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	Commenti a: Tà. Poesia dello spiraglio e della neve	</title>
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		<title>
		Di: francesca genti		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[francesca genti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Apr 2011 11:46:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Concordo con Francesca. L&#039;altra sera al Cerizza Ida ha detto le sue poesie, le ha dette al buio, nella nostra stanzetta del Cerizza, da fuori arrivavano le voci dei giocatori di bocce e dentro c&#039;era la voce di Ida e le sue parole, antiche e perturbanti. Sembrava di essere sospesi nello spazio, la situazione mi ricordava quella evocata dalla lettura di una fiaba, uno perché Ida sembrava dire le poesie non per un pubblico indistinti, ma per ognuno dei partecipanti e due perché come stato di concentrazione era simile a quando una madre ti legge una fiaba prima di andare a dormire, traghettandoti in una più profonda dimensione psichica, quella del sonno e dei sogni. Bellissima serata, grazie a Ida Travi per essere venuta al Cerizza e grazie a Francesca Mateoni per avere postato qui i testi di Tà.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo con Francesca. L&#8217;altra sera al Cerizza Ida ha detto le sue poesie, le ha dette al buio, nella nostra stanzetta del Cerizza, da fuori arrivavano le voci dei giocatori di bocce e dentro c&#8217;era la voce di Ida e le sue parole, antiche e perturbanti. Sembrava di essere sospesi nello spazio, la situazione mi ricordava quella evocata dalla lettura di una fiaba, uno perché Ida sembrava dire le poesie non per un pubblico indistinti, ma per ognuno dei partecipanti e due perché come stato di concentrazione era simile a quando una madre ti legge una fiaba prima di andare a dormire, traghettandoti in una più profonda dimensione psichica, quella del sonno e dei sogni. Bellissima serata, grazie a Ida Travi per essere venuta al Cerizza e grazie a Francesca Mateoni per avere postato qui i testi di Tà.</p>
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		<title>
		Di: Francesca		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Apr 2011 20:17:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Pochi giorni fa ai Mercoledì del Cerizza ho ascoltato Ida Travi dire (evocare? recitare?) le sue poesie. Davvero è difficile trovare il verbo corretto, poiché la sig.ra Travi non legge nulla, ma dice, per minuti e minuti che non si sentono trascorrere. Così parlano gli aedi, ho pensato con certezza (comunque sto leggendo il libro, ora).
Grazie a Francesca Matteoni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pochi giorni fa ai Mercoledì del Cerizza ho ascoltato Ida Travi dire (evocare? recitare?) le sue poesie. Davvero è difficile trovare il verbo corretto, poiché la sig.ra Travi non legge nulla, ma dice, per minuti e minuti che non si sentono trascorrere. Così parlano gli aedi, ho pensato con certezza (comunque sto leggendo il libro, ora).<br />
Grazie a Francesca Matteoni.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: natàlia castaldi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/04/09/ta-poesia-dello-spiraglio-e-della-neve/#comment-149834</link>

		<dc:creator><![CDATA[natàlia castaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Apr 2011 18:47:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&lt;i&gt;E’ così che il sasso ritorna alla sua storia&lt;/i&gt;

e cosa mai si potrebbe aggiungere? io nulla, ne ascolto il suono.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><i>E’ così che il sasso ritorna alla sua storia</i></p>
<p>e cosa mai si potrebbe aggiungere? io nulla, ne ascolto il suono.</p>
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		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/04/09/ta-poesia-dello-spiraglio-e-della-neve/#comment-149821</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Apr 2011 09:07:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Una lingua ridotta all&#039;osso&quot;

La lingua di chi è una stanza dimenticata di tutti,
 L&#039;uomo o la donna guardiani notturni dei sogni,
della lingua scritta ogni giorno in un paese circondato:
qui, si immagina la neve. Lo spazio.
 Un inverno dove la parola
esce con questa nebbia intorno alle labbra, 

i poeti sono di un paese errante,
Ida Travi dà la musica di une poesia sentita russa,
è un testo che evoca la città poetica.
Immagino una stanza circondata dal mare,
un poeta vede il fiore che non fiorisce mai,
ma ci sono giardini di libertà.

Queste poesie sono i giardini di libertà
nell&#039;ora presente.
Tà è una saetta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Una lingua ridotta all&#8217;osso&#8221;</p>
<p>La lingua di chi è una stanza dimenticata di tutti,<br />
 L&#8217;uomo o la donna guardiani notturni dei sogni,<br />
della lingua scritta ogni giorno in un paese circondato:<br />
qui, si immagina la neve. Lo spazio.<br />
 Un inverno dove la parola<br />
esce con questa nebbia intorno alle labbra, </p>
<p>i poeti sono di un paese errante,<br />
Ida Travi dà la musica di une poesia sentita russa,<br />
è un testo che evoca la città poetica.<br />
Immagino una stanza circondata dal mare,<br />
un poeta vede il fiore che non fiorisce mai,<br />
ma ci sono giardini di libertà.</p>
<p>Queste poesie sono i giardini di libertà<br />
nell&#8217;ora presente.<br />
Tà è una saetta.</p>
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