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	Commenti a: INVALSI DISABILI E IMMIGRATI	</title>
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		<title>
		Di: giuliomozzi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[giuliomozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 May 2011 16:46:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lorenzo, ci sono un sacco di motivi per discutere o rifiutare l&#039;uso che viene fatto delle prove Invalsi (e anche alcuni per discutere le prove in sé). Ma questo, come ho già detto, è un altro discorso.

Io ho contestato l&#039;articolo di Trentin su un punto, uno solo; dove Trentin, a mio avviso, dà una lettura politica di una scelta di campionamento che a me pare meramente tecnica.l]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lorenzo, ci sono un sacco di motivi per discutere o rifiutare l&#8217;uso che viene fatto delle prove Invalsi (e anche alcuni per discutere le prove in sé). Ma questo, come ho già detto, è un altro discorso.</p>
<p>Io ho contestato l&#8217;articolo di Trentin su un punto, uno solo; dove Trentin, a mio avviso, dà una lettura politica di una scelta di campionamento che a me pare meramente tecnica.l</p>
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		Di: lorenzo galbiati		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/05/13/invalsi-disabili-e-immigrati/#comment-151863</link>

		<dc:creator><![CDATA[lorenzo galbiati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 May 2011 11:14:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mozzi, 
sugli scopi dell&#039;Invalsi e sulla loro contraddittorietà tra scopi presunti e mezzi adoperati per raggiungerli, leggi
http://www.laboratorioaltierospinelli.org/giornalonline/numero10/sommario%2010/Articolo_4_La%20CGIL%20e%20le%20prove%20___dal%20Sito%20cgil.it/Documento_CGIL.pdf
e qui, dove si ricorda che le Invalsi serviranno anche all&#039;assegnazione delle borse di studio solo in base al (presunto) merito
http://www.liceogioberti.it/bachecaSindacale/CUB%20Scuola%20PROVE%20INVALSI%20-%203%20marzo%202011.pdf
Sui punti di criticità delle prove Invalsi, leggi Ricolfi, che pure è critico verso i docenti
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&#038;ID_articolo=8713&#038;ID_sezione=&#038;sezione=
Quello che sta succedendo con i test, l&#039;ultimo e più grave problema segnalato da Ricolfi (di cui non condivido le critiche ai docenti, e non vedo neanche come possa difendere il &quot;quizzone&quot; che voleva fare Berlinguer per valutare il &quot;merito&quot; degli insegnanti), non farà che aumentare quando si vedrà chiaramente che l&#039;Invalsi serve a premiare economicamente le scuole.

Per quanto riguarda quel che dice il link la Voce che hai postato, che secondo me esemplifica bene la mancanza di cultura pedagogica di chi lo scrive, 

&quot;Che questo Paese non ami confrontarsi con i dati di fatto e con gli strumenti capaci di stabilire in termini obiettivi&quot;

I termini obiettivi sarebbero i test a crocette?
E cosa stabilirebbero in modo obiettivo tali test? 
A quando i test dell&#039;intelligenza?
 
&quot;se decisioni innovative o, all’opposto, comportamenti di routine producano esiti positivi o negativi sull’esistenza degli individui,&quot;

ma di che diavolo sta parlando?

&quot; è ben noto. Quella che alcuni quotidiani hanno chiamato la “rivolta” contro i test di competenza disciplinare messi a punto dall’Invalsi e – va riconosciuto – meritoriamente sostenuti dalla ministra Gelmini, non suscita quindi particolare stupore.&quot;

Certo, specie se non si capiscono i perché della rivolta. Se poi si vogliono dare dei meriti alla Gelmini, stiamo freschi.

&quot;Ma il “Boikot Invalsi” solleva forti preoccupazioni perché la manifestazione di atteggiamenti negativi nei confronti di indagini rigorose proviene da un mondo – quello della scuola e della cultura – che dovrebbe educare al confronto pacato tra opinioni informate.&quot;

Perché il mondo della cultura dovrebbe confrontarsi in modo pacato? Chi l&#039;ha detto?

&quot;La generalità delle giustificazioni addotte per rifiutare le prove Invalsi sono o infondate o basate su poco ragionevoli processi alle intenzioni circa i loro usi futuri.&quot;

Le giustificazioni di chi rifiuta le prove Invalsi, a me è bastato un 10 minuti di ricerca su internet per vederlo, sono trutt&#039;altro che generiche e infondate, e spaziano su tutti gli aspetti in gioco, gli obiettivi, il metodo usato per somministrare la prova, l&#039;aspetto economico degli insegnanti chiamati a &quot;collaborarvi&quot;, le forzature dei presidi che vorrebbero obbligarli, gli effetti delle prove sulla diffusione di una scuola che procede a quiz, e soprattutto l&#039;incongruenza tra i molto confusi obiettivi che l&#039;Invalsi ufficialmente si pone e i mezzi adottati per verificarne il raggiungimento. Sono cose infondate? Solo uno che non sa di che parla, può dirlo.
 
&quot; Le procedure messe in atto sono in realtà prove standardizzate che non limitano la libertà degli insegnanti, non alterano i lineamenti del processo formativo e non lo immiseriscono.&quot;

Come si può ben leggere nei link che ho postato, è tutto il contrario.

&quot;Consentono, invece, di capire come funzionano le nostre istituzioni educative&quot;

Qui ormai sta letteralmente delirando.

&quot;e permettono di cogliere le ragioni per cui alcune di esse raggiungono risultati migliori, o peggiori, di altre.&quot;

Certo, senza manco valutare la situazione all&#039;ingresso e il contesto territoriale.

&quot;Fornire un’immagine obiettiva della nostra scuola&quot;

Obiettiva? Ancora? Questo è uno di quelli che magari crede anche  nell&#039;informazione obiettiva dei giornalisti.

&quot; permette di ignorare il chiacchiericcio generato da narrazioni aneddotiche e consente la progettazione di interventi mirati, evitando sentenziosità arbitrarie.&quot;

interventi mirati senz&#039;altro: fondi distribuiti solo a scuole con media alta nella classe campione, borse di studio in base al merito e non anche al reddito.

&quot; Del resto, ciò già avviene in molte società avanzate. Le prove Invalsi si configurano, dunque, come un’importante base informativa per mettere a punto politiche scolastiche in grado di garantire una maggiore efficacia dei processi di apprendimento, una più equa distribuzione delle risorse educative e una riduzione delle disuguaglianze sociali. [...]&quot;

Equa distribuzione delle risorse tramite le Invalsi.
Siamo al delirio, ormai.

Mozzi, mi dai il nome di questo genio?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mozzi,<br />
sugli scopi dell&#8217;Invalsi e sulla loro contraddittorietà tra scopi presunti e mezzi adoperati per raggiungerli, leggi<br />
<a href="http://www.laboratorioaltierospinelli.org/giornalonline/numero10/sommario%2010/Articolo_4_La%20CGIL%20e%20le%20prove%20___dal%20Sito%20cgil.it/Documento_CGIL.pdf" rel="nofollow ugc">http://www.laboratorioaltierospinelli.org/giornalonline/numero10/sommario%2010/Articolo_4_La%20CGIL%20e%20le%20prove%20___dal%20Sito%20cgil.it/Documento_CGIL.pdf</a><br />
e qui, dove si ricorda che le Invalsi serviranno anche all&#8217;assegnazione delle borse di studio solo in base al (presunto) merito<br />
<a href="http://www.liceogioberti.it/bachecaSindacale/CUB%20Scuola%20PROVE%20INVALSI%20-%203%20marzo%202011.pdf" rel="nofollow ugc">http://www.liceogioberti.it/bachecaSindacale/CUB%20Scuola%20PROVE%20INVALSI%20-%203%20marzo%202011.pdf</a><br />
Sui punti di criticità delle prove Invalsi, leggi Ricolfi, che pure è critico verso i docenti<br />
<a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&#038;ID_articolo=8713&#038;ID_sezione=&#038;sezione=" rel="nofollow ugc">http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&#038;ID_articolo=8713&#038;ID_sezione=&#038;sezione=</a><br />
Quello che sta succedendo con i test, l&#8217;ultimo e più grave problema segnalato da Ricolfi (di cui non condivido le critiche ai docenti, e non vedo neanche come possa difendere il &#8220;quizzone&#8221; che voleva fare Berlinguer per valutare il &#8220;merito&#8221; degli insegnanti), non farà che aumentare quando si vedrà chiaramente che l&#8217;Invalsi serve a premiare economicamente le scuole.</p>
<p>Per quanto riguarda quel che dice il link la Voce che hai postato, che secondo me esemplifica bene la mancanza di cultura pedagogica di chi lo scrive, </p>
<p>&#8220;Che questo Paese non ami confrontarsi con i dati di fatto e con gli strumenti capaci di stabilire in termini obiettivi&#8221;</p>
<p>I termini obiettivi sarebbero i test a crocette?<br />
E cosa stabilirebbero in modo obiettivo tali test?<br />
A quando i test dell&#8217;intelligenza?</p>
<p>&#8220;se decisioni innovative o, all’opposto, comportamenti di routine producano esiti positivi o negativi sull’esistenza degli individui,&#8221;</p>
<p>ma di che diavolo sta parlando?</p>
<p>&#8221; è ben noto. Quella che alcuni quotidiani hanno chiamato la “rivolta” contro i test di competenza disciplinare messi a punto dall’Invalsi e – va riconosciuto – meritoriamente sostenuti dalla ministra Gelmini, non suscita quindi particolare stupore.&#8221;</p>
<p>Certo, specie se non si capiscono i perché della rivolta. Se poi si vogliono dare dei meriti alla Gelmini, stiamo freschi.</p>
<p>&#8220;Ma il “Boikot Invalsi” solleva forti preoccupazioni perché la manifestazione di atteggiamenti negativi nei confronti di indagini rigorose proviene da un mondo – quello della scuola e della cultura – che dovrebbe educare al confronto pacato tra opinioni informate.&#8221;</p>
<p>Perché il mondo della cultura dovrebbe confrontarsi in modo pacato? Chi l&#8217;ha detto?</p>
<p>&#8220;La generalità delle giustificazioni addotte per rifiutare le prove Invalsi sono o infondate o basate su poco ragionevoli processi alle intenzioni circa i loro usi futuri.&#8221;</p>
<p>Le giustificazioni di chi rifiuta le prove Invalsi, a me è bastato un 10 minuti di ricerca su internet per vederlo, sono trutt&#8217;altro che generiche e infondate, e spaziano su tutti gli aspetti in gioco, gli obiettivi, il metodo usato per somministrare la prova, l&#8217;aspetto economico degli insegnanti chiamati a &#8220;collaborarvi&#8221;, le forzature dei presidi che vorrebbero obbligarli, gli effetti delle prove sulla diffusione di una scuola che procede a quiz, e soprattutto l&#8217;incongruenza tra i molto confusi obiettivi che l&#8217;Invalsi ufficialmente si pone e i mezzi adottati per verificarne il raggiungimento. Sono cose infondate? Solo uno che non sa di che parla, può dirlo.</p>
<p>&#8221; Le procedure messe in atto sono in realtà prove standardizzate che non limitano la libertà degli insegnanti, non alterano i lineamenti del processo formativo e non lo immiseriscono.&#8221;</p>
<p>Come si può ben leggere nei link che ho postato, è tutto il contrario.</p>
<p>&#8220;Consentono, invece, di capire come funzionano le nostre istituzioni educative&#8221;</p>
<p>Qui ormai sta letteralmente delirando.</p>
<p>&#8220;e permettono di cogliere le ragioni per cui alcune di esse raggiungono risultati migliori, o peggiori, di altre.&#8221;</p>
<p>Certo, senza manco valutare la situazione all&#8217;ingresso e il contesto territoriale.</p>
<p>&#8220;Fornire un’immagine obiettiva della nostra scuola&#8221;</p>
<p>Obiettiva? Ancora? Questo è uno di quelli che magari crede anche  nell&#8217;informazione obiettiva dei giornalisti.</p>
<p>&#8221; permette di ignorare il chiacchiericcio generato da narrazioni aneddotiche e consente la progettazione di interventi mirati, evitando sentenziosità arbitrarie.&#8221;</p>
<p>interventi mirati senz&#8217;altro: fondi distribuiti solo a scuole con media alta nella classe campione, borse di studio in base al merito e non anche al reddito.</p>
<p>&#8221; Del resto, ciò già avviene in molte società avanzate. Le prove Invalsi si configurano, dunque, come un’importante base informativa per mettere a punto politiche scolastiche in grado di garantire una maggiore efficacia dei processi di apprendimento, una più equa distribuzione delle risorse educative e una riduzione delle disuguaglianze sociali. [&#8230;]&#8221;</p>
<p>Equa distribuzione delle risorse tramite le Invalsi.<br />
Siamo al delirio, ormai.</p>
<p>Mozzi, mi dai il nome di questo genio?</p>
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		<title>
		Di: giuliomozzi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/05/13/invalsi-disabili-e-immigrati/#comment-151854</link>

		<dc:creator><![CDATA[giuliomozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 May 2011 05:03:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un campione statisticamente significativo rispetto al complesso della popolazione. (Quando si parla di &quot;campione significativo&quot; s&#039;intende sempre questo). Le prove Invalsi si sono svolte in tutte le scuole, ma solo duemila - spero di non sbagliarmi, vado a memoria - sono le classi che costituiscono il campione, i cui dati cioè &quot;concorrono&quot; alla valutazione complessiva. Come spesso accade in questo tipo di indagini, l&#039;obiettivo di avere un campione rappresentativo della popolazione si persegue cercando una adeguata composizione economica, sociale, culturale e territoriale (per questo ai ragazzi vengono anche chiesti dei dati sulla condizione economica, sociale e culturale della famiglia: il che richiede, e mi pare che questo sia in molte scuole &quot;saltato&quot;, un rigoroso rispetto dell&#039;anonimato). Poi c&#039;è una quantità di modi per raffinare un campione - modi che non conosco bene, perché la statistica non è il mio mestiere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un campione statisticamente significativo rispetto al complesso della popolazione. (Quando si parla di &#8220;campione significativo&#8221; s&#8217;intende sempre questo). Le prove Invalsi si sono svolte in tutte le scuole, ma solo duemila &#8211; spero di non sbagliarmi, vado a memoria &#8211; sono le classi che costituiscono il campione, i cui dati cioè &#8220;concorrono&#8221; alla valutazione complessiva. Come spesso accade in questo tipo di indagini, l&#8217;obiettivo di avere un campione rappresentativo della popolazione si persegue cercando una adeguata composizione economica, sociale, culturale e territoriale (per questo ai ragazzi vengono anche chiesti dei dati sulla condizione economica, sociale e culturale della famiglia: il che richiede, e mi pare che questo sia in molte scuole &#8220;saltato&#8221;, un rigoroso rispetto dell&#8217;anonimato). Poi c&#8217;è una quantità di modi per raffinare un campione &#8211; modi che non conosco bene, perché la statistica non è il mio mestiere.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Mirfet		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/05/13/invalsi-disabili-e-immigrati/#comment-151837</link>

		<dc:creator><![CDATA[Mirfet]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 May 2011 14:05:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Appunto: un campione &quot;significativo&quot; di cosa?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Appunto: un campione &#8220;significativo&#8221; di cosa?</p>
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		<title>
		Di: giuliomozzi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/05/13/invalsi-disabili-e-immigrati/#comment-151835</link>

		<dc:creator><![CDATA[giuliomozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 May 2011 12:33:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mirfet: non mi par vero che &quot;non si vuole misurare l’offerta formativa in relazione alle risposte che dà a studenti di recente immigrazione&quot;. Mi par vero, piuttosto, che non ha molto senso confrontare i risultati delle prove Invalsi di ragazzi che hanno alle spalle quindici anni di scuola italiana e i risultati delle prove Invalsi di ragazzi che magari sono in Italia da sei mesi.

&quot;Gli studenti devono essere tutti&quot;. No, devono essere un campione significativo. 

La mia osservazione, ricordo, concerne solo l&#039;esclusione dall&#039;elaborazione dei dati delle prove Invalsi degli studenti che sono arrivati in Italia dopo il settembre 2010.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mirfet: non mi par vero che &#8220;non si vuole misurare l’offerta formativa in relazione alle risposte che dà a studenti di recente immigrazione&#8221;. Mi par vero, piuttosto, che non ha molto senso confrontare i risultati delle prove Invalsi di ragazzi che hanno alle spalle quindici anni di scuola italiana e i risultati delle prove Invalsi di ragazzi che magari sono in Italia da sei mesi.</p>
<p>&#8220;Gli studenti devono essere tutti&#8221;. No, devono essere un campione significativo. </p>
<p>La mia osservazione, ricordo, concerne solo l&#8217;esclusione dall&#8217;elaborazione dei dati delle prove Invalsi degli studenti che sono arrivati in Italia dopo il settembre 2010.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Mirfet		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/05/13/invalsi-disabili-e-immigrati/#comment-151809</link>

		<dc:creator><![CDATA[Mirfet]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 May 2011 06:02:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[“[L&#039;invalsi] effettua verifiche periodiche e sistematiche sulle conoscenze e abilità degli studenti e sulla qualità complessiva dell’offerta formativa delle istituzioni&quot;.

&quot;degli studenti&quot;, &quot;conoscenze e abilità&quot;. Gli studenti devono essere tutti, compresi studenti di recente immigrazione e disabili. Escluderne alcuni è ragionevole solo se lo scopo è quello di fare una selezione.

&quot;e sulla qualità complessiva dell’offerta formativa delle istituzioni&#039;&quot;.
giulio, e allora perchè non si vuole misurare l&#039;offerta formativa in relazione alle risposte che da a studenti di recente immigrazione e disabili? 

Ti ricordo giulio che ad uscire dalla classe non solo solo gli immigrati, ma anche i disabili, e che il testo non fa menzione di conoscenze più o meno sufficienti della lingua (posto che questo sia davvero un problema, cosa che per me non deve essere). 

Non voler vedere la cosa nel suo complesso mi pare un atteggiamento mentale piuttosto forzato e distorto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“[L&#8217;invalsi] effettua verifiche periodiche e sistematiche sulle conoscenze e abilità degli studenti e sulla qualità complessiva dell’offerta formativa delle istituzioni&#8221;.</p>
<p>&#8220;degli studenti&#8221;, &#8220;conoscenze e abilità&#8221;. Gli studenti devono essere tutti, compresi studenti di recente immigrazione e disabili. Escluderne alcuni è ragionevole solo se lo scopo è quello di fare una selezione.</p>
<p>&#8220;e sulla qualità complessiva dell’offerta formativa delle istituzioni'&#8221;.<br />
giulio, e allora perchè non si vuole misurare l&#8217;offerta formativa in relazione alle risposte che da a studenti di recente immigrazione e disabili? </p>
<p>Ti ricordo giulio che ad uscire dalla classe non solo solo gli immigrati, ma anche i disabili, e che il testo non fa menzione di conoscenze più o meno sufficienti della lingua (posto che questo sia davvero un problema, cosa che per me non deve essere). </p>
<p>Non voler vedere la cosa nel suo complesso mi pare un atteggiamento mentale piuttosto forzato e distorto.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: giuliomozzi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/05/13/invalsi-disabili-e-immigrati/#comment-151808</link>

		<dc:creator><![CDATA[giuliomozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 May 2011 05:28:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Da &lt;a href=&quot;http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002322.html&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;La Voce.info&lt;/a&gt;:

Che questo Paese non ami confrontarsi con i dati di fatto e con gli strumenti capaci di stabilire in termini obiettivi se decisioni innovative o, all&#039;opposto, comportamenti di routine producano esiti positivi o negativi sull&#039;esistenza degli individui, è ben noto. Quella che alcuni quotidiani hanno chiamato la &quot;rivolta&quot; contro i test di competenza disciplinare messi a punto dall&#039;Invalsi e - va riconosciuto - meritoriamente sostenuti dalla ministra Gelmini, non suscita quindi particolare stupore. Ma il &quot;Boikot Invalsi&quot; solleva forti preoccupazioni perché la manifestazione di atteggiamenti negativi nei confronti di indagini rigorose proviene da un mondo - quello della scuola e della cultura - che dovrebbe educare al confronto pacato tra opinioni informate.

La generalità delle giustificazioni addotte per rifiutare le prove Invalsi sono o infondate o basate su poco ragionevoli processi alle intenzioni circa i loro usi futuri. Le procedure messe in atto sono in realtà prove standardizzate che non limitano la libertà degli insegnanti, non alterano i lineamenti del processo formativo e non lo immiseriscono. Consentono, invece, di capire come funzionano le nostre istituzioni educative e permettono di cogliere le ragioni per cui alcune di esse raggiungono risultati migliori, o peggiori, di altre. Fornire un&#039;immagine obiettiva della nostra scuola permette di ignorare il chiacchiericcio generato da narrazioni aneddotiche e consente la progettazione di interventi mirati, evitando sentenziosità arbitrarie. Del resto, ciò già avviene in molte società avanzate. Le prove Invalsi si configurano, dunque, come un&#039;importante base informativa per mettere a punto politiche scolastiche in grado di garantire una maggiore efficacia dei processi di apprendimento, una più equa distribuzione delle risorse educative e una riduzione delle disuguaglianze sociali. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da <a href="http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002322.html" rel="nofollow">La Voce.info</a>:</p>
<p>Che questo Paese non ami confrontarsi con i dati di fatto e con gli strumenti capaci di stabilire in termini obiettivi se decisioni innovative o, all&#8217;opposto, comportamenti di routine producano esiti positivi o negativi sull&#8217;esistenza degli individui, è ben noto. Quella che alcuni quotidiani hanno chiamato la &#8220;rivolta&#8221; contro i test di competenza disciplinare messi a punto dall&#8217;Invalsi e &#8211; va riconosciuto &#8211; meritoriamente sostenuti dalla ministra Gelmini, non suscita quindi particolare stupore. Ma il &#8220;Boikot Invalsi&#8221; solleva forti preoccupazioni perché la manifestazione di atteggiamenti negativi nei confronti di indagini rigorose proviene da un mondo &#8211; quello della scuola e della cultura &#8211; che dovrebbe educare al confronto pacato tra opinioni informate.</p>
<p>La generalità delle giustificazioni addotte per rifiutare le prove Invalsi sono o infondate o basate su poco ragionevoli processi alle intenzioni circa i loro usi futuri. Le procedure messe in atto sono in realtà prove standardizzate che non limitano la libertà degli insegnanti, non alterano i lineamenti del processo formativo e non lo immiseriscono. Consentono, invece, di capire come funzionano le nostre istituzioni educative e permettono di cogliere le ragioni per cui alcune di esse raggiungono risultati migliori, o peggiori, di altre. Fornire un&#8217;immagine obiettiva della nostra scuola permette di ignorare il chiacchiericcio generato da narrazioni aneddotiche e consente la progettazione di interventi mirati, evitando sentenziosità arbitrarie. Del resto, ciò già avviene in molte società avanzate. Le prove Invalsi si configurano, dunque, come un&#8217;importante base informativa per mettere a punto politiche scolastiche in grado di garantire una maggiore efficacia dei processi di apprendimento, una più equa distribuzione delle risorse educative e una riduzione delle disuguaglianze sociali. [&#8230;]</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: giuliomozzi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/05/13/invalsi-disabili-e-immigrati/#comment-151784</link>

		<dc:creator><![CDATA[giuliomozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 May 2011 16:45:14 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=38970#comment-151784</guid>

					<description><![CDATA[Allora.
Esistono le prove Invalsi.
Gli scopi dell&#039;Invalsi sono spiegati dall&#039;Invalsi stesso &lt;a href=&quot;http://www.invalsi.it/invalsi/istituto.php?page=chisiamo&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;.
Mi limito a citare il primo dell&#039;elenco: &quot;[L&#039;invalsi] effettua verifiche periodiche e sistematiche sulle conoscenze e abilità degli studenti e sulla qualità complessiva dell&#039;offerta formativa delle istituzioni di istruzione e di istruzione e formazione professionale, anche nel contesto dell&#039;apprendimento permanente; in particolare gestisce il Sistema Nazionale di Valutazione (SNV)&quot;.
Considerati questi scopi dell&#039;Invalsi, trovo sensato che nell&#039;elaborazione dei dati delle cosiddette &quot;prove Invalsi&quot; (o &quot;verifiche Invalsi&quot;, o &quot;prove di verifica Invalsi&quot;), recentemente somministrate, vengano escluse quelle compilate da scolari o studenti che nella scuola italiana ci sono appena arrivati.
Punto.

Dire che &quot;allora tanto vale far fare i test solo ai primi della classe&quot; è presentare il problema - che è un problema di campionamento - in una maniera che mi sembra piuttosto distorta.

Se poi si vuol sostenere che gli scopi dell&#039;Invalsi sono in realtà altri, questo è un altro discorso.

Senza dubbio una rilevazione come quella che si può fare con queste prove somministrate annualmente non fornisce &lt;em&gt;tutte&lt;/em&gt;&lt;em&gt; le informazioni utili per una valutazione piena e corretta dellle &quot;conoscenze e abilità&quot; degli studenti e della &quot;qualità complessiva dell&#039;offerta formativa&quot;: ma da qui a dire che questa rilevazione non serve a nulla, ossia che non da nessuna informazione, ce ne corre.

Se si vuol poi sostenere che le informazioni prodotte con queste informazioni sono adoperate dagli attuali governanti in modo strumentale per biechi scopi, questo è un altro discorso.

Senza dubbio le prove somministrate quest&#039;anno nelle scuole medie superiori possono essere criticate; ma descriverle come &quot;prove a crocette&quot; o &quot;quiz televisivi&quot; mi sembra un descriverle in maniera piuttosto distorta.

Sostenere che &quot;fare un test significa tagliare radicalmente, sintetizzare, scarnire il ragionamento agli elementi oggetto della verifica&quot; mi pare (a parte l&#039;italiano improbabile) piuttosto discutibile; altra cosa (e condivisibile) è sostenere che sia sbagliata &quot;la riduzione di una valutazione a test&quot;.&lt;/em&gt;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Allora.<br />
Esistono le prove Invalsi.<br />
Gli scopi dell&#8217;Invalsi sono spiegati dall&#8217;Invalsi stesso <a href="http://www.invalsi.it/invalsi/istituto.php?page=chisiamo" rel="nofollow">qui</a>.<br />
Mi limito a citare il primo dell&#8217;elenco: &#8220;[L&#8217;invalsi] effettua verifiche periodiche e sistematiche sulle conoscenze e abilità degli studenti e sulla qualità complessiva dell&#8217;offerta formativa delle istituzioni di istruzione e di istruzione e formazione professionale, anche nel contesto dell&#8217;apprendimento permanente; in particolare gestisce il Sistema Nazionale di Valutazione (SNV)&#8221;.<br />
Considerati questi scopi dell&#8217;Invalsi, trovo sensato che nell&#8217;elaborazione dei dati delle cosiddette &#8220;prove Invalsi&#8221; (o &#8220;verifiche Invalsi&#8221;, o &#8220;prove di verifica Invalsi&#8221;), recentemente somministrate, vengano escluse quelle compilate da scolari o studenti che nella scuola italiana ci sono appena arrivati.<br />
Punto.</p>
<p>Dire che &#8220;allora tanto vale far fare i test solo ai primi della classe&#8221; è presentare il problema &#8211; che è un problema di campionamento &#8211; in una maniera che mi sembra piuttosto distorta.</p>
<p>Se poi si vuol sostenere che gli scopi dell&#8217;Invalsi sono in realtà altri, questo è un altro discorso.</p>
<p>Senza dubbio una rilevazione come quella che si può fare con queste prove somministrate annualmente non fornisce <em>tutte</em><em> le informazioni utili per una valutazione piena e corretta dellle &#8220;conoscenze e abilità&#8221; degli studenti e della &#8220;qualità complessiva dell&#8217;offerta formativa&#8221;: ma da qui a dire che questa rilevazione non serve a nulla, ossia che non da nessuna informazione, ce ne corre.</p>
<p>Se si vuol poi sostenere che le informazioni prodotte con queste informazioni sono adoperate dagli attuali governanti in modo strumentale per biechi scopi, questo è un altro discorso.</p>
<p>Senza dubbio le prove somministrate quest&#8217;anno nelle scuole medie superiori possono essere criticate; ma descriverle come &#8220;prove a crocette&#8221; o &#8220;quiz televisivi&#8221; mi sembra un descriverle in maniera piuttosto distorta.</p>
<p>Sostenere che &#8220;fare un test significa tagliare radicalmente, sintetizzare, scarnire il ragionamento agli elementi oggetto della verifica&#8221; mi pare (a parte l&#8217;italiano improbabile) piuttosto discutibile; altra cosa (e condivisibile) è sostenere che sia sbagliata &#8220;la riduzione di una valutazione a test&#8221;.</em></p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Vivalascuola. E dopo l&#8217;Invalsi? &#171; La poesia e lo spirito		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/05/13/invalsi-disabili-e-immigrati/#comment-151631</link>

		<dc:creator><![CDATA[Vivalascuola. E dopo l&#8217;Invalsi? &#171; La poesia e lo spirito]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 May 2011 17:48:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=38970#comment-151631</guid>

					<description><![CDATA[[...] C&#8217;è anche una polemica nella polemica. La circolare ministeriale al punto “Alunni con disabilità intellettiva” dice esplicitamente che questi non possono né devono partecipare ai test di valutazione nazionale. (Il loro handicap abbasserebbe la media, soprattutto delle classi campione). Se però i genitori in questi giorni li vogliono proprio portare a scuola, e i prof e i maestri non vogliono che si sentano esclusi, ebbene, quei bambini e ragazzi potranno sì fare il test, purché in un “locale differente da quello utilizzato dagli altri allievi”, al fine di non disturbare la prova dei “normodotati&#8221; (vedi qui e qui). [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] C&#8217;è anche una polemica nella polemica. La circolare ministeriale al punto “Alunni con disabilità intellettiva” dice esplicitamente che questi non possono né devono partecipare ai test di valutazione nazionale. (Il loro handicap abbasserebbe la media, soprattutto delle classi campione). Se però i genitori in questi giorni li vogliono proprio portare a scuola, e i prof e i maestri non vogliono che si sentano esclusi, ebbene, quei bambini e ragazzi potranno sì fare il test, purché in un “locale differente da quello utilizzato dagli altri allievi”, al fine di non disturbare la prova dei “normodotati&#8221; (vedi qui e qui). [&#8230;]</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lorenzo galbiati		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/05/13/invalsi-disabili-e-immigrati/#comment-151627</link>

		<dc:creator><![CDATA[lorenzo galbiati]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 May 2011 17:12:24 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=38970#comment-151627</guid>

					<description><![CDATA[Mozzi, ci sente o è sordo?
Le ripeto per la terza e ultima volta:

Mozzi
&quot;se si vuol vedere se la scuola funziona, si dovranno pur fare le verifiche su chi l’ha frequentata almeno un tot.&quot;

Galbiati:
&quot;Le prove Invalsi non servono tanto a giudicare gli effetti della scolarizzazione [o se la scuola funziona, se preferisce], quanto a scegliere dove destinare i soldi...
Al massimo posso aggiungere che se si vogliono valutare gli effetti della scolarizzazione [o se la scuola funziona, se preferisce], non lo si può fare somministrando agli alunni, con o senza sostegno, immigrati o no, prove scritte a crocette di alcun tipo.&quot;

Se ancora non è chiaro, precisi lei cosa intende con gli alquanto vaghi concetti che usa: 
- scolarizzazione/scuola che funziona [ammesso che siano la stessa cosa]
- prove/verifiche [ammesso che siano la stessa cosa].]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mozzi, ci sente o è sordo?<br />
Le ripeto per la terza e ultima volta:</p>
<p>Mozzi<br />
&#8220;se si vuol vedere se la scuola funziona, si dovranno pur fare le verifiche su chi l’ha frequentata almeno un tot.&#8221;</p>
<p>Galbiati:<br />
&#8220;Le prove Invalsi non servono tanto a giudicare gli effetti della scolarizzazione [o se la scuola funziona, se preferisce], quanto a scegliere dove destinare i soldi&#8230;<br />
Al massimo posso aggiungere che se si vogliono valutare gli effetti della scolarizzazione [o se la scuola funziona, se preferisce], non lo si può fare somministrando agli alunni, con o senza sostegno, immigrati o no, prove scritte a crocette di alcun tipo.&#8221;</p>
<p>Se ancora non è chiaro, precisi lei cosa intende con gli alquanto vaghi concetti che usa:<br />
&#8211; scolarizzazione/scuola che funziona [ammesso che siano la stessa cosa]<br />
&#8211; prove/verifiche [ammesso che siano la stessa cosa].</p>
]]></content:encoded>
		
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