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	Commenti a: Dai cancelli d&#8217;acciaio	</title>
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		<title>
		Di: carmelo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/07/05/dai-cancelli-dacciaio/#comment-154017</link>

		<dc:creator><![CDATA[carmelo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jul 2011 17:36:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ok fabio, scusa se sono stato sgarbato; resto comunque dell&#039;idea che lo scrittore è solo davanti al testo di cui è padrone assoluto finchè non termina l&#039;opera. dopodichè del testo  assume pieno imperio il  lettore. 
 che poi qualcuno tenti altre strade, nessun problema, ma io resto della mia opinione. 
Invece con l&#039;occasione vorrei manifestare ancora una volta la mia delusione e meraviglia per il fatto che &lt;b&gt;Nazione indiana non provi altre forme di comunciazione e di confronto  autore-critici-lettore, utilizzando le tecnologie della rete&lt;/b&gt;
ovvero:
Se davvero si vuole promuovere la Letteratura, la redazione dovrebbe scegliere ogni mese un&#039;opera degna di questo nome e proporla ai lettori 
per esempio in questo modo;
una presentazione critica di alta qualità;
l&#039;annuncio  della presenza dell&#039;autore in diretta streaming (anche in differita) che oltre a presentare la sua opera risponde alle domende dei lettori (in diretta o in differita). 
qualcuno mi spiega perchè la redazione non ritiene di dover tentare una strada del genere ? 


Da lettore osservo che, presentare (in modo orizzantale mi viene da dire brrr) una caterva di libri (decien al mese), ovvero puntare sulla promozione quantitativa  serve a ben poco, anzi a niente. Non serve all&#039;autore nè serve ai lettori per fare fare una scxelta, compito complicatissimo di fronte a una produzione sterminata e spaventosa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ok fabio, scusa se sono stato sgarbato; resto comunque dell&#8217;idea che lo scrittore è solo davanti al testo di cui è padrone assoluto finchè non termina l&#8217;opera. dopodichè del testo  assume pieno imperio il  lettore.<br />
 che poi qualcuno tenti altre strade, nessun problema, ma io resto della mia opinione.<br />
Invece con l&#8217;occasione vorrei manifestare ancora una volta la mia delusione e meraviglia per il fatto che <b>Nazione indiana non provi altre forme di comunciazione e di confronto  autore-critici-lettore, utilizzando le tecnologie della rete</b><br />
ovvero:<br />
Se davvero si vuole promuovere la Letteratura, la redazione dovrebbe scegliere ogni mese un&#8217;opera degna di questo nome e proporla ai lettori<br />
per esempio in questo modo;<br />
una presentazione critica di alta qualità;<br />
l&#8217;annuncio  della presenza dell&#8217;autore in diretta streaming (anche in differita) che oltre a presentare la sua opera risponde alle domende dei lettori (in diretta o in differita).<br />
qualcuno mi spiega perchè la redazione non ritiene di dover tentare una strada del genere ? </p>
<p>Da lettore osservo che, presentare (in modo orizzantale mi viene da dire brrr) una caterva di libri (decien al mese), ovvero puntare sulla promozione quantitativa  serve a ben poco, anzi a niente. Non serve all&#8217;autore nè serve ai lettori per fare fare una scxelta, compito complicatissimo di fronte a una produzione sterminata e spaventosa.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: fabio teti		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/07/05/dai-cancelli-dacciaio/#comment-153905</link>

		<dc:creator><![CDATA[fabio teti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Jul 2011 11:32:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Carmelo, 
non mi pare di aver utilizzato in nessun punto dei miei commenti la parola &quot;orizzontale&quot; né tantomeno la parola &quot;democrazia&quot; però. sbaglio? non puoi dedurle senz&#039;altro dal loro contrario.

ho semplicemente detto che, rispetto alla totale &quot;distinzione&quot; dei due elementi e momenti, scrittore e lettore, scrittura e lettura, sono ipotizzabili (non: &quot;obbligatorie&quot;) &quot;anche&quot; altre strategie di lavoro, che il tuo &quot;deve&quot; mi è parso escludere categoricamente. il romanzo di Frasca, che non ho ancora letto, mi pare infatti di capire sia stato costruito a stretto contatto e confronto con i suoi primi lettori/sottoscrittori. io la trovo una cosa bellissima, semplicemente.

tutto qui. un saluto,

f.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Carmelo,<br />
non mi pare di aver utilizzato in nessun punto dei miei commenti la parola &#8220;orizzontale&#8221; né tantomeno la parola &#8220;democrazia&#8221; però. sbaglio? non puoi dedurle senz&#8217;altro dal loro contrario.</p>
<p>ho semplicemente detto che, rispetto alla totale &#8220;distinzione&#8221; dei due elementi e momenti, scrittore e lettore, scrittura e lettura, sono ipotizzabili (non: &#8220;obbligatorie&#8221;) &#8220;anche&#8221; altre strategie di lavoro, che il tuo &#8220;deve&#8221; mi è parso escludere categoricamente. il romanzo di Frasca, che non ho ancora letto, mi pare infatti di capire sia stato costruito a stretto contatto e confronto con i suoi primi lettori/sottoscrittori. io la trovo una cosa bellissima, semplicemente.</p>
<p>tutto qui. un saluto,</p>
<p>f.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: carmelo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/07/05/dai-cancelli-dacciaio/#comment-153901</link>

		<dc:creator><![CDATA[carmelo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Jul 2011 09:41:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[e vabbè io me lo sentivo che sarebbe venuta fuori la storia della democrazia e del rapporto orizzontale..... due concetti che vengono secondo me utilizzati a sproposito quando si parla di  letteratura, o di chirurgia, o di ingegneria chimica, o di falegnameria, di qualsiasi disciplina o sapere che richiede delle competenze. 
  
Non lo trovo per niente aristocratico il rapporto tra l&#039;autore e il lettore, ma semplicemente distinto. 
Anzi direi che leggere è più importante che scrivere, massima imperiale che tutti gli autori (i quali dovrebbero essere dei &lt;b&gt;lettori che scrivono&lt;/b&gt; come dice Rodrigo fresan)  dovrebbero tenere a mente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>e vabbè io me lo sentivo che sarebbe venuta fuori la storia della democrazia e del rapporto orizzontale&#8230;.. due concetti che vengono secondo me utilizzati a sproposito quando si parla di  letteratura, o di chirurgia, o di ingegneria chimica, o di falegnameria, di qualsiasi disciplina o sapere che richiede delle competenze. </p>
<p>Non lo trovo per niente aristocratico il rapporto tra l&#8217;autore e il lettore, ma semplicemente distinto.<br />
Anzi direi che leggere è più importante che scrivere, massima imperiale che tutti gli autori (i quali dovrebbero essere dei <b>lettori che scrivono</b> come dice Rodrigo fresan)  dovrebbero tenere a mente.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: fabio teti		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/07/05/dai-cancelli-dacciaio/#comment-153892</link>

		<dc:creator><![CDATA[fabio teti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Jul 2011 11:39:07 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=39492#comment-153892</guid>

					<description><![CDATA[caro Carmelo 

è il doppio &quot;deve&quot; della tua formulazione che non mi è andato troppo giù. e mi ha meravigliato perché presuppone un rapporto aristocratico e un vettore verticale autore-lettore che &quot;potrebbe&quot; a mio avviso non essere il solo ipotizzabile (da lì a &quot;io produco tu compri&quot; il passo è breve, e apre proprio all&#039;attività degli &quot;impiegati&quot; che dici).

ma che la mia fosse una &quot;battuta&quot; e non una polemica lo credevo chiaro. dimentico sempre che nei thread l&#039;ironia passa male e malintesa, e allora mi scuso, anche con Giglioli e Frasca per la diversione.

buona giornata,

f.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>caro Carmelo </p>
<p>è il doppio &#8220;deve&#8221; della tua formulazione che non mi è andato troppo giù. e mi ha meravigliato perché presuppone un rapporto aristocratico e un vettore verticale autore-lettore che &#8220;potrebbe&#8221; a mio avviso non essere il solo ipotizzabile (da lì a &#8220;io produco tu compri&#8221; il passo è breve, e apre proprio all&#8217;attività degli &#8220;impiegati&#8221; che dici).</p>
<p>ma che la mia fosse una &#8220;battuta&#8221; e non una polemica lo credevo chiaro. dimentico sempre che nei thread l&#8217;ironia passa male e malintesa, e allora mi scuso, anche con Giglioli e Frasca per la diversione.</p>
<p>buona giornata,</p>
<p>f.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: carmelo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/07/05/dai-cancelli-dacciaio/#comment-153891</link>

		<dc:creator><![CDATA[carmelo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Jul 2011 10:52:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@fabio teti
è la mia modesta opinione di lettore che appunto legge.  
ma la lettura in fondo è una riscrittura dell&#039;opera. 

Adesso te la faccio io una domanda:
perchè ti meraviglia tanto la mia banalissima affermazione ?
sono molto curioso di leggere il tuo rivoluzionario pensiero riguardo la letteratura!

ce ne sono parecchi che scrivono sotto dettatura: delle mode del mercato degli standard richiesti per vendere. sono gli scribacchini cosidetti, ovvero degli impiegati dotati di una tecnica standard in grado di produrre un prodotto standard. 
mi dispiace questa polemica che non c&#039;entra niente con il libro ion questione. 
Mi dispiace anche che i libri vengano presentati in questo modo; non giovano certo all&#039;autore ne tantomeno al lettore.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@fabio teti<br />
è la mia modesta opinione di lettore che appunto legge.<br />
ma la lettura in fondo è una riscrittura dell&#8217;opera. </p>
<p>Adesso te la faccio io una domanda:<br />
perchè ti meraviglia tanto la mia banalissima affermazione ?<br />
sono molto curioso di leggere il tuo rivoluzionario pensiero riguardo la letteratura!</p>
<p>ce ne sono parecchi che scrivono sotto dettatura: delle mode del mercato degli standard richiesti per vendere. sono gli scribacchini cosidetti, ovvero degli impiegati dotati di una tecnica standard in grado di produrre un prodotto standard.<br />
mi dispiace questa polemica che non c&#8217;entra niente con il libro ion questione.<br />
Mi dispiace anche che i libri vengano presentati in questo modo; non giovano certo all&#8217;autore ne tantomeno al lettore.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: fabio teti		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/07/05/dai-cancelli-dacciaio/#comment-153882</link>

		<dc:creator><![CDATA[fabio teti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jul 2011 20:02:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Carmelo, che scrive: 

&quot;Il lettore deve leggere e lo scrittore scrivere tra i due l’unico elemento che li avvicina è l’opera&quot;

cos&#039;è, un&#039;estetica dell&#039;editto imperiale?

un saluto,

f.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Carmelo, che scrive: </p>
<p>&#8220;Il lettore deve leggere e lo scrittore scrivere tra i due l’unico elemento che li avvicina è l’opera&#8221;</p>
<p>cos&#8217;è, un&#8217;estetica dell&#8217;editto imperiale?</p>
<p>un saluto,</p>
<p>f.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: carmelo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/07/05/dai-cancelli-dacciaio/#comment-153866</link>

		<dc:creator><![CDATA[carmelo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jul 2011 12:29:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;&quot;&quot;&quot;&quot;nato quasi in collaborazione coi lettori, alla maniera di uno Sterne dell’era dell’informazione -e per Frasca stesso, che a suo tempo illustrò questa dinamica compositiva con l’arguzia che gli è propria,&quot;&quot;&quot;&quot;&quot;&quot;

mi piacerebbe saperne di più. Cosa vuol dire che il romanzo nasce dalla collaborazione dei lettori? 
Il lettore deve leggere e lo scrittore scrivere tra i due l&#039;unico elemento che li avvicina è l&#039;opera. 

ma forse non ho capito il senso della farse;

non potrebbe l&#039;autore intervenire per spiegare meglio questa cosa?
grazie]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;&#8221;&#8221;&#8221;&#8221;nato quasi in collaborazione coi lettori, alla maniera di uno Sterne dell’era dell’informazione -e per Frasca stesso, che a suo tempo illustrò questa dinamica compositiva con l’arguzia che gli è propria,&#8221;&#8221;&#8221;&#8221;&#8221;&#8221;</p>
<p>mi piacerebbe saperne di più. Cosa vuol dire che il romanzo nasce dalla collaborazione dei lettori?<br />
Il lettore deve leggere e lo scrittore scrivere tra i due l&#8217;unico elemento che li avvicina è l&#8217;opera. </p>
<p>ma forse non ho capito il senso della farse;</p>
<p>non potrebbe l&#8217;autore intervenire per spiegare meglio questa cosa?<br />
grazie</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Daniele Ventre		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/07/05/dai-cancelli-dacciaio/#comment-153860</link>

		<dc:creator><![CDATA[Daniele Ventre]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jul 2011 10:26:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In altre parole, temo proprio che l&#039;etica e l&#039;estetica del perdente non siano nel libro, ma nel fin troppo intellettualistico esercizio del recensore.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In altre parole, temo proprio che l&#8217;etica e l&#8217;estetica del perdente non siano nel libro, ma nel fin troppo intellettualistico esercizio del recensore.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Daniele Ventre		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/07/05/dai-cancelli-dacciaio/#comment-153859</link>

		<dc:creator><![CDATA[Daniele Ventre]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jul 2011 10:22:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Secondo me non si dovrebbe battere troppo sul tasto del fallimento, come se il successo, qualunque cosa sia, fosse alla portata dell&#039;uomo. In ogni lettura, che è decodifica e ricodificazione da un idioletto all&#039;altro, il lettore avrà perdite e guadagni, successi e fallimenti, per ogni libro che incontrerà. Credo che la recensione avrebbe dovuto ridimensionare quest&#039;idea-totem del fallire esistenziale ed ermeneutico, troppo spesso confusa col fallibilismo. Il rischio è di rendere un cattivo servizio a un&#039;opera che merita attenzione. Sarebbe stato assai meglio dire che la ricchezza del libro ne fa una miniera inesauribile. E magari porre l&#039;accento sulla genesi di questo romanzo, nato quasi in collaborazione coi lettori, alla maniera di uno Sterne dell&#039;era dell&#039;informazione -e per Frasca stesso, che a suo tempo illustrò questa dinamica compositiva con l&#039;arguzia che gli è propria, i lettori online di questo romanzo sarebbero da considerarsi molto più lettori di quelli che si presentano alle conferenze con libro da firmare alla mano (magari non letto). Troppo spesso ci si fissa su un cliché e ci si scorda di porre attenzione all&#039;aspetto in apparenza più sfuggente e al contempo più importante.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo me non si dovrebbe battere troppo sul tasto del fallimento, come se il successo, qualunque cosa sia, fosse alla portata dell&#8217;uomo. In ogni lettura, che è decodifica e ricodificazione da un idioletto all&#8217;altro, il lettore avrà perdite e guadagni, successi e fallimenti, per ogni libro che incontrerà. Credo che la recensione avrebbe dovuto ridimensionare quest&#8217;idea-totem del fallire esistenziale ed ermeneutico, troppo spesso confusa col fallibilismo. Il rischio è di rendere un cattivo servizio a un&#8217;opera che merita attenzione. Sarebbe stato assai meglio dire che la ricchezza del libro ne fa una miniera inesauribile. E magari porre l&#8217;accento sulla genesi di questo romanzo, nato quasi in collaborazione coi lettori, alla maniera di uno Sterne dell&#8217;era dell&#8217;informazione -e per Frasca stesso, che a suo tempo illustrò questa dinamica compositiva con l&#8217;arguzia che gli è propria, i lettori online di questo romanzo sarebbero da considerarsi molto più lettori di quelli che si presentano alle conferenze con libro da firmare alla mano (magari non letto). Troppo spesso ci si fissa su un cliché e ci si scorda di porre attenzione all&#8217;aspetto in apparenza più sfuggente e al contempo più importante.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Dinamo Seligneri		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/07/05/dai-cancelli-dacciaio/#comment-153815</link>

		<dc:creator><![CDATA[Dinamo Seligneri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Jul 2011 19:32:28 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=39492#comment-153815</guid>

					<description><![CDATA[Baldrati, ha ragione lei, la letteratura bisogna farla, di contaballe ce ne son fin troppi, come di cattivi spacciatori, il parco ne scoppia

vado, modestamente, a scoppiarmi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Baldrati, ha ragione lei, la letteratura bisogna farla, di contaballe ce ne son fin troppi, come di cattivi spacciatori, il parco ne scoppia</p>
<p>vado, modestamente, a scoppiarmi</p>
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			</item>
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