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	Commenti a: La decrescita non è un impoverimento	</title>
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		Di: Pensieri Oziosi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/02/08/la-decrescita-non-e-un-impoverimento/#comment-147716</link>

		<dc:creator><![CDATA[Pensieri Oziosi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Feb 2011 22:48:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io non so se qualcuno di voi è esperto in un qualche campo, chessò, scienza, medicina, architettura o altro. A me capita che quando leggo un &quot;articolo giornalistico&quot; (come viene chiamato dagli autori qui sopra) su cose di cui mi intendo, il contenuto mi sembra nella quasi totalità dei casi consistere in, e mi scuso per il termine tecnico, &quot;cazzate&quot;.

Ora, quando Badiale e Bontempelli si scagliano contro la definizione &quot;da giornlisti&quot; di povertà come un reddito inferiore a tot dollari al giorno, stanno rivolgendo una critica all&#039;economia capitalista, o all&#039;ennesima cazzata che si legge sui giornali?

Cioè, non vorrei che andando a leggere le pubblicazioni della Banca Mondiale o altre fonti (fonti, dico, non articoli di giornali) si ritrovino le stesse idee di Badiale e Bontempelli, magari scritte meglio.

Ah, un&#039;altra cosa: Badiale e Bontempelli sembrano pensare che pagamenti in natura non facciano parte del reddito (vedi l&#039;esempio dei domestici nell&#039;articolo qui sopra). Ciò è sbagliato sia dal punto di vista teorico (mi sta sorgendo il dubbio che Badiale e Bontempelli siano a loro volta dei giornalisti) ma anche pratico (si veda anche il concetto di &quot;evasione fiscale&quot;).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io non so se qualcuno di voi è esperto in un qualche campo, chessò, scienza, medicina, architettura o altro. A me capita che quando leggo un &#8220;articolo giornalistico&#8221; (come viene chiamato dagli autori qui sopra) su cose di cui mi intendo, il contenuto mi sembra nella quasi totalità dei casi consistere in, e mi scuso per il termine tecnico, &#8220;cazzate&#8221;.</p>
<p>Ora, quando Badiale e Bontempelli si scagliano contro la definizione &#8220;da giornlisti&#8221; di povertà come un reddito inferiore a tot dollari al giorno, stanno rivolgendo una critica all&#8217;economia capitalista, o all&#8217;ennesima cazzata che si legge sui giornali?</p>
<p>Cioè, non vorrei che andando a leggere le pubblicazioni della Banca Mondiale o altre fonti (fonti, dico, non articoli di giornali) si ritrovino le stesse idee di Badiale e Bontempelli, magari scritte meglio.</p>
<p>Ah, un&#8217;altra cosa: Badiale e Bontempelli sembrano pensare che pagamenti in natura non facciano parte del reddito (vedi l&#8217;esempio dei domestici nell&#8217;articolo qui sopra). Ciò è sbagliato sia dal punto di vista teorico (mi sta sorgendo il dubbio che Badiale e Bontempelli siano a loro volta dei giornalisti) ma anche pratico (si veda anche il concetto di &#8220;evasione fiscale&#8221;).</p>
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		<title>
		Di: Vincenzo Cucinotta		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/02/08/la-decrescita-non-e-un-impoverimento/#comment-147022</link>

		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Cucinotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Feb 2011 13:19:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non posso in un commento esprimere tutte le osservazioni che vorrei su questo articolo. 
Pertanto, partendo dal presupposto che convengo sulla follia insita nel modello di sviluppo capitalistico, vorrei avanzare dei dubbi, delle domande che credo ci dovremmo porre. 
Siamo certi che la parola d&#039;ordine della decrescita sia la più corretta? Perchè, in un mondo in cui tutto viene misurato sulla base della crescita del PIL, non sarà simmetricamente sbagliato riferendo ancora una volta tutto al PIL, anche se in questo caso volendolo ridurre? 
Il punto mi pare stia nella sostituzione della politica con l&#039;economia, che questa ha praticamente eliminato la politica. Se questo è il problema, allora parlare di decrescita non potrebbe significare confermare l&#039;egemonia dell&#039;economia sulla politica? 
Non dovremmo allora rifiutare di usare un metro di tipo economico, ed essere in grado di entrare nel merito delle singole decisioni, facendo così dipendere le scelte economiche da scelte preliminari di ordine politico? Non dovrebbe essere questa la vera soluzione, il vero superamento del capitalismo? 
Infine, vorrei manifestare dei dubbi anche rispetto alla distinzione di beni che non costituirebbero merce perchè non monetizzati. In questo ambito, lo scambio non espresso in moneta, che quindi sembrerebbe un baratto, rende davvero così differente un bene dal comune concetto di merce?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non posso in un commento esprimere tutte le osservazioni che vorrei su questo articolo.<br />
Pertanto, partendo dal presupposto che convengo sulla follia insita nel modello di sviluppo capitalistico, vorrei avanzare dei dubbi, delle domande che credo ci dovremmo porre.<br />
Siamo certi che la parola d&#8217;ordine della decrescita sia la più corretta? Perchè, in un mondo in cui tutto viene misurato sulla base della crescita del PIL, non sarà simmetricamente sbagliato riferendo ancora una volta tutto al PIL, anche se in questo caso volendolo ridurre?<br />
Il punto mi pare stia nella sostituzione della politica con l&#8217;economia, che questa ha praticamente eliminato la politica. Se questo è il problema, allora parlare di decrescita non potrebbe significare confermare l&#8217;egemonia dell&#8217;economia sulla politica?<br />
Non dovremmo allora rifiutare di usare un metro di tipo economico, ed essere in grado di entrare nel merito delle singole decisioni, facendo così dipendere le scelte economiche da scelte preliminari di ordine politico? Non dovrebbe essere questa la vera soluzione, il vero superamento del capitalismo?<br />
Infine, vorrei manifestare dei dubbi anche rispetto alla distinzione di beni che non costituirebbero merce perchè non monetizzati. In questo ambito, lo scambio non espresso in moneta, che quindi sembrerebbe un baratto, rende davvero così differente un bene dal comune concetto di merce?</p>
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		Di: Mauro Baldrati		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/02/08/la-decrescita-non-e-un-impoverimento/#comment-147014</link>

		<dc:creator><![CDATA[Mauro Baldrati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Feb 2011 12:10:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sottoscrivo. Un tempo di queste riflessioni si facevano carico anche la sinistra e il sindacato, cioè riflettere su un modello di sviluppo che possa essere alternativo a quello capitalistico fondato su produzione/consumo/spreco; sviluppo come aumento della produzione da assorbire con un aumento dei consumi ecc. Oggi queste riflessioni sembrano abbandonate, come se nessuno le credesse possibili. Oggi quando si parla di &quot;crisi del mercato dell&#039;auto&quot; si invoca un aumento della produzione, una &quot;crescita&quot;. Ma com&#039;è possibile che un sindacato non rifletta sull&#039;assurdità di un continuo aumento di produzione di auto, quando l&#039;ambiente è saturo, è esausto? 

Il problema è che per spezzare questo trinomio produzione/consumo/spreco è indispensabile una riflessione sul concetto di socialità, di bisogni, di aspirazione al tenore di vita ecc. E nessuno sembra più crederlo possibile. E&#039; come se il trionfo del capitalismo avesse spazzato via ogni speranza di un modello non solo di consumo, ma di vita, diverso - migliore.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sottoscrivo. Un tempo di queste riflessioni si facevano carico anche la sinistra e il sindacato, cioè riflettere su un modello di sviluppo che possa essere alternativo a quello capitalistico fondato su produzione/consumo/spreco; sviluppo come aumento della produzione da assorbire con un aumento dei consumi ecc. Oggi queste riflessioni sembrano abbandonate, come se nessuno le credesse possibili. Oggi quando si parla di &#8220;crisi del mercato dell&#8217;auto&#8221; si invoca un aumento della produzione, una &#8220;crescita&#8221;. Ma com&#8217;è possibile che un sindacato non rifletta sull&#8217;assurdità di un continuo aumento di produzione di auto, quando l&#8217;ambiente è saturo, è esausto? </p>
<p>Il problema è che per spezzare questo trinomio produzione/consumo/spreco è indispensabile una riflessione sul concetto di socialità, di bisogni, di aspirazione al tenore di vita ecc. E nessuno sembra più crederlo possibile. E&#8217; come se il trionfo del capitalismo avesse spazzato via ogni speranza di un modello non solo di consumo, ma di vita, diverso &#8211; migliore.</p>
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		<title>
		Di: Tweets that mention La decrescita non è un impoverimento – Nazione Indiana -- Topsy.com		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/02/08/la-decrescita-non-e-un-impoverimento/#comment-147005</link>

		<dc:creator><![CDATA[Tweets that mention La decrescita non è un impoverimento – Nazione Indiana -- Topsy.com]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Feb 2011 09:35:15 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=38055#comment-147005</guid>

					<description><![CDATA[[...] This post was mentioned on Twitter by Francesco Cingolani, nazioneindiana. nazioneindiana said: La decrescita non è un impoverimento: http://bit.ly/fdRCPD [andrea inglese - 8 febbraio 2011] [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] This post was mentioned on Twitter by Francesco Cingolani, nazioneindiana. nazioneindiana said: La decrescita non è un impoverimento: <a href="http://bit.ly/fdRCPD" rel="nofollow ugc">http://bit.ly/fdRCPD</a> [andrea inglese &#8211; 8 febbraio 2011] [&#8230;]</p>
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