino&#8221; di cui stano parlando tutti i media in una &#8220;moltitudine tunisina&#8221; &#8211; e se ciò fosse, vero, che vantaggi o svantaggi avremmo?</p>
<p>tutta una serie di domande che ti rigiro caro italo, e che non sono retoriche, in quanto io stesso scrivendo di &#8220;popolo&#8221; mi sono meravigliato di servirmi di un cotale arcaico concetto, così in disuso anche (o sopratutto) nel pensiero critico contemporaneo&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: rigodon		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/01/15/cartolina-da-parigi/#comment-145944</link>

		<dc:creator><![CDATA[rigodon]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Jan 2011 19:55:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ma quando mai il popolo è stato sovrano,everywhere?
Balle liberali,marxiste,fondamentaliste,occidentali,orientali....]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma quando mai il popolo è stato sovrano,everywhere?<br />
Balle liberali,marxiste,fondamentaliste,occidentali,orientali&#8230;.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: alcor		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/01/15/cartolina-da-parigi/#comment-145840</link>

		<dc:creator><![CDATA[alcor]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Jan 2011 13:23:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[http://www.repubblica.it/esteri/2011/01/15/news/ben-ali_valli-11246694/?ref=HRER1-1]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.repubblica.it/esteri/2011/01/15/news/ben-ali_valli-11246694/?ref=HRER1-1" rel="nofollow ugc">http://www.repubblica.it/esteri/2011/01/15/news/ben-ali_valli-11246694/?ref=HRER1-1</a></p>
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