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	Commenti a: Un passaggio di testimone: l&#8217;editor	</title>
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		<title>
		Di: effeffe		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[effeffe]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Apr 2011 12:09:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quel che accade  è che soprattutto in passato il traduttore sottoponeva il testo a un vero e proprio editing devastante. Sulla cosa ho proposto in traduzione un saggio di Philippe Sollers sulle avventure &quot;editoriali&quot; di Casanova. https://www.nazioneindiana.com/2010/01/04/corpo-lettera-integrale-casanova/ in cui Sollers dimostra testi alla mano come nella traduzione del 1826,  “en bon français” a cura di Jean Laforgue  vi fossero state delle attenuazioni, velature, aggiunte inopportune.  Su questo fronte poi, caro diamonds si apre un fronte che ha un lato comico e insieme tragico. Visto che le &quot;traduzioni&quot; pare che invecchino più delle opere , sono soggette ad una mise à jour costante nel tentativo di attualizzarle, soprattutto linguisticamente ogni volta. In fin dei conti di questo si tratta, spingendo di più sull&#039;acceleratore quando si &quot;riscrivono i classici (si pensi al Baricco dell&#039;Iliade)
Sono sicuro che tra non molto si ritradurranno in italiano contemporaneo anche i libretti di Opera, subito dopo averne contaminato (secondo me felicemente) le scenografie e la regia. Ma allora saranno risate davvero...effeffe]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quel che accade  è che soprattutto in passato il traduttore sottoponeva il testo a un vero e proprio editing devastante. Sulla cosa ho proposto in traduzione un saggio di Philippe Sollers sulle avventure &#8220;editoriali&#8221; di Casanova. <a href="https://www.nazioneindiana.com/2010/01/04/corpo-lettera-integrale-casanova/" rel="nofollow ugc">https://www.nazioneindiana.com/2010/01/04/corpo-lettera-integrale-casanova/</a> in cui Sollers dimostra testi alla mano come nella traduzione del 1826,  “en bon français” a cura di Jean Laforgue  vi fossero state delle attenuazioni, velature, aggiunte inopportune.  Su questo fronte poi, caro diamonds si apre un fronte che ha un lato comico e insieme tragico. Visto che le &#8220;traduzioni&#8221; pare che invecchino più delle opere , sono soggette ad una mise à jour costante nel tentativo di attualizzarle, soprattutto linguisticamente ogni volta. In fin dei conti di questo si tratta, spingendo di più sull&#8217;acceleratore quando si &#8220;riscrivono i classici (si pensi al Baricco dell&#8217;Iliade)<br />
Sono sicuro che tra non molto si ritradurranno in italiano contemporaneo anche i libretti di Opera, subito dopo averne contaminato (secondo me felicemente) le scenografie e la regia. Ma allora saranno risate davvero&#8230;effeffe</p>
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		Di: diamonds		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[diamonds]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Apr 2011 08:52:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ergo il traduttore non limitandosi a interpretare è un editor.Quindi nei casi,mai conclamati,in cui le nuove traduzioni dei classici sono mera riscrittura di un lavoro altrui compiuta spesso da persone che nemmeno sono in grado di leggere il testo su cui stanno operando nella lingua originale resta vaga la speranza nell&#039;autore di non trovarsi in un contesto eterodiretto(prendendosi sul serio si potrebbe anche parlare di fotosintesi letteraria)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ergo il traduttore non limitandosi a interpretare è un editor.Quindi nei casi,mai conclamati,in cui le nuove traduzioni dei classici sono mera riscrittura di un lavoro altrui compiuta spesso da persone che nemmeno sono in grado di leggere il testo su cui stanno operando nella lingua originale resta vaga la speranza nell&#8217;autore di non trovarsi in un contesto eterodiretto(prendendosi sul serio si potrebbe anche parlare di fotosintesi letteraria)</p>
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		Di: francesco forlani		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Apr 2011 16:54:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[grazie fedor, poi da te che ne ha subiti di tagli !!! effeffe]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>grazie fedor, poi da te che ne ha subiti di tagli !!! effeffe</p>
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		Di: fedor		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fedor]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Apr 2011 10:51:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[su temi affini segnalo anche questo dialogo tra Helena Janeczek e Giulia Ichino
http://iperchedellaletteratura.blogspot.com/2011/03/autore-e-editor-dello-scrivere.html]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>su temi affini segnalo anche questo dialogo tra Helena Janeczek e Giulia Ichino<br />
<a href="http://iperchedellaletteratura.blogspot.com/2011/03/autore-e-editor-dello-scrivere.html" rel="nofollow ugc">http://iperchedellaletteratura.blogspot.com/2011/03/autore-e-editor-dello-scrivere.html</a></p>
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		<title>
		Di: Emanuele Tirelli		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Tirelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Apr 2011 08:53:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[lo stesso Bloy - a proposito di critici - diceva che si tratta di persone che cercano domicilio in un letto altrui. e l&#039;editor, come dice benissimo francesco, può tendere verso la stessa modalità.
l&#039;uomo vuole essere artefice: della vita, delle singole vicende. la paternità in questo caso gli consegna forza e manifestazione di sé. 
artefici. artefici. per esistere. 
d&#039;altronde, sono pochi gli attori che vogliono essere un&#039;ottima spalla. eppure, la spalla, è fondamentale e fa grande il protagonista.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>lo stesso Bloy &#8211; a proposito di critici &#8211; diceva che si tratta di persone che cercano domicilio in un letto altrui. e l&#8217;editor, come dice benissimo francesco, può tendere verso la stessa modalità.<br />
l&#8217;uomo vuole essere artefice: della vita, delle singole vicende. la paternità in questo caso gli consegna forza e manifestazione di sé.<br />
artefici. artefici. per esistere.<br />
d&#8217;altronde, sono pochi gli attori che vogliono essere un&#8217;ottima spalla. eppure, la spalla, è fondamentale e fa grande il protagonista.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: pasquale.vitagliano		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/04/08/un-passaggio-di-testimone-leditor/#comment-149813</link>

		<dc:creator><![CDATA[pasquale.vitagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Apr 2011 05:35:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tutto di grande interesse. Specie la riflessione sulla &quot;violazione di domicilio&quot;. Questo tipo di editor mi ha riportato alla mente l&#039;idea di Bonito Oliva sulla pittura, che è il critico e non l&#039;autore a creare l&#039;opera...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tutto di grande interesse. Specie la riflessione sulla &#8220;violazione di domicilio&#8221;. Questo tipo di editor mi ha riportato alla mente l&#8217;idea di Bonito Oliva sulla pittura, che è il critico e non l&#8217;autore a creare l&#8217;opera&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: fernando coratelli		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fernando coratelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Apr 2011 16:00:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[in parecchie realtà editoriali ci sono livelli diversi di editing, per cui la figura dell&#039;editor non è del tutto limpida. chi è l&#039;editor? in italia spesso con questo nome si intende il direttore di collana - che come dice bene effeffe spesso è frustrato dai no del direttore editoriale - il quale di solito fa un vero lavoro manageriale per cui lavora poco e niente i testi. l&#039;editor sarebbe il redattore, colui che si siede a fianco dell&#039;autore e lo aiuta a tirare fuori la voce che l&#039;autore ha dentro. questo nel mondo delle favole, infatti l&#039;analisi di forlani mi sembra perfetta e lucida. c&#039;è tutta una serie di richieste dall&#039;alto che rendono questo mestiere confuso e spesso pessimo: la commercializzazione dell&#039;opera (che in italia non riesce quasi mai), l&#039;omologazione degli stili (a volte basta prendere una collana di narrativa straniera di alcune famose case editrici per avere l&#039;impressione che tutti i romanzi di qualsivoglia autore di qualsiasi lingua di provenienza siano scritti da un solo unico autore), i tic narrativi dell&#039;editor (per esempio, che so, non ama il verbo &quot;scovare&quot; e lo cancellerà da qualsiasi testo gli capiti sotto mano) e infine una sempre maggiore ignoranza letteraria fra i nuovi editor e direttori di collana.
ecco, io ritengo questa intervista assai interessante poiché apre uno scorcio e uno squarcio in un tessuto pessimo che fa dell&#039;editoria italiana una delle peggiori. e non è solo colpa degli autori, appunto, anzi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>in parecchie realtà editoriali ci sono livelli diversi di editing, per cui la figura dell&#8217;editor non è del tutto limpida. chi è l&#8217;editor? in italia spesso con questo nome si intende il direttore di collana &#8211; che come dice bene effeffe spesso è frustrato dai no del direttore editoriale &#8211; il quale di solito fa un vero lavoro manageriale per cui lavora poco e niente i testi. l&#8217;editor sarebbe il redattore, colui che si siede a fianco dell&#8217;autore e lo aiuta a tirare fuori la voce che l&#8217;autore ha dentro. questo nel mondo delle favole, infatti l&#8217;analisi di forlani mi sembra perfetta e lucida. c&#8217;è tutta una serie di richieste dall&#8217;alto che rendono questo mestiere confuso e spesso pessimo: la commercializzazione dell&#8217;opera (che in italia non riesce quasi mai), l&#8217;omologazione degli stili (a volte basta prendere una collana di narrativa straniera di alcune famose case editrici per avere l&#8217;impressione che tutti i romanzi di qualsivoglia autore di qualsiasi lingua di provenienza siano scritti da un solo unico autore), i tic narrativi dell&#8217;editor (per esempio, che so, non ama il verbo &#8220;scovare&#8221; e lo cancellerà da qualsiasi testo gli capiti sotto mano) e infine una sempre maggiore ignoranza letteraria fra i nuovi editor e direttori di collana.<br />
ecco, io ritengo questa intervista assai interessante poiché apre uno scorcio e uno squarcio in un tessuto pessimo che fa dell&#8217;editoria italiana una delle peggiori. e non è solo colpa degli autori, appunto, anzi.</p>
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		<title>
		Di: lupo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[lupo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Apr 2011 15:21:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[bisogna vedere se l&#039;editor è al servizio dello scrittore (almeno, dell&#039;opera dello scrittore) o a quello del corrivo lettore (del cattivo editore)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>bisogna vedere se l&#8217;editor è al servizio dello scrittore (almeno, dell&#8217;opera dello scrittore) o a quello del corrivo lettore (del cattivo editore)</p>
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		<title>
		Di: Giacomo Verri		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/04/08/un-passaggio-di-testimone-leditor/#comment-149793</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giacomo Verri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Apr 2011 13:58:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Prima di ogni altra cosa una battuta: una vangoghiana sedia editata con una berhard (ma tale che in filigrana filtri, al di là di quella svedese, quella dell’olandese) sarebbe forse un bell’esempio di post-modernariato! Oltre la battuta, credo che un problema di oggi (e di sempre) sia in effetti quello del lettore: il lettore va educato perché egli è (tutti noi siamo) una tetragona pedina sulla scacchiera della biblioteca di Babele (nel senso che si concarnano in noi un abito di lettura, dei tic, delle voglie e delle mode, delle abitudini che, nei momenti di minor sorveglianza, ci fanno adagiare sul già noto o, in altri casi, ci portano ben al di là di ciò che era alla fonte, cioè l’intentio auctoris o l’intentio ‘editoris’). Questa pedina va mossa dallo scrittore e dall’editor. Mi viene in mente ciò che scriveva Eco nelle Postille a ‘Il nome della rosa’, nel paragrafo ‘Costruire il lettore’, là dove sceverava tra gli scrittori che vogliono produrre un lettore nuovo e quelli che si contentano di un auditorio cristallizzato in uno standard…. Ma forse la questione è oziosa, poiché da sempre ci sono lettori ben pigri, che amano la bernhard, e lettori spartani, che la cambiano con un grumo di chiodi. La colpa non è del lettore… Bisognerebbe auspicare di avere autori e editor sani, che abbiano la voglia e la santa pazienza di costruire il lettore, di educarlo, maieuticamente, a trovare la via del perfezionamento personale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prima di ogni altra cosa una battuta: una vangoghiana sedia editata con una berhard (ma tale che in filigrana filtri, al di là di quella svedese, quella dell’olandese) sarebbe forse un bell’esempio di post-modernariato! Oltre la battuta, credo che un problema di oggi (e di sempre) sia in effetti quello del lettore: il lettore va educato perché egli è (tutti noi siamo) una tetragona pedina sulla scacchiera della biblioteca di Babele (nel senso che si concarnano in noi un abito di lettura, dei tic, delle voglie e delle mode, delle abitudini che, nei momenti di minor sorveglianza, ci fanno adagiare sul già noto o, in altri casi, ci portano ben al di là di ciò che era alla fonte, cioè l’intentio auctoris o l’intentio ‘editoris’). Questa pedina va mossa dallo scrittore e dall’editor. Mi viene in mente ciò che scriveva Eco nelle Postille a ‘Il nome della rosa’, nel paragrafo ‘Costruire il lettore’, là dove sceverava tra gli scrittori che vogliono produrre un lettore nuovo e quelli che si contentano di un auditorio cristallizzato in uno standard…. Ma forse la questione è oziosa, poiché da sempre ci sono lettori ben pigri, che amano la bernhard, e lettori spartani, che la cambiano con un grumo di chiodi. La colpa non è del lettore… Bisognerebbe auspicare di avere autori e editor sani, che abbiano la voglia e la santa pazienza di costruire il lettore, di educarlo, maieuticamente, a trovare la via del perfezionamento personale.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Giacomo Verri		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/04/08/un-passaggio-di-testimone-leditor/#comment-149792</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giacomo Verri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Apr 2011 13:53:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non so cosa sia successo, ma il mio commento è scomparso ed è rimasto al suo posto il sito web!!!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non so cosa sia successo, ma il mio commento è scomparso ed è rimasto al suo posto il sito web!!!</p>
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