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	Commenti a: L’ora in cui si alzano i pendolari e i guerriglieri	</title>
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		Di: francesca matteoni		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[francesca matteoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Feb 2011 21:54:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[molto bello il pezzo, il video e la citazione di una poetessa: Francesca Genti. E&#039; lei, la ragazza kamikaze.]]></description>
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		Di: la funambola		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[la funambola]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Feb 2011 17:08:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;sano&quot; antidoto agli inni nazionali! :)
grazie a gianluca veltri e a sbiondillo per averlo postato
baci
la fu

ps non è la mia musica nè, che io amo anche le canzonette stupidine e ne ho un repertorio incredibilmente infinito nella mente, basta darmi il là :) ma le immagini evocate nei testi delle luci della centrale elettrica mi fanno da sottofondo anche quando per darmi la carica canto a squarciagola... e nostra paaaatria è il mondo interooo e nostra  leeeeegge la liiiiibertàààà...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;sano&#8221; antidoto agli inni nazionali! :)<br />
grazie a gianluca veltri e a sbiondillo per averlo postato<br />
baci<br />
la fu</p>
<p>ps non è la mia musica nè, che io amo anche le canzonette stupidine e ne ho un repertorio incredibilmente infinito nella mente, basta darmi il là :) ma le immagini evocate nei testi delle luci della centrale elettrica mi fanno da sottofondo anche quando per darmi la carica canto a squarciagola&#8230; e nostra paaaatria è il mondo interooo e nostra  leeeeegge la liiiiibertàààà&#8230;</p>
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		Di: MacelleriaMarleo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[MacelleriaMarleo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Feb 2011 13:09:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E grazie a chi ci ha aperto la strada. Che leggevamo Tondelli e ascoltavamo i dischi di notte. E questo stile non l&#039;abbiamo scelto ma ci è naufragato addosso. E poi abbiamo tolto gli aggettivi. Per dirla tutta l&#039;abbiamo fatta finita col postmoderno. Queste memorie lucide come cartoline. Ci spediamo in tutto il mondo e leggiamo i giornali di seconda mano. Teniamo fede ai fioretti. E ci sporchiamo le mani per lavarci nelle fontane. Se solo quel treno non fosse stato inventato. Se solo il male si nascondesse negli angoli. Ci leveremo come tanti golem per difenderci, e stringeremo una bandiera che puoi venire a prendermi se mi hai dimenticato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E grazie a chi ci ha aperto la strada. Che leggevamo Tondelli e ascoltavamo i dischi di notte. E questo stile non l&#8217;abbiamo scelto ma ci è naufragato addosso. E poi abbiamo tolto gli aggettivi. Per dirla tutta l&#8217;abbiamo fatta finita col postmoderno. Queste memorie lucide come cartoline. Ci spediamo in tutto il mondo e leggiamo i giornali di seconda mano. Teniamo fede ai fioretti. E ci sporchiamo le mani per lavarci nelle fontane. Se solo quel treno non fosse stato inventato. Se solo il male si nascondesse negli angoli. Ci leveremo come tanti golem per difenderci, e stringeremo una bandiera che puoi venire a prendermi se mi hai dimenticato.</p>
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		Di: proesia		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[proesia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Feb 2011 09:55:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[in un clima da era post atomica sembra quasi impossibile perfino definire i contorni del paese in cui si abita, &quot;quando tornerai dall&#039;estero&quot; contiene in realtà la certezza dell&#039;irrealizzabilità del ritorno come se ogni passo fatto distruggesse il percorso precedente sotto il fuoco della perdita della speranza... ecco forse ciò che più ferisce in questi testi e nella musica che ti arriva addosso senza che tu possa più fare finta di niente, è proprio la sensazione di esilio perenne, dell&#039;inadeguatezza dei luoghi che vengono visti senza le alterazioni delle infrastrutture culturali e perciò nel loro reale squallore di invivibilità, come se solo in un altrove non specificato, in un non-luogo &quot;estero&quot;, in un mondo ri-creato si possa tornare a vivere... (e a sperare)

un pezzo magnifico, complimenti.
a.m.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>in un clima da era post atomica sembra quasi impossibile perfino definire i contorni del paese in cui si abita, &#8220;quando tornerai dall&#8217;estero&#8221; contiene in realtà la certezza dell&#8217;irrealizzabilità del ritorno come se ogni passo fatto distruggesse il percorso precedente sotto il fuoco della perdita della speranza&#8230; ecco forse ciò che più ferisce in questi testi e nella musica che ti arriva addosso senza che tu possa più fare finta di niente, è proprio la sensazione di esilio perenne, dell&#8217;inadeguatezza dei luoghi che vengono visti senza le alterazioni delle infrastrutture culturali e perciò nel loro reale squallore di invivibilità, come se solo in un altrove non specificato, in un non-luogo &#8220;estero&#8221;, in un mondo ri-creato si possa tornare a vivere&#8230; (e a sperare)</p>
<p>un pezzo magnifico, complimenti.<br />
a.m.</p>
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