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	Commenti a: La lezione di storia di Benigni	</title>
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		<title>
		Di: sacla		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/02/22/la-lezione-di-storia-di-benigni/#comment-148104</link>

		<dc:creator><![CDATA[sacla]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Feb 2011 08:24:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[da modesto e ignorante elettore di sinistra (da sempre), provo un certo fastidio a leggere la critica dello storico prof. Banti in merito alla esibizione di Benigni al festival della canzonetta!
Certo questo Benigni mi piace molto meno di quello dei tempi di L&#039;altra domenica (o forse ero io che ero diverso, mah?) ma non ho trovato la scelta del contesto e dell&#039;argomento insensata o superficiale al punto da stimolare il sarcasmo e la puzzetta sotto al naso, di qualche pur valente storico.
Non credo che l&#039;obiettivo fosse quello di riaccendere uno spirito nazionalistico chiuso e retorico, io per lo meno non l&#039;ho percepito così; e comunque se la cosa ha attecchito nella gente, addirittura anche in &quot;innumerevoli politici e commentatori di sinistra, molti dei quali anche ex comunisti&quot; significa che nella nostra cultura europeista c&#039;è qualcosa che non va; lo storico fa bene a esprimere le sue perplessità, ma è sicuro che, alla luce di questi riscontri popolari, non ci sia una responsabilità anche di chi la storia ce la deve raccontare davvero?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>da modesto e ignorante elettore di sinistra (da sempre), provo un certo fastidio a leggere la critica dello storico prof. Banti in merito alla esibizione di Benigni al festival della canzonetta!<br />
Certo questo Benigni mi piace molto meno di quello dei tempi di L&#8217;altra domenica (o forse ero io che ero diverso, mah?) ma non ho trovato la scelta del contesto e dell&#8217;argomento insensata o superficiale al punto da stimolare il sarcasmo e la puzzetta sotto al naso, di qualche pur valente storico.<br />
Non credo che l&#8217;obiettivo fosse quello di riaccendere uno spirito nazionalistico chiuso e retorico, io per lo meno non l&#8217;ho percepito così; e comunque se la cosa ha attecchito nella gente, addirittura anche in &#8220;innumerevoli politici e commentatori di sinistra, molti dei quali anche ex comunisti&#8221; significa che nella nostra cultura europeista c&#8217;è qualcosa che non va; lo storico fa bene a esprimere le sue perplessità, ma è sicuro che, alla luce di questi riscontri popolari, non ci sia una responsabilità anche di chi la storia ce la deve raccontare davvero?</p>
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		<title>
		Di: Livio Tassan Mangina		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/02/22/la-lezione-di-storia-di-benigni/#comment-148102</link>

		<dc:creator><![CDATA[Livio Tassan Mangina]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Feb 2011 02:14:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#039;azione educativa,di soggetti impegnati,e talvolta geniali,(come Benigni),che usano,gli attuali mezzi, dello spettacolo,o prime forme artistiche,dell&#039;uomo, come il Teatro, è la più efficace,per contrastare,malattie come il Berlusconi- smo,od altri ISMI,come la commedia dell&#039;arte nel 500.Mentre l&#039;intelletto, fine
a sestesso(vedi sopra!)coltiva solo, L&#039;ingnoranza della gente comune(critica,
solo per Gelosia o arroganza,senza mediazione costrurtiva!) senza nessuna
azione di pensiero educativo,nel loro ambito,per mancanzaq di contatto,con
la gente(che non capirebbe una virgola,delle loro lucubrazioni).La cultura dell&#039;ellite,della cosidetta avnguardia,che non fa niente,neanche, per togliere,sofferenza, e dare gioia,alla gente,aspettando che scoppì la rivo- luzione.SIETE UN&#039;ALTRO ASPETTO DEL BERLUSCONISMO,LA FECCIA DEL FUTURO DELL&#039;UMANITA&#039;.E&#039; una fortuna che ci siano ancora i geni come BENIGNI]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;azione educativa,di soggetti impegnati,e talvolta geniali,(come Benigni),che usano,gli attuali mezzi, dello spettacolo,o prime forme artistiche,dell&#8217;uomo, come il Teatro, è la più efficace,per contrastare,malattie come il Berlusconi- smo,od altri ISMI,come la commedia dell&#8217;arte nel 500.Mentre l&#8217;intelletto, fine<br />
a sestesso(vedi sopra!)coltiva solo, L&#8217;ingnoranza della gente comune(critica,<br />
solo per Gelosia o arroganza,senza mediazione costrurtiva!) senza nessuna<br />
azione di pensiero educativo,nel loro ambito,per mancanzaq di contatto,con<br />
la gente(che non capirebbe una virgola,delle loro lucubrazioni).La cultura dell&#8217;ellite,della cosidetta avnguardia,che non fa niente,neanche, per togliere,sofferenza, e dare gioia,alla gente,aspettando che scoppì la rivo- luzione.SIETE UN&#8217;ALTRO ASPETTO DEL BERLUSCONISMO,LA FECCIA DEL FUTURO DELL&#8217;UMANITA&#8217;.E&#8217; una fortuna che ci siano ancora i geni come BENIGNI</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: georgia		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/02/22/la-lezione-di-storia-di-benigni/#comment-147950</link>

		<dc:creator><![CDATA[georgia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Feb 2011 13:37:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&lt;b&gt;MI CORREGGO&lt;/b&gt;
in &#060;a href=&#034;https://www.nazioneindiana.com/2011/02/22/la-lezione-di-storia-di-benigni/#comment-147847&#034;questo commento avevo parlato di maroni, mi devo correggere non era roberto maroni ma roberto castelli in &lt;a href=&quot;http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/popupaudio.html?u=http%3A%2F%2Fwww.rai.it%2Fdl%2Faudio%2F1298455488549a_oriana_disse_io_vi_odio2011_02_23.ram&#038;p=Prima%20Pagina&#038;d=Fallaci%20e%20Colonnello%20-%20Intervista%20del%202%20dicembre%201979sito%20del%20Corriere%20della%20Sera&#038;t=A%20Oriana%20disse%3A%20%22Io%20vi%20odio%22&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Prima pagina&lt;/a&gt; del 23 febbraio)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><b>MI CORREGGO</b><br />
in &lt;a href=&quot;<a href="https://www.nazioneindiana.com/2011/02/22/la-lezione-di-storia-di-benigni/#comment-147847&quot;questo" rel="nofollow ugc">https://www.nazioneindiana.com/2011/02/22/la-lezione-di-storia-di-benigni/#comment-147847&quot;questo</a> commento avevo parlato di maroni, mi devo correggere non era roberto maroni ma roberto castelli in <a href="http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/popupaudio.html?u=http%3A%2F%2Fwww.rai.it%2Fdl%2Faudio%2F1298455488549a_oriana_disse_io_vi_odio2011_02_23.ram&amp;p=Prima%20Pagina&amp;d=Fallaci%20e%20Colonnello%20-%20Intervista%20del%202%20dicembre%201979sito%20del%20Corriere%20della%20Sera&amp;t=A%20Oriana%20disse%3A%20%22Io%20vi%20odio%22" rel="nofollow">Prima pagina</a> del 23 febbraio)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: AMA		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/02/22/la-lezione-di-storia-di-benigni/#comment-147941</link>

		<dc:creator><![CDATA[AMA]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Feb 2011 11:13:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un saluto a Jacopo Galimberti. Fra Londra e Parigi? Sei messo peggio di me!

Georgia, rilassati un attimo... Anche un italiano che sceglie di rifugiarsi nella campagma Toscana fa una scelta cosmopolita, no?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un saluto a Jacopo Galimberti. Fra Londra e Parigi? Sei messo peggio di me!</p>
<p>Georgia, rilassati un attimo&#8230; Anche un italiano che sceglie di rifugiarsi nella campagma Toscana fa una scelta cosmopolita, no?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Francesco Terzago		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/02/22/la-lezione-di-storia-di-benigni/#comment-147936</link>

		<dc:creator><![CDATA[Francesco Terzago]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Feb 2011 10:03:29 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=38251#comment-147936</guid>

					<description><![CDATA[Non ho mai apprezzato Benigni nelle sue imprese esegetiche, tanto meno nell&#039;ultima occasione. Credo però che tutto questo livore sia ingiustificato; non è forse merito suo se ci ritroviamo qui, oggi, a parlare del nostro inno nazionale e della nostra identità? La cosa che mi incuriosirebbe discutere è: è così disdicevole cercare di tracciare i confini della nostra identità?, identità è una parola di &#039;destra&#039; della &#039;differenza&#039; di &#039;odio&#039;? Ma non è proprio il motto dell&#039;Unione Europea che mette al centro la diversità dei popoli, degli Stati che la compongono? Quel &quot;Uniti nella diversità&quot; che cosa ci rappresenta? Personalmente credo che parlare di identità sia differente rispetto a parlare di Nazione, potremmo fare un&#039;indagine etnografica su questi 120 e passa interventi, scoprendo quella che è l&#039;identità comune di certi commentatori. Tornando al fenomeno Benigni, quando si analizza un testo, solitamente, si dovrebbe tenere conto di 1) contesto 2) codice e sottocodice 3) identità dell&#039;emittente 4) identità del ricevente 5) medium; Benigni, ahinoi, produce dei messaggi in linea con questi parametri, perché la sua professione prevede questo, un docente di storia, mi dispiace, non ha le skills necessarie per arrivare a Sanremo e parlare di quello che studia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non ho mai apprezzato Benigni nelle sue imprese esegetiche, tanto meno nell&#8217;ultima occasione. Credo però che tutto questo livore sia ingiustificato; non è forse merito suo se ci ritroviamo qui, oggi, a parlare del nostro inno nazionale e della nostra identità? La cosa che mi incuriosirebbe discutere è: è così disdicevole cercare di tracciare i confini della nostra identità?, identità è una parola di &#8216;destra&#8217; della &#8216;differenza&#8217; di &#8216;odio&#8217;? Ma non è proprio il motto dell&#8217;Unione Europea che mette al centro la diversità dei popoli, degli Stati che la compongono? Quel &#8220;Uniti nella diversità&#8221; che cosa ci rappresenta? Personalmente credo che parlare di identità sia differente rispetto a parlare di Nazione, potremmo fare un&#8217;indagine etnografica su questi 120 e passa interventi, scoprendo quella che è l&#8217;identità comune di certi commentatori. Tornando al fenomeno Benigni, quando si analizza un testo, solitamente, si dovrebbe tenere conto di 1) contesto 2) codice e sottocodice 3) identità dell&#8217;emittente 4) identità del ricevente 5) medium; Benigni, ahinoi, produce dei messaggi in linea con questi parametri, perché la sua professione prevede questo, un docente di storia, mi dispiace, non ha le skills necessarie per arrivare a Sanremo e parlare di quello che studia.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Luca		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/02/22/la-lezione-di-storia-di-benigni/#comment-147935</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Feb 2011 10:02:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Forse è già stato detto, nel caso mi scuso: mi sembra che molti non tengano conto del fatto che Benigni ormai non si pone più (o non solo) come un burattino o un buffone, ma come un maestro (viene chiamato così), che ogni rara volta che compare fa lezioni sui temi più alti, dall&#039;amore, a dio, alla poesia, cita Dante a memoria e lo racconta al popolo. Quindi, chi assiste alle sue performance senza armi per difendersi, prende per oro colato quello che lui dice.
L&#039;unica pecca dell&#039;articolo di Banti può essere la sua genericità. D&#039;altra parte in poche cartelle non è facile argomentare le ricerche di una vita; conoscendo un po&#039; Banti (sono uno studente dell&#039;università in cui lui insegna), credo che abbia preferito disinnescare subito la mina e che abbia scritto sull&#039;onda della personale irritazione.
Trovo meritorio che un accademico, invece che rispondere alzando le spalle o lisciandosi i baffi, di fronte ad un intervento come quello di Benigni, sia interessato ad intervenire nel discorso pubblico e che cerchi di far filtrare presso l&#039;opinione pubblica cose ormai scontate a livello scientifico (come che la nazione italiana esiste solo dall&#039;Ottocento, come tutte le altre nazioni, e che i romani non sono nostri padri più di quanto non lo siano i longobardi)
Se qualcuno è interessato ad approfondire &quot;la sua logica&quot; può leggersi il suo libro &quot;Il Risorgimento italiano&quot;, oppure, se si trova vicino a Pisa, venire a seguire i suoi corsi, giovedì e venerdì dalle 10 alle 12 al dipartimento di storia in via Pasquale Paoli, nei quali argomenterà eccome. E vi assicuro che non è banale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Forse è già stato detto, nel caso mi scuso: mi sembra che molti non tengano conto del fatto che Benigni ormai non si pone più (o non solo) come un burattino o un buffone, ma come un maestro (viene chiamato così), che ogni rara volta che compare fa lezioni sui temi più alti, dall&#8217;amore, a dio, alla poesia, cita Dante a memoria e lo racconta al popolo. Quindi, chi assiste alle sue performance senza armi per difendersi, prende per oro colato quello che lui dice.<br />
L&#8217;unica pecca dell&#8217;articolo di Banti può essere la sua genericità. D&#8217;altra parte in poche cartelle non è facile argomentare le ricerche di una vita; conoscendo un po&#8217; Banti (sono uno studente dell&#8217;università in cui lui insegna), credo che abbia preferito disinnescare subito la mina e che abbia scritto sull&#8217;onda della personale irritazione.<br />
Trovo meritorio che un accademico, invece che rispondere alzando le spalle o lisciandosi i baffi, di fronte ad un intervento come quello di Benigni, sia interessato ad intervenire nel discorso pubblico e che cerchi di far filtrare presso l&#8217;opinione pubblica cose ormai scontate a livello scientifico (come che la nazione italiana esiste solo dall&#8217;Ottocento, come tutte le altre nazioni, e che i romani non sono nostri padri più di quanto non lo siano i longobardi)<br />
Se qualcuno è interessato ad approfondire &#8220;la sua logica&#8221; può leggersi il suo libro &#8220;Il Risorgimento italiano&#8221;, oppure, se si trova vicino a Pisa, venire a seguire i suoi corsi, giovedì e venerdì dalle 10 alle 12 al dipartimento di storia in via Pasquale Paoli, nei quali argomenterà eccome. E vi assicuro che non è banale.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Vincenzo Cucinotta		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/02/22/la-lezione-di-storia-di-benigni/#comment-147932</link>

		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Cucinotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Feb 2011 09:43:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Larry Massimo
Capisco il senso della tua argomentazione (ma in rete non si usava il tu? Ditemelo, che eventualmente mi adeguo), e sarebbe vano entrare nel merito, perchè il punto sta tutto nelle premesse. 
In particolare, dire che la ridistribuzione verso nuovi paesi, i cosiddetti emergenti (quindi non tutti gli altri, sia chiaro!) è il frutto della globalizzazione, anzi di questo specifico tipo di globalizzazione, ha un suo fondamento sperimentale, ma lascia irrisolta la questione se questo è l&#039;unico mondo possibile e questa sia l&#039;unica politica possibile. 
Questo mi pare tu lo dia per scontato, con il che hai già abbracciato lo sviluppo capitalistico come l&#039;unico modello possibile. 
A me va bene redistribuire, va bene che altri popoli si siedano alla lauta mensa a cui noi stiamo seduti da tempo. Va meno bene però che tanti altri restino fuori, che anzi questi paesi emergenti si comportino verso i più reietti come noi abbiamo sempre fatto (vedi la politica cinese in africa, di generalizzare lo sfruttamento di quelle terre con monocolture ed altro), non va affatto bene che tutto ciò proceda senza alcuna attenzione per le compatibilità ambientali come non va altrettanto bene che si possa sacrificare al Dio PIL lo stesso uomo, che presumo dovrebbe essere il destinatario dei vantaggi della politica, dell&#039;economia e della tecnologia. 
Le cose stanno così, che se l&#039;umanità va avanti così per alcuni decenni, questo pianeta diverrà inospitale, questo non viene messo in dubbio da nessuno, ma si preferisce rimuovere il problema, al momento si vedrà, pensano questi grandi strateghi capitalistici. Se questa non è follia, ditemi voi cosa è la follia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Larry Massimo<br />
Capisco il senso della tua argomentazione (ma in rete non si usava il tu? Ditemelo, che eventualmente mi adeguo), e sarebbe vano entrare nel merito, perchè il punto sta tutto nelle premesse.<br />
In particolare, dire che la ridistribuzione verso nuovi paesi, i cosiddetti emergenti (quindi non tutti gli altri, sia chiaro!) è il frutto della globalizzazione, anzi di questo specifico tipo di globalizzazione, ha un suo fondamento sperimentale, ma lascia irrisolta la questione se questo è l&#8217;unico mondo possibile e questa sia l&#8217;unica politica possibile.<br />
Questo mi pare tu lo dia per scontato, con il che hai già abbracciato lo sviluppo capitalistico come l&#8217;unico modello possibile.<br />
A me va bene redistribuire, va bene che altri popoli si siedano alla lauta mensa a cui noi stiamo seduti da tempo. Va meno bene però che tanti altri restino fuori, che anzi questi paesi emergenti si comportino verso i più reietti come noi abbiamo sempre fatto (vedi la politica cinese in africa, di generalizzare lo sfruttamento di quelle terre con monocolture ed altro), non va affatto bene che tutto ciò proceda senza alcuna attenzione per le compatibilità ambientali come non va altrettanto bene che si possa sacrificare al Dio PIL lo stesso uomo, che presumo dovrebbe essere il destinatario dei vantaggi della politica, dell&#8217;economia e della tecnologia.<br />
Le cose stanno così, che se l&#8217;umanità va avanti così per alcuni decenni, questo pianeta diverrà inospitale, questo non viene messo in dubbio da nessuno, ma si preferisce rimuovere il problema, al momento si vedrà, pensano questi grandi strateghi capitalistici. Se questa non è follia, ditemi voi cosa è la follia.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: georgia		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/02/22/la-lezione-di-storia-di-benigni/#comment-147930</link>

		<dc:creator><![CDATA[georgia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Feb 2011 09:30:20 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=38251#comment-147930</guid>

					<description><![CDATA[interessante il commento di jacopo. E&#039; nato il cittadino europeo (un po&#039; menefreghista come quello italiano:-)!
Siccome in Italia nasce addirittura prima il cittadino europeo di quello italiano (che ancora deve nascere), gli italiani ora sono quelli che si adattano meglio alla nuova cittadinanza allargata. 
Del resto l&#039;italiano è sempre stato extranazionale:
I cattolici sono universali, 
gli anarchici cittadini del mondo
i comunisti internazionalisti, 
i grandi intellettuali italiani (per la maggior parte dei secoli) chierici vaganti cosmopoliti 

... Come sempre è successo in Italia la cultura è nata prima dell&#039;istituzione e della nazione e quindi anche i cittadini europei sono naturalmente nati prima dell&#039;EU. 
La cosa è indubbiamente molto interessante.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>interessante il commento di jacopo. E&#8217; nato il cittadino europeo (un po&#8217; menefreghista come quello italiano:-)!<br />
Siccome in Italia nasce addirittura prima il cittadino europeo di quello italiano (che ancora deve nascere), gli italiani ora sono quelli che si adattano meglio alla nuova cittadinanza allargata.<br />
Del resto l&#8217;italiano è sempre stato extranazionale:<br />
I cattolici sono universali,<br />
gli anarchici cittadini del mondo<br />
i comunisti internazionalisti,<br />
i grandi intellettuali italiani (per la maggior parte dei secoli) chierici vaganti cosmopoliti </p>
<p>&#8230; Come sempre è successo in Italia la cultura è nata prima dell&#8217;istituzione e della nazione e quindi anche i cittadini europei sono naturalmente nati prima dell&#8217;EU.<br />
La cosa è indubbiamente molto interessante.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: jacopo galimberti		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/02/22/la-lezione-di-storia-di-benigni/#comment-147922</link>

		<dc:creator><![CDATA[jacopo galimberti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Feb 2011 00:03:17 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=38251#comment-147922</guid>

					<description><![CDATA[@AMA

Io invece della cittadinanza me ne frego assai, e cosi&#039; pure della lingua italiana (vivo tra Londra e la periferia di Parigi).
E&#039; una cittadinanza di serie A perche&#039; ti permette di circolare in Europa, per questo me la tengo stretta, ma devesse rivelarsi un problema, traffichero&#039; per trovarmene un&#039;altra (la doppia cittadinanza e&#039; comunque cosa ben accetta di solito). 
La mia compagna (francese) sarebbe disposta a sposarmi solo e solamente se dovessi avere un bisogno vitale della sua cittadinanza - condivido il pragmatismo, e la prudenza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@AMA</p>
<p>Io invece della cittadinanza me ne frego assai, e cosi&#8217; pure della lingua italiana (vivo tra Londra e la periferia di Parigi).<br />
E&#8217; una cittadinanza di serie A perche&#8217; ti permette di circolare in Europa, per questo me la tengo stretta, ma devesse rivelarsi un problema, traffichero&#8217; per trovarmene un&#8217;altra (la doppia cittadinanza e&#8217; comunque cosa ben accetta di solito).<br />
La mia compagna (francese) sarebbe disposta a sposarmi solo e solamente se dovessi avere un bisogno vitale della sua cittadinanza &#8211; condivido il pragmatismo, e la prudenza.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: azzurra		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/02/22/la-lezione-di-storia-di-benigni/#comment-147920</link>

		<dc:creator><![CDATA[azzurra]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Feb 2011 23:34:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[la rai è una televisione governativa (non nazionale, come si dice) di un paese in cui pare che i cittadini abbiano bisogno di manifestazioni commemorative stabilite dal governo per &#039;riscoprire il patriottismo&#039;.
tutto questo è per sua natura legato a forzature, che facilmente si venano di retorica, 
pensare questo non è essere chiusi o sospettosi, né fingere di essere &#039;migliori&#039; o &#039;più colti&#039; di coloro ai quali queste cose non insospettiscono. è prendere posizione contro un modo malato di procedere del paese.
così mi pare. 
una cosa sensata e profonda che potrebbero fare le persone amate e in vista (come benigni è, come è saviano, come è  fo) è restare fuori dal circo, spiegando il perché declinano l&#039;invito, e parlare alle persone in altre sedi, in altro modo, con altri mezzi. che non li costringano a circoscrivere riflessioni importanti in tempi televisivi. invitare ad &#039;amare l&#039;Italia&#039; tra una pubblicità a un prodotto di un&#039;azienda del premier e una donnetta diventata famosa per essere stata l&#039;amante di uno invischiato con lui mi pare piuttosto insensato e superficiale. &quot;ma così arrivano a milioni di persone&quot; per me non vuol dire molto, perché non capisco: ma cos&#039;è che gli arriva, a &#039;sti milioni di persone? non sono milioni di persone, sono audience.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>la rai è una televisione governativa (non nazionale, come si dice) di un paese in cui pare che i cittadini abbiano bisogno di manifestazioni commemorative stabilite dal governo per &#8216;riscoprire il patriottismo&#8217;.<br />
tutto questo è per sua natura legato a forzature, che facilmente si venano di retorica,<br />
pensare questo non è essere chiusi o sospettosi, né fingere di essere &#8216;migliori&#8217; o &#8216;più colti&#8217; di coloro ai quali queste cose non insospettiscono. è prendere posizione contro un modo malato di procedere del paese.<br />
così mi pare.<br />
una cosa sensata e profonda che potrebbero fare le persone amate e in vista (come benigni è, come è saviano, come è  fo) è restare fuori dal circo, spiegando il perché declinano l&#8217;invito, e parlare alle persone in altre sedi, in altro modo, con altri mezzi. che non li costringano a circoscrivere riflessioni importanti in tempi televisivi. invitare ad &#8216;amare l&#8217;Italia&#8217; tra una pubblicità a un prodotto di un&#8217;azienda del premier e una donnetta diventata famosa per essere stata l&#8217;amante di uno invischiato con lui mi pare piuttosto insensato e superficiale. &#8220;ma così arrivano a milioni di persone&#8221; per me non vuol dire molto, perché non capisco: ma cos&#8217;è che gli arriva, a &#8216;sti milioni di persone? non sono milioni di persone, sono audience.</p>
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