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	Commenti a: GIOVANNI GIUDICI [26 giugno 1924 – 24 maggio 2011]	</title>
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		<title>
		Di: Larry Massino		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Larry Massino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jun 2011 18:51:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Ennio Abate

grazie per la simpatia, che naturalmente ricambio. Onoratissimo di essere pubblicato dal suo blog.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Ennio Abate</p>
<p>grazie per la simpatia, che naturalmente ricambio. Onoratissimo di essere pubblicato dal suo blog.</p>
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		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jun 2011 16:40:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie a te Orsola, per questo dono.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie a te Orsola, per questo dono.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Ennio Abate		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ennio Abate]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jun 2011 14:52:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Larry Massino

Simpatizzando  col taglio dei tuoi commenti  che  di tanto in tanto leggo su NAZIONE INDIANA e concordando con quest&#039;ultimo su Giovanni Giudici, mi sono permesso di ricopiarlo sul blog dei &quot;moltinpoesia&quot; [http://moltinpoesia.blogspot.com/], disperato mio tentativo di capire le ragioni (ci saranno o no?) di  &quot;questa mania che han tutti di scriver poesie&quot;  e trovare la via (non individualistica)  di una possibile emancipazione.
Un saluto

Ennio Abate]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Larry Massino</p>
<p>Simpatizzando  col taglio dei tuoi commenti  che  di tanto in tanto leggo su NAZIONE INDIANA e concordando con quest&#8217;ultimo su Giovanni Giudici, mi sono permesso di ricopiarlo sul blog dei &#8220;moltinpoesia&#8221; [http://moltinpoesia.blogspot.com/], disperato mio tentativo di capire le ragioni (ci saranno o no?) di  &#8220;questa mania che han tutti di scriver poesie&#8221;  e trovare la via (non individualistica)  di una possibile emancipazione.<br />
Un saluto</p>
<p>Ennio Abate</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Larry Massino		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/06/02/giovanni-giudici-26-giugno-1924-%e2%80%93-24-maggio-2011/#comment-152394</link>

		<dc:creator><![CDATA[Larry Massino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jun 2011 05:51:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Ennio Abate

La grande stampa si capisce abbastanza, deve accontentare i clienti. Ma l&#039;assenza dei fantastici e progressivi blog letterari? 

http://accademia-inaffidabili.blogspot.com/2011/05/giovanni-giudici.html]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Ennio Abate</p>
<p>La grande stampa si capisce abbastanza, deve accontentare i clienti. Ma l&#8217;assenza dei fantastici e progressivi blog letterari? </p>
<p><a href="http://accademia-inaffidabili.blogspot.com/2011/05/giovanni-giudici.html" rel="nofollow ugc">http://accademia-inaffidabili.blogspot.com/2011/05/giovanni-giudici.html</a></p>
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		<title>
		Di: Giovanni Nuscis		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/06/02/giovanni-giudici-26-giugno-1924-%e2%80%93-24-maggio-2011/#comment-152388</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Nuscis]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jun 2011 20:59:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie per questo bel ricordo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie per questo bel ricordo.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: viola		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/06/02/giovanni-giudici-26-giugno-1924-%e2%80%93-24-maggio-2011/#comment-152387</link>

		<dc:creator><![CDATA[viola]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jun 2011 20:36:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;anche lui scriveva il Nulla&quot;; abbraccio Orsola]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;anche lui scriveva il Nulla&#8221;; abbraccio Orsola</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: sparz		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/06/02/giovanni-giudici-26-giugno-1924-%e2%80%93-24-maggio-2011/#comment-152382</link>

		<dc:creator><![CDATA[sparz]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jun 2011 17:40:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[grazie, Orsola.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>grazie, Orsola.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Ennio Abate		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/06/02/giovanni-giudici-26-giugno-1924-%e2%80%93-24-maggio-2011/#comment-152381</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ennio Abate]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jun 2011 16:55:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[da http://moltinpoesia.blogspot.com/

OMAGGIO
IN MORTE
DI GIOVANNI GIUDICI
(1924-2011)

È morto in questi giorni il poeta Giovanni Giudici.  Non ha avuto gli onori della Merini. Poeta minore rispetto a lei? No, maggiore. Solo che la sua figura di piccolo borghese d’antan  - ruminatore prima    delle sue “gioie” de L’educazione cattolica (la sua prima raccolta del 1963), poi  del «vissuto dell&#039;uomo impiegatizio nella sua versione più tetra» (Zanzotto) e infine, da vecchio, ritiratosi a Le Grazie (in provincia di La Spezia) dov’era nato nel 1924 -  non attizzava più i giornali o la TV  della società spettacolare. A differenza della poetessa Merini, tanto “folle e infelice”, la sua infelicità era troppo fredda e riservata, non  rientrava in nessuna delle  recite previste per il pubblico snob-democratico d’oggi.  Ho letto alcune anodine “preci” di poeti e critici che hanno avuto occasioni d’incontrarlo. Ne parlano compassati, attingendo ai loro antichi ricordi («Una volta, in un&#039;intervista del 2000, Giovanni Giudici disse che Saba gli aveva insegnato la pazienza»). Una volta! Non un cenno a come si era e a come  si è  ridotta oggi l’Italia  (di sinistra), che  almeno  tra anni Sessanta e Settanta lo accolse e un po’  del suo  autobiografismo si servì.  Si buttano appunto sulla biografia (staccata dalla storia), sugli sforzi fatti da Giovannino per  uscire dalla miseria, arrivare alla Olivetti, frequentare i letterati già  col successo in tasca. Viene ricordato  pure che «letteratura e politica»  sono stati «i due interessi prevalenti della sua vita, insieme con il giornalismo». Di quale politica si tratta? Silenzio. Si rischia di dover parlare dei suoi legami col socialismo italiano e poi della sua adesione al PCI: fastidiosi fantasmi  da prima repubblica, che oggi potrebbero turbare le inossidabili speranze  dei lettori democratici.  Come fastidioso sarebbe parlare della sua vecchiaia, della malattia, della scelta di isolarsi. Un conoscente mi raccontò di come Giudici si lamentasse perché tutti l’avevano  ormai completamente trascurato o dimenticato. Capita ai comunisti. Capita ai poeti. Capita ai vecchi. Ma  per un giorno o due ci sono stati i «coccodrilli» a  piagnucolare in suo onore. Questo lo concede ancora ai poeti la Grande Stampa. Meglio lasciar perdere e rileggere o leggersi per la prima volta qualcuna delle sue poesie. Queste due che ho scelto mi paiono in tema e fuori tema allo stesso tempo. Una morte  immaginata così impiegatizia e piena ancora di sentimenti tremebondi, ma ancora “naturale”,   quasi da augurarsela rispetto a quelle che ci preparano guerre e disastri nucleari. [E.A.]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>da <a href="http://moltinpoesia.blogspot.com/" rel="nofollow ugc">http://moltinpoesia.blogspot.com/</a></p>
<p>OMAGGIO<br />
IN MORTE<br />
DI GIOVANNI GIUDICI<br />
(1924-2011)</p>
<p>È morto in questi giorni il poeta Giovanni Giudici.  Non ha avuto gli onori della Merini. Poeta minore rispetto a lei? No, maggiore. Solo che la sua figura di piccolo borghese d’antan  &#8211; ruminatore prima    delle sue “gioie” de L’educazione cattolica (la sua prima raccolta del 1963), poi  del «vissuto dell&#8217;uomo impiegatizio nella sua versione più tetra» (Zanzotto) e infine, da vecchio, ritiratosi a Le Grazie (in provincia di La Spezia) dov’era nato nel 1924 &#8211;  non attizzava più i giornali o la TV  della società spettacolare. A differenza della poetessa Merini, tanto “folle e infelice”, la sua infelicità era troppo fredda e riservata, non  rientrava in nessuna delle  recite previste per il pubblico snob-democratico d’oggi.  Ho letto alcune anodine “preci” di poeti e critici che hanno avuto occasioni d’incontrarlo. Ne parlano compassati, attingendo ai loro antichi ricordi («Una volta, in un&#8217;intervista del 2000, Giovanni Giudici disse che Saba gli aveva insegnato la pazienza»). Una volta! Non un cenno a come si era e a come  si è  ridotta oggi l’Italia  (di sinistra), che  almeno  tra anni Sessanta e Settanta lo accolse e un po’  del suo  autobiografismo si servì.  Si buttano appunto sulla biografia (staccata dalla storia), sugli sforzi fatti da Giovannino per  uscire dalla miseria, arrivare alla Olivetti, frequentare i letterati già  col successo in tasca. Viene ricordato  pure che «letteratura e politica»  sono stati «i due interessi prevalenti della sua vita, insieme con il giornalismo». Di quale politica si tratta? Silenzio. Si rischia di dover parlare dei suoi legami col socialismo italiano e poi della sua adesione al PCI: fastidiosi fantasmi  da prima repubblica, che oggi potrebbero turbare le inossidabili speranze  dei lettori democratici.  Come fastidioso sarebbe parlare della sua vecchiaia, della malattia, della scelta di isolarsi. Un conoscente mi raccontò di come Giudici si lamentasse perché tutti l’avevano  ormai completamente trascurato o dimenticato. Capita ai comunisti. Capita ai poeti. Capita ai vecchi. Ma  per un giorno o due ci sono stati i «coccodrilli» a  piagnucolare in suo onore. Questo lo concede ancora ai poeti la Grande Stampa. Meglio lasciar perdere e rileggere o leggersi per la prima volta qualcuna delle sue poesie. Queste due che ho scelto mi paiono in tema e fuori tema allo stesso tempo. Una morte  immaginata così impiegatizia e piena ancora di sentimenti tremebondi, ma ancora “naturale”,   quasi da augurarsela rispetto a quelle che ci preparano guerre e disastri nucleari. [E.A.]</p>
]]></content:encoded>
		
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		<item>
		<title>
		Di: Antonio Fiori		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/06/02/giovanni-giudici-26-giugno-1924-%e2%80%93-24-maggio-2011/#comment-152378</link>

		<dc:creator><![CDATA[Antonio Fiori]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jun 2011 15:40:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Se chiudi gli occhi senti proprio la voce di Saba

Limpida scrittura, umile e grande poesia

grazie per questo regalo
Antonio]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se chiudi gli occhi senti proprio la voce di Saba</p>
<p>Limpida scrittura, umile e grande poesia</p>
<p>grazie per questo regalo<br />
Antonio</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: A. M.		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/06/02/giovanni-giudici-26-giugno-1924-%e2%80%93-24-maggio-2011/#comment-152375</link>

		<dc:creator><![CDATA[A. M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jun 2011 14:05:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[“Lascio questi versi come un addio

inghiottito dalla nudità della memoria

sapendo che il mondo non ha bisogno

del mio saluto con la mano che trema

giù nel fondo stellato (…)

Mi appoggio alla tua acqua fredda

e scavo la tua fronte di cielo oscuro

abbandonato nella nebbia fitta

Non so da dove vengo e dove vado

assedio nevi che mi assediano

in balia di neri uccelli

Voglio sapere (…) che fine faranno

la mia Ombra oltre l&#039;acqua

la pioggia che cade nella pioggia

e gli Dèi fra gli alberi

in fila accanto al freddo e al destino”

Gezim Hajdari da &quot;Stigmate, Vragë&quot; (Besa 2006)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Lascio questi versi come un addio</p>
<p>inghiottito dalla nudità della memoria</p>
<p>sapendo che il mondo non ha bisogno</p>
<p>del mio saluto con la mano che trema</p>
<p>giù nel fondo stellato (…)</p>
<p>Mi appoggio alla tua acqua fredda</p>
<p>e scavo la tua fronte di cielo oscuro</p>
<p>abbandonato nella nebbia fitta</p>
<p>Non so da dove vengo e dove vado</p>
<p>assedio nevi che mi assediano</p>
<p>in balia di neri uccelli</p>
<p>Voglio sapere (…) che fine faranno</p>
<p>la mia Ombra oltre l&#8217;acqua</p>
<p>la pioggia che cade nella pioggia</p>
<p>e gli Dèi fra gli alberi</p>
<p>in fila accanto al freddo e al destino”</p>
<p>Gezim Hajdari da &#8220;Stigmate, Vragë&#8221; (Besa 2006)</p>
]]></content:encoded>
		
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