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	Commenti a: Carmelo Pinto, Ilide Carmignani: un dialogo	</title>
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		<title>
		Di: quetzalina		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[quetzalina]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Mar 2011 08:35:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bella intervista, finalmente una critica appassionante espressa con passione e amore per l&#039;opera letteraria di Bolaño.
 Il traduttore è insieme lettore, fedele sostenitore, amante della letteratura, critico .
Dettagliate e chiare le domande che hanno fatto venire fuori un bellissimo spaccato dell&#039;opera bolañiana.
Conosco solo in parte l&#039;opera di Bolaño e, di certo, questa intervista spinge di più a leggerlo.
Un grazie a Carmelo per il suo impegno e per il suo costante lavoro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bella intervista, finalmente una critica appassionante espressa con passione e amore per l&#8217;opera letteraria di Bolaño.<br />
 Il traduttore è insieme lettore, fedele sostenitore, amante della letteratura, critico .<br />
Dettagliate e chiare le domande che hanno fatto venire fuori un bellissimo spaccato dell&#8217;opera bolañiana.<br />
Conosco solo in parte l&#8217;opera di Bolaño e, di certo, questa intervista spinge di più a leggerlo.<br />
Un grazie a Carmelo per il suo impegno e per il suo costante lavoro.</p>
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		<title>
		Di: harzie		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[harzie]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Mar 2011 08:26:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi accodo: bellissima intervista.
Peraltro sarei molto curioso di sapere quali critici ha in mente Ilde Carmignani quando dice che &quot;può darsi che, come sostengono i critici, con Bolaño e altri autori come Sebald stia nascendo una letteratura post-nazionale o globale che va oltre il cosiddetto postcoloniale&quot;. Qualcuno può aiutarmi?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi accodo: bellissima intervista.<br />
Peraltro sarei molto curioso di sapere quali critici ha in mente Ilde Carmignani quando dice che &#8220;può darsi che, come sostengono i critici, con Bolaño e altri autori come Sebald stia nascendo una letteratura post-nazionale o globale che va oltre il cosiddetto postcoloniale&#8221;. Qualcuno può aiutarmi?</p>
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		<title>
		Di: carmelo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[carmelo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Mar 2011 19:43:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[I complimenti sono tutti per Ilide Carmignani che ha saputo chiarire alcuni interrogativi che  tutti i lettori si pongono.

Forse puoi&#039; interessare leggere il brano della  dicussione tra Morini e   Edwin Johns, il pittore pazzo,  ne La Parte dei critici, vol I, pag 120-121

&quot;&quot;&quot;&quot;&quot;&quot;&quot;&quot;&quot;&quot;&quot;&quot;
   All&#039;inizio Johns fece uno forzo per intavolare un dialogo. Chiese a Morini se avesse acquistato qualcuna delle sue opere. La risposta di Morini fu negativa. Disse di no, poi aggiunse che le opere di Johns erano troppo care per le sue tasche. Espinoza notò allora che il libro da cui l&#039;infermiera non staccava lo sguardo era un&#039;antologia della letteratura tedesca del Novecento. Con il gomito fece cenno a Pellettier, e l&#039;altro chiese all&#039;infermiera, più per rompere il ghiaccio che per curiosità, se fra gli autori ci fosse anche Benno von Arcimboldi. In quel momento tutti entirono il verso o il richiamo di un corvo. L&#039;infermiera rispose di si. Johns si mise a storcere gli occhi e poi li chiuse e si passò la mano ortopedica sul viso.
   «E&#039; mio il libro,» disse «gliel&#039;ho prestato io  »
   «E&#039; incredibile,»  disse Morini «che coincidenza  »
   «Ma naturalmente non l&#039;ho letto, non conosco il tedesco».
   Espinoza gli chiese per quale motivo, allora, l&#039;avesse comprato.
   «Per la copertina. C&#039;è un disegno di Hans Wette, un buon pittore. Quanto al resto,» disse Johns «non si tratta di credere o non credere alle coincidenza. Il mondo è tutto un caso. Secondo un mio amico sbagliavo a pensarla così. Il mio amico diceva che per chi viaggia in treno il mondo non è un caso, anche se il treno sta attraversando territori sconosciuti al viaggiatore, territori che il viaggiatore non rivedrà mai più in vita sua. non è un caso neppure per chi si alza alle sei del mattino morto di sonno e va al lavoro. Per chi non ha altra scelta che alzarsi e aggiungere altro dolore al dolore che ha già accumulato. Il dolore si accumula, diceva il mio amico, è un dato di fatto, e quanto più grande è il dolore, minore è il caso»
   «Come se il caso fosse un lusso?  » domando Morini.
   In quel momento Espinoza, che aveva seguito il monologo di Johns, vide Pellettier accanto all&#039;infermiera, un gomito appoggiato al bordo della finestra e l&#039;altra mano che aiutava, con un gesto cortese, a cercare la pagina dov&#039;era il racconto di Arcimboldi. L&#039;infermiera bionda seduta sulla sedia con il libro in grembo a Pellettier, in piedi al suo fianco, in una posizione non priva di disinvoltura. E la cornice della finestra e le rose fuori e più in là il prato e gli alberi e il pomeriggio che avanzava fra le rocce e le gole e le rupi solitarie. Le ombre che si sposavano impercettibilmente all&#039;interno della dèpendance creando angoli che prima non c&#039;erano, disegni incerti che apparivano all&#039;improvviso sui muri, cerchi che svanivano come esplosioni senza suono
   «Ilcaso non è un lusso, è l&#039;altra faccia del destino e anche qualcos&#039;altro» disse Johns.
   «Che altro? » disse Morini.
«Qualcosa che sfuggiva al mio amico per una ragione molto semplice e comprensibile. Il mio amico (forse è presuntuoso da parte mia continuare a chiamarlo così) credeva nell&#039;umanità, e quindi credeva nell&#039;ordine della pittura e nell&#039;ordine delle parole, perchè è con questo che si fa la pittura. Credeva nella redenzione. In fondo è persino possibile che credesse nel progresso. Il caso, al contrario, è libertà totale a cui ci avvia la nostra stessa natura. Il caso non obbedisce a leggi e se anche obbedisse noi non le conosciamo. Il caso, se mi permette la similitudine, è come Dio, un dio che si manifesta ogni secondo sul nostro pianeta. Un Dio incomprensibile con gesti incomprensibili rivolti alle sue creature incomprensibili. In questo uragano, in questa implosione ossea, si realizza la comunione. la comunione del caso con le sue tracce e la comunione delle sue tracce con noi».
&quot;&quot;&quot;&quot;&quot;&quot;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I complimenti sono tutti per Ilide Carmignani che ha saputo chiarire alcuni interrogativi che  tutti i lettori si pongono.</p>
<p>Forse puoi&#8217; interessare leggere il brano della  dicussione tra Morini e   Edwin Johns, il pittore pazzo,  ne La Parte dei critici, vol I, pag 120-121</p>
<p>&#8220;&#8221;&#8221;&#8221;&#8221;&#8221;&#8221;&#8221;&#8221;&#8221;&#8221;&#8221;<br />
   All&#8217;inizio Johns fece uno forzo per intavolare un dialogo. Chiese a Morini se avesse acquistato qualcuna delle sue opere. La risposta di Morini fu negativa. Disse di no, poi aggiunse che le opere di Johns erano troppo care per le sue tasche. Espinoza notò allora che il libro da cui l&#8217;infermiera non staccava lo sguardo era un&#8217;antologia della letteratura tedesca del Novecento. Con il gomito fece cenno a Pellettier, e l&#8217;altro chiese all&#8217;infermiera, più per rompere il ghiaccio che per curiosità, se fra gli autori ci fosse anche Benno von Arcimboldi. In quel momento tutti entirono il verso o il richiamo di un corvo. L&#8217;infermiera rispose di si. Johns si mise a storcere gli occhi e poi li chiuse e si passò la mano ortopedica sul viso.<br />
   «E&#8217; mio il libro,» disse «gliel&#8217;ho prestato io  »<br />
   «E&#8217; incredibile,»  disse Morini «che coincidenza  »<br />
   «Ma naturalmente non l&#8217;ho letto, non conosco il tedesco».<br />
   Espinoza gli chiese per quale motivo, allora, l&#8217;avesse comprato.<br />
   «Per la copertina. C&#8217;è un disegno di Hans Wette, un buon pittore. Quanto al resto,» disse Johns «non si tratta di credere o non credere alle coincidenza. Il mondo è tutto un caso. Secondo un mio amico sbagliavo a pensarla così. Il mio amico diceva che per chi viaggia in treno il mondo non è un caso, anche se il treno sta attraversando territori sconosciuti al viaggiatore, territori che il viaggiatore non rivedrà mai più in vita sua. non è un caso neppure per chi si alza alle sei del mattino morto di sonno e va al lavoro. Per chi non ha altra scelta che alzarsi e aggiungere altro dolore al dolore che ha già accumulato. Il dolore si accumula, diceva il mio amico, è un dato di fatto, e quanto più grande è il dolore, minore è il caso»<br />
   «Come se il caso fosse un lusso?  » domando Morini.<br />
   In quel momento Espinoza, che aveva seguito il monologo di Johns, vide Pellettier accanto all&#8217;infermiera, un gomito appoggiato al bordo della finestra e l&#8217;altra mano che aiutava, con un gesto cortese, a cercare la pagina dov&#8217;era il racconto di Arcimboldi. L&#8217;infermiera bionda seduta sulla sedia con il libro in grembo a Pellettier, in piedi al suo fianco, in una posizione non priva di disinvoltura. E la cornice della finestra e le rose fuori e più in là il prato e gli alberi e il pomeriggio che avanzava fra le rocce e le gole e le rupi solitarie. Le ombre che si sposavano impercettibilmente all&#8217;interno della dèpendance creando angoli che prima non c&#8217;erano, disegni incerti che apparivano all&#8217;improvviso sui muri, cerchi che svanivano come esplosioni senza suono<br />
   «Ilcaso non è un lusso, è l&#8217;altra faccia del destino e anche qualcos&#8217;altro» disse Johns.<br />
   «Che altro? » disse Morini.<br />
«Qualcosa che sfuggiva al mio amico per una ragione molto semplice e comprensibile. Il mio amico (forse è presuntuoso da parte mia continuare a chiamarlo così) credeva nell&#8217;umanità, e quindi credeva nell&#8217;ordine della pittura e nell&#8217;ordine delle parole, perchè è con questo che si fa la pittura. Credeva nella redenzione. In fondo è persino possibile che credesse nel progresso. Il caso, al contrario, è libertà totale a cui ci avvia la nostra stessa natura. Il caso non obbedisce a leggi e se anche obbedisse noi non le conosciamo. Il caso, se mi permette la similitudine, è come Dio, un dio che si manifesta ogni secondo sul nostro pianeta. Un Dio incomprensibile con gesti incomprensibili rivolti alle sue creature incomprensibili. In questo uragano, in questa implosione ossea, si realizza la comunione. la comunione del caso con le sue tracce e la comunione delle sue tracce con noi».<br />
&#8220;&#8221;&#8221;&#8221;&#8221;&#8221;</p>
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		<title>
		Di: raul schenardi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/03/05/carmelo-pinto-ilide-carmignani-un-dialogo/#comment-148479</link>

		<dc:creator><![CDATA[raul schenardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Mar 2011 16:20:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un grazie sentito a Carmelo e a Ilide, sia per l&#039;intervista sia per l&#039;impagabile lavoro che svolgono, il primo con la sapiente gestione di quella miniera di diamanti che è l&#039;Archivio Bolaño, la seconda per la straordinaria competenza e l&#039;autentica passione con cui sa rendere la voce di Roberto (ho il sospetto che sia una medium...). Da non perdere la sua necessaria nuova traduzione di Amuleto. Da notare la generosità con cui cita il lavoro della redattrice di Adelphi e la collaborazione del consulente, sarebbe bello leggere più spesso da parte dei traduttori simili riconoscimenti. Ho appena iniziato (con colpevole ritardo) la lettura di Il Terzo Reich, ma già nelle prime pagine ritrovo certe atmosfere di La pista di ghiaccio.
Concordo assolutamente sull&#039;opinione di Carmelo circa il fatto che molto spesso i traduttori sono quelli che (più di certa critica) entrano in sintonia col mondo dei &quot;loro&quot; autori e ne riconoscono per primi il valore. (Va be&#039;, sarà perché appartengo alla stessa parrocchia...)
E spesso sono loro a &quot;scoprirli&quot; per primi, e a faticare per convincere gli editori a pubblicarli, basti pensare a quanto ha fatto il compianto Angelo Morino, non solo per Bolaño, ma prima di lui per altri scrittori straordinari come Manuel Puig e César Aira (del quale tradusse quasi quindici anni fa l&#039;ormai introvabile Ema la prigioniera).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un grazie sentito a Carmelo e a Ilide, sia per l&#8217;intervista sia per l&#8217;impagabile lavoro che svolgono, il primo con la sapiente gestione di quella miniera di diamanti che è l&#8217;Archivio Bolaño, la seconda per la straordinaria competenza e l&#8217;autentica passione con cui sa rendere la voce di Roberto (ho il sospetto che sia una medium&#8230;). Da non perdere la sua necessaria nuova traduzione di Amuleto. Da notare la generosità con cui cita il lavoro della redattrice di Adelphi e la collaborazione del consulente, sarebbe bello leggere più spesso da parte dei traduttori simili riconoscimenti. Ho appena iniziato (con colpevole ritardo) la lettura di Il Terzo Reich, ma già nelle prime pagine ritrovo certe atmosfere di La pista di ghiaccio.<br />
Concordo assolutamente sull&#8217;opinione di Carmelo circa il fatto che molto spesso i traduttori sono quelli che (più di certa critica) entrano in sintonia col mondo dei &#8220;loro&#8221; autori e ne riconoscono per primi il valore. (Va be&#8217;, sarà perché appartengo alla stessa parrocchia&#8230;)<br />
E spesso sono loro a &#8220;scoprirli&#8221; per primi, e a faticare per convincere gli editori a pubblicarli, basti pensare a quanto ha fatto il compianto Angelo Morino, non solo per Bolaño, ma prima di lui per altri scrittori straordinari come Manuel Puig e César Aira (del quale tradusse quasi quindici anni fa l&#8217;ormai introvabile Ema la prigioniera).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: melinda		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/03/05/carmelo-pinto-ilide-carmignani-un-dialogo/#comment-148471</link>

		<dc:creator><![CDATA[melinda]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Mar 2011 13:28:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi è piaciuta molto questa intervista perché pone quegli interrogativi su cui, come lettrice, mi sono soffermata tante volte. Qual è il segreto delle opere di Bolaño? Come fa ad essere così poetico anche nella prosa? E le risposte di Ilide Carmignani sono generose e illuminanti perché rivelano sia aspetti tecnici normalmente sconosciuti, che una profonda conoscenza e una grande sintonia della traduttrice con l&#039;”idea” dell&#039;autore. 
Condivido pienamente, per esempio, che “una grande attrattiva dei libri di Bolaño consista nel fatto che ci si troverà (...) di tutto (...) in forma frammentaria, come nella vita”. 
“Il piacere di abbandonarsi” nella lettura di Bolaño “come ti immergi nel mondo” inoltre, esprime perfettamente a parole una sensazione fisica che provo spesso leggendo i libri di Bolaño.
Onore e merito a intervistatore e intervistata.

Aggiungo solo un particolare. In base alla mia esperienza di lettrice di Bolaño ho notato un aspetto insolito e molto affascinante: l&#039;insorgere di una specie di solidarietà tra i suoi lettori, per cui ci si rallegra gli uni con gli altri quando si scopre la passione comune (una bolañista, evviva – mi hanno scritto in un post), con una forte inclinazione a considerare l&#039;altro con istintiva simpatia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi è piaciuta molto questa intervista perché pone quegli interrogativi su cui, come lettrice, mi sono soffermata tante volte. Qual è il segreto delle opere di Bolaño? Come fa ad essere così poetico anche nella prosa? E le risposte di Ilide Carmignani sono generose e illuminanti perché rivelano sia aspetti tecnici normalmente sconosciuti, che una profonda conoscenza e una grande sintonia della traduttrice con l&#8217;”idea” dell&#8217;autore.<br />
Condivido pienamente, per esempio, che “una grande attrattiva dei libri di Bolaño consista nel fatto che ci si troverà (&#8230;) di tutto (&#8230;) in forma frammentaria, come nella vita”.<br />
“Il piacere di abbandonarsi” nella lettura di Bolaño “come ti immergi nel mondo” inoltre, esprime perfettamente a parole una sensazione fisica che provo spesso leggendo i libri di Bolaño.<br />
Onore e merito a intervistatore e intervistata.</p>
<p>Aggiungo solo un particolare. In base alla mia esperienza di lettrice di Bolaño ho notato un aspetto insolito e molto affascinante: l&#8217;insorgere di una specie di solidarietà tra i suoi lettori, per cui ci si rallegra gli uni con gli altri quando si scopre la passione comune (una bolañista, evviva – mi hanno scritto in un post), con una forte inclinazione a considerare l&#8217;altro con istintiva simpatia.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Miru		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/03/05/carmelo-pinto-ilide-carmignani-un-dialogo/#comment-148468</link>

		<dc:creator><![CDATA[Miru]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Mar 2011 13:05:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bellissima intervista. Sapere che l&#039;opera di Bolaño è affidata alla passione, alla cura e al linguaggio di Ilide Carmignani è uno di quei pensieri che rallegrano la vita dei bolañani selvaggi. Grazie all&#039;ottima traduttrice e a Carmelo, che fa sempre le domande giuste. Ora, incoraggiata e molto convinta, apro Il terzo reich (perché l&#039;orrore di veder sbucare un mostro postmortem – un po&#039; come capita con gli inediti di Jeff Buckley – mi rendeva titubante).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bellissima intervista. Sapere che l&#8217;opera di Bolaño è affidata alla passione, alla cura e al linguaggio di Ilide Carmignani è uno di quei pensieri che rallegrano la vita dei bolañani selvaggi. Grazie all&#8217;ottima traduttrice e a Carmelo, che fa sempre le domande giuste. Ora, incoraggiata e molto convinta, apro Il terzo reich (perché l&#8217;orrore di veder sbucare un mostro postmortem – un po&#8217; come capita con gli inediti di Jeff Buckley – mi rendeva titubante).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: carmelo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/03/05/carmelo-pinto-ilide-carmignani-un-dialogo/#comment-148447</link>

		<dc:creator><![CDATA[carmelo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Mar 2011 23:11:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il riferimento a Venezia di I.carmignani (la foto è proprio quella  dei luoghi descritti da Bolano in 2666, dove da una delle finestre sul retro di calle Turlona, nel sestiere di Canaregio, Arcimboldi e la baronessa von Zumpe   si sono affacciati nudi a guardar nevicare su Venezia:

&quot;&quot;&quot;&quot;
Arcimboldi si alzò dal letto e disse:ascolta. E la baronessa cercò di ascoltare, ma non sentì nulla, solo silenzio, un silenzio assoluto. E allora Arcimboldi le disse: proprio quello, il silenzio, lo senti? E la baronessa fu sul punto di dirgli che il silenzio non si poteva sentire, si sentivano solo i suoni, ma le parve una pedanteria e tacque. E arcimboldi, nudo, si avvicinò alla finestra e l&#039;aprì e si sporse tutto fuori, come se volesse gettarsi nel canale, benchè non ne avesse intenzione. E quando si tirò indietro disse alla baronessa di andare a vedere. E la baronesa si alzò, nuda come lui, e andò alla finestra e vide nevicare su Venezia.

 [2666, la parte di arcimboldi, pag 610]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il riferimento a Venezia di I.carmignani (la foto è proprio quella  dei luoghi descritti da Bolano in 2666, dove da una delle finestre sul retro di calle Turlona, nel sestiere di Canaregio, Arcimboldi e la baronessa von Zumpe   si sono affacciati nudi a guardar nevicare su Venezia:</p>
<p>&#8220;&#8221;&#8221;&#8221;<br />
Arcimboldi si alzò dal letto e disse:ascolta. E la baronessa cercò di ascoltare, ma non sentì nulla, solo silenzio, un silenzio assoluto. E allora Arcimboldi le disse: proprio quello, il silenzio, lo senti? E la baronessa fu sul punto di dirgli che il silenzio non si poteva sentire, si sentivano solo i suoni, ma le parve una pedanteria e tacque. E arcimboldi, nudo, si avvicinò alla finestra e l&#8217;aprì e si sporse tutto fuori, come se volesse gettarsi nel canale, benchè non ne avesse intenzione. E quando si tirò indietro disse alla baronessa di andare a vedere. E la baronesa si alzò, nuda come lui, e andò alla finestra e vide nevicare su Venezia.</p>
<p> [2666, la parte di arcimboldi, pag 610]</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: stalker		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/03/05/carmelo-pinto-ilide-carmignani-un-dialogo/#comment-148445</link>

		<dc:creator><![CDATA[stalker]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Mar 2011 22:33:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[davvero un bel leggere.
graziassai!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>davvero un bel leggere.<br />
graziassai!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Patrizia		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/03/05/carmelo-pinto-ilide-carmignani-un-dialogo/#comment-148443</link>

		<dc:creator><![CDATA[Patrizia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Mar 2011 21:36:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bellissima  Intervista :è chiara,  usa un linguaggio semplice, abbordabile anche da chi come me  non conosce   Bolaño alla perfezione.
 Domande mirate.,risposte  molto precise..... Un&#039;intervista che stimola la curiosità di conoscere ciò di cui si parla; è quello  che serve per imparare ad amare un autore..]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bellissima  Intervista :è chiara,  usa un linguaggio semplice, abbordabile anche da chi come me  non conosce   Bolaño alla perfezione.<br />
 Domande mirate.,risposte  molto precise&#8230;.. Un&#8217;intervista che stimola la curiosità di conoscere ciò di cui si parla; è quello  che serve per imparare ad amare un autore..</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Carmelo Pinto, Ilide Carmignani: un dialogo – Nazione Indiana		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/03/05/carmelo-pinto-ilide-carmignani-un-dialogo/#comment-148440</link>

		<dc:creator><![CDATA[Carmelo Pinto, Ilide Carmignani: un dialogo – Nazione Indiana]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Mar 2011 20:45:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] Link articolo originale: Carmelo Pinto, Ilide Carmignani: un dialogo – Nazione Indiana [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Link articolo originale: Carmelo Pinto, Ilide Carmignani: un dialogo – Nazione Indiana [&#8230;]</p>
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