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	Commenti a: Andiam, andiam, andiam a guerreggiar	</title>
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		<title>
		Di: gina		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[gina]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Apr 2011 18:23:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&lt;a href=&quot;http://www.alessandrorobecchi.it/index.php/201104/voi-siete-qui-la-sfida-dei-migranti-allispettore-clouseau/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;La sfida dei migranti all&#039;ispettore Clouseau&lt;/a&gt;
Alessandro Robecchi
Chiedo scusa ai critici cinematografici de Il manifesto, ma sono 
costretto a rubargli il lavoro.
 
Recensione: I tunisini sfidano l&#039;ispettore Clouseau (Italia, 2011, con 
Roberto Maroni, Silvio Berlusconi e qualche migliaio di comparse). 
L&#039;ispettore Clouseau (Roberto Maroni) strilla da mesi che il paese sarà 
invaso da pericolosissimi immigrati clandestini, ma quando gli immigrati 
previsti arrivano, l&#039;ispettore Clouseau viene colto di sorpresa: «iete 
sgià qui? Tropo velosci!». Con una mossa di rara astuzia li lascia senza 
cibo, seduti su un molo a Lampedusa. Poi arriva il suo principale 
(Silvio Berlusconi) e dice che lì deve fare un campo da golf e un 
casinò, quindi bisogna spostare i clandestini. L&#039;ispettore Clouseau 
appronta in fretta e furia una tendopoli dove deporta migliaia di 
clandestini. Quelli, con mossa astuta, scavalcano la rete metallica e se 
ne vanno. «Maledisione! Non sci avevo pensato!». Allora l&#039;ispettore 
Clouseau appronta altre tendopoli in tutta Italia, manda i pompieri su è 
giù come pendolari, ma sindaci e governatori gli fanno chi marameo, chi 
il gesto dell&#039;ombrello, altri ridono. Infuriato, l&#039;ispettore Clouseau 
parla di respingimenti. Stavolta ridono i giovani tunisini. Allora, 
mossa a sorpresa, Clouseau va in Tunisia con Berlusconi e un po&#039; di 
soldi per chiedere alla Tunisia di riprendersi i tunisini. Interessa un 
campo da golf? Interessa un casinò? E se mi compro una villa a Tunisi? 
Ridono anche in Tunisia. Si chiude in un tramonto mediterraneo, con 
Clouseau e il suo capo che chiedono un passaggio a un barcone per 
tornare in Italia. Il film appare sconclusionato, senza regia e 
piuttosto improvvisato. Unica nota positiva, lo straordinario talento 
comico del protagonista (azzeccati gli occhialini rossi), mentre la sua 
spalla, Silvio Berlusconi, sembra imbolsita e stanca. Ottime, invece, le 
comparse tunisine: molte di loro non hanno avuto nemmeno il cestino per 
il pranzo, hanno capito che il cinema italiano è in crisi e vogliono 
andare in Francia.
(una  moltitudine di sfide all&#039;ispettore: http://www.youtube.com/watch?v=RMxzN-WB_0E&#038;feature=player_embedded
&lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;siamo... tutti tunisini&lt;/a&gt;)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alessandrorobecchi.it/index.php/201104/voi-siete-qui-la-sfida-dei-migranti-allispettore-clouseau/" rel="nofollow">La sfida dei migranti all&#8217;ispettore Clouseau</a><br />
Alessandro Robecchi<br />
Chiedo scusa ai critici cinematografici de Il manifesto, ma sono<br />
costretto a rubargli il lavoro.</p>
<p>Recensione: I tunisini sfidano l&#8217;ispettore Clouseau (Italia, 2011, con<br />
Roberto Maroni, Silvio Berlusconi e qualche migliaio di comparse).<br />
L&#8217;ispettore Clouseau (Roberto Maroni) strilla da mesi che il paese sarà<br />
invaso da pericolosissimi immigrati clandestini, ma quando gli immigrati<br />
previsti arrivano, l&#8217;ispettore Clouseau viene colto di sorpresa: «iete<br />
sgià qui? Tropo velosci!». Con una mossa di rara astuzia li lascia senza<br />
cibo, seduti su un molo a Lampedusa. Poi arriva il suo principale<br />
(Silvio Berlusconi) e dice che lì deve fare un campo da golf e un<br />
casinò, quindi bisogna spostare i clandestini. L&#8217;ispettore Clouseau<br />
appronta in fretta e furia una tendopoli dove deporta migliaia di<br />
clandestini. Quelli, con mossa astuta, scavalcano la rete metallica e se<br />
ne vanno. «Maledisione! Non sci avevo pensato!». Allora l&#8217;ispettore<br />
Clouseau appronta altre tendopoli in tutta Italia, manda i pompieri su è<br />
giù come pendolari, ma sindaci e governatori gli fanno chi marameo, chi<br />
il gesto dell&#8217;ombrello, altri ridono. Infuriato, l&#8217;ispettore Clouseau<br />
parla di respingimenti. Stavolta ridono i giovani tunisini. Allora,<br />
mossa a sorpresa, Clouseau va in Tunisia con Berlusconi e un po&#8217; di<br />
soldi per chiedere alla Tunisia di riprendersi i tunisini. Interessa un<br />
campo da golf? Interessa un casinò? E se mi compro una villa a Tunisi?<br />
Ridono anche in Tunisia. Si chiude in un tramonto mediterraneo, con<br />
Clouseau e il suo capo che chiedono un passaggio a un barcone per<br />
tornare in Italia. Il film appare sconclusionato, senza regia e<br />
piuttosto improvvisato. Unica nota positiva, lo straordinario talento<br />
comico del protagonista (azzeccati gli occhialini rossi), mentre la sua<br />
spalla, Silvio Berlusconi, sembra imbolsita e stanca. Ottime, invece, le<br />
comparse tunisine: molte di loro non hanno avuto nemmeno il cestino per<br />
il pranzo, hanno capito che il cinema italiano è in crisi e vogliono<br />
andare in Francia.<br />
(una  moltitudine di sfide all&#8217;ispettore: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=RMxzN-WB_0E&#038;feature=player_embedded" rel="nofollow ugc">http://www.youtube.com/watch?v=RMxzN-WB_0E&#038;feature=player_embedded</a><br />
<a href="http://it.wikipedia.org" rel="nofollow">siamo&#8230; tutti tunisini</a>)</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: arduino		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/03/19/andiam-andiam-andiam-a-guerreggiar/#comment-149585</link>

		<dc:creator><![CDATA[arduino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Mar 2011 16:43:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@maria

Non credo che i comportamenti dell&#039;ONU siano unicamente determinati dalla rigorosa osservanza dello Statuto delle Nazioni Unite, ma per chiarezza ritengo opportuno tenere ben distinte le discussioni sulla legalità delle risoluzioni ONU da quelle sulla realpolitik che si muove dietro le quinte, per me sono due cose ben distinte affermare che una risoluzione è illegale o che la risoluzione è stata presa sotto la spinta interessata di una o più superpotenze.

Senz&#039;altro sono d&#039;accordo con lei che l&#039;economia capitalistica giochi un ruolo essenziale nell&#039;equilibrio e nelle scelte globali, ma non credo sia l&#039;unico motore della politica attuale. Nella competizione per le materie prime e per le fonti energetiche gioca un ruolo sempre più importante la Cina, che non so quanti dei lettori e dei commentatori di N.I. inquadrerebbero sotto l&#039;etichetta di economia capitalistica, perlomeno non nell&#039;immagine tradizionale e sclerotizzata del capitalismo cattivo europeo e nordamericano. Il Sudamerica si è in gran parte emancipato dalla sudditanza economica e politica dagli Stati Uniti ed è in grado di discutere alla pari con gli ex-padroni yankees, così come l&#039;India e altri paesi dell&#039;Estremo Oriente stanno guadagnando in peso politico e economico. Proprio non credo all&#039;annunciato, da molti auspicato, dallo spesso annunciato a breve ma ancora non realizzato Armagheddon del capitalismo classico, ma credo che il mondo sia animato da tensioni contrastanti che vanno oltre al modello dell&#039;unica superpotenza planetaria. 

A questo aggiungo che là dove l&#039;informazione è più libera e dove i governanti devono periodicamente presentarsi davanti agli elettori, la soglia di tolleranza rispetto a massacri, crimini contro l&#039;umanità, repressioni è ancora relativamente bassa, per cui i governanti stessi sanno che è per loro controproducente presentarsi inetti e indifferenti rispetto alle violazioni più atroci dei principi democratici e di rispetto della vita cui ispirano i loro proclami politici. Insomma le pubbliche opinioni esistono e, per quanto manovrabili, per quanto selettive nelle loro scelte di indignazione, sono in grado di condizionare i comportamenti dei loro governi. E magari un po&#039; di sincera adesione a quei principi rimane sia nei governanti dei paesi democratici e sia nelle elefantiache burocrazie  dell&#039;ONU.

Insomma per me la partita si gioca tra tensioni contrastanti di realpolitik, tra (residui di) tensioni ideali, tra organizzazioni internazionali dagli altissimi obiettivi e dalle più limitate capacità operative. Comunque una realtà troppo complessa per essere affrontate a botte di slogan e di taglia/incolla.

@lorenzo galbiati

Circa il punto B della mia semplicistica sceneggiatura di crisi umanitaria internazionale, lei sopravvaluta le potenzialità dell&#039;Occidente, il mondo, come scritto prima, è più frammentato di quello che sembra e anche Cina, Russia, Iran tra gli altri hanno già dimostrato una buona capacità di oppressione. E purtroppo il know how dello sterminio è ben distribuito e non esige raffinate tecnologie, si legge che per il genocidio del Ruanda bastarono 750mila dollari per acquistare un&#039;enorme partita di machete importati apposta dalla Cina.

Circa l&#039;invio di contingenti di terra americani in Libia prima della risoluzione ONU, ammesso che la notizia sia confermata (la fonte Fox Television è la forza trainante dell&#039;opposizione repubblicana più dura e estremista contro Obama), tendo a interpretare questa manovra più come necessità operativa che come piano predefinito. Quando tra gli scenari possibili dell&#039;evoluzione di una crisi c&#039;è anche l&#039;intervento militare, allora si rende necessaria una azione preventiva di raccolta di informazioni sul terreno o attraverso altri canali in modo tale di essere pronti nel caso in cui la faccenda prendesse quella piega. Questo non vuol dire che l&#039;intervento militare sia a priori l&#039;evoluzione desiderata e pianificata tra quelle possibili, anzi continuo a pensare che uno scenario all&#039;egiziana o alla tunisina sarebbe stata di gran lunga preferita da Obama e dai suoi, che si è subito trovato contro i repubblicani e una parte importante dell&#039;opinione pubblica sull&#039;intervento in Libia.

Aggiungo una ulteriore osservazione, si vede proprio che oggi sono ispirato a banfare sui massimi sistemi. Che i nostri tentativi di comprensione del mondo passino talvolta attraverso la costruzione di una narrazione costruita con i materiali che vogliamo ordinare è cosa ben nota, ma è bene ricordare che le possibili narrative alla fin fine si basano su di un numero ristretto di schemi. Lo schema narrativo più semplice prevede il villain, il bad guy cui si oppone l&#039;eroe, uno schema diretto e efficace che nella sua dichiarata dicotomicità tra bene e male è molto insidioso perché spesso tende ad attirare i migliori, quelli cioè animati da forti pulsioni etiche e molto sensibili a discernere ciò che è giusto e ciò che è ingiusto. Di mio penso che la tendenza verso narrative gratificanti dal punto di vista etico porta spesso a una comprensione troppo semplificata del mondo e non credo a una narrazione che preveda in ogni crisi umanitaria un ruolo fisso di villain incarnato dalla stessa entità corrisponda a quello che nel mondo realmente accade. (Scrivendo questo devo riconoscere di essere in difficoltà con me stesso, perché la narrativa che elaboro sulle vicende italiane ha un interprete fisso per il ruolo negativo, cioè il ben noto e miserrimo satrapo di Arcore, ma in qualunque modo io affronti il problema, mi ritrovo a giungere alla stessa conclusione ...)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@maria</p>
<p>Non credo che i comportamenti dell&#8217;ONU siano unicamente determinati dalla rigorosa osservanza dello Statuto delle Nazioni Unite, ma per chiarezza ritengo opportuno tenere ben distinte le discussioni sulla legalità delle risoluzioni ONU da quelle sulla realpolitik che si muove dietro le quinte, per me sono due cose ben distinte affermare che una risoluzione è illegale o che la risoluzione è stata presa sotto la spinta interessata di una o più superpotenze.</p>
<p>Senz&#8217;altro sono d&#8217;accordo con lei che l&#8217;economia capitalistica giochi un ruolo essenziale nell&#8217;equilibrio e nelle scelte globali, ma non credo sia l&#8217;unico motore della politica attuale. Nella competizione per le materie prime e per le fonti energetiche gioca un ruolo sempre più importante la Cina, che non so quanti dei lettori e dei commentatori di N.I. inquadrerebbero sotto l&#8217;etichetta di economia capitalistica, perlomeno non nell&#8217;immagine tradizionale e sclerotizzata del capitalismo cattivo europeo e nordamericano. Il Sudamerica si è in gran parte emancipato dalla sudditanza economica e politica dagli Stati Uniti ed è in grado di discutere alla pari con gli ex-padroni yankees, così come l&#8217;India e altri paesi dell&#8217;Estremo Oriente stanno guadagnando in peso politico e economico. Proprio non credo all&#8217;annunciato, da molti auspicato, dallo spesso annunciato a breve ma ancora non realizzato Armagheddon del capitalismo classico, ma credo che il mondo sia animato da tensioni contrastanti che vanno oltre al modello dell&#8217;unica superpotenza planetaria. </p>
<p>A questo aggiungo che là dove l&#8217;informazione è più libera e dove i governanti devono periodicamente presentarsi davanti agli elettori, la soglia di tolleranza rispetto a massacri, crimini contro l&#8217;umanità, repressioni è ancora relativamente bassa, per cui i governanti stessi sanno che è per loro controproducente presentarsi inetti e indifferenti rispetto alle violazioni più atroci dei principi democratici e di rispetto della vita cui ispirano i loro proclami politici. Insomma le pubbliche opinioni esistono e, per quanto manovrabili, per quanto selettive nelle loro scelte di indignazione, sono in grado di condizionare i comportamenti dei loro governi. E magari un po&#8217; di sincera adesione a quei principi rimane sia nei governanti dei paesi democratici e sia nelle elefantiache burocrazie  dell&#8217;ONU.</p>
<p>Insomma per me la partita si gioca tra tensioni contrastanti di realpolitik, tra (residui di) tensioni ideali, tra organizzazioni internazionali dagli altissimi obiettivi e dalle più limitate capacità operative. Comunque una realtà troppo complessa per essere affrontate a botte di slogan e di taglia/incolla.</p>
<p>@lorenzo galbiati</p>
<p>Circa il punto B della mia semplicistica sceneggiatura di crisi umanitaria internazionale, lei sopravvaluta le potenzialità dell&#8217;Occidente, il mondo, come scritto prima, è più frammentato di quello che sembra e anche Cina, Russia, Iran tra gli altri hanno già dimostrato una buona capacità di oppressione. E purtroppo il know how dello sterminio è ben distribuito e non esige raffinate tecnologie, si legge che per il genocidio del Ruanda bastarono 750mila dollari per acquistare un&#8217;enorme partita di machete importati apposta dalla Cina.</p>
<p>Circa l&#8217;invio di contingenti di terra americani in Libia prima della risoluzione ONU, ammesso che la notizia sia confermata (la fonte Fox Television è la forza trainante dell&#8217;opposizione repubblicana più dura e estremista contro Obama), tendo a interpretare questa manovra più come necessità operativa che come piano predefinito. Quando tra gli scenari possibili dell&#8217;evoluzione di una crisi c&#8217;è anche l&#8217;intervento militare, allora si rende necessaria una azione preventiva di raccolta di informazioni sul terreno o attraverso altri canali in modo tale di essere pronti nel caso in cui la faccenda prendesse quella piega. Questo non vuol dire che l&#8217;intervento militare sia a priori l&#8217;evoluzione desiderata e pianificata tra quelle possibili, anzi continuo a pensare che uno scenario all&#8217;egiziana o alla tunisina sarebbe stata di gran lunga preferita da Obama e dai suoi, che si è subito trovato contro i repubblicani e una parte importante dell&#8217;opinione pubblica sull&#8217;intervento in Libia.</p>
<p>Aggiungo una ulteriore osservazione, si vede proprio che oggi sono ispirato a banfare sui massimi sistemi. Che i nostri tentativi di comprensione del mondo passino talvolta attraverso la costruzione di una narrazione costruita con i materiali che vogliamo ordinare è cosa ben nota, ma è bene ricordare che le possibili narrative alla fin fine si basano su di un numero ristretto di schemi. Lo schema narrativo più semplice prevede il villain, il bad guy cui si oppone l&#8217;eroe, uno schema diretto e efficace che nella sua dichiarata dicotomicità tra bene e male è molto insidioso perché spesso tende ad attirare i migliori, quelli cioè animati da forti pulsioni etiche e molto sensibili a discernere ciò che è giusto e ciò che è ingiusto. Di mio penso che la tendenza verso narrative gratificanti dal punto di vista etico porta spesso a una comprensione troppo semplificata del mondo e non credo a una narrazione che preveda in ogni crisi umanitaria un ruolo fisso di villain incarnato dalla stessa entità corrisponda a quello che nel mondo realmente accade. (Scrivendo questo devo riconoscere di essere in difficoltà con me stesso, perché la narrativa che elaboro sulle vicende italiane ha un interprete fisso per il ruolo negativo, cioè il ben noto e miserrimo satrapo di Arcore, ma in qualunque modo io affronti il problema, mi ritrovo a giungere alla stessa conclusione &#8230;)</p>
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		<title>
		Di: lorenzo galbiati		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/03/19/andiam-andiam-andiam-a-guerreggiar/#comment-149579</link>

		<dc:creator><![CDATA[lorenzo galbiati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Mar 2011 10:28:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=38467#comment-149579</guid>

					<description><![CDATA[Grazie Arduino per essersi esposto personalmente. Per inciso, non capisco  perché un anonimo dovrebbe essere preso più sul serio di chi, sconosciuto come lei e me, si espone di persona.

Ecco la conferma di quanto le risoluzioni ONU servano a ratificare un&#039;impresa già pianificata da tempo, in Libia.

http://it.peacereporter.net/articolo/27653/Truppe+Usa+in+Libia+gi%E0+da+settimane

Per ora, di fretta, nel suo schema a 3 punti, io direi che se B opprime A e scatta la crisi umanitaria, nella maggioranza dei casi lo fa già in partenza con la complicità dell&#039;Occidente.

Le risponderò sul resto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Arduino per essersi esposto personalmente. Per inciso, non capisco  perché un anonimo dovrebbe essere preso più sul serio di chi, sconosciuto come lei e me, si espone di persona.</p>
<p>Ecco la conferma di quanto le risoluzioni ONU servano a ratificare un&#8217;impresa già pianificata da tempo, in Libia.</p>
<p><a href="http://it.peacereporter.net/articolo/27653/Truppe+Usa+in+Libia+gi%E0+da+settimane" rel="nofollow ugc">http://it.peacereporter.net/articolo/27653/Truppe+Usa+in+Libia+gi%E0+da+settimane</a></p>
<p>Per ora, di fretta, nel suo schema a 3 punti, io direi che se B opprime A e scatta la crisi umanitaria, nella maggioranza dei casi lo fa già in partenza con la complicità dell&#8217;Occidente.</p>
<p>Le risponderò sul resto.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: maria		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/03/19/andiam-andiam-andiam-a-guerreggiar/#comment-149574</link>

		<dc:creator><![CDATA[maria]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Mar 2011 07:36:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ritengo poi un po’ troppo meccanico e non documentato il collegamento tra un presunto pianificato intervento francese e la risoluzione del Consiglio di Sicurezza, quasi fosse venuta a forzato traino della predefinita strategia di Sarkozy.

maria
arduino lei è persona molto precisa ed esperta, la pensavo quasi un funzionario dell&#039;onu:-) invece fa parte, a quanto leggo, di quella gente comune tanto cara alla funambola e anche a me, però devo dirle che lei nutre troppa fiducia  nella forza e nell&#039;autonomia dell&#039;ONU che come saprà funziona in base a precisi rapporti di potere fra gli stati che la compongono. Anche lì non si muove foglia che Dio non voglia.

Non saprei dirle come affrontare i gravi conflitti che scoppiano tra stati e dentro gli stati, ma penso che non sia questione regolabile soltanto con norme giuridiche ma dall&#039;equilibrio che via via viene a crearsi tra gli stati del mondo dominato, per adesso, da una sola ideologia, quella capitalistica, per cui all&#039;occorrenza non si va tanto per il sottile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ritengo poi un po’ troppo meccanico e non documentato il collegamento tra un presunto pianificato intervento francese e la risoluzione del Consiglio di Sicurezza, quasi fosse venuta a forzato traino della predefinita strategia di Sarkozy.</p>
<p>maria<br />
arduino lei è persona molto precisa ed esperta, la pensavo quasi un funzionario dell&#8217;onu:-) invece fa parte, a quanto leggo, di quella gente comune tanto cara alla funambola e anche a me, però devo dirle che lei nutre troppa fiducia  nella forza e nell&#8217;autonomia dell&#8217;ONU che come saprà funziona in base a precisi rapporti di potere fra gli stati che la compongono. Anche lì non si muove foglia che Dio non voglia.</p>
<p>Non saprei dirle come affrontare i gravi conflitti che scoppiano tra stati e dentro gli stati, ma penso che non sia questione regolabile soltanto con norme giuridiche ma dall&#8217;equilibrio che via via viene a crearsi tra gli stati del mondo dominato, per adesso, da una sola ideologia, quella capitalistica, per cui all&#8217;occorrenza non si va tanto per il sottile.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: arduino		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/03/19/andiam-andiam-andiam-a-guerreggiar/#comment-149573</link>

		<dc:creator><![CDATA[arduino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Mar 2011 07:08:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@lorenzo galbiati
Tornando al merito della discussione e cominciando dalla fine, lo Statuto ONU è sul sito dell&#039;ONU stessa http://www.un.org/en/documents/charter/. L&#039;articolo 2 comma 7 e il capitolo 7 pecificano le condizioni e le modalità di intervento dell&#039;ONU e una prassi consolidata (Cipro, Somalia, Libano, Bosnia, Biafra) dimostra la liceità dell&#039;ingerenza nei conflitti interni a un paese.

Ritengo poi un po&#039; troppo meccanico il nesso tra le strategie francesi e la risoluzione 1973, il Consiglio di Sicurezza si era già espresso sulla Libia con la risoluzione 1970 e l&#039;approvazione della no fly zone è arrivata quasi all&#039;ultimo secondo utile prima del dilagare dei mercenari e delle truppe di Gheddafi a Bengasi. Quanto al numero delle vittime (8000), per quanto non verificato e al momento non verificabile, non mi pare improbabile vista la spietatezza delle repressioni di Gheddafi nel passato e i soui proclami che profetizzavano stragi per gli insorti. 

Infine vorrei invitarla a evitare lo schema forzato di interpretazione in 3 atti che viene spesso adottato nel caso di crisi internazionali. Schematizzando parecchio accade che: 
1) A opprime B, scatta la crisi umanitaria
2) l&#039;Occidente non interviene e quindi si assume la responsabilità della crisi, non impedendo a B di opprimere A e rivelandosi complice se non mandante dell&#039;oppressore
3) l&#039;Occidente si decide a intervenire e quindi si assume la responsabilità della crisi, B diventa il glorioso campione dell&#039;anti-imperialismo e tutte le magagne di A, ora servo dell&#039;imperialismo, vengono denunciate]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@lorenzo galbiati<br />
Tornando al merito della discussione e cominciando dalla fine, lo Statuto ONU è sul sito dell&#8217;ONU stessa <a href="http://www.un.org/en/documents/charter/" rel="nofollow ugc">http://www.un.org/en/documents/charter/</a>. L&#8217;articolo 2 comma 7 e il capitolo 7 pecificano le condizioni e le modalità di intervento dell&#8217;ONU e una prassi consolidata (Cipro, Somalia, Libano, Bosnia, Biafra) dimostra la liceità dell&#8217;ingerenza nei conflitti interni a un paese.</p>
<p>Ritengo poi un po&#8217; troppo meccanico il nesso tra le strategie francesi e la risoluzione 1973, il Consiglio di Sicurezza si era già espresso sulla Libia con la risoluzione 1970 e l&#8217;approvazione della no fly zone è arrivata quasi all&#8217;ultimo secondo utile prima del dilagare dei mercenari e delle truppe di Gheddafi a Bengasi. Quanto al numero delle vittime (8000), per quanto non verificato e al momento non verificabile, non mi pare improbabile vista la spietatezza delle repressioni di Gheddafi nel passato e i soui proclami che profetizzavano stragi per gli insorti. </p>
<p>Infine vorrei invitarla a evitare lo schema forzato di interpretazione in 3 atti che viene spesso adottato nel caso di crisi internazionali. Schematizzando parecchio accade che:<br />
1) A opprime B, scatta la crisi umanitaria<br />
2) l&#8217;Occidente non interviene e quindi si assume la responsabilità della crisi, non impedendo a B di opprimere A e rivelandosi complice se non mandante dell&#8217;oppressore<br />
3) l&#8217;Occidente si decide a intervenire e quindi si assume la responsabilità della crisi, B diventa il glorioso campione dell&#8217;anti-imperialismo e tutte le magagne di A, ora servo dell&#8217;imperialismo, vengono denunciate</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: arduino		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/03/19/andiam-andiam-andiam-a-guerreggiar/#comment-149570</link>

		<dc:creator><![CDATA[arduino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Mar 2011 21:52:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=38467#comment-149570</guid>

					<description><![CDATA[@lorenzo galbiati
Tornando al merito della discussione e cominciando dalla fine del suo intervento, il testo dello Statuto delle Nazioni Unite si trova qui:
http://www.un.org/en/documents/charter/

Leggendolo mi sembra di capirlo, anche se non credo di poterne fare una seria esegesi. L&#039;articolo 2 comma 7 indica chiaramente che le faccende interne dei vari paesi non riguardano l&#039;ONU, ma con i limiti imposti dal Capitolo 7. E la prassi di 70 quasi anni di vita dell&#039;ONU (Cipro, Libano, Somalia ecc.) mi fa pensare che il diritto di ingerenza in caso di gravi rischi per le popolazioni e per il mantenimento della pace sia riconosciuto.

Considerando le abitudine manesche e la brutalità di Gheddafi, già dimostrate in precedenti circostanze, le cifre relativi alle vittime, benché non verificate/verificabili, non mi sembrano inverosimili. 

Ritengo poi un po&#039; troppo meccanico e non documentato il collegamento tra un presunto pianificato intervento francese e la risoluzione del Consiglio di Sicurezza, quasi fosse venuta a forzato traino della predefinita strategia di Sarkozy.

Infine, anche se probabilmente non ha bisogno delle mie raccomandazioni, vorrei invitarla a evitare lo schema forzato di interpretazione in 3 atti che viene spesso adottato nel caso di crisi internazionali. Schematizzando parecchio, arrivando forse al limite della messa in caricatura, accade che: 
1) A opprime B, scatta la crisi umanitaria
2) l&#039;Occidente non interviene e quindi si assume la responsabilità della crisi, non impedendo a B di opprimere A
3) l&#039;Occidente si decide a intervenire e quindi si assume la responsabilità della crisi, B diventa il campione dell&#039;anti-imperialismo e tutte le magagne di A, complice dell&#039;Occidente imperialista, vengono denunciate.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@lorenzo galbiati<br />
Tornando al merito della discussione e cominciando dalla fine del suo intervento, il testo dello Statuto delle Nazioni Unite si trova qui:<br />
<a href="http://www.un.org/en/documents/charter/" rel="nofollow ugc">http://www.un.org/en/documents/charter/</a></p>
<p>Leggendolo mi sembra di capirlo, anche se non credo di poterne fare una seria esegesi. L&#8217;articolo 2 comma 7 indica chiaramente che le faccende interne dei vari paesi non riguardano l&#8217;ONU, ma con i limiti imposti dal Capitolo 7. E la prassi di 70 quasi anni di vita dell&#8217;ONU (Cipro, Libano, Somalia ecc.) mi fa pensare che il diritto di ingerenza in caso di gravi rischi per le popolazioni e per il mantenimento della pace sia riconosciuto.</p>
<p>Considerando le abitudine manesche e la brutalità di Gheddafi, già dimostrate in precedenti circostanze, le cifre relativi alle vittime, benché non verificate/verificabili, non mi sembrano inverosimili. </p>
<p>Ritengo poi un po&#8217; troppo meccanico e non documentato il collegamento tra un presunto pianificato intervento francese e la risoluzione del Consiglio di Sicurezza, quasi fosse venuta a forzato traino della predefinita strategia di Sarkozy.</p>
<p>Infine, anche se probabilmente non ha bisogno delle mie raccomandazioni, vorrei invitarla a evitare lo schema forzato di interpretazione in 3 atti che viene spesso adottato nel caso di crisi internazionali. Schematizzando parecchio, arrivando forse al limite della messa in caricatura, accade che:<br />
1) A opprime B, scatta la crisi umanitaria<br />
2) l&#8217;Occidente non interviene e quindi si assume la responsabilità della crisi, non impedendo a B di opprimere A<br />
3) l&#8217;Occidente si decide a intervenire e quindi si assume la responsabilità della crisi, B diventa il campione dell&#8217;anti-imperialismo e tutte le magagne di A, complice dell&#8217;Occidente imperialista, vengono denunciate.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: arduino		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/03/19/andiam-andiam-andiam-a-guerreggiar/#comment-149568</link>

		<dc:creator><![CDATA[arduino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Mar 2011 18:53:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@lorenzo galbiati
&#062;&#062;&#062;
PPS Arduino, lei è anonimo o identificabile con nome e cognome, recapito o altro su internet?
&#062;&#062;&#062;
Vista la sua esplicita richiesta, vi sento in dovere di declinare le mie generalità e di presentarmi quindi come tal Mauro Gorrino. Ho ritenuto opportuno non firmarmi con nome e cognome proprio per evitare che il mio essere men che nessuno inficiasse la pur minima credibilità che le mie osservazioni potessero guadagnare. 

Ribadisco di non essere un esperto di politica internazionale anche se sono molto curioso del mondo e che la mia principale vocazione si estrinseca in una tenace e tignosa tensione analitica volta a verificare le affermazioni e a scavare oltre gli slogan, gli schemi  e i taglia/incolla troppo automatici. 

Infine, anche se ne capisco poco pure di elettronica, la scelta dello pseudonimo Arduino mi deriva casualmente da questa oggetto http://www.arduino.cc/ che in mano a gente fantasiosa diventa motore di estrosa creatività.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@lorenzo galbiati<br />
&gt;&gt;&gt;<br />
PPS Arduino, lei è anonimo o identificabile con nome e cognome, recapito o altro su internet?<br />
&gt;&gt;&gt;<br />
Vista la sua esplicita richiesta, vi sento in dovere di declinare le mie generalità e di presentarmi quindi come tal Mauro Gorrino. Ho ritenuto opportuno non firmarmi con nome e cognome proprio per evitare che il mio essere men che nessuno inficiasse la pur minima credibilità che le mie osservazioni potessero guadagnare. </p>
<p>Ribadisco di non essere un esperto di politica internazionale anche se sono molto curioso del mondo e che la mia principale vocazione si estrinseca in una tenace e tignosa tensione analitica volta a verificare le affermazioni e a scavare oltre gli slogan, gli schemi  e i taglia/incolla troppo automatici. </p>
<p>Infine, anche se ne capisco poco pure di elettronica, la scelta dello pseudonimo Arduino mi deriva casualmente da questa oggetto <a href="http://www.arduino.cc/" rel="nofollow ugc">http://www.arduino.cc/</a> che in mano a gente fantasiosa diventa motore di estrosa creatività.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lorenzo galbiati		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/03/19/andiam-andiam-andiam-a-guerreggiar/#comment-149566</link>

		<dc:creator><![CDATA[lorenzo galbiati]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Mar 2011 14:26:11 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=38467#comment-149566</guid>

					<description><![CDATA[Sulle violazioni delle risoluzioni ONU

http://www.peacelink.it/editoriale/a/33691.html]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sulle violazioni delle risoluzioni ONU</p>
<p><a href="http://www.peacelink.it/editoriale/a/33691.html" rel="nofollow ugc">http://www.peacelink.it/editoriale/a/33691.html</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lorenzo galbiati		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/03/19/andiam-andiam-andiam-a-guerreggiar/#comment-149565</link>

		<dc:creator><![CDATA[lorenzo galbiati]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Mar 2011 14:09:24 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=38467#comment-149565</guid>

					<description><![CDATA[arduino,
su Walzer siamo d&#039;accordo, io dico solo che Walzer non dice quando l&#039;ONU può e quando non può intervenire, dice quando è opportuno intervenire, applicando un criterio quantitativo, che è però etico (in linea teorica, se si parla di genocidio le vite che si possono salvare sono di più di quelle messe in pericolo con l&#039;intervento, in caso diverso non è detto).

punto 2)
lei e @georgia
mi state dando ragione: dicendo che per Israele non si interviene per i veti USA, non fate altro che dimostrare quanto sia arbitrario il decidere se e come intervenire, e quanto all&#039;ONU si facciano gli interessi dei 5 paesi del consiglio di sicurezza. E si potrebbero fare molti altri esempi: lo sterminio russo in Cecenia, per esempio. 
Consiglio questo articolo di Massimo Fini sull&#039;arbitrio delle decisioni ONU.
http://temi.repubblica.it/micromega-online/libia-le-ragioni-della-guerra-e-della-pace-le-opinioni-di-paolo-flores-darcais-e-massimo-fini/
I dati dei morti in Libia al momento secondo me non sono minimamente da prendere in considerazione, visto che viviamo in uno dei paesi belligeranti quelli uccisi dal regime di Gheddafi sono, scommetterei, gonfiati, e si vedrà quando si inizierà a parlare di quelli civili uccisi dai bombardamenti e dagli insorti.

3) le risoluzioni ONU prevedono solo la difesa dei civili, non prevedono
- truppe francesi o inglesi a sostegno degli insorti (come è probabile che ci siano, vedi i link di Peacereporter, che cita il Sunday Mirror)
- armare gli insorti, come sta ipotizzando Obama (e come è ovvio supporre stia già accadendo)
- fare una missione con lo scopo di ribaltare il regime di Gheddafi
E&#039; del tutto evidente che questo sta avvenendo e che questo non è scritto sulle due risoluzioni ONU.
E&#039; cioè evidente che l&#039;ONU ha approvato in grande fretta un intervento francese preparato da tempo, che aspettava giusto la firma della 1973 per diventare effettivo, come ha fatto a tempo record. 

PS che lo statuto ONU preveda l&#039;intervento in uno stato che non minaccia altri stati, come già detto, a me non risulta, ma ribadisco 
- dovrei far ricerche
- il diritto internazionale è farraginoso ed ellittico, e si presta a mille interpretazioni, da quel che capisco io. Del resto, lo stesso vale per l&#039;articolo 11 della Costituzione italiana.

PPS Arduino, lei è anonimo o identificabile con nome e cognome, recapito o altro su internet?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>arduino,<br />
su Walzer siamo d&#8217;accordo, io dico solo che Walzer non dice quando l&#8217;ONU può e quando non può intervenire, dice quando è opportuno intervenire, applicando un criterio quantitativo, che è però etico (in linea teorica, se si parla di genocidio le vite che si possono salvare sono di più di quelle messe in pericolo con l&#8217;intervento, in caso diverso non è detto).</p>
<p>punto 2)<br />
lei e @georgia<br />
mi state dando ragione: dicendo che per Israele non si interviene per i veti USA, non fate altro che dimostrare quanto sia arbitrario il decidere se e come intervenire, e quanto all&#8217;ONU si facciano gli interessi dei 5 paesi del consiglio di sicurezza. E si potrebbero fare molti altri esempi: lo sterminio russo in Cecenia, per esempio.<br />
Consiglio questo articolo di Massimo Fini sull&#8217;arbitrio delle decisioni ONU.<br />
<a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/libia-le-ragioni-della-guerra-e-della-pace-le-opinioni-di-paolo-flores-darcais-e-massimo-fini/" rel="nofollow ugc">http://temi.repubblica.it/micromega-online/libia-le-ragioni-della-guerra-e-della-pace-le-opinioni-di-paolo-flores-darcais-e-massimo-fini/</a><br />
I dati dei morti in Libia al momento secondo me non sono minimamente da prendere in considerazione, visto che viviamo in uno dei paesi belligeranti quelli uccisi dal regime di Gheddafi sono, scommetterei, gonfiati, e si vedrà quando si inizierà a parlare di quelli civili uccisi dai bombardamenti e dagli insorti.</p>
<p>3) le risoluzioni ONU prevedono solo la difesa dei civili, non prevedono<br />
&#8211; truppe francesi o inglesi a sostegno degli insorti (come è probabile che ci siano, vedi i link di Peacereporter, che cita il Sunday Mirror)<br />
&#8211; armare gli insorti, come sta ipotizzando Obama (e come è ovvio supporre stia già accadendo)<br />
&#8211; fare una missione con lo scopo di ribaltare il regime di Gheddafi<br />
E&#8217; del tutto evidente che questo sta avvenendo e che questo non è scritto sulle due risoluzioni ONU.<br />
E&#8217; cioè evidente che l&#8217;ONU ha approvato in grande fretta un intervento francese preparato da tempo, che aspettava giusto la firma della 1973 per diventare effettivo, come ha fatto a tempo record. </p>
<p>PS che lo statuto ONU preveda l&#8217;intervento in uno stato che non minaccia altri stati, come già detto, a me non risulta, ma ribadisco<br />
&#8211; dovrei far ricerche<br />
&#8211; il diritto internazionale è farraginoso ed ellittico, e si presta a mille interpretazioni, da quel che capisco io. Del resto, lo stesso vale per l&#8217;articolo 11 della Costituzione italiana.</p>
<p>PPS Arduino, lei è anonimo o identificabile con nome e cognome, recapito o altro su internet?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: arduino		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/03/19/andiam-andiam-andiam-a-guerreggiar/#comment-149564</link>

		<dc:creator><![CDATA[arduino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Mar 2011 13:49:07 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=38467#comment-149564</guid>

					<description><![CDATA[@lorenzo galbiati
&#062;&#062;&#062;
1)
è evidente che l’ONU non ha uno statuto in cui si possa distinguere tra
- intervento in caso di genocidio interno a uno stato,
- intervento in caso di repressione interna a uno stato,
in modo da considerare legale il primo e illegale il secondo.
Walzer applica parametri etici, non legali, nel giudicare le guerre.
&#062;&#062;&#062;
Lo statuto ONU ammette l&#039;ingerenza nei conflitti interni di un paese e non mancano i precedenti, da Cipro, alla Somalia, al Ruanda, così come ammette (vedi capitolo 7 della carta) azioni repressive su chi mette a repentaglio la pace o minaccia popolazioni civili, come è accaduto in Bosnia e per la guerra di Corea. Ciò detto, il discriminante di Walzer non mi pare etico ma quantitativo (termine sinistro e sgradevole quando si parla di vite umane), e discrimina tra repressione e guerra civile (per cui l&#039;ONU è intervenuto ad esempio con la missione a Cipro del 1964, la missione in Somalia del 1994, la missione in Libano del 1978) o tra repressione e genocidio (interventi ONU in Bosnia e Ruanda). Considerando il numero delle vittime, già da una settimana almeno si parla per le vicende della Libia di 8000 perdite di vite umane (come il massacro di Srebrenica, 6-7 volte il numero delle vittime di Cast Lead a Gaza), ci sono testimonianze di uso di mercenari, di massacri di civili, di uso di civili come scudi umani, di esecuzioni di soldati che non vogliono unirsi alla repressione. Quindi la valutazione del Consiglio di Sicurezza è (10 a favore, 5 astenuti) che &quot;widespread and systematic attacks currently taking place in the Libyan Arab Jamahiriya against the civilian population may amount to crimes against humanity&quot;. Quindi in base alle notizie ricevute, la valutazione è che non di repressione si tratta, ma di eventi la cui scala è quella dei crimini contro l&#039;umanità. 
Questo per il passato, vediamo cosa potrebbe riservare il futuro. Gheddafi ha  dichiarato che avrebbe mandato a morte i ribelli, che avrebbe ripulito la Libia casa per casa, che chi non lo ama non è degno di vivere. Eccessi retorici o proclami che si sarebbero tradotti in realta? Vogliamo aspettare che una città di 700000 abitanti come Bengasi torni nelle mani di Gheddafi per scoprire se si tratta di vuota retorica o di proclami in stile Radio Mille Colline? Orbene nessuno dei membri del Consiglio di Sicurezza ha avuto dubbi (risoluzione 1970, embargo e deferimento a ICC) e nessuno si è opposto alla successiva risoluzione 1973 (no fly zone). La mia personalissima sensazione è che dopo Srebrenica, Sarajevo e Kigali, ci sia meno voglia da parte dell&#039;ONU di correre il rischio di verifiche sul campo della effettiva volontà di dispiegare la sinistra retorica del massacro promesso e che, a scanso di tragici e tardivi pentimenti successivi, tali promesse e minacce siano sempre prese per fondate.
Infine considerando che le masse arabe sono in rivolta dal Marocco all&#039;Iran e che altri despoti sembrano inclini a adottare le modalità violente di repressione del dissenso di Gheddafi (Siria, Bahrain e non solo), l&#039;intervento contro Gheddafi vuole nelle intenzioni scoraggiare altre repressioni violente/guerre civili nei paesi arabi. Poi non sempre i fatti si accodano con disciplina alle intenzioni.

&#062;&#062;&#062;
2) che tra repressione e genocidio c’è in mezzo il mare (non solo il Mediterraneo) e quindi il caso libico è un caso che solo ARBITRARIAMENTE può essere considerato degno di intervento rispetto ad altri simili (perché non imporre una no-fly-zone a Israele che bombarda una popolazione inerme e senza via di uscita che avrebbe il dovere di preservare, stante a Ginevra, e causa 1400 vittime quasi tutte civile in 3 settimane?), se si prende in considerazione la repressione interna a un paese.
&#062;&#062;&#062;
Mi rifaccio a quanto ha già osservato georgia in proposito, concordando anche sulla preoccupazione circa l&#039;involuzione della democrazia israeliana

&#062;&#062;&#062;
3) che i membri del consiglio di sicurezza ONU agiscono nella più palese violazione delle norme ONU e delle risoluzioni che loro stessi si cuciono ad hoc per il loro operato, quindi deliberano come fosse pacificamente legale ciò che legale pacificamente non è, e non rispettano né nella forma né nella sostanza la loro stessa delibera (si veda quanto sta succedendo ora in Libia), come è (dovrebbe &#062;essere) sotto gli occhi di tutti.
&#062;&#062;&#062;
La sua affermazione mi sembra apodittica e non supportata da alcun elemento, le palesi violazioni delle norme ONU sono affermate con forza ma non sono dimostrate in alcun modo, non indicando neppure quali sarebbero le norme violate.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@lorenzo galbiati<br />
&gt;&gt;&gt;<br />
1)<br />
è evidente che l’ONU non ha uno statuto in cui si possa distinguere tra<br />
&#8211; intervento in caso di genocidio interno a uno stato,<br />
&#8211; intervento in caso di repressione interna a uno stato,<br />
in modo da considerare legale il primo e illegale il secondo.<br />
Walzer applica parametri etici, non legali, nel giudicare le guerre.<br />
&gt;&gt;&gt;<br />
Lo statuto ONU ammette l&#8217;ingerenza nei conflitti interni di un paese e non mancano i precedenti, da Cipro, alla Somalia, al Ruanda, così come ammette (vedi capitolo 7 della carta) azioni repressive su chi mette a repentaglio la pace o minaccia popolazioni civili, come è accaduto in Bosnia e per la guerra di Corea. Ciò detto, il discriminante di Walzer non mi pare etico ma quantitativo (termine sinistro e sgradevole quando si parla di vite umane), e discrimina tra repressione e guerra civile (per cui l&#8217;ONU è intervenuto ad esempio con la missione a Cipro del 1964, la missione in Somalia del 1994, la missione in Libano del 1978) o tra repressione e genocidio (interventi ONU in Bosnia e Ruanda). Considerando il numero delle vittime, già da una settimana almeno si parla per le vicende della Libia di 8000 perdite di vite umane (come il massacro di Srebrenica, 6-7 volte il numero delle vittime di Cast Lead a Gaza), ci sono testimonianze di uso di mercenari, di massacri di civili, di uso di civili come scudi umani, di esecuzioni di soldati che non vogliono unirsi alla repressione. Quindi la valutazione del Consiglio di Sicurezza è (10 a favore, 5 astenuti) che &#8220;widespread and systematic attacks currently taking place in the Libyan Arab Jamahiriya against the civilian population may amount to crimes against humanity&#8221;. Quindi in base alle notizie ricevute, la valutazione è che non di repressione si tratta, ma di eventi la cui scala è quella dei crimini contro l&#8217;umanità.<br />
Questo per il passato, vediamo cosa potrebbe riservare il futuro. Gheddafi ha  dichiarato che avrebbe mandato a morte i ribelli, che avrebbe ripulito la Libia casa per casa, che chi non lo ama non è degno di vivere. Eccessi retorici o proclami che si sarebbero tradotti in realta? Vogliamo aspettare che una città di 700000 abitanti come Bengasi torni nelle mani di Gheddafi per scoprire se si tratta di vuota retorica o di proclami in stile Radio Mille Colline? Orbene nessuno dei membri del Consiglio di Sicurezza ha avuto dubbi (risoluzione 1970, embargo e deferimento a ICC) e nessuno si è opposto alla successiva risoluzione 1973 (no fly zone). La mia personalissima sensazione è che dopo Srebrenica, Sarajevo e Kigali, ci sia meno voglia da parte dell&#8217;ONU di correre il rischio di verifiche sul campo della effettiva volontà di dispiegare la sinistra retorica del massacro promesso e che, a scanso di tragici e tardivi pentimenti successivi, tali promesse e minacce siano sempre prese per fondate.<br />
Infine considerando che le masse arabe sono in rivolta dal Marocco all&#8217;Iran e che altri despoti sembrano inclini a adottare le modalità violente di repressione del dissenso di Gheddafi (Siria, Bahrain e non solo), l&#8217;intervento contro Gheddafi vuole nelle intenzioni scoraggiare altre repressioni violente/guerre civili nei paesi arabi. Poi non sempre i fatti si accodano con disciplina alle intenzioni.</p>
<p>&gt;&gt;&gt;<br />
2) che tra repressione e genocidio c’è in mezzo il mare (non solo il Mediterraneo) e quindi il caso libico è un caso che solo ARBITRARIAMENTE può essere considerato degno di intervento rispetto ad altri simili (perché non imporre una no-fly-zone a Israele che bombarda una popolazione inerme e senza via di uscita che avrebbe il dovere di preservare, stante a Ginevra, e causa 1400 vittime quasi tutte civile in 3 settimane?), se si prende in considerazione la repressione interna a un paese.<br />
&gt;&gt;&gt;<br />
Mi rifaccio a quanto ha già osservato georgia in proposito, concordando anche sulla preoccupazione circa l&#8217;involuzione della democrazia israeliana</p>
<p>&gt;&gt;&gt;<br />
3) che i membri del consiglio di sicurezza ONU agiscono nella più palese violazione delle norme ONU e delle risoluzioni che loro stessi si cuciono ad hoc per il loro operato, quindi deliberano come fosse pacificamente legale ciò che legale pacificamente non è, e non rispettano né nella forma né nella sostanza la loro stessa delibera (si veda quanto sta succedendo ora in Libia), come è (dovrebbe &gt;essere) sotto gli occhi di tutti.<br />
&gt;&gt;&gt;<br />
La sua affermazione mi sembra apodittica e non supportata da alcun elemento, le palesi violazioni delle norme ONU sono affermate con forza ma non sono dimostrate in alcun modo, non indicando neppure quali sarebbero le norme violate.</p>
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