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	Commenti a: L’uomo che cammina un passo avanti al buio	</title>
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		<title>
		Di: gianfilippo gravino		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[gianfilippo gravino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 May 2011 05:50:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Secondo Luciano Anceschi, dal momento che siamo impossibilitati a cogliere l’essenza ultima della poesia, dobbiamo varcare la soglia di quel laboratorio invisibile che è l’”officina” del poeta, vale a dire che dobbiamo tenere ben presenti le poetiche elaborate direttamente dagli artisti.
Da questo punto di vista le strofe di “Vertigine” o “Poesia” ci rivelano molto del modo strandiano di percepire il mondo vivente della poesia, ci offrono, cioè, una plausibile chiave ermeneutica per accedere alla sua “officina”.

Priva com’è di assolutizzanti schematismi logico-formali, la metafisica del maestro Strand concepisce il mondo come un flusso continuo e complesso di eventi, relazioni e significati sempre aperti e rivedibili, perché parziali, in cui “non resta che una realtà in frantumi”, come ha scritto Corrado Benigni al termine del suo ottimo articolo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo Luciano Anceschi, dal momento che siamo impossibilitati a cogliere l’essenza ultima della poesia, dobbiamo varcare la soglia di quel laboratorio invisibile che è l’”officina” del poeta, vale a dire che dobbiamo tenere ben presenti le poetiche elaborate direttamente dagli artisti.<br />
Da questo punto di vista le strofe di “Vertigine” o “Poesia” ci rivelano molto del modo strandiano di percepire il mondo vivente della poesia, ci offrono, cioè, una plausibile chiave ermeneutica per accedere alla sua “officina”.</p>
<p>Priva com’è di assolutizzanti schematismi logico-formali, la metafisica del maestro Strand concepisce il mondo come un flusso continuo e complesso di eventi, relazioni e significati sempre aperti e rivedibili, perché parziali, in cui “non resta che una realtà in frantumi”, come ha scritto Corrado Benigni al termine del suo ottimo articolo.</p>
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		<title>
		Di: Pisacane		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pisacane]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Apr 2011 22:29:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[“Perfino così tardi avviene:/ l’amore che arriva, la luce che viene./ Ti svegli e le candele sono accese come se fossero accese da sé,/ le stelle accorrono, i sogni ti si versano sul cuscino,/ sprigionano caldi bouquet d’aria./ Perfino così tardi gli ossi del corpo splendono/ e la polvere del domani s’incendia in respiro&quot;

Molto interessante.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Perfino così tardi avviene:/ l’amore che arriva, la luce che viene./ Ti svegli e le candele sono accese come se fossero accese da sé,/ le stelle accorrono, i sogni ti si versano sul cuscino,/ sprigionano caldi bouquet d’aria./ Perfino così tardi gli ossi del corpo splendono/ e la polvere del domani s’incendia in respiro&#8221;</p>
<p>Molto interessante.</p>
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		<title>
		Di: Antonio D'Agostino		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/04/28/l%e2%80%99uomo-che-cammina-un-passo-avanti-al-buio/#comment-150486</link>

		<dc:creator><![CDATA[Antonio D'Agostino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Apr 2011 16:49:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Letto e riletto . resti una lettura per pochi .]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Letto e riletto . resti una lettura per pochi .</p>
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			</item>
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		Di: natàlia castaldi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[natàlia castaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Apr 2011 11:02:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[la sua poesia si fonde alla prosa senza perdere il piacere della pausa, del respiro, del ritmo intrinseco alla narrazione stessa. La poetica di Strand penetra il pensiero vestendolo di sogno e realtà. Leggendolo ho come l&#039;impressione di entrare ed uscire da un tunnel, di un meditare aprendo e chiudendo gli occhi …: verità e fantasia si fanno esperienza sensibile che si fonde al vissuto, cui egli fornisce delle risposte attraverso versi che assumono sempre nuove forme, un elenco di “pensierini” a volte, apparentemente semplici come innocue gocce d’acqua, che alla fine dell’intera lettura lasciano il segno come la goccia sulla pietra. Della &quot;semplicità&quot; si può fare arte complessa, quasi irraggiungibile: in Strand è la perfezione della linea retta che si ricurva inseguendo dolcemente il suo percorso per poi puntualmente tornare diritta al punto di partenza. Una poetica delle domande, mi verrebbe da dire, in cui Strand si risponde scrutandosi, sempre interrogandosi sull’idea delle cose reali. Ne risultano risposte a volte apparentemente slegate, che racchiudono in sé il senso di un pensiero più vasto e profondo che sembra non raggiungere mai pienamente se stesso, fino a divenire nuovo interrogativo, nuova ricerca, nuova meditazione, altra/alta poesia. Il senso dell’assenza come presenza piena, quasi metafisica, descrive una quotidianità che scorre nel tempo, nei giorni, uguale a se stessa, permeando di un senso di tristezza versi che si arricchiscono di immagini potenti ed evocative senza risultarne appesantiti nella loro logica fluidità.
“fissare il nulla è imparare a memoria
quello in cui noi tutti verremo spazzati”

&quot;imprescindibile&quot; Strand, questo libro non mi potrà mancare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>la sua poesia si fonde alla prosa senza perdere il piacere della pausa, del respiro, del ritmo intrinseco alla narrazione stessa. La poetica di Strand penetra il pensiero vestendolo di sogno e realtà. Leggendolo ho come l&#8217;impressione di entrare ed uscire da un tunnel, di un meditare aprendo e chiudendo gli occhi …: verità e fantasia si fanno esperienza sensibile che si fonde al vissuto, cui egli fornisce delle risposte attraverso versi che assumono sempre nuove forme, un elenco di “pensierini” a volte, apparentemente semplici come innocue gocce d’acqua, che alla fine dell’intera lettura lasciano il segno come la goccia sulla pietra. Della &#8220;semplicità&#8221; si può fare arte complessa, quasi irraggiungibile: in Strand è la perfezione della linea retta che si ricurva inseguendo dolcemente il suo percorso per poi puntualmente tornare diritta al punto di partenza. Una poetica delle domande, mi verrebbe da dire, in cui Strand si risponde scrutandosi, sempre interrogandosi sull’idea delle cose reali. Ne risultano risposte a volte apparentemente slegate, che racchiudono in sé il senso di un pensiero più vasto e profondo che sembra non raggiungere mai pienamente se stesso, fino a divenire nuovo interrogativo, nuova ricerca, nuova meditazione, altra/alta poesia. Il senso dell’assenza come presenza piena, quasi metafisica, descrive una quotidianità che scorre nel tempo, nei giorni, uguale a se stessa, permeando di un senso di tristezza versi che si arricchiscono di immagini potenti ed evocative senza risultarne appesantiti nella loro logica fluidità.<br />
“fissare il nulla è imparare a memoria<br />
quello in cui noi tutti verremo spazzati”</p>
<p>&#8220;imprescindibile&#8221; Strand, questo libro non mi potrà mancare.</p>
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