<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: Note per un diario parigino	</title>
	<atom:link href="https://staging.nazioneindiana.com/2011/06/11/note-per-un-diario-parigino/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/06/11/note-per-un-diario-parigino/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Sun, 12 Jun 2011 23:09:19 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.7.5</generator>
	<item>
		<title>
		Di: lucia		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/06/11/note-per-un-diario-parigino/#comment-152699</link>

		<dc:creator><![CDATA[lucia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jun 2011 23:09:19 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=39276#comment-152699</guid>

					<description><![CDATA[Mi sembra veramente un ottimo sito,o blog che dir si voglia,ed anche il post.Le foto sono particolari.Ciao,Lucia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sembra veramente un ottimo sito,o blog che dir si voglia,ed anche il post.Le foto sono particolari.Ciao,Lucia.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: effeffe		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/06/11/note-per-un-diario-parigino/#comment-152688</link>

		<dc:creator><![CDATA[effeffe]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jun 2011 16:18:45 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=39276#comment-152688</guid>

					<description><![CDATA[Pa
un mio amico argentino aveva inchiodato tutto al pavimento, perfino la telè, oltre al divano e ai letti di modo che l&#039;“huissier non potesse portare via nulla. C&#039;è una legge infatti che dice che sono pignorabili solo gli elementi movibili e non fissi. Un giorno di sconforto mi disse: sai, quando verranno a pignorare me, mi inchioderò anch&#039;io al pavimento e me li inculo!  Un premio assai inaspettato alla carriera lo ha salvato dalla crocefiissione.. Comunque sia per guarire dal 15 c&#039;è il ventesimo, Belleville, parte alta, più o meno dove è leggibile la scritta di Ben: il faut se méfier des mots.

Alessandro, ebbene sì, romanzo per l&#039;estate a puntate su NI e Facebook, in corso di scrittura.
effeffe]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pa<br />
un mio amico argentino aveva inchiodato tutto al pavimento, perfino la telè, oltre al divano e ai letti di modo che l&#8217;“huissier non potesse portare via nulla. C&#8217;è una legge infatti che dice che sono pignorabili solo gli elementi movibili e non fissi. Un giorno di sconforto mi disse: sai, quando verranno a pignorare me, mi inchioderò anch&#8217;io al pavimento e me li inculo!  Un premio assai inaspettato alla carriera lo ha salvato dalla crocefiissione.. Comunque sia per guarire dal 15 c&#8217;è il ventesimo, Belleville, parte alta, più o meno dove è leggibile la scritta di Ben: il faut se méfier des mots.</p>
<p>Alessandro, ebbene sì, romanzo per l&#8217;estate a puntate su NI e Facebook, in corso di scrittura.<br />
effeffe</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Alessandro Ansuini		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/06/11/note-per-un-diario-parigino/#comment-152683</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Ansuini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jun 2011 13:01:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=39276#comment-152683</guid>

					<description><![CDATA[Ma è un romanzo che pubblicherai a puntate su NI? Oppure è già uscito? Curioso io. Chiunque cerca chiunque è un gran titolo, tra l&#039;altro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma è un romanzo che pubblicherai a puntate su NI? Oppure è già uscito? Curioso io. Chiunque cerca chiunque è un gran titolo, tra l&#8217;altro.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Pa		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/06/11/note-per-un-diario-parigino/#comment-152682</link>

		<dc:creator><![CDATA[Pa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jun 2011 12:52:56 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=39276#comment-152682</guid>

					<description><![CDATA[caro Francesco, 
cacciato che verrò a breve dallo sbadigliante 15ème, 
métro Vaugirard, con i suoi trottoir al benzene discreto
coi suoi collant philppematignon, gambe di gazzella ma seno &quot;piallato&quot;, 
che quasi mai si volta mai nella
mia direzione, ma come a farlo per dispetto 
in quella opposta, financo a guardare il più cisposo dei cani,
ma non te (e tu non le guardare!) (ma perché violentarti e non guardare?, tu anima mediterranea, beau gosse anima calda, tu che sempre saresti tentato di guardare...), 
&quot;cacciato&quot; causa concierge carogna che soffia come cobra nelle scale, sguardo basso da cagna, che ha scoperto che ero in sous-location, 
che ha spifferato la notizia al proprietario, 
che la police, o meglio un &quot;huissier&quot;, proprio in questi giorni 
ha scassato la mia porta alle ore venti (fil di ferro o stuzzicadenti?), à 20heure, mentre ero alla presentazione di un libro alla shack &#038; co., 
che l&#039;huissier è entrato in mia assenza, come per un pregiudicato, 
perché a Parigi &quot;En cas d&#039;absence... ou refus de laisser libre accès au logement, l&#039;Huissier de Justice doit se faire assister d&#039;un Commissaire de Police et d&#039;un serrurier&quot;, 
&quot;cacciato&quot; che verrò a breve dal vellutato 15ème, quello proprio giù, che ti sembra più gelido degli altri quando è freddo, dove le ventate di erotismo che da altre parti nella città a volte soffiano qui non arrivano,
che allora bisogna andare a cercarle nei quartieri più a nord, 
tradito dal 15ème mai amato, dopo un anno da rital pulito, e silenzioso, 
di nuovo in pasto (ma col pugnale tra i denti)(giammai rital umiliato!)
al mercato della location parisienne, 
questo tuo scritto, ciao Francesco, è venuto al momento giusto per me, 
è stato una risata e un cucchiaino di zucchero in più nel caffè che sto bevendo 
e ti ringrazio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>caro Francesco,<br />
cacciato che verrò a breve dallo sbadigliante 15ème,<br />
métro Vaugirard, con i suoi trottoir al benzene discreto<br />
coi suoi collant philppematignon, gambe di gazzella ma seno &#8220;piallato&#8221;,<br />
che quasi mai si volta mai nella<br />
mia direzione, ma come a farlo per dispetto<br />
in quella opposta, financo a guardare il più cisposo dei cani,<br />
ma non te (e tu non le guardare!) (ma perché violentarti e non guardare?, tu anima mediterranea, beau gosse anima calda, tu che sempre saresti tentato di guardare&#8230;),<br />
&#8220;cacciato&#8221; causa concierge carogna che soffia come cobra nelle scale, sguardo basso da cagna, che ha scoperto che ero in sous-location,<br />
che ha spifferato la notizia al proprietario,<br />
che la police, o meglio un &#8220;huissier&#8221;, proprio in questi giorni<br />
ha scassato la mia porta alle ore venti (fil di ferro o stuzzicadenti?), à 20heure, mentre ero alla presentazione di un libro alla shack &amp; co.,<br />
che l&#8217;huissier è entrato in mia assenza, come per un pregiudicato,<br />
perché a Parigi &#8220;En cas d&#8217;absence&#8230; ou refus de laisser libre accès au logement, l&#8217;Huissier de Justice doit se faire assister d&#8217;un Commissaire de Police et d&#8217;un serrurier&#8221;,<br />
&#8220;cacciato&#8221; che verrò a breve dal vellutato 15ème, quello proprio giù, che ti sembra più gelido degli altri quando è freddo, dove le ventate di erotismo che da altre parti nella città a volte soffiano qui non arrivano,<br />
che allora bisogna andare a cercarle nei quartieri più a nord,<br />
tradito dal 15ème mai amato, dopo un anno da rital pulito, e silenzioso,<br />
di nuovo in pasto (ma col pugnale tra i denti)(giammai rital umiliato!)<br />
al mercato della location parisienne,<br />
questo tuo scritto, ciao Francesco, è venuto al momento giusto per me,<br />
è stato una risata e un cucchiaino di zucchero in più nel caffè che sto bevendo<br />
e ti ringrazio.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/06/11/note-per-un-diario-parigino/#comment-152668</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jun 2011 14:44:19 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=39276#comment-152668</guid>

					<description><![CDATA[Bellissimo, il tuo brano su Parigi, Francesco.

Vero, il cielo blu crudele di Parigi. Lo sai, non ho mai amato questa città.
L&#039;ho sentita sempre in inverno, senza cuore. A volte quando aspettavo il treno che mi riportava nella Picardia, mi sentivo in esilio, il gelo faceva cammino nel corpo. Non avevo distrazione nel mio dolore. Ho sempre attraversato Parigi con l&#039;angoscia del luogo, l&#039;impossibilità di trovare 
silenzio, tempo che si allungava, perché ero tra due luoghi: quella della 
casa madre nel sud, quella della casa che non avevo scelta. Guardava
nell&#039;autobus la Seine sempre del colore blu appassito; non ha mai avuto 
il blu del cielo della mia infanzia.
Tu dici la miseria, la povertà. Piccola stanza con la vicinanza del cielo,
ti fa un morso nel corpo. Senti tutta la solitudine di un pomeriggio con solo società il ricordo del tuo paese.
Parigi non è generosa come Napoli, magnifica e crudele, un leone di marmo. Il solo luogo che mi piaceva ( perché non tornero più a Parigi, dopo il mio trasloco) era la rue des Rosiers, perché sentivo un calore, un mistero che non ho provato in una parte altra  di Parigi, perché la mia angoscia era scomparsa per diventare desiderio di trovare la chiave del mistero; ho amato anche i ponti perché erano diversi: il vento faceva ballare l&#039;acqua del fiume, ma era in sospeso nel cielo.
Tu, figlio di Napoli, penso come hai dovuto sentire tutta la distanza con la tua lingua, la manera di sentire la vita, il calore cha attraversa il corpo della città, la possibilità di bagnare lo sguardo con il mare.
Quando sono venuta a Napoli ho sentito l&#039;aria della memoria felice del corpo, il vento mi bagnava con il caldo come la mia madre, quando mi bagnava. Credo che abbiamo tutti una città simbolo della nostra felicità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bellissimo, il tuo brano su Parigi, Francesco.</p>
<p>Vero, il cielo blu crudele di Parigi. Lo sai, non ho mai amato questa città.<br />
L&#8217;ho sentita sempre in inverno, senza cuore. A volte quando aspettavo il treno che mi riportava nella Picardia, mi sentivo in esilio, il gelo faceva cammino nel corpo. Non avevo distrazione nel mio dolore. Ho sempre attraversato Parigi con l&#8217;angoscia del luogo, l&#8217;impossibilità di trovare<br />
silenzio, tempo che si allungava, perché ero tra due luoghi: quella della<br />
casa madre nel sud, quella della casa che non avevo scelta. Guardava<br />
nell&#8217;autobus la Seine sempre del colore blu appassito; non ha mai avuto<br />
il blu del cielo della mia infanzia.<br />
Tu dici la miseria, la povertà. Piccola stanza con la vicinanza del cielo,<br />
ti fa un morso nel corpo. Senti tutta la solitudine di un pomeriggio con solo società il ricordo del tuo paese.<br />
Parigi non è generosa come Napoli, magnifica e crudele, un leone di marmo. Il solo luogo che mi piaceva ( perché non tornero più a Parigi, dopo il mio trasloco) era la rue des Rosiers, perché sentivo un calore, un mistero che non ho provato in una parte altra  di Parigi, perché la mia angoscia era scomparsa per diventare desiderio di trovare la chiave del mistero; ho amato anche i ponti perché erano diversi: il vento faceva ballare l&#8217;acqua del fiume, ma era in sospeso nel cielo.<br />
Tu, figlio di Napoli, penso come hai dovuto sentire tutta la distanza con la tua lingua, la manera di sentire la vita, il calore cha attraversa il corpo della città, la possibilità di bagnare lo sguardo con il mare.<br />
Quando sono venuta a Napoli ho sentito l&#8217;aria della memoria felice del corpo, il vento mi bagnava con il caldo come la mia madre, quando mi bagnava. Credo che abbiamo tutti una città simbolo della nostra felicità.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: alessandro zannoni		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/06/11/note-per-un-diario-parigino/#comment-152666</link>

		<dc:creator><![CDATA[alessandro zannoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jun 2011 13:37:23 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=39276#comment-152666</guid>

					<description><![CDATA[te l&#039;ho già detto, inutile ripeterlo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>te l&#8217;ho già detto, inutile ripeterlo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/

Page Caching using Disk: Enhanced 

Served from: staging.nazioneindiana.com @ 2026-05-08 17:30:59 by W3 Total Cache
-->