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	Commenti a: Essere narratori cosmologici	</title>
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		Di: osvaldo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[osvaldo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Mar 2011 09:27:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[apertura cosmica?!
romanzo seminale?
 a me questo libro non è piaciuto per niente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>apertura cosmica?!<br />
romanzo seminale?<br />
 a me questo libro non è piaciuto per niente.</p>
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		Di: Enrico Macioci		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Macioci]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Feb 2011 13:06:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sto leggendo il libro in questi giorni, sono a metà. Posso dire che davvero mi sembra nonostante le dimensioni ridotte un lavoro d&#039;apertura cosmica, e considerato l&#039;anno di pubblicazione in anticipo sui tempi. Cioè è moderno oggi.
Vi si respira un clima &quot;magico&quot;, disilluso ma speranzoso, triste ma gioioso, insomma si tratta d&#039;un&#039;opera che ridà energia e senso a un immaginario esausto insufflando vita proprio dentro alcuni simboli forti (e di conseguenza esausti pure loro) di tale immaginario.
Abbiamo bisogno di opere che aprano mondi immaginativi, e questa lo è.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sto leggendo il libro in questi giorni, sono a metà. Posso dire che davvero mi sembra nonostante le dimensioni ridotte un lavoro d&#8217;apertura cosmica, e considerato l&#8217;anno di pubblicazione in anticipo sui tempi. Cioè è moderno oggi.<br />
Vi si respira un clima &#8220;magico&#8221;, disilluso ma speranzoso, triste ma gioioso, insomma si tratta d&#8217;un&#8217;opera che ridà energia e senso a un immaginario esausto insufflando vita proprio dentro alcuni simboli forti (e di conseguenza esausti pure loro) di tale immaginario.<br />
Abbiamo bisogno di opere che aprano mondi immaginativi, e questa lo è.</p>
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		Di: Cristò Chiapparino		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cristò Chiapparino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Feb 2011 09:48:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Condivido senza riserve la recensione. Lo spazio sfinito e finito del romanzo italiano respira un po&#039; grazie alla riedizione di un libro che ha già dieci anni di vita. Mi chiedo, però, in questi dieci anni quanto sia veramente cambiato il panorama della scrittura italiana. In un&#039;intervista letta non ricordo su quale quotidiano (domenicale del sole 24ore ?) un paio di settimane fa, Filippo La Porta si lamentava dei troppi esordienti pubblicati dagli editori italiani. Dal suo punto di vista la critica può essere condivisibile ma dal punto di vista di lettore esasperato dal didascalismo dei narratori italiani, è assolutamente necessario un ricambio generazionale. 
Che i lettori di Pincio &#038; Co. diventati finalmente scrittori si facciano avanti, altrimenti mi toccherà continuare ad immergermi nell&#039;antico John Barth e nel defunto Kurt Vonnegut che sanno ancora stupire da lontano nel tempo e nello spazio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Condivido senza riserve la recensione. Lo spazio sfinito e finito del romanzo italiano respira un po&#8217; grazie alla riedizione di un libro che ha già dieci anni di vita. Mi chiedo, però, in questi dieci anni quanto sia veramente cambiato il panorama della scrittura italiana. In un&#8217;intervista letta non ricordo su quale quotidiano (domenicale del sole 24ore ?) un paio di settimane fa, Filippo La Porta si lamentava dei troppi esordienti pubblicati dagli editori italiani. Dal suo punto di vista la critica può essere condivisibile ma dal punto di vista di lettore esasperato dal didascalismo dei narratori italiani, è assolutamente necessario un ricambio generazionale.<br />
Che i lettori di Pincio &amp; Co. diventati finalmente scrittori si facciano avanti, altrimenti mi toccherà continuare ad immergermi nell&#8217;antico John Barth e nel defunto Kurt Vonnegut che sanno ancora stupire da lontano nel tempo e nello spazio.</p>
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