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	Commenti a: Porte à Portes	</title>
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		<title>
		Di: rigodon		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[rigodon]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Jan 2011 21:51:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Commovente...]]></description>
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		Di: renatamorresi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[renatamorresi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Jan 2011 08:46:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;proprio perché la vita è come un’illusione, ha un senso&quot; - grandissima, bravi a pubblicarla, grazie davvero]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;proprio perché la vita è come un’illusione, ha un senso&#8221; &#8211; grandissima, bravi a pubblicarla, grazie davvero</p>
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		Di: ellebi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ellebi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Jan 2011 12:30:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[non mi sorprende di non essere in disaccordo con sebaste - visto che condivisi  anche il suo approccio ai maestri zen nel libro ....
mmm... casi saluti al passante, visto che mi sa di capire chi è, è un passante diverso dal solito che fa il malizioso.... bene, tutti siamo passanti a pieno titolo, anzi, ahimè siamo soprattutto questo...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>non mi sorprende di non essere in disaccordo con sebaste &#8211; visto che condivisi  anche il suo approccio ai maestri zen nel libro &#8230;.<br />
mmm&#8230; casi saluti al passante, visto che mi sa di capire chi è, è un passante diverso dal solito che fa il malizioso&#8230;. bene, tutti siamo passanti a pieno titolo, anzi, ahimè siamo soprattutto questo&#8230;</p>
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		Di: marco rovelli		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[marco rovelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Jan 2011 11:32:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bellissima lettera (ma come si fa a dire solo &quot;bellissima lettera&quot;... direi , se mai, l-être), grazie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bellissima lettera (ma come si fa a dire solo &#8220;bellissima lettera&#8221;&#8230; direi , se mai, l-être), grazie.</p>
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		Di: Passante		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Passante]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Jan 2011 09:11:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Peccato che Levinas e Merleau-Ponty non scrivano commenti su un blog. Ringrazio Sebaste di farlo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Peccato che Levinas e Merleau-Ponty non scrivano commenti su un blog. Ringrazio Sebaste di farlo.</p>
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		Di: beppe sebaste		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/01/28/porte-a-portes/#comment-146553</link>

		<dc:creator><![CDATA[beppe sebaste]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Jan 2011 08:57:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[beh, io sono d&#039;accordo (e so che anche i maestri zen). le sue osservazioni mi fanno sperare che forse lo zen non sia più di moda.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>beh, io sono d&#8217;accordo (e so che anche i maestri zen). le sue osservazioni mi fanno sperare che forse lo zen non sia più di moda.</p>
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		Di: ellebi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ellebi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Jan 2011 08:24:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[trovo brutti i finti nomi tibetani apposti a quelli italiani, mi fanno pensare ai nomi dei cani, trovo brutta una frase come &quot;chi vuole capire il vero zen&quot;, trovo brutta la rinuncia alle passioni,che esclude di per sé ogni bellezza (è semmai necessario alla bellezza l&#039;attraversamento di quelle passioni), trovo brutta la retorica da iniziati che si associa quasi sempre agli orientalismi, ecc..  trovo più zen di chi ha capito il vero zen un caciocavallo lucano fatto da un contadino lucano, o un buon articolo intellettuale  scritto da un buon intellettuale. trovo bella la proba lettura dei libri zen o buddhisti, e credo che un po&#039; di zen anche nella sua declinazione brutta sarebbe assai salutare e disintissicante per i politici italiani. riguardo alle domande di cui dice sebaste, credo che se le siano poste meglio appunto levinas e forse ancor di più merleau ponty (e che molti se le pongano in forma zen perchè richiede meno sforzo: ma l&#039;ormai bandito sforzo è bello, in senso etico e anche in senso zen)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>trovo brutti i finti nomi tibetani apposti a quelli italiani, mi fanno pensare ai nomi dei cani, trovo brutta una frase come &#8220;chi vuole capire il vero zen&#8221;, trovo brutta la rinuncia alle passioni,che esclude di per sé ogni bellezza (è semmai necessario alla bellezza l&#8217;attraversamento di quelle passioni), trovo brutta la retorica da iniziati che si associa quasi sempre agli orientalismi, ecc..  trovo più zen di chi ha capito il vero zen un caciocavallo lucano fatto da un contadino lucano, o un buon articolo intellettuale  scritto da un buon intellettuale. trovo bella la proba lettura dei libri zen o buddhisti, e credo che un po&#8217; di zen anche nella sua declinazione brutta sarebbe assai salutare e disintissicante per i politici italiani. riguardo alle domande di cui dice sebaste, credo che se le siano poste meglio appunto levinas e forse ancor di più merleau ponty (e che molti se le pongano in forma zen perchè richiede meno sforzo: ma l&#8217;ormai bandito sforzo è bello, in senso etico e anche in senso zen)</p>
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		<title>
		Di: Alfredo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alfredo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Jan 2011 01:42:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ci riprovo, perchè alcune parti sono state tagliate..
Che bella Giulia Niccolai! ...la sua voce...le sue parole.. Sorella di Vajra, sicuramente, anche se non ci siamo mai incontrati (dopo un&#039;iniziazione che non sia solo un permesso di pratica, nella tradizione Mahayana si diventa fratelli e sorelle di Vajra). Però penso che Beppe non abbia bisogno di ricorrere alla Rinuncia(dello scrivere e dello &quot;scibile&quot;). Penso che scrivere sia...il suo/nostro &quot;Dharma&quot;. (e non Karma, proprio Dharma!) Il Dharma è come l&#039;Oceano, ...infinito, vasto... e non basta saper nuotare ed avere empatia con l&#039;acqua! Se attraverso l&#039;Oceano a nuoto, affogo. E allora è meglio predisporre una barca, possibilmente a vela... -Una volta era &quot;andato in barca&quot; per una donna bellissima, e lei mi disse:&quot;Infinite sono le barche..&quot; ...Ecco, penso ancora che quella donna fosse Tara, la madre di tutti i Buddha..- La mia barca, in questo attimo, si chiama Dzogchen, una disciplina antichissima, che risale all&#039;epoca del Bon(in Tibet), e che proclama, senza mezzi termini, che &quot;..non esiste nulla a cui rinunciare, in quanto non esiste nulla a cui attaccarsi.. L&#039;unica cosa che ci è dato di fare è... l&#039;osservare la nostra autentica natura(primordiale), il nostro &quot;Rigpa&quot;, senza bisogno di modificare nulla...perchè non c&#039;è nulla da modificare.&quot; E questo si scontra con l&#039;insegnamento Mahayana, non c&#039;è dubbio, e forse è meglio così, caro Beppe, perchè io non voglio assolutamente rinunciare al tuo... &quot;particolare&quot;! 
&quot;..La sfumatura, il particolare, solo il particolare: tutto il resto è letteratura!&quot;
Proprio come particolari sono le scuole del buddismo tibetano, ..Ghelupa, Nyingmapa, Sakyapa e Kagyupa, incredibilmente diverse eppure coesistenti...
E a me, che sono privo di esistenza inerente, e che quindi non esisto, ora che ho preso il Libeccio(che da noi, in Emilia, si chiama Garbino), chi mi ferma più?... Ma la scrittura, naturalmente! ..Stavo procedendo spedito, macinando miglio su miglio, quando ho avvistato il veliero di Sebaste, -fatto di scrittura e di &quot;parole al vento&quot;, proprio come fossero bandierine tibetane- e mi sono fermato: in fondo l&#039;ancora serve anche per questo, ed ogni tanto bisogna usarla. Magari, salendo a bordo, ci trovo anche Giulia Niccolai, che nel frattempo, rileggendo &quot;Il libro dei maestri-Porte senza porta rewind&quot; e leggendo anche &quot;Il Demone e il Dalai Lama&quot; (di Raimondo Bultrini, Baldini Castoldi Dalai editore), ha cambiato idea e si è... &quot;imbarcata&quot;! Perchè -e sono parole del Dalai Lama, che è il mio Maestro- &quot;persino l&#039;Oceano può essere contaminato, prosciugato..&quot; Quindi bisogna sbrigarsi. E prendere Rifugio...
(nel Buddismo si prende rifugio nel Buddha, nel Dharma e nella sacra comunità..)...E fare attenzione...a non sbagliare direzione.. -..a Milano un falso lama guaritore consigliava ai suoi discepoli di non seguire più il Dalai Lama, reo di essere il responsabile dell&#039;attuale e tremenda situazione del popolo tibetano!!! ...E guarda caso proprio a Milano vive questo piccolo e vile uomo ridicolo(che chissà perchè chiamano &quot;Premier&quot;..) che sta portando l&#039;Italia allo sfacelo...-
Quindi meglio partire, imbarcarsi con Sebaste, o, a seconda dei casi, seguire il suo Veliero con la propria imbarcazione...fino al prossimo approdo, al prossimo libro/Porto Franco. Intorno a noi mare, cielo e spazio. E le parole di Giulia Niccolai...che prende il sole sul Ponte del Veliero... OmManiPadmeHum.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci riprovo, perchè alcune parti sono state tagliate..<br />
Che bella Giulia Niccolai! &#8230;la sua voce&#8230;le sue parole.. Sorella di Vajra, sicuramente, anche se non ci siamo mai incontrati (dopo un&#8217;iniziazione che non sia solo un permesso di pratica, nella tradizione Mahayana si diventa fratelli e sorelle di Vajra). Però penso che Beppe non abbia bisogno di ricorrere alla Rinuncia(dello scrivere e dello &#8220;scibile&#8221;). Penso che scrivere sia&#8230;il suo/nostro &#8220;Dharma&#8221;. (e non Karma, proprio Dharma!) Il Dharma è come l&#8217;Oceano, &#8230;infinito, vasto&#8230; e non basta saper nuotare ed avere empatia con l&#8217;acqua! Se attraverso l&#8217;Oceano a nuoto, affogo. E allora è meglio predisporre una barca, possibilmente a vela&#8230; -Una volta era &#8220;andato in barca&#8221; per una donna bellissima, e lei mi disse:&#8221;Infinite sono le barche..&#8221; &#8230;Ecco, penso ancora che quella donna fosse Tara, la madre di tutti i Buddha..- La mia barca, in questo attimo, si chiama Dzogchen, una disciplina antichissima, che risale all&#8217;epoca del Bon(in Tibet), e che proclama, senza mezzi termini, che &#8220;..non esiste nulla a cui rinunciare, in quanto non esiste nulla a cui attaccarsi.. L&#8217;unica cosa che ci è dato di fare è&#8230; l&#8217;osservare la nostra autentica natura(primordiale), il nostro &#8220;Rigpa&#8221;, senza bisogno di modificare nulla&#8230;perchè non c&#8217;è nulla da modificare.&#8221; E questo si scontra con l&#8217;insegnamento Mahayana, non c&#8217;è dubbio, e forse è meglio così, caro Beppe, perchè io non voglio assolutamente rinunciare al tuo&#8230; &#8220;particolare&#8221;!<br />
&#8220;..La sfumatura, il particolare, solo il particolare: tutto il resto è letteratura!&#8221;<br />
Proprio come particolari sono le scuole del buddismo tibetano, ..Ghelupa, Nyingmapa, Sakyapa e Kagyupa, incredibilmente diverse eppure coesistenti&#8230;<br />
E a me, che sono privo di esistenza inerente, e che quindi non esisto, ora che ho preso il Libeccio(che da noi, in Emilia, si chiama Garbino), chi mi ferma più?&#8230; Ma la scrittura, naturalmente! ..Stavo procedendo spedito, macinando miglio su miglio, quando ho avvistato il veliero di Sebaste, -fatto di scrittura e di &#8220;parole al vento&#8221;, proprio come fossero bandierine tibetane- e mi sono fermato: in fondo l&#8217;ancora serve anche per questo, ed ogni tanto bisogna usarla. Magari, salendo a bordo, ci trovo anche Giulia Niccolai, che nel frattempo, rileggendo &#8220;Il libro dei maestri-Porte senza porta rewind&#8221; e leggendo anche &#8220;Il Demone e il Dalai Lama&#8221; (di Raimondo Bultrini, Baldini Castoldi Dalai editore), ha cambiato idea e si è&#8230; &#8220;imbarcata&#8221;! Perchè -e sono parole del Dalai Lama, che è il mio Maestro- &#8220;persino l&#8217;Oceano può essere contaminato, prosciugato..&#8221; Quindi bisogna sbrigarsi. E prendere Rifugio&#8230;<br />
(nel Buddismo si prende rifugio nel Buddha, nel Dharma e nella sacra comunità..)&#8230;E fare attenzione&#8230;a non sbagliare direzione.. -..a Milano un falso lama guaritore consigliava ai suoi discepoli di non seguire più il Dalai Lama, reo di essere il responsabile dell&#8217;attuale e tremenda situazione del popolo tibetano!!! &#8230;E guarda caso proprio a Milano vive questo piccolo e vile uomo ridicolo(che chissà perchè chiamano &#8220;Premier&#8221;..) che sta portando l&#8217;Italia allo sfacelo&#8230;-<br />
Quindi meglio partire, imbarcarsi con Sebaste, o, a seconda dei casi, seguire il suo Veliero con la propria imbarcazione&#8230;fino al prossimo approdo, al prossimo libro/Porto Franco. Intorno a noi mare, cielo e spazio. E le parole di Giulia Niccolai&#8230;che prende il sole sul Ponte del Veliero&#8230; OmManiPadmeHum.</p>
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		<title>
		Di: beppe sebaste		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/01/28/porte-a-portes/#comment-146542</link>

		<dc:creator><![CDATA[beppe sebaste]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Jan 2011 21:34:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[(va da sé che trovo altrettanto problematico trovare &quot;belli&quot; dei rituali religiosi, anche se l&#039;affermazione passa più inosservata)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(va da sé che trovo altrettanto problematico trovare &#8220;belli&#8221; dei rituali religiosi, anche se l&#8217;affermazione passa più inosservata)</p>
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		<title>
		Di: beppe sebaste		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/01/28/porte-a-portes/#comment-146541</link>

		<dc:creator><![CDATA[beppe sebaste]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Jan 2011 21:32:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[interessante. (mi) chiedo: da quale &quot;punto di vista&quot; (espressione tediosissima), diciamo di quale origine del proprio sguardo, o formazione di sé, ecc. ecc., uno può trovare brutti dei rituali religiosi, soprattutto se di altre civiltà? E&#039; già arduo per quegli ambiti che pure dipenderebbero da valorizzazioni estetiche e di gusto (non sono sinonimi). Non è una domanda polemica, è solo uno spunto di riflessione (altri potrebbro fare a partire da qui un seminario di epistemologia o di antropologia culturale). Buddhismo, per me (ma la definizione vale anche per &quot;filosofia&quot;) e religione, e soprattutto per &quot;maestri&quot;, significa arrendersi a qualcosa di più grande del proprio ego e insieme interrogarsi sulla formazione del proprio guardare, del proprio comprendere; NON il capire o apprezzare qualcosa,  ma cercare di capire che cosa significa capire (e apprezzare, e vedere).
un saluto - e grazie infinite alle frasi lievi e acute di laura marcolini e all&#039;incoraggiamento energico, festoso e pensoso insieme di alfredo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>interessante. (mi) chiedo: da quale &#8220;punto di vista&#8221; (espressione tediosissima), diciamo di quale origine del proprio sguardo, o formazione di sé, ecc. ecc., uno può trovare brutti dei rituali religiosi, soprattutto se di altre civiltà? E&#8217; già arduo per quegli ambiti che pure dipenderebbero da valorizzazioni estetiche e di gusto (non sono sinonimi). Non è una domanda polemica, è solo uno spunto di riflessione (altri potrebbro fare a partire da qui un seminario di epistemologia o di antropologia culturale). Buddhismo, per me (ma la definizione vale anche per &#8220;filosofia&#8221;) e religione, e soprattutto per &#8220;maestri&#8221;, significa arrendersi a qualcosa di più grande del proprio ego e insieme interrogarsi sulla formazione del proprio guardare, del proprio comprendere; NON il capire o apprezzare qualcosa,  ma cercare di capire che cosa significa capire (e apprezzare, e vedere).<br />
un saluto &#8211; e grazie infinite alle frasi lievi e acute di laura marcolini e all&#8217;incoraggiamento energico, festoso e pensoso insieme di alfredo.</p>
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