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	Commenti a: Una querelle di bassa Lega	</title>
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		<title>
		Di: Franco Fallabrino		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Franco Fallabrino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Apr 2011 18:31:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E un elemento ricorrente in tutte le stagioni nefaste della politica, ma soprattutto della vita civile italiana, si trova nell&#039;assurgere a filosofi, teologi, condottieri le persone meno brillanti proprio per il loro carattere di mediocri, modelli di una pigra anomia, interpreti della &#039;moderazione&#039; intesa come il muoversi poco e tra le persone fidate per il vantaggio personale, il clientelismo di strapaese, la cancellazione dei disinteressati, dei dotati di autentico altruismo, del vero ideale rispettoso di caratteri altrui nella polis]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E un elemento ricorrente in tutte le stagioni nefaste della politica, ma soprattutto della vita civile italiana, si trova nell&#8217;assurgere a filosofi, teologi, condottieri le persone meno brillanti proprio per il loro carattere di mediocri, modelli di una pigra anomia, interpreti della &#8216;moderazione&#8217; intesa come il muoversi poco e tra le persone fidate per il vantaggio personale, il clientelismo di strapaese, la cancellazione dei disinteressati, dei dotati di autentico altruismo, del vero ideale rispettoso di caratteri altrui nella polis</p>
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		Di: arduino		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[arduino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Apr 2011 14:58:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cota è l&#039;esempio più smaccato del leghista schiavo di Roma, che ciancia a vuoto di federalismo a ogni occasione ma che non fiata di fronte a qualsiasi imposizione gli giunga dalla cosiddetta Roma ladrona, dai rovinosi tagli di Tremonti a sanità e assistenza, ai distinguo fumosi tra profughi e clandestini, ecc. Uno schiavetto di Roma per miope interesse personale, il paggetto più prono e servile di tutti nei confronti del centralismo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cota è l&#8217;esempio più smaccato del leghista schiavo di Roma, che ciancia a vuoto di federalismo a ogni occasione ma che non fiata di fronte a qualsiasi imposizione gli giunga dalla cosiddetta Roma ladrona, dai rovinosi tagli di Tremonti a sanità e assistenza, ai distinguo fumosi tra profughi e clandestini, ecc. Uno schiavetto di Roma per miope interesse personale, il paggetto più prono e servile di tutti nei confronti del centralismo.</p>
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		Di: fabio teti		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/04/09/una-querelle-di-bassa-lega/#comment-149854</link>

		<dc:creator><![CDATA[fabio teti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Apr 2011 12:54:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gli è che Cota &#038; Coppola son due dipendenti colti, aggiornati. E dopo le recenti ed epocali scoperte storiche di de Mattei, circa la fine dell&#039;impero romano, caduto per via di omosessuali, evidentemente era loro dovere escogitare un modo per proteggere la nazione dalla possibilità del terrificante ricorso storico. 

achtung!, che Gesù e il CNR ci guardano...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli è che Cota &amp; Coppola son due dipendenti colti, aggiornati. E dopo le recenti ed epocali scoperte storiche di de Mattei, circa la fine dell&#8217;impero romano, caduto per via di omosessuali, evidentemente era loro dovere escogitare un modo per proteggere la nazione dalla possibilità del terrificante ricorso storico. </p>
<p>achtung!, che Gesù e il CNR ci guardano&#8230;</p>
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		Di: massimiliano manganelli		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[massimiliano manganelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Apr 2011 09:27:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Franco
Pienamente d&#039;accordo sui leghisti che non alzano la voce. Nemmeno Goebbels alzava la voce...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Franco<br />
Pienamente d&#8217;accordo sui leghisti che non alzano la voce. Nemmeno Goebbels alzava la voce&#8230;</p>
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		Di: franco buffoni		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/04/09/una-querelle-di-bassa-lega/#comment-149840</link>

		<dc:creator><![CDATA[franco buffoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Apr 2011 21:04:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La conferenza stampa del Pride Torino 2011 è stata anticipata, di gran carriera, di due settimane. Poi, per farla sentire e vedere in grande stile, si tiene stamane - provocatoriamente - sotto le finestre del presidente della Giunta regionale Roberto Cota, in piazza Castello. «Annunceremo il Pride e le sue iniziative - spiega Andrea Fino del Coordinamento Torino Pride “Lgbt”, lesbico, gay, bisessuale, transessuale - e faremo sentire la nostra indignazione per la decisione della Regione di togliere il logo dal Torino Glbt Filmfestival dopo 26 anni. Il luogo sottolinea la nostra protesta contro le politiche omofobiche della giunta Cota, in perfetta continuità con le dichiarazioni dello scorso anno sul Pride e con tutti gli ostacoli frapposti a iniziative adottate contro omofobia e transfobia». Oggi, in piazza Castello, si parlerà di varie azioni. «La prima sarà una petizione popolare da presentare in Consiglio regionale - dice Fino - per fare chiarezza sull’argomento. Raccoglieremo il maggior numero possibile di firme e poi andremo in aula».

Per il Coordinamento Pride la mossa di Cota e Coppola «si rivelerà un autogol. C’è sconcerto tra le persone “lgbt” di area liberale. Hanno sempre visto nel festival - spiega il coordinatore - un’iniziativa culturale di alto valore e ora non comprendono una scelta che suona come una vera e propria offesa». Per Sergio Rovasio, segretario nazionale dell’Associazione radicale «Certi diritti», da sempre al fianco del Coordinamento Pride di Torino, «l’atto di togliere il logo, che appare marginale sul piano concreto, è molto significativo sul piano culturale». E nel sottolineare che il logo della Regione dovrebbe, per coerenza, sparire anche dal Tff, dal Salone del Libro e da tutte le manifestazioni non organizzate dalla Regione, ma che godono dei finanziamenti della stessa, Rovasio lancia una provocazione: «Non hanno nulla da dire i presidenti e direttori artistici dello Stabile, del Regio e del Salone del Libro? Non credono anche loro che questi atti siano preludio di una chiusura anche culturale, dopo la chiusura economica che già si è abbattuta sulla cultura torinese e italiana?».
da La Stampa del 1/4/11]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La conferenza stampa del Pride Torino 2011 è stata anticipata, di gran carriera, di due settimane. Poi, per farla sentire e vedere in grande stile, si tiene stamane &#8211; provocatoriamente &#8211; sotto le finestre del presidente della Giunta regionale Roberto Cota, in piazza Castello. «Annunceremo il Pride e le sue iniziative &#8211; spiega Andrea Fino del Coordinamento Torino Pride “Lgbt”, lesbico, gay, bisessuale, transessuale &#8211; e faremo sentire la nostra indignazione per la decisione della Regione di togliere il logo dal Torino Glbt Filmfestival dopo 26 anni. Il luogo sottolinea la nostra protesta contro le politiche omofobiche della giunta Cota, in perfetta continuità con le dichiarazioni dello scorso anno sul Pride e con tutti gli ostacoli frapposti a iniziative adottate contro omofobia e transfobia». Oggi, in piazza Castello, si parlerà di varie azioni. «La prima sarà una petizione popolare da presentare in Consiglio regionale &#8211; dice Fino &#8211; per fare chiarezza sull’argomento. Raccoglieremo il maggior numero possibile di firme e poi andremo in aula».</p>
<p>Per il Coordinamento Pride la mossa di Cota e Coppola «si rivelerà un autogol. C’è sconcerto tra le persone “lgbt” di area liberale. Hanno sempre visto nel festival &#8211; spiega il coordinatore &#8211; un’iniziativa culturale di alto valore e ora non comprendono una scelta che suona come una vera e propria offesa». Per Sergio Rovasio, segretario nazionale dell’Associazione radicale «Certi diritti», da sempre al fianco del Coordinamento Pride di Torino, «l’atto di togliere il logo, che appare marginale sul piano concreto, è molto significativo sul piano culturale». E nel sottolineare che il logo della Regione dovrebbe, per coerenza, sparire anche dal Tff, dal Salone del Libro e da tutte le manifestazioni non organizzate dalla Regione, ma che godono dei finanziamenti della stessa, Rovasio lancia una provocazione: «Non hanno nulla da dire i presidenti e direttori artistici dello Stabile, del Regio e del Salone del Libro? Non credono anche loro che questi atti siano preludio di una chiusura anche culturale, dopo la chiusura economica che già si è abbattuta sulla cultura torinese e italiana?».<br />
da La Stampa del 1/4/11</p>
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		Di: Andrea Raos		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/04/09/una-querelle-di-bassa-lega/#comment-149836</link>

		<dc:creator><![CDATA[Andrea Raos]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Apr 2011 19:32:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ma finora l’unica spiegazione della coppia Cota&amp;Coppola è stata che Cinema Gay è una manifestazione in cui «la Regione non ha voce in capitolo». 

Per cui, secondo la coppia in questione, si dovrebbero patrocinare solo manifestazioni culturali in cui la maggioranza di turno ha &quot;voce in capitolo&quot;. Bel concetto di servizio pubblico, bell&#039;esempio di senso dello Stato. Complimenti davvero.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma finora l’unica spiegazione della coppia Cota&#038;Coppola è stata che Cinema Gay è una manifestazione in cui «la Regione non ha voce in capitolo». </p>
<p>Per cui, secondo la coppia in questione, si dovrebbero patrocinare solo manifestazioni culturali in cui la maggioranza di turno ha &#8220;voce in capitolo&#8221;. Bel concetto di servizio pubblico, bell&#8217;esempio di senso dello Stato. Complimenti davvero.</p>
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		Di: franco buffoni		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/04/09/una-querelle-di-bassa-lega/#comment-149835</link>

		<dc:creator><![CDATA[franco buffoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Apr 2011 19:16:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[I leghisti che non alzano la voce e non dicono parolacce, come Cota, come Maroni - e quelli sexy come Tosi - sono di gran lunga i più pericolosi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I leghisti che non alzano la voce e non dicono parolacce, come Cota, come Maroni &#8211; e quelli sexy come Tosi &#8211; sono di gran lunga i più pericolosi.</p>
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		Di: jacopo galimberti		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[jacopo galimberti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Apr 2011 18:14:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Chiara e concisa ma forse un po&#039; troppo moderata questa lettera...]]></description>
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