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	Commenti a: il caso editoriale	</title>
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		Di: Fabio Ciriachi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/04/28/il-caso-editoriale/#comment-150550</link>

		<dc:creator><![CDATA[Fabio Ciriachi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Apr 2011 03:29:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nel 1987 - presso le Edition du Seuil, Paris - esce il saggio di Gérard Genette &quot;Seuils&quot;, che Einaudi pubblica due anni dopo, per la cura di Camilla Maria Cederna, col titolo &quot;Soglie - I dintorni del testo&quot;.
Penso a Genette perché Chiara Valerio parla di &quot;paratesto&quot; riferendosi al lancio del libro di Stephens, e il termine sarebbe tecnicamente esatto se però il suo essere stato concepito entro il confine storico che precede l&#039;89, non lo esponesse al rischio di obsolescenza, per quanto nei ventidue anni trascorsi da allora la Storia (con tutte le sue storie) ha subito accelerazioni e forzature  che, senza scomodare Fukuyama, obbligherebbero a qualche utile aggiornamento nel maneggiare materiali nati all&#039;interno del secolo breve, almeno quelli votati a leggere il presente del presente con strumenti di un presente del passato divenuto rapidamente inattuale. 
La mia impressione è che la copertina de &quot;L&#039;atlante di smeraldo&quot;, con il suo zumpappazum esibito, con l&#039;assordante venghino signori non rimanghino di fuori che emana da ogni suo dettaglio, connoti così bene a quale palato di lettori si rivolge da non richiedere neanche l&#039;acutezza con cui Chiara Valerio denuncia la rottura di un incanto, perché per rompersi, un incanto, deve prima formarsi, e qui, francamente... 
Cosa scriverebbe Genette, oggi, di un &quot;paratesto&quot; così faziosamente divenuto arma impropria nelle strategie di quelle potenti macchine da guerra che sono le operazioni di marketing editoriali?
La quarta di copertina di &quot;Soglie - I dintorni del testo&quot;, dopo aver definito il &quot;paratesto, l&#039;area di transizione tra il dentro e il fuori, la soglia, insomma, del testo letterario&quot; conclude dicendo che &quot;Questo studio [...] vuole essere [...] un&#039;esortazione a considerare più da vicino ciò che regola nascostamente le nostre letture. Una soglia, del resto, può essere solo attraversata&quot;. 
Ecco, la mia impressione è che nel caso del libro di Stephens si possa fare tesoro di quanto, involontariamente allusiva, scrive con la sua bella prosa Carla Vasio nell&#039;incipit di &quot;Invisibile&quot; (Empiria 2003-2011): &quot;Non oso avanzare verso l&#039;oscurità raccolta sotto gli alberi, dove mi trascinerebbe questo nuovo desiderio di andare oltre la presente tranquillità, oltre la bordura delle hoste, forse oltre la cancellata del giardino.
Se scendessi i due gradini della pedana avrei sotto le suole la terra battuta, scura per l&#039;umidità della notte, macchiata da zolle di muschio che so colorate di un verde cupo e spento ma nell&#039;oscurità sono diventate nere. Su tutto scivolano veloci le ombre pallide della Luna: attraverso gli interstizi fra rami e foglie la luce bianca stampa mutevoli e mobili segni privi di consistenza, e questo m&#039;inquieta. Sono frammenti senza corpo, eppure visibili, di cui temo il significato.
Può darsi che sia questa l&#039;inspiegabile ragione per cui non vado oltre la soglia e rimango col piede sollevato nel passo che mi porterebbe al di là del margine di luce proiettato dalla lampada accesa alle mie spalle, fuori dalla stanza comoda e ben ordinata dove le nitide ombre dei mobili non hanno misteri&quot;. Restare col piede sollevato nel passo - quindi, in certi casi - e non andare oltre la soglia. A proposito di paratesto. Nel libro della Vasio c&#039;è un&#039;epigrafe da Giorgio Manganelli che merita citare: &quot;Era assai competente in fatto di cose che non esistono&quot;. Il caso, a volte; oppure l&#039;ora, così tarda da essere già prossima al presto, chissà.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 1987 &#8211; presso le Edition du Seuil, Paris &#8211; esce il saggio di Gérard Genette &#8220;Seuils&#8221;, che Einaudi pubblica due anni dopo, per la cura di Camilla Maria Cederna, col titolo &#8220;Soglie &#8211; I dintorni del testo&#8221;.<br />
Penso a Genette perché Chiara Valerio parla di &#8220;paratesto&#8221; riferendosi al lancio del libro di Stephens, e il termine sarebbe tecnicamente esatto se però il suo essere stato concepito entro il confine storico che precede l&#8217;89, non lo esponesse al rischio di obsolescenza, per quanto nei ventidue anni trascorsi da allora la Storia (con tutte le sue storie) ha subito accelerazioni e forzature  che, senza scomodare Fukuyama, obbligherebbero a qualche utile aggiornamento nel maneggiare materiali nati all&#8217;interno del secolo breve, almeno quelli votati a leggere il presente del presente con strumenti di un presente del passato divenuto rapidamente inattuale.<br />
La mia impressione è che la copertina de &#8220;L&#8217;atlante di smeraldo&#8221;, con il suo zumpappazum esibito, con l&#8217;assordante venghino signori non rimanghino di fuori che emana da ogni suo dettaglio, connoti così bene a quale palato di lettori si rivolge da non richiedere neanche l&#8217;acutezza con cui Chiara Valerio denuncia la rottura di un incanto, perché per rompersi, un incanto, deve prima formarsi, e qui, francamente&#8230;<br />
Cosa scriverebbe Genette, oggi, di un &#8220;paratesto&#8221; così faziosamente divenuto arma impropria nelle strategie di quelle potenti macchine da guerra che sono le operazioni di marketing editoriali?<br />
La quarta di copertina di &#8220;Soglie &#8211; I dintorni del testo&#8221;, dopo aver definito il &#8220;paratesto, l&#8217;area di transizione tra il dentro e il fuori, la soglia, insomma, del testo letterario&#8221; conclude dicendo che &#8220;Questo studio [&#8230;] vuole essere [&#8230;] un&#8217;esortazione a considerare più da vicino ciò che regola nascostamente le nostre letture. Una soglia, del resto, può essere solo attraversata&#8221;.<br />
Ecco, la mia impressione è che nel caso del libro di Stephens si possa fare tesoro di quanto, involontariamente allusiva, scrive con la sua bella prosa Carla Vasio nell&#8217;incipit di &#8220;Invisibile&#8221; (Empiria 2003-2011): &#8220;Non oso avanzare verso l&#8217;oscurità raccolta sotto gli alberi, dove mi trascinerebbe questo nuovo desiderio di andare oltre la presente tranquillità, oltre la bordura delle hoste, forse oltre la cancellata del giardino.<br />
Se scendessi i due gradini della pedana avrei sotto le suole la terra battuta, scura per l&#8217;umidità della notte, macchiata da zolle di muschio che so colorate di un verde cupo e spento ma nell&#8217;oscurità sono diventate nere. Su tutto scivolano veloci le ombre pallide della Luna: attraverso gli interstizi fra rami e foglie la luce bianca stampa mutevoli e mobili segni privi di consistenza, e questo m&#8217;inquieta. Sono frammenti senza corpo, eppure visibili, di cui temo il significato.<br />
Può darsi che sia questa l&#8217;inspiegabile ragione per cui non vado oltre la soglia e rimango col piede sollevato nel passo che mi porterebbe al di là del margine di luce proiettato dalla lampada accesa alle mie spalle, fuori dalla stanza comoda e ben ordinata dove le nitide ombre dei mobili non hanno misteri&#8221;. Restare col piede sollevato nel passo &#8211; quindi, in certi casi &#8211; e non andare oltre la soglia. A proposito di paratesto. Nel libro della Vasio c&#8217;è un&#8217;epigrafe da Giorgio Manganelli che merita citare: &#8220;Era assai competente in fatto di cose che non esistono&#8221;. Il caso, a volte; oppure l&#8217;ora, così tarda da essere già prossima al presto, chissà.</p>
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		Di: Aldo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/04/28/il-caso-editoriale/#comment-150549</link>

		<dc:creator><![CDATA[Aldo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Apr 2011 22:22:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La professionalizzazione della C/cultura ne fa un prodotto.
Il capitalismo delle idee che mercifica il pensiero originario iniettando altro botulino nelle pieghe flaccide di società decrepite.
Redazioni, Assessorati e Fiere diventano Mostri Sacri come Testate, Titoli e Titolati.
E poi basta per non sembrar grillino.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La professionalizzazione della C/cultura ne fa un prodotto.<br />
Il capitalismo delle idee che mercifica il pensiero originario iniettando altro botulino nelle pieghe flaccide di società decrepite.<br />
Redazioni, Assessorati e Fiere diventano Mostri Sacri come Testate, Titoli e Titolati.<br />
E poi basta per non sembrar grillino.</p>
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		Di: Anna Costalonga		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/04/28/il-caso-editoriale/#comment-150546</link>

		<dc:creator><![CDATA[Anna Costalonga]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Apr 2011 21:02:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[D&#039;accordo che l&#039;abito non fa il monaco e la copertina non fa il libro, però se mi dicessero che, dietro la classica copertina kitsch-cosmica dell&#039;ennesimo fantasy, ci sta il caso editoriale dell&#039;anno, penserei o che gli editori non abbiano saputo valorizzarne la singolarità o semplicemente che questa singolarità sia un tantinello gonfiata. 
Evidentemente per il prodotto-libro non vale la norma contro la pubblicità ingannevole.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>D&#8217;accordo che l&#8217;abito non fa il monaco e la copertina non fa il libro, però se mi dicessero che, dietro la classica copertina kitsch-cosmica dell&#8217;ennesimo fantasy, ci sta il caso editoriale dell&#8217;anno, penserei o che gli editori non abbiano saputo valorizzarne la singolarità o semplicemente che questa singolarità sia un tantinello gonfiata.<br />
Evidentemente per il prodotto-libro non vale la norma contro la pubblicità ingannevole.</p>
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		Di: giuliomozzi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/04/28/il-caso-editoriale/#comment-150543</link>

		<dc:creator><![CDATA[giuliomozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Apr 2011 20:14:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie, Chiara.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie, Chiara.</p>
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		Di: Librobreve		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/04/28/il-caso-editoriale/#comment-150470</link>

		<dc:creator><![CDATA[Librobreve]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Apr 2011 12:14:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Interessante segnalazione, caso istruttivo.

C&#039;è un po&#039; di tutto: l&#039;approssimarsi sempre più accurato del libro a  oggetto di marketing, un po&#039; di autoreferenzialità del mondo dell&#039;editoria come da insegnamenti della tv, compressione dei tempi, simultaneità degna di un evento in streaming.

Ma non ne farei un dramma. Il grande Erwing Goffman forse direbbe che la &quot;retroscena&quot; editoriale è diventata &quot;ribalta&quot;, una ribalta funzionale ed essenziale al lancio del prodotto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Interessante segnalazione, caso istruttivo.</p>
<p>C&#8217;è un po&#8217; di tutto: l&#8217;approssimarsi sempre più accurato del libro a  oggetto di marketing, un po&#8217; di autoreferenzialità del mondo dell&#8217;editoria come da insegnamenti della tv, compressione dei tempi, simultaneità degna di un evento in streaming.</p>
<p>Ma non ne farei un dramma. Il grande Erwing Goffman forse direbbe che la &#8220;retroscena&#8221; editoriale è diventata &#8220;ribalta&#8221;, una ribalta funzionale ed essenziale al lancio del prodotto.</p>
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		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/04/28/il-caso-editoriale/#comment-150460</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Apr 2011 10:22:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[atto intimo- mi scuso-sono  stanca;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>atto intimo- mi scuso-sono  stanca;</p>
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		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/04/28/il-caso-editoriale/#comment-150459</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Apr 2011 10:21:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La lettura è un atto intima.
Un atto di passione.
Si accoglie una voce nella stanza della sua propia storia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La lettura è un atto intima.<br />
Un atto di passione.<br />
Si accoglie una voce nella stanza della sua propia storia.</p>
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		<title>
		Di: mazingazeta		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/04/28/il-caso-editoriale/#comment-150458</link>

		<dc:creator><![CDATA[mazingazeta]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Apr 2011 10:14:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E&#039; la spettacolarizzazione, l&#039;effettistica : creare l&#039;evento per curiosità con il fine di vendere di più. Non si sta promuovendo un libro con una narrazione ma un prodotto commerciale. Si creano sempre eventi finchè poi l&#039;evento per concetto diviene normalità, a meno che non si alzi d&#039;intensità con il prox. &quot;evento&quot;. Come i summit politici e le nuove leggi insomma : sarà un successo !]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; la spettacolarizzazione, l&#8217;effettistica : creare l&#8217;evento per curiosità con il fine di vendere di più. Non si sta promuovendo un libro con una narrazione ma un prodotto commerciale. Si creano sempre eventi finchè poi l&#8217;evento per concetto diviene normalità, a meno che non si alzi d&#8217;intensità con il prox. &#8220;evento&#8221;. Come i summit politici e le nuove leggi insomma : sarà un successo !</p>
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		<title>
		Di: Baldrus		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/04/28/il-caso-editoriale/#comment-150457</link>

		<dc:creator><![CDATA[Baldrus]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Apr 2011 09:52:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Eh, per il prossimo lancio editoriale bisognerà aumentare un po&#039; l&#039;intensità, se no ci si fa l&#039;abitudine. Per dire, l&#039;agente, travolto dall&#039;entusiasmo per il più grande romanzo di tutti i tempi, 48 secondi dopo avere iniziato la lettura si butta dalla finestra, come la leggenda narra sugli utilizzatori di LSD, ma si salva perché il manoscritto (manoscritto e non file darebbe un tono old fashion non male) fa da ombrello-paracadute. 

ecc]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eh, per il prossimo lancio editoriale bisognerà aumentare un po&#8217; l&#8217;intensità, se no ci si fa l&#8217;abitudine. Per dire, l&#8217;agente, travolto dall&#8217;entusiasmo per il più grande romanzo di tutti i tempi, 48 secondi dopo avere iniziato la lettura si butta dalla finestra, come la leggenda narra sugli utilizzatori di LSD, ma si salva perché il manoscritto (manoscritto e non file darebbe un tono old fashion non male) fa da ombrello-paracadute. </p>
<p>ecc</p>
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