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	Commenti a: La guerra agli immigrati	</title>
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		<title>
		Di: nanni barbero		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/04/06/la-guerra-agli-immigrati/#comment-149731</link>

		<dc:creator><![CDATA[nanni barbero]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Apr 2011 19:30:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[molto puntuale, non si può che condividere l&#039;analisi Andrebbe approfondito maggiormente, ma non è questa la sede, il tema della piccola impresa. La grande è ormai del tutto sparita in Italia e quindi penso che ormai la battaglia si dovrebbe articolare, da parte dei conglomerati internaziona, in una sorta di &quot; proletarizzazione &quot; o schiavizzazione delle piccola impresa...magari una sera ne parliamo a Fosdinovo.ciao nanni]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>molto puntuale, non si può che condividere l&#8217;analisi Andrebbe approfondito maggiormente, ma non è questa la sede, il tema della piccola impresa. La grande è ormai del tutto sparita in Italia e quindi penso che ormai la battaglia si dovrebbe articolare, da parte dei conglomerati internaziona, in una sorta di &#8221; proletarizzazione &#8221; o schiavizzazione delle piccola impresa&#8230;magari una sera ne parliamo a Fosdinovo.ciao nanni</p>
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		<title>
		Di: transit		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[transit]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Apr 2011 12:04:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Songo nato dint&#039;a &#039;na barca &#039;e piscatore,
però mmiezz&#039;o mare dint&#039;o canale &#039;e ll&#039;inferno:

acqua &#039;a terremoto, accussì &#039;ncielo
comm&#039;a mmare, cu ll&#039;onne &#039;e ruje metri.
 
e, tremmanno, redenno e pazzianno,
sapite qualu nomme m&#039;hanno miso?

accussì piccerillo into stà nuttata
&#039;e maletiempo,

tra lacreme lucente e vase &#039;nfuse,
mi chiammeno Moby Dick.

e, ncopp&#039;a terra e &#039;nfunn&#039;e mare,
già saccio

chello ca m&#039;aspetto.
ma accussì và &#039;o munno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Songo nato dint&#8217;a &#8216;na barca &#8216;e piscatore,<br />
però mmiezz&#8217;o mare dint&#8217;o canale &#8216;e ll&#8217;inferno:</p>
<p>acqua &#8216;a terremoto, accussì &#8216;ncielo<br />
comm&#8217;a mmare, cu ll&#8217;onne &#8216;e ruje metri.</p>
<p>e, tremmanno, redenno e pazzianno,<br />
sapite qualu nomme m&#8217;hanno miso?</p>
<p>accussì piccerillo into stà nuttata<br />
&#8216;e maletiempo,</p>
<p>tra lacreme lucente e vase &#8216;nfuse,<br />
mi chiammeno Moby Dick.</p>
<p>e, ncopp&#8217;a terra e &#8216;nfunn&#8217;e mare,<br />
già saccio</p>
<p>chello ca m&#8217;aspetto.<br />
ma accussì và &#8216;o munno.</p>
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		<title>
		Di: transit		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/04/06/la-guerra-agli-immigrati/#comment-149713</link>

		<dc:creator><![CDATA[transit]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Apr 2011 12:01:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[I bambini, moltitudine del mondo e il poeta. il poeta politico: ognni poeta è un poeta politico. e i bambini. quelli sotto le macerie dell&#039;Aquila, quelli del Giappone, quelli dei poveri
anche in tempi di pace e quelli delle donne migranti.



Il bambino migrante frutto d’amore

Sfondo nero l’universo.
D’azzurro cieco splende la Terra.

Immagine mozzafiato.
Appena un attimo allo specchio.

Stupido Narciso di se stesso.
Passare l’umanità intera di pochezza.

Il mare, l’amore, la solitudine siderea.
E i campi di grano lasciati incolti.

Il bambino seduto col padre.
Dai filid’erba alla vastità.

S’incammina alla morte
la tribù retrograda alla vita.

E l’infante al gioco dei colori
mai smette la risata ingenua della sincerità.

 



Io sono il bambino migrante.

Sono l’unico su questo barcone, fetente carretta, ma ancora pronta ad affronare il mare profondo e largo e dalle onde grosse, scure e disperate.

io sono il bambino.

siamo partiti in cerca di una nuova vita. e un nuovo mondo. mio padre di mestiere fa il falegname. parla sempre di dio. e dice che vuole altri figli.

io sono il bambino.

ce n’è un altro che se ne sta buono a gonfiare la pancia di mamma. gli altri sul barcone sono giovani. vecchi niente, dormoni nelle case del deserto.

io sono il bambino.

ho lasciato la mia terra per approdare in un altra. quelli dell’isola di Lampedusa ci accolgono, ma poi non sanno che altro fare con noi.

io sono il bambino.

il mare grosso, si è fatto scuro. lo scuro del mare è una cosa con lo scuro del cielo. le nuvole sono basse, quasi a cadere su di noi.

io sono il bambino.

sul barcone c’è agitazione. mamma mi stringe.
piange. e mi bacia. preghiamo dice mamma. dio sicuramente ci aiuterà. e stringe le mani.

io sono il bambino.

il barcone si è spezzato in due. finiamo tutti tra le onde alte. vedo mamma che si agita, poi piano piano scende giù nel mare profondo.

io sono il bambino.

ho lasciato la mia terra e quell’altra non si vede nemmeno. voglio satre con mamma. e mi lascio andare laddove la corrente porta lei.

io sono il bambino.

e non sbarcherò mai. e non riderò più. e non piangerò più. e non correrò più insieme agli altri bambini. e non urlerò dal dolore e dai patimenti. e non invocherò più amore.

io sono il bambino.

senza terra. senza il sole. senza avvenire. senza gioia. senza scuola. senza il mio cagnolino. senza cuore. senza padre e madre. e senza stelle che brillano. mamma muta dice: quelle che brillano non sono le stelle. sono razzi, bombe, mortai.

Io sono il bambino.
senza vita.

la mia vita.
m’adagio tra i flutti.
e i pesci nutro. e nutro la terra pianetta azzurro.

E lontano, lontano splende sordo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I bambini, moltitudine del mondo e il poeta. il poeta politico: ognni poeta è un poeta politico. e i bambini. quelli sotto le macerie dell&#8217;Aquila, quelli del Giappone, quelli dei poveri<br />
anche in tempi di pace e quelli delle donne migranti.</p>
<p>Il bambino migrante frutto d’amore</p>
<p>Sfondo nero l’universo.<br />
D’azzurro cieco splende la Terra.</p>
<p>Immagine mozzafiato.<br />
Appena un attimo allo specchio.</p>
<p>Stupido Narciso di se stesso.<br />
Passare l’umanità intera di pochezza.</p>
<p>Il mare, l’amore, la solitudine siderea.<br />
E i campi di grano lasciati incolti.</p>
<p>Il bambino seduto col padre.<br />
Dai filid’erba alla vastità.</p>
<p>S’incammina alla morte<br />
la tribù retrograda alla vita.</p>
<p>E l’infante al gioco dei colori<br />
mai smette la risata ingenua della sincerità.</p>
<p>Io sono il bambino migrante.</p>
<p>Sono l’unico su questo barcone, fetente carretta, ma ancora pronta ad affronare il mare profondo e largo e dalle onde grosse, scure e disperate.</p>
<p>io sono il bambino.</p>
<p>siamo partiti in cerca di una nuova vita. e un nuovo mondo. mio padre di mestiere fa il falegname. parla sempre di dio. e dice che vuole altri figli.</p>
<p>io sono il bambino.</p>
<p>ce n’è un altro che se ne sta buono a gonfiare la pancia di mamma. gli altri sul barcone sono giovani. vecchi niente, dormoni nelle case del deserto.</p>
<p>io sono il bambino.</p>
<p>ho lasciato la mia terra per approdare in un altra. quelli dell’isola di Lampedusa ci accolgono, ma poi non sanno che altro fare con noi.</p>
<p>io sono il bambino.</p>
<p>il mare grosso, si è fatto scuro. lo scuro del mare è una cosa con lo scuro del cielo. le nuvole sono basse, quasi a cadere su di noi.</p>
<p>io sono il bambino.</p>
<p>sul barcone c’è agitazione. mamma mi stringe.<br />
piange. e mi bacia. preghiamo dice mamma. dio sicuramente ci aiuterà. e stringe le mani.</p>
<p>io sono il bambino.</p>
<p>il barcone si è spezzato in due. finiamo tutti tra le onde alte. vedo mamma che si agita, poi piano piano scende giù nel mare profondo.</p>
<p>io sono il bambino.</p>
<p>ho lasciato la mia terra e quell’altra non si vede nemmeno. voglio satre con mamma. e mi lascio andare laddove la corrente porta lei.</p>
<p>io sono il bambino.</p>
<p>e non sbarcherò mai. e non riderò più. e non piangerò più. e non correrò più insieme agli altri bambini. e non urlerò dal dolore e dai patimenti. e non invocherò più amore.</p>
<p>io sono il bambino.</p>
<p>senza terra. senza il sole. senza avvenire. senza gioia. senza scuola. senza il mio cagnolino. senza cuore. senza padre e madre. e senza stelle che brillano. mamma muta dice: quelle che brillano non sono le stelle. sono razzi, bombe, mortai.</p>
<p>Io sono il bambino.<br />
senza vita.</p>
<p>la mia vita.<br />
m’adagio tra i flutti.<br />
e i pesci nutro. e nutro la terra pianetta azzurro.</p>
<p>E lontano, lontano splende sordo.</p>
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