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	Commenti a: Aspettando Broch	</title>
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		<title>
		Di: harzie		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/02/01/aspettando-broch/#comment-146693</link>

		<dc:creator><![CDATA[harzie]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Feb 2011 12:48:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A proposito di musicalizzazione, sto leggendo i racconti di Jahnn pubblicati da Lavieri e mi sto documentando di conseguenza; pare che la monumentale trilogia romanzesca di &lt;i&gt;Fluss ohne Ufer&lt;/i&gt;, composta tra il 1935 e il 1947, costituisca anch&#039;essa un esempio in tal senso. 
C&#039;è un saggio recente di Ulrich Greiner dove i critico tedesco afferma, ad esempio: «&lt;i&gt;Fluss ohne Ufer&lt;/i&gt; non è soltanto la storia di un compositore. Il romanzo stesso è un&#039;opera sinfonica, obbedisce a leggi musicali, non letterarie. &lt;i&gt;Das Holzschiff&lt;/i&gt; [prima parte della trilogia] è l&#039;Ouverture in cui riecheggiano tutti i temi che verranno sviluppati ed esplicati nel &lt;i&gt;Niederschrift&lt;/i&gt; [seconda parte]».
Ma il romanzo di Jahnn, evidentemente, è ancor più misconosciuto del Broch dei &lt;i&gt;Sonnambuli&lt;/i&gt;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A proposito di musicalizzazione, sto leggendo i racconti di Jahnn pubblicati da Lavieri e mi sto documentando di conseguenza; pare che la monumentale trilogia romanzesca di <i>Fluss ohne Ufer</i>, composta tra il 1935 e il 1947, costituisca anch&#8217;essa un esempio in tal senso.<br />
C&#8217;è un saggio recente di Ulrich Greiner dove i critico tedesco afferma, ad esempio: «<i>Fluss ohne Ufer</i> non è soltanto la storia di un compositore. Il romanzo stesso è un&#8217;opera sinfonica, obbedisce a leggi musicali, non letterarie. <i>Das Holzschiff</i> [prima parte della trilogia] è l&#8217;Ouverture in cui riecheggiano tutti i temi che verranno sviluppati ed esplicati nel <i>Niederschrift</i> [seconda parte]».<br />
Ma il romanzo di Jahnn, evidentemente, è ancor più misconosciuto del Broch dei <i>Sonnambuli</i>.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: carmelo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/02/01/aspettando-broch/#comment-146684</link>

		<dc:creator><![CDATA[carmelo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Feb 2011 19:36:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[dice claudio magris
&lt;i&gt;Il romanzo diviene per Broch uno strumento conoscitivo per cogliere lo spirito dell&#039;epoca, raccontando le vicende, i sentimenti e i pensieri degli uomini in cui esso si incarna.

Per ritrarre secondo verita&#039; un&#039;epoca - quella contemporanea - che si e&#039; disgregata in un&#039;atomizzazione centrifuga ed eterogenea e ha perso ogni unita&#039; di valore e di stile, il romanzo deve farsi polifonico e polistorico, assumere nella sua struttura la sconnessa molteplicita&#039; di stili dell&#039;epoca stessa e la sua mancanza di un&#039;unita&#039; e di centro. Il romanzo deve essere contemporaneamente narrazione epica, inno e lirica, riflessione saggistica, teoria filosofica calata e vissuta nell&#039;esistenza dei personaggi.
......Broch e&#039; uno scrittore sperimentale, di risultati talora diseguali ma spesso di grande potenza poetica, perche&#039; la sua passione di verita&#039; e di conoscenza, le sue stesse istanze filosofiche diventano vita, carne e sangue di figure concrete, con tutto il loro amore, il loro desiderio e la loro angoscia
&lt;/i&gt;
la disgregazione dei valori di cui parla anche Kundera nell&#039;introduzione ai romanzi,  conduce a una inconsapevolezza del male, al trionfo dell&#039;impudicizia e della &quot;buona fede&quot;
&lt;i&gt;la cosiddetta buonafede puo&#039; essere una scusante, spesso essa e&#039; invece un&#039;aggravante, perche&#039; e&#039; il risultato di una lunga opera di corruzione della propria coscienza, stordita, inebriata o appannata dall&#039;abitudine alla menzogna e al male, sino a diventare incapace di distinguere il bene dal male, sino a convincersi di essere nel giusto anche quando si macchia di colpe perche&#039; non vuole guardare in faccia la realta&#039;, la difficolta&#039; e la responsabilita&#039; di scegliere, la necessita&#039; di giudicare e di essere giudicata (c.magris)&lt;/i&gt;
Nei romanzi di Bolano il male appare quasi sempre casuale e mai causale, tanto da indurre un personaggio dei detective ad affermare che in tal caso saremmo fottuti.
Ma non importa,  anche se Il protagonista di Notturno cileno assolutamente privo di qualsiasi senso di colpa di qualsiasi bricciolo di coscienza del male che lo circonda e di cui è involontario protagonista, il compito dello scrittore resta quello di indagare  le &lt;i&gt;possibilità storiche dell’esistenza europea (Kundera)&lt;/i&gt; o come amava dire bolano &quot;cacciare la testa nel buio&quot;
mi permetto di dare le indicazioni per l&#039;acquisto dei tre volumi

Hermann Broch, I sonnambuli, 2010, 
a cura di M. Rizzante, 
prefazione di M. Kundera, 
postfazione di C. Fuentes, pp. 720, 
Isbn 9788857501659, prezzo dei tre volumi indivisibili Euro 35,00]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>dice claudio magris<br />
<i>Il romanzo diviene per Broch uno strumento conoscitivo per cogliere lo spirito dell&#8217;epoca, raccontando le vicende, i sentimenti e i pensieri degli uomini in cui esso si incarna.</p>
<p>Per ritrarre secondo verita&#8217; un&#8217;epoca &#8211; quella contemporanea &#8211; che si e&#8217; disgregata in un&#8217;atomizzazione centrifuga ed eterogenea e ha perso ogni unita&#8217; di valore e di stile, il romanzo deve farsi polifonico e polistorico, assumere nella sua struttura la sconnessa molteplicita&#8217; di stili dell&#8217;epoca stessa e la sua mancanza di un&#8217;unita&#8217; e di centro. Il romanzo deve essere contemporaneamente narrazione epica, inno e lirica, riflessione saggistica, teoria filosofica calata e vissuta nell&#8217;esistenza dei personaggi.<br />
&#8230;&#8230;Broch e&#8217; uno scrittore sperimentale, di risultati talora diseguali ma spesso di grande potenza poetica, perche&#8217; la sua passione di verita&#8217; e di conoscenza, le sue stesse istanze filosofiche diventano vita, carne e sangue di figure concrete, con tutto il loro amore, il loro desiderio e la loro angoscia<br />
</i><br />
la disgregazione dei valori di cui parla anche Kundera nell&#8217;introduzione ai romanzi,  conduce a una inconsapevolezza del male, al trionfo dell&#8217;impudicizia e della &#8220;buona fede&#8221;<br />
<i>la cosiddetta buonafede puo&#8217; essere una scusante, spesso essa e&#8217; invece un&#8217;aggravante, perche&#8217; e&#8217; il risultato di una lunga opera di corruzione della propria coscienza, stordita, inebriata o appannata dall&#8217;abitudine alla menzogna e al male, sino a diventare incapace di distinguere il bene dal male, sino a convincersi di essere nel giusto anche quando si macchia di colpe perche&#8217; non vuole guardare in faccia la realta&#8217;, la difficolta&#8217; e la responsabilita&#8217; di scegliere, la necessita&#8217; di giudicare e di essere giudicata (c.magris)</i><br />
Nei romanzi di Bolano il male appare quasi sempre casuale e mai causale, tanto da indurre un personaggio dei detective ad affermare che in tal caso saremmo fottuti.<br />
Ma non importa,  anche se Il protagonista di Notturno cileno assolutamente privo di qualsiasi senso di colpa di qualsiasi bricciolo di coscienza del male che lo circonda e di cui è involontario protagonista, il compito dello scrittore resta quello di indagare  le <i>possibilità storiche dell’esistenza europea (Kundera)</i> o come amava dire bolano &#8220;cacciare la testa nel buio&#8221;<br />
mi permetto di dare le indicazioni per l&#8217;acquisto dei tre volumi</p>
<p>Hermann Broch, I sonnambuli, 2010,<br />
a cura di M. Rizzante,<br />
prefazione di M. Kundera,<br />
postfazione di C. Fuentes, pp. 720,<br />
Isbn 9788857501659, prezzo dei tre volumi indivisibili Euro 35,00</p>
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		<title>
		Di: roberta salardi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/02/01/aspettando-broch/#comment-146659</link>

		<dc:creator><![CDATA[roberta salardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Feb 2011 16:51:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Se, come dice la bella definizione di Ernesto Sabato (l&#039;ho udita citare da te a una conferenza), &quot;il romanzo è l&#039;uomo&quot;, con molta probabilità il legame fra questo genere letterario popolato di personaggi e la psicologia (piuttosto che la psicanalisi o le varie teorie della personalità) a me pare indissolubile. 
E&#039; possibile che qui per &quot;forza sotterranea e invisibile che plasma le persone e i loro pensieri&quot; (osservata però &quot;dal cielo della storia&quot;) s&#039;intenda un&#039;energia sovraindividuale propria del tempo (lo spirito del tempo? la temperie spirituale dell&#039;epoca?). 
In ogni caso, mi pare che una frase come quella di Kundera sui Sonnambuli: &quot;... tutti i personaggi dei Sonnambuli non riescono mai a spiegarsi fino in fondo perché fanno quello che fanno, perché pensano quello che pensano, perché dicono quello che dicono...&quot; riconduca al problema della coscienza/falsa coscienza di Marx come a quello dell&#039;inconscio freudiano. Le coordinate fra cui si situa la vicenda romanzesca  si confermano essere il periodo storico che incrocia la psiche dell&#039;individuo.
Anche quel &quot;camminare sul cornicione della realtà&quot; mi sembra operazione molto &quot;psichica&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se, come dice la bella definizione di Ernesto Sabato (l&#8217;ho udita citare da te a una conferenza), &#8220;il romanzo è l&#8217;uomo&#8221;, con molta probabilità il legame fra questo genere letterario popolato di personaggi e la psicologia (piuttosto che la psicanalisi o le varie teorie della personalità) a me pare indissolubile.<br />
E&#8217; possibile che qui per &#8220;forza sotterranea e invisibile che plasma le persone e i loro pensieri&#8221; (osservata però &#8220;dal cielo della storia&#8221;) s&#8217;intenda un&#8217;energia sovraindividuale propria del tempo (lo spirito del tempo? la temperie spirituale dell&#8217;epoca?).<br />
In ogni caso, mi pare che una frase come quella di Kundera sui Sonnambuli: &#8220;&#8230; tutti i personaggi dei Sonnambuli non riescono mai a spiegarsi fino in fondo perché fanno quello che fanno, perché pensano quello che pensano, perché dicono quello che dicono&#8230;&#8221; riconduca al problema della coscienza/falsa coscienza di Marx come a quello dell&#8217;inconscio freudiano. Le coordinate fra cui si situa la vicenda romanzesca  si confermano essere il periodo storico che incrocia la psiche dell&#8217;individuo.<br />
Anche quel &#8220;camminare sul cornicione della realtà&#8221; mi sembra operazione molto &#8220;psichica&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: sparz		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/02/01/aspettando-broch/#comment-146658</link>

		<dc:creator><![CDATA[sparz]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Feb 2011 16:48:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Concordo completamente sulla centralità dei &lt;i&gt;Sonnambuli&lt;/i&gt; nella produzione di Broch. Il primo volume, &lt;i&gt;Pasenow o il romanticismo&lt;/i&gt; contiene uno dei più bei dialoghi d&#039;amore che io abbia mai letto (e che ho riportato &lt;a href=&quot;http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2008/06/25/dialoghi-d%E2%80%99amore1-hermann-broch/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;qui&lt;/a&gt; ) e dal terzo volume, polifonico in un senso molto concreto, vi riporto questa frase, che chiarisce la peculiare accezione che presso Broch ha il termine &lt;i&gt;stile&lt;/i&gt;: «Poiché lo stile non è certo qualcosa di limitato all’architettura o all’arte plastica, lo stile è qualcosa che penetra in ugual misura tutte le espressioni vitali di un’epoca. Sarebbe assurdo considerare l’artista un essere d’eccezione, uno che conduce quasi una vita appartata, nell’ambito dello stile ch’egli crea, mentre gli altri ne restano esclusi.»]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo completamente sulla centralità dei <i>Sonnambuli</i> nella produzione di Broch. Il primo volume, <i>Pasenow o il romanticismo</i> contiene uno dei più bei dialoghi d&#8217;amore che io abbia mai letto (e che ho riportato <a href="http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2008/06/25/dialoghi-d%E2%80%99amore1-hermann-broch/" rel="nofollow">qui</a> ) e dal terzo volume, polifonico in un senso molto concreto, vi riporto questa frase, che chiarisce la peculiare accezione che presso Broch ha il termine <i>stile</i>: «Poiché lo stile non è certo qualcosa di limitato all’architettura o all’arte plastica, lo stile è qualcosa che penetra in ugual misura tutte le espressioni vitali di un’epoca. Sarebbe assurdo considerare l’artista un essere d’eccezione, uno che conduce quasi una vita appartata, nell’ambito dello stile ch’egli crea, mentre gli altri ne restano esclusi.»</p>
]]></content:encoded>
		
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