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	Commenti a: TQ – fenomenologia di una generazione letteraria allo specchio: Simone Barillari	</title>
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		<title>
		Di: matteo telara		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[matteo telara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 May 2011 08:53:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gentile Simone, sarò brevissimo. I commenti, come si sa, più sono sintetici, più colgono il punto, e meglio &#039;servono&#039; al loro scopo.
In relazione alla produzione letteraria italiana, e alla scarsa, anzi scarsissima percentuale di persone che leggono in questo Paese, sarebbe a mio parere necessario anche un cambio di direzione (o un allargamento) nelle vedute e negli obiettivi di chi i libri li pubblica, ne parla e, in generale, li immette nel mercato.
Uno dei nostri problemi, credo sia una sorta di dicotomia interna alla nostra stessa tradizione letteraria.
I nostri critici non apprezzano fiction che non abbiano un alto tasso d&#039;intellettualismo e di letterarietà o che non siano fortemente supportate da una cerchia influente di amici, editori o da consorterie varie. I lettori comuni (quei pochi che abbiamo) si bevono qualsiasi cosa gli metti davanti che abbia un buon traino mediatico-giornalistico (uno degli scrittori giovani più venduti è Fabio Volo, ed ho detto tutto), i lettori forti-professionali hanno generalmente lo stesso gusto iperletterario dei critici.
Da più parti (una vera gara tra editor) si &quot;cerca&quot; il &quot;Carver italiano&quot; ignorando il semplice fatto che Carver, in Italia, PROBABILMENTE NON SAREBBE MAI STATO NEPPURE PUBBLICATO.
(E ignorando anche il fatto successivo: ovvero che in America è uscito trent&#039;anni fa, ovvero che la produzione letteraria americana già si sta spingendo in altre direzioni...)
Come possiamo allargare il numero di lettori (o addirittura innalzarne la qualità) se molti dei romanzi che pubblichiamo hanno, nella loro natura, uno status di ricerca linguistico-intellettualistica che li distanzia già in partenza dal resto della popolazione?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile Simone, sarò brevissimo. I commenti, come si sa, più sono sintetici, più colgono il punto, e meglio &#8216;servono&#8217; al loro scopo.<br />
In relazione alla produzione letteraria italiana, e alla scarsa, anzi scarsissima percentuale di persone che leggono in questo Paese, sarebbe a mio parere necessario anche un cambio di direzione (o un allargamento) nelle vedute e negli obiettivi di chi i libri li pubblica, ne parla e, in generale, li immette nel mercato.<br />
Uno dei nostri problemi, credo sia una sorta di dicotomia interna alla nostra stessa tradizione letteraria.<br />
I nostri critici non apprezzano fiction che non abbiano un alto tasso d&#8217;intellettualismo e di letterarietà o che non siano fortemente supportate da una cerchia influente di amici, editori o da consorterie varie. I lettori comuni (quei pochi che abbiamo) si bevono qualsiasi cosa gli metti davanti che abbia un buon traino mediatico-giornalistico (uno degli scrittori giovani più venduti è Fabio Volo, ed ho detto tutto), i lettori forti-professionali hanno generalmente lo stesso gusto iperletterario dei critici.<br />
Da più parti (una vera gara tra editor) si &#8220;cerca&#8221; il &#8220;Carver italiano&#8221; ignorando il semplice fatto che Carver, in Italia, PROBABILMENTE NON SAREBBE MAI STATO NEPPURE PUBBLICATO.<br />
(E ignorando anche il fatto successivo: ovvero che in America è uscito trent&#8217;anni fa, ovvero che la produzione letteraria americana già si sta spingendo in altre direzioni&#8230;)<br />
Come possiamo allargare il numero di lettori (o addirittura innalzarne la qualità) se molti dei romanzi che pubblichiamo hanno, nella loro natura, uno status di ricerca linguistico-intellettualistica che li distanzia già in partenza dal resto della popolazione?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: winston		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[winston]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 May 2011 18:05:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[http://www.tornogiovedi.it/2011/05/da-tq-a-tycoon/]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tornogiovedi.it/2011/05/da-tq-a-tycoon/" rel="nofollow ugc">http://www.tornogiovedi.it/2011/05/da-tq-a-tycoon/</a></p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Dal Basso		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/05/11/tq-%e2%80%93-fenomenologia-di-una-generazione-letteraria-allo-specchio-simone-barillari/#comment-151379</link>

		<dc:creator><![CDATA[Dal Basso]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 May 2011 00:19:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[1.C&#039;è un punto d&#039;unione fondamentale tra il tentativo messo in opera dal gruppo TQ e l&#039;invenzione del NIE da parte di Wu Ming, ed è il tentativo di riportare in vita con ogni mezzo il cadavere dell&#039;Autore, cadavere sepellito e decomposto già da tempo e sostituito dall&#039;automazione dell&#039;industria culturale.  

2.Per chi non se ne fosse accorto: abbiamo avuto le avanguardie, specialmente il punto di non ritorno del Dadaismo; abbiamo avuto il Punk, e ora abbiamo (quasi)TUTTO, SUBITO E OVUNQUE, e si chiama Internet.

3a.Il discorso di Simone Barillari è totalmente fuori dal mondo: non è vero che non esista un pubblico per una cultura &quot;alta&quot; o d&#039;èlite.
Questo pubblico non è mai stato così vasto.
Talmente vasto da aver giocoforza distrutto ogni statuto di èlite per quella cultura.
Non esistono èlite di massa.

3b.Sindrome da accerchiamento.
La gente non è stupida, ignorante e schiava dei mass media.
La gente è semplicemente sconosciuta.
La gente sono persone che non conosci.
Di che cosa parli? 
L&#039;idea della gente come stupida, ignorante e schiava dei mass media è essa stessa stupida, ignorante e schiava dei mass media.

4a.Il volersi rappresentare come parte di una ristretta cerchia di persone dotate di superiori capacità è un puerile nascondersi la realtà.
La realtà è che la mole di conoscenze attualmente disponibili è totalmente incommensurabile per un singolo essere umano.
Ogni minuto che passa la nostra ignoranza aumenta al ritmo esponenziale delle scoperte altrui, e con essa aumenta l&#039;impotenza (si parla qui di individui pensosi e solitari che scrivono e leggono su blog letterari e credono DAVVERO che ne ferisca più una penna che la spada), generatrice di paura. Paura che si può combattere con un metodo pratico e indolore: la rimozione totale del problema.

4b.L&#039;inflazione riguarda ancora di più la creazione artistica: le ultime due generazioni hanno prodotto valanghe di stronzi senz&#039;arte nè parte che in mancanza d&#039;altro han deciso di buttarsi sull&#039;arte.
La quantità di creazioni artistiche o presunte tali segue la regola di cui sopra: è incommensurabile per il singolo essere umano.
Al di fuori dei circuiti di produzione e riproduzione dell&#039;industria culturale esistono migliaia di lavori di qualità eccelsa che nessuno di noi conoscerà mai, o che conoscerà solo per qualche caso fortuito.
Quindi, con quale pretesa vorreste assumervi il titolo di guide in questo puttanaio? Non siete in grado. Non siete in grado perchè nessun essere umano può esserlo. Non siete in grado nemmeno di abbozzare un tentativo, perchè non avete la più pallida idea di dove siate messi (ergo, a chi volete indicare la direzione?)

5.Questo è quanto.

6a.L&#039;Autore è morto, e non ne piango il cadavere.
Abbiamo l&#039;automazione, la produzione in serie di Eventi Letterari a fine commerciale.
Abbiamo Wu Ming che uccide Luther Blissett per cercare di resuscitare l&#039;Autore, ma in realtà genera soltanto un Trademark.
Abbiamo TQ che invoca lamentosamente un posto di lavoro a tempo indeterminato alla Sip, a raccogliere i gettoni dai telefoni pubblici con la mitica Panda Van aziendale.
Abbiamo una sola vita e milioni di persone che si sbracciano per dire che IO ha qualcosa da dire.

6b.
Le chiacchiere stanno a zero. 
L&#039;individuo non conta.

7.
Nato nell&#039;anno distopico per eccellenza.
Ovvero fuori target.

8.Anonimato e identità fasulle.

9.La noia di una serata moscia terminata anzitempo in un paese sperduto e dimenticato da dio mi ha spinto a questo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>1.C&#8217;è un punto d&#8217;unione fondamentale tra il tentativo messo in opera dal gruppo TQ e l&#8217;invenzione del NIE da parte di Wu Ming, ed è il tentativo di riportare in vita con ogni mezzo il cadavere dell&#8217;Autore, cadavere sepellito e decomposto già da tempo e sostituito dall&#8217;automazione dell&#8217;industria culturale.  </p>
<p>2.Per chi non se ne fosse accorto: abbiamo avuto le avanguardie, specialmente il punto di non ritorno del Dadaismo; abbiamo avuto il Punk, e ora abbiamo (quasi)TUTTO, SUBITO E OVUNQUE, e si chiama Internet.</p>
<p>3a.Il discorso di Simone Barillari è totalmente fuori dal mondo: non è vero che non esista un pubblico per una cultura &#8220;alta&#8221; o d&#8217;èlite.<br />
Questo pubblico non è mai stato così vasto.<br />
Talmente vasto da aver giocoforza distrutto ogni statuto di èlite per quella cultura.<br />
Non esistono èlite di massa.</p>
<p>3b.Sindrome da accerchiamento.<br />
La gente non è stupida, ignorante e schiava dei mass media.<br />
La gente è semplicemente sconosciuta.<br />
La gente sono persone che non conosci.<br />
Di che cosa parli?<br />
L&#8217;idea della gente come stupida, ignorante e schiava dei mass media è essa stessa stupida, ignorante e schiava dei mass media.</p>
<p>4a.Il volersi rappresentare come parte di una ristretta cerchia di persone dotate di superiori capacità è un puerile nascondersi la realtà.<br />
La realtà è che la mole di conoscenze attualmente disponibili è totalmente incommensurabile per un singolo essere umano.<br />
Ogni minuto che passa la nostra ignoranza aumenta al ritmo esponenziale delle scoperte altrui, e con essa aumenta l&#8217;impotenza (si parla qui di individui pensosi e solitari che scrivono e leggono su blog letterari e credono DAVVERO che ne ferisca più una penna che la spada), generatrice di paura. Paura che si può combattere con un metodo pratico e indolore: la rimozione totale del problema.</p>
<p>4b.L&#8217;inflazione riguarda ancora di più la creazione artistica: le ultime due generazioni hanno prodotto valanghe di stronzi senz&#8217;arte nè parte che in mancanza d&#8217;altro han deciso di buttarsi sull&#8217;arte.<br />
La quantità di creazioni artistiche o presunte tali segue la regola di cui sopra: è incommensurabile per il singolo essere umano.<br />
Al di fuori dei circuiti di produzione e riproduzione dell&#8217;industria culturale esistono migliaia di lavori di qualità eccelsa che nessuno di noi conoscerà mai, o che conoscerà solo per qualche caso fortuito.<br />
Quindi, con quale pretesa vorreste assumervi il titolo di guide in questo puttanaio? Non siete in grado. Non siete in grado perchè nessun essere umano può esserlo. Non siete in grado nemmeno di abbozzare un tentativo, perchè non avete la più pallida idea di dove siate messi (ergo, a chi volete indicare la direzione?)</p>
<p>5.Questo è quanto.</p>
<p>6a.L&#8217;Autore è morto, e non ne piango il cadavere.<br />
Abbiamo l&#8217;automazione, la produzione in serie di Eventi Letterari a fine commerciale.<br />
Abbiamo Wu Ming che uccide Luther Blissett per cercare di resuscitare l&#8217;Autore, ma in realtà genera soltanto un Trademark.<br />
Abbiamo TQ che invoca lamentosamente un posto di lavoro a tempo indeterminato alla Sip, a raccogliere i gettoni dai telefoni pubblici con la mitica Panda Van aziendale.<br />
Abbiamo una sola vita e milioni di persone che si sbracciano per dire che IO ha qualcosa da dire.</p>
<p>6b.<br />
Le chiacchiere stanno a zero.<br />
L&#8217;individuo non conta.</p>
<p>7.<br />
Nato nell&#8217;anno distopico per eccellenza.<br />
Ovvero fuori target.</p>
<p>8.Anonimato e identità fasulle.</p>
<p>9.La noia di una serata moscia terminata anzitempo in un paese sperduto e dimenticato da dio mi ha spinto a questo.</p>
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		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/05/11/tq-%e2%80%93-fenomenologia-di-una-generazione-letteraria-allo-specchio-simone-barillari/#comment-151359</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 May 2011 15:33:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nonostante la critica che ho potuto fare, questo movimento mi interessa.
E ringrazio Francesco per avere condiviso la reunione con noi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nonostante la critica che ho potuto fare, questo movimento mi interessa.<br />
E ringrazio Francesco per avere condiviso la reunione con noi.</p>
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		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 May 2011 14:04:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#039;avvenire del romanzo o dell&#039;arte sarà la poesia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;avvenire del romanzo o dell&#8217;arte sarà la poesia.</p>
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		Di: véronique vergé		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 May 2011 13:37:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie Francesco per la risposta. Vediamo più tardi i resultati del lavoro di Generazione TQ. Forse sono io cho ho un problema con l&#039;idea di gruppo, anche se Generazione TQ non è un gruppo; come me l&#039;hai precisato. Ma penso davvero che la prossima generazione letteraria si opponerà con  l&#039; idea di  un romanzo più vasto, con un ritorno dell&#039;immaginario e di una scrittura oceanica, allontanata di tutto fascino per lo specchio, l&#039;effemero. Un ritorno al mito. Temo che Generazione sia già oltrepassata.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Francesco per la risposta. Vediamo più tardi i resultati del lavoro di Generazione TQ. Forse sono io cho ho un problema con l&#8217;idea di gruppo, anche se Generazione TQ non è un gruppo; come me l&#8217;hai precisato. Ma penso davvero che la prossima generazione letteraria si opponerà con  l&#8217; idea di  un romanzo più vasto, con un ritorno dell&#8217;immaginario e di una scrittura oceanica, allontanata di tutto fascino per lo specchio, l&#8217;effemero. Un ritorno al mito. Temo che Generazione sia già oltrepassata.</p>
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		<title>
		Di: effeffe		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/05/11/tq-%e2%80%93-fenomenologia-di-una-generazione-letteraria-allo-specchio-simone-barillari/#comment-151308</link>

		<dc:creator><![CDATA[effeffe]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 May 2011 17:20:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Verò io quell&#039;elenco non ce l&#039;ho
per quanto riguarda la posizione di Lagioia non raccoglie affatto le posizioni di tutti. Per esempio la mia che ho espresso qui. https://www.nazioneindiana.com/2011/05/07/tq-fenomenologia-di-una-generazione-letteraria-allo-specchio-prima-parte/
e più particolarmente il passaggio
&quot;Ecco. Poiché penso che quelli erano i miei fratelli maggiori ritengo che on solo non avessero (e abbiano) nessun potere reale (artistico o politico che sia) ma che soprattutto erano e sono di gran lunga migliori di noi.&quot;
effeffe]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Verò io quell&#8217;elenco non ce l&#8217;ho<br />
per quanto riguarda la posizione di Lagioia non raccoglie affatto le posizioni di tutti. Per esempio la mia che ho espresso qui. <a href="https://www.nazioneindiana.com/2011/05/07/tq-fenomenologia-di-una-generazione-letteraria-allo-specchio-prima-parte/" rel="nofollow ugc">https://www.nazioneindiana.com/2011/05/07/tq-fenomenologia-di-una-generazione-letteraria-allo-specchio-prima-parte/</a><br />
e più particolarmente il passaggio<br />
&#8220;Ecco. Poiché penso che quelli erano i miei fratelli maggiori ritengo che on solo non avessero (e abbiano) nessun potere reale (artistico o politico che sia) ma che soprattutto erano e sono di gran lunga migliori di noi.&#8221;<br />
effeffe</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Simone Ghelli		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/05/11/tq-%e2%80%93-fenomenologia-di-una-generazione-letteraria-allo-specchio-simone-barillari/#comment-151288</link>

		<dc:creator><![CDATA[Simone Ghelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 May 2011 13:30:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nonostante i vari interventi che si sono seguiti in questi giorni, io continuo a non comprendere su quali basi nasca questo progetto. Sarebbe ad esempio interessante capire quali siano stati i parametri di reclutamento dei partecipanti...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nonostante i vari interventi che si sono seguiti in questi giorni, io continuo a non comprendere su quali basi nasca questo progetto. Sarebbe ad esempio interessante capire quali siano stati i parametri di reclutamento dei partecipanti&#8230;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/05/11/tq-%e2%80%93-fenomenologia-di-una-generazione-letteraria-allo-specchio-simone-barillari/#comment-151282</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 May 2011 12:44:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho dimenticato Elsa Morante nel mio elenco.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho dimenticato Elsa Morante nel mio elenco.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/05/11/tq-%e2%80%93-fenomenologia-di-una-generazione-letteraria-allo-specchio-simone-barillari/#comment-151275</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 May 2011 09:36:07 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=39013#comment-151275</guid>

					<description><![CDATA[L&#039;aspetto che mi mette in imbarrazzo è il presente narcissimo di chi fa parte di TQ. 
 Non ho bisogna di TQ per leggere scrittori talentuosi come Giorgio Vasta. 
Quando leggo che TQ non puo opponersi alla generazione precedente perché quella non ha offerto un esempio letterario ( forse non ho ben capito), sento una leggera irritazione. Quando abbiamo Primo Levi, Umberto Ecco, Erri de Lucca, possiamo dire che TQ crea nel vuoto della generazione prima.

Sarei curiosa di sapere chi non fa parte di TQ come scrittori di talento
e avere anche l&#039;elenco di chi fa parte di TQ.
E&#039; possibile Effeffe?


 In diversi punti, condivido l&#039;opinione di Salvatore.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;aspetto che mi mette in imbarrazzo è il presente narcissimo di chi fa parte di TQ.<br />
 Non ho bisogna di TQ per leggere scrittori talentuosi come Giorgio Vasta.<br />
Quando leggo che TQ non puo opponersi alla generazione precedente perché quella non ha offerto un esempio letterario ( forse non ho ben capito), sento una leggera irritazione. Quando abbiamo Primo Levi, Umberto Ecco, Erri de Lucca, possiamo dire che TQ crea nel vuoto della generazione prima.</p>
<p>Sarei curiosa di sapere chi non fa parte di TQ come scrittori di talento<br />
e avere anche l&#8217;elenco di chi fa parte di TQ.<br />
E&#8217; possibile Effeffe?</p>
<p> In diversi punti, condivido l&#8217;opinione di Salvatore.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
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