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	Commenti a: FINE VITA E VOTO CATTOLICO	</title>
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		<title>
		Di: Dario Accolla		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/07/13/fine-vita-e-voto-cattolico/#comment-154236</link>

		<dc:creator><![CDATA[Dario Accolla]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Jul 2011 11:52:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[#Lorenzo Galbiati: lei vive in un altro paese. Ne prenda atto.

#Evelina Santangelo: credo sia dovere del ceto intellettuale fare in modo che la cultura laica diventi maggioranza culturale, sociale e politica di questo paese. Siamo all&#039;anno zero. Sessant&#039;anni di storia repubblicana si sono consumati tra la contrapposizione dei blocchi – sorta di duopolio &quot;confessionale&quot; tra atlantismo in salsa cattolica e sovietismo all&#039;italiana – e il berlusconismo, vera e propria religione personale del presidente uno e multiplo.

Il nuovo corso dovrebbe mirare al bene comune che va al di là delle personali convinzioni ideologiche e religiose. La laicità come forma suprema di libertà dovrebbe essere una prospettiva che include il senso stesso della democrazia, in questo infelice paese.

Credo sia compito degli intellettuali percorrere questa strada solo parzialmente tentata in passato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>#Lorenzo Galbiati: lei vive in un altro paese. Ne prenda atto.</p>
<p>#Evelina Santangelo: credo sia dovere del ceto intellettuale fare in modo che la cultura laica diventi maggioranza culturale, sociale e politica di questo paese. Siamo all&#8217;anno zero. Sessant&#8217;anni di storia repubblicana si sono consumati tra la contrapposizione dei blocchi – sorta di duopolio &#8220;confessionale&#8221; tra atlantismo in salsa cattolica e sovietismo all&#8217;italiana – e il berlusconismo, vera e propria religione personale del presidente uno e multiplo.</p>
<p>Il nuovo corso dovrebbe mirare al bene comune che va al di là delle personali convinzioni ideologiche e religiose. La laicità come forma suprema di libertà dovrebbe essere una prospettiva che include il senso stesso della democrazia, in questo infelice paese.</p>
<p>Credo sia compito degli intellettuali percorrere questa strada solo parzialmente tentata in passato.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: franco buffoni		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/07/13/fine-vita-e-voto-cattolico/#comment-154225</link>

		<dc:creator><![CDATA[franco buffoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jul 2011 21:28:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[http://www.radioradicale.it/organizzatori/associazione-radicale-certi-diritti
L&#039;Associazione Radicale Certi Diritti insieme alle associazioni lgbt(e) e a parlamentari di diversi gruppi segue i lavori dell&#039;aula da Piazza di Monte Citorio  con un sit-in e una maratona oratoria per chiedere al Parlamento un segnale forte contro l&#039;omofobia e la transfobia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.radioradicale.it/organizzatori/associazione-radicale-certi-diritti" rel="nofollow ugc">http://www.radioradicale.it/organizzatori/associazione-radicale-certi-diritti</a><br />
L&#8217;Associazione Radicale Certi Diritti insieme alle associazioni lgbt(e) e a parlamentari di diversi gruppi segue i lavori dell&#8217;aula da Piazza di Monte Citorio  con un sit-in e una maratona oratoria per chiedere al Parlamento un segnale forte contro l&#8217;omofobia e la transfobia.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Ares		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/07/13/fine-vita-e-voto-cattolico/#comment-154119</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ares]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jul 2011 08:50:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Galbiati.. mi scusi lei dice : 

&quot; Mentre i cattolici in genere non prendono ordini dal Vaticano, specialmente quelli di centrosinistra, come dimostrano i fatti, che lei nega; operano semplicemente in base a quello che credono, e solo entri certi limiti si fanno influenzare dal Vaticano, se la loro posizione vi entra in conflitto.&quot;

Ma che razza di cattolici sono questi che lei descrive.. i cattolici del fai da te ??  li trovo un tantino pericolosi, perché non si saprà mai dove andranno a parare, dietro limpeto della personale interpretazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Galbiati.. mi scusi lei dice : </p>
<p>&#8221; Mentre i cattolici in genere non prendono ordini dal Vaticano, specialmente quelli di centrosinistra, come dimostrano i fatti, che lei nega; operano semplicemente in base a quello che credono, e solo entri certi limiti si fanno influenzare dal Vaticano, se la loro posizione vi entra in conflitto.&#8221;</p>
<p>Ma che razza di cattolici sono questi che lei descrive.. i cattolici del fai da te ??  li trovo un tantino pericolosi, perché non si saprà mai dove andranno a parare, dietro limpeto della personale interpretazione.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: evelina santangelo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/07/13/fine-vita-e-voto-cattolico/#comment-154117</link>

		<dc:creator><![CDATA[evelina santangelo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jul 2011 08:47:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dario Accolla: «La laicità permette a chi è confessionale, religioso, devoto, ecc., di essere tale. E permette a chi non si reputa aderente a una fede di vivere secondo la propria coscienza». Non ci sarebbe da aggiungere altro, a mio avviso.
Solo una visione autoritaria non riesce a far propria l&#039;idea che la laicità dello stato è una forma suprema di libertà (proprio perché aspira a garantire i dirittti di tutti).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dario Accolla: «La laicità permette a chi è confessionale, religioso, devoto, ecc., di essere tale. E permette a chi non si reputa aderente a una fede di vivere secondo la propria coscienza». Non ci sarebbe da aggiungere altro, a mio avviso.<br />
Solo una visione autoritaria non riesce a far propria l&#8217;idea che la laicità dello stato è una forma suprema di libertà (proprio perché aspira a garantire i dirittti di tutti).</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lorenzo galbiati		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/07/13/fine-vita-e-voto-cattolico/#comment-154113</link>

		<dc:creator><![CDATA[lorenzo galbiati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jul 2011 00:12:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Accolla, 
io non faccio parte di quella schiera, e non mi sento offeso.
So bene che il magistero della Chiesa cattolica è contrario a tutta una serie di tentativi di ammodernamento sociale, come li chiama lei, e che questo influenza la legislazione italiana. 
Soltanto che a differenza di lei non faccio di tutta l&#039;erba fascio, e quindi faccio dei distinguo tra i diversi comportamenti, sensibilità e scelte politiche dei cattolici, dato che questa è la realtà - che lei nega.

Non imputo ai cattolici o al Vaticano tutto il male del mondo, a partire da questa legge che non è il prodotto del cattolicesimo ma del berlusconismo, un fenomeno complesso in cui c&#039;è dentro senz&#039;altro ma non solo una matrice cattolico-tradizionalista. Non credo che il governo del centrodestra faccia molte scelte contro l&#039;ammodernamento sociale per ingraziarsi la Chiesa cattolica: credo le faccia perché fanno parte della loro sottocultura ideologica e ipocrita che non è solo cattolica (cattolica di facciata peraltro, come ogni cattolicesimo tradizionalista). Mentre i cattolici in genere non prendono ordini dal Vaticano, specialmente quelli di centrosinistra, come dimostrano i fatti, che lei nega; operano semplicemente in base a quello che credono, e solo entri certi limiti si fanno influenzare dal Vaticano, se la loro posizione vi entra in conflitto. Infine, credo che quando le scelte dei cittadini del nostro paese convergono sulle posizioni del Vaticano, è perché c&#039;è una sottocultura diffusa, precedente al berlusconismo ma dal berlusconismo coltivata, di tipo egoistico e consumistico che porta all&#039;indifferenza e al disimpegno, se non a scelte immorali o illegali. La cultura laica latita o si esprime in forme propagandistiche che sono peggio di quelle cattoliche. E questo spiega, secondo me, per esempio, perché i referendum sulla fecondazione assistita hanno avuto una diserzione dalle urne dell&#039;80% che di certo si può imputare alla Chiesa solo in piccola parte.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Accolla,<br />
io non faccio parte di quella schiera, e non mi sento offeso.<br />
So bene che il magistero della Chiesa cattolica è contrario a tutta una serie di tentativi di ammodernamento sociale, come li chiama lei, e che questo influenza la legislazione italiana.<br />
Soltanto che a differenza di lei non faccio di tutta l&#8217;erba fascio, e quindi faccio dei distinguo tra i diversi comportamenti, sensibilità e scelte politiche dei cattolici, dato che questa è la realtà &#8211; che lei nega.</p>
<p>Non imputo ai cattolici o al Vaticano tutto il male del mondo, a partire da questa legge che non è il prodotto del cattolicesimo ma del berlusconismo, un fenomeno complesso in cui c&#8217;è dentro senz&#8217;altro ma non solo una matrice cattolico-tradizionalista. Non credo che il governo del centrodestra faccia molte scelte contro l&#8217;ammodernamento sociale per ingraziarsi la Chiesa cattolica: credo le faccia perché fanno parte della loro sottocultura ideologica e ipocrita che non è solo cattolica (cattolica di facciata peraltro, come ogni cattolicesimo tradizionalista). Mentre i cattolici in genere non prendono ordini dal Vaticano, specialmente quelli di centrosinistra, come dimostrano i fatti, che lei nega; operano semplicemente in base a quello che credono, e solo entri certi limiti si fanno influenzare dal Vaticano, se la loro posizione vi entra in conflitto. Infine, credo che quando le scelte dei cittadini del nostro paese convergono sulle posizioni del Vaticano, è perché c&#8217;è una sottocultura diffusa, precedente al berlusconismo ma dal berlusconismo coltivata, di tipo egoistico e consumistico che porta all&#8217;indifferenza e al disimpegno, se non a scelte immorali o illegali. La cultura laica latita o si esprime in forme propagandistiche che sono peggio di quelle cattoliche. E questo spiega, secondo me, per esempio, perché i referendum sulla fecondazione assistita hanno avuto una diserzione dalle urne dell&#8217;80% che di certo si può imputare alla Chiesa solo in piccola parte.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Dario Accolla		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/07/13/fine-vita-e-voto-cattolico/#comment-154074</link>

		<dc:creator><![CDATA[Dario Accolla]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Jul 2011 19:24:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[#Galbiati: ho solo individuato l&#039;origine del male: il voto cattolico. 

Questa legge è una cambiale che questo governo sta pagando al Vaticano per non perdere il favore di oltre Tevere. È un provvedimento di matrice cattolica (non per niente, appunto, nato anche dalla regia della Binetti): negarlo sarebbe un atto di miopia politica o di disonestà intellettuale. 

Poi comprendo che lei, facendo evidentemente parte di quella schiera, si senta offeso dalle mie parole e la cosa può anche dispiacermi: ma purtroppo è quello che penso.

Taccio sui DiCo. Solo una persona politicamente ignorante o in mala fede può credere ancora di abbindolare la comunità GLBT – di cui faccio parte e a pieno titolo – con quel disegno di legge che, se fosse passato, sarebbe stato una sciagura, visto che sanciva discriminazioni invece di equiparare diritti tra coppie sposate e coppie di fatto. E anche lì la matrice culturale di quel voto fu di tipo &quot;cattolico&quot;.

Siamo l&#039;unico paese, in buona sostanza, dove la cosiddetta sensibilità dei cattolici è un freno a qualsiasi tentativo di ammodernamento sociale: lo si è visto con i PaCS, con la fecondazione assistita e adesso con il fine vita. E per dire questo mi attengo ai fatti, con le dovute distinzioni.

Negarlo – e lei lo nega – significa dimostrare di vivere in un altro paese, in un&#039;altra dimensione mentale o nella più consapevole e opportunistica menzogna.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>#Galbiati: ho solo individuato l&#8217;origine del male: il voto cattolico. </p>
<p>Questa legge è una cambiale che questo governo sta pagando al Vaticano per non perdere il favore di oltre Tevere. È un provvedimento di matrice cattolica (non per niente, appunto, nato anche dalla regia della Binetti): negarlo sarebbe un atto di miopia politica o di disonestà intellettuale. </p>
<p>Poi comprendo che lei, facendo evidentemente parte di quella schiera, si senta offeso dalle mie parole e la cosa può anche dispiacermi: ma purtroppo è quello che penso.</p>
<p>Taccio sui DiCo. Solo una persona politicamente ignorante o in mala fede può credere ancora di abbindolare la comunità GLBT – di cui faccio parte e a pieno titolo – con quel disegno di legge che, se fosse passato, sarebbe stato una sciagura, visto che sanciva discriminazioni invece di equiparare diritti tra coppie sposate e coppie di fatto. E anche lì la matrice culturale di quel voto fu di tipo &#8220;cattolico&#8221;.</p>
<p>Siamo l&#8217;unico paese, in buona sostanza, dove la cosiddetta sensibilità dei cattolici è un freno a qualsiasi tentativo di ammodernamento sociale: lo si è visto con i PaCS, con la fecondazione assistita e adesso con il fine vita. E per dire questo mi attengo ai fatti, con le dovute distinzioni.</p>
<p>Negarlo – e lei lo nega – significa dimostrare di vivere in un altro paese, in un&#8217;altra dimensione mentale o nella più consapevole e opportunistica menzogna.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lorenzo galbiati		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/07/13/fine-vita-e-voto-cattolico/#comment-154071</link>

		<dc:creator><![CDATA[lorenzo galbiati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Jul 2011 16:39:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Accolla,
qui credo siamo tutti convinti che questa legge sia una disgrazia.
Ma lei non ha scritto un post per discutere del tema bioetico sotteso a questa legge, cui dedica poche righe: lo ha scritto per discutere del voto cattolico, come si evince fin dal titolo, per non dire del fatto che metà articolo cerca di spiegare i presupposti di questa legge mescolandoli alle abitudini di vita della Binetti.
Quindi, fare presente l&#039;impostazione anticattolica del suo articolo, e criticarne i dati essenziali che la sostengono, è tutt&#039;altro che indicare lo sporco del dito che indica la Luna.

Credo sia atto di serietà evitare di parlare di &quot;trovare il tempo&quot;, &quot;doppia morale&quot; per i parlamentari che hanno votato questa legge, evitare di dare del complice ai cattolici che non l&#039;hanno votata, ed evitare di fare considerazioni sullo stile di vita della Binetti.
Ma a quanto pare lei sui cattolici in genere, e su quelli di centrosinistra in particolare, ha un pregiudizio bell&#039;e buono, che ha esplicitato qui nei commenti:
&quot;buona parte del pd probabilmente ha votato contro perché i numeri in parlamento per far approvare siffatta legge c’erano. Sarebbe stato interessante vedere come si sarebbero comportati al posto dell’attuale maggioranza e, visto che i cattolici del centro-sinistra prendono ordini direttamente dal Vaticano, che ha voluto tale provvedimento, dubito che avrebbero operato in modo diverso.&quot;
E quindi alla fine i suoi ragionamenti sul voto cattolico non partono più dai fatti, che sono molto chiari: i cattolici del PD e dell&#039;IDV hanno votato contro questa legge, e solo un piccolo gruppo del PD si è astenuto. Lei interpreta questo fatto in modo da capovolgerlo nel suo contrario sulla base di un suo pregiudizio che è una pura illazione. Per intenderci: io non credo minimamente che i cattolici del PD e dell&#039;IDV avrebbero votato a favore di questa legge in mancanza dei numeri, così come contesto la sua idea, sempre all&#039;insegna di fare di tutta l&#039;erba un fascio, che i cattolici tutti del centrosinistra prendano ordini dal Vaticano. Mi pare piuttosto chiaro che non sia così, e lo è per tutti quelli che prendono i fatti per quel che sono, senza distorcerli, visto che nel recente passato quasi tutti i cattolici del PD erano pronti a votare una legge sui DICO, sulla quale addirittura una nota dei vescovi aveva chiesto il non-voto, così come molti cattolici del PD erano favorevoli ad andare a votare ai referendum sulla procreazione assistita, nonostante il Vaticano sia speso attivamente per il non-voto. 
Attenersi ai fatti, e fare le dovute distinzioni, mi pare il minimo, se si vuole discutere davvero sul voto cattolico. Se si vuole fare propaganda, invece, non è necessario.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Accolla,<br />
qui credo siamo tutti convinti che questa legge sia una disgrazia.<br />
Ma lei non ha scritto un post per discutere del tema bioetico sotteso a questa legge, cui dedica poche righe: lo ha scritto per discutere del voto cattolico, come si evince fin dal titolo, per non dire del fatto che metà articolo cerca di spiegare i presupposti di questa legge mescolandoli alle abitudini di vita della Binetti.<br />
Quindi, fare presente l&#8217;impostazione anticattolica del suo articolo, e criticarne i dati essenziali che la sostengono, è tutt&#8217;altro che indicare lo sporco del dito che indica la Luna.</p>
<p>Credo sia atto di serietà evitare di parlare di &#8220;trovare il tempo&#8221;, &#8220;doppia morale&#8221; per i parlamentari che hanno votato questa legge, evitare di dare del complice ai cattolici che non l&#8217;hanno votata, ed evitare di fare considerazioni sullo stile di vita della Binetti.<br />
Ma a quanto pare lei sui cattolici in genere, e su quelli di centrosinistra in particolare, ha un pregiudizio bell&#8217;e buono, che ha esplicitato qui nei commenti:<br />
&#8220;buona parte del pd probabilmente ha votato contro perché i numeri in parlamento per far approvare siffatta legge c’erano. Sarebbe stato interessante vedere come si sarebbero comportati al posto dell’attuale maggioranza e, visto che i cattolici del centro-sinistra prendono ordini direttamente dal Vaticano, che ha voluto tale provvedimento, dubito che avrebbero operato in modo diverso.&#8221;<br />
E quindi alla fine i suoi ragionamenti sul voto cattolico non partono più dai fatti, che sono molto chiari: i cattolici del PD e dell&#8217;IDV hanno votato contro questa legge, e solo un piccolo gruppo del PD si è astenuto. Lei interpreta questo fatto in modo da capovolgerlo nel suo contrario sulla base di un suo pregiudizio che è una pura illazione. Per intenderci: io non credo minimamente che i cattolici del PD e dell&#8217;IDV avrebbero votato a favore di questa legge in mancanza dei numeri, così come contesto la sua idea, sempre all&#8217;insegna di fare di tutta l&#8217;erba un fascio, che i cattolici tutti del centrosinistra prendano ordini dal Vaticano. Mi pare piuttosto chiaro che non sia così, e lo è per tutti quelli che prendono i fatti per quel che sono, senza distorcerli, visto che nel recente passato quasi tutti i cattolici del PD erano pronti a votare una legge sui DICO, sulla quale addirittura una nota dei vescovi aveva chiesto il non-voto, così come molti cattolici del PD erano favorevoli ad andare a votare ai referendum sulla procreazione assistita, nonostante il Vaticano sia speso attivamente per il non-voto.<br />
Attenersi ai fatti, e fare le dovute distinzioni, mi pare il minimo, se si vuole discutere davvero sul voto cattolico. Se si vuole fare propaganda, invece, non è necessario.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Dario Accolla		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/07/13/fine-vita-e-voto-cattolico/#comment-154045</link>

		<dc:creator><![CDATA[Dario Accolla]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Jul 2011 00:40:59 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=39549#comment-154045</guid>

					<description><![CDATA[#genseki: andiamo per ordine.

«Non credo davvero sia accettabile da parte di chi si vuol accreditare come tollerante, laico e rispettoso delle libertá di tutti usare l’agettivo “iraniani” come un insulto.»

Non è un insulto. È una constatazione metaforica. È l&#039;equivalente di &quot;dittatura sudamericana&quot;, o di &quot;regime sovietico&quot;, &quot;cileno&quot; o &quot;nordcoreano&quot;. Purtroppo oggi l&#039;Iran è un paese più conosciuto per la sua situazione politica che per la sua cultura. Non ho mai detto che un iraniano, per questo, debba essere discriminato. Nulla ho, per altro contro quella cultura. Qualcosa mi atterrisce, invece, del regime di quel paese. E quel regime lo chiamano, ovunque, iraniano.

Per il resto: lei si dice offeso se all&#039;estero usano termini come &quot;all&#039;italiana&quot; o &quot;italiano&quot; in senso spregiativo. A me non fa di certo piacere, ma non investe la mia sensibilità a tal punto da considerarli comprensivi di un&#039;intera cultura, di una storia, di un sentire. Sono termini legati a un presente che non è bello. Scomodare il rinascimento, Giuseppe Verdi o Dante sicuramente ci rende più onore, ma non ci riporta a un presente che ha come protagonisti i Berlusconi e i Lele Mora.

Di nuovo, mi sembra che di fronte a un&#039;urgenza reale – saremo costretti a prolungare le nostre agonie se non fosse chiaro – ci si attacca alle sfumature, senza entrare nel cuore del problema reale. Se dovessi usare il suo metodo argomentativo, dovrei definire questo atteggiamento come &quot;minzoliniano&quot;. 

Mi limito a pensare, invece, che dà fastidio attaccare i responsabili di questo scempio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>#genseki: andiamo per ordine.</p>
<p>«Non credo davvero sia accettabile da parte di chi si vuol accreditare come tollerante, laico e rispettoso delle libertá di tutti usare l’agettivo “iraniani” come un insulto.»</p>
<p>Non è un insulto. È una constatazione metaforica. È l&#8217;equivalente di &#8220;dittatura sudamericana&#8221;, o di &#8220;regime sovietico&#8221;, &#8220;cileno&#8221; o &#8220;nordcoreano&#8221;. Purtroppo oggi l&#8217;Iran è un paese più conosciuto per la sua situazione politica che per la sua cultura. Non ho mai detto che un iraniano, per questo, debba essere discriminato. Nulla ho, per altro contro quella cultura. Qualcosa mi atterrisce, invece, del regime di quel paese. E quel regime lo chiamano, ovunque, iraniano.</p>
<p>Per il resto: lei si dice offeso se all&#8217;estero usano termini come &#8220;all&#8217;italiana&#8221; o &#8220;italiano&#8221; in senso spregiativo. A me non fa di certo piacere, ma non investe la mia sensibilità a tal punto da considerarli comprensivi di un&#8217;intera cultura, di una storia, di un sentire. Sono termini legati a un presente che non è bello. Scomodare il rinascimento, Giuseppe Verdi o Dante sicuramente ci rende più onore, ma non ci riporta a un presente che ha come protagonisti i Berlusconi e i Lele Mora.</p>
<p>Di nuovo, mi sembra che di fronte a un&#8217;urgenza reale – saremo costretti a prolungare le nostre agonie se non fosse chiaro – ci si attacca alle sfumature, senza entrare nel cuore del problema reale. Se dovessi usare il suo metodo argomentativo, dovrei definire questo atteggiamento come &#8220;minzoliniano&#8221;. </p>
<p>Mi limito a pensare, invece, che dà fastidio attaccare i responsabili di questo scempio.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Dario Accolla		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/07/13/fine-vita-e-voto-cattolico/#comment-154044</link>

		<dc:creator><![CDATA[Dario Accolla]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Jul 2011 00:18:39 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=39549#comment-154044</guid>

					<description><![CDATA[#Lorenzo Galbiati: proverò a rispondere alle sue domande.

«se in tempo di crisi economica il Parlamento legifera anche su questioni che esulano dall’economia significa che i parlamentari hanno perso del tempo e, soprattutto, hanno una “doppia morale”?»

Ovviamente no, ma il mio discorso non è questo. Facciamo un passo indietro: questione omosessuale, 2007. La destra e buona parte dei cattolici di sinistra recitavano il mantra che di fronte ai problemi economici non c&#039;era tempo per questioni &quot;etiche&quot; come quella dei DiCo. Adesso, che la crisi è esplosa in tutta la sua virulenza, quegli stessi che parlavano di urgenze economiche prioritarie fanno una legge su temi etici, per di più per impedire alle persone di decidere della loro vita. La doppia morale sta proprio in questo atteggiamento contraddittorio. 

«Sta parlando del mondo occidentale, bene, ma che vuol dire che sta per essere ridotto in cenere?»

Alludo alla crisi del capitalismo che rischia di distruggere intere economie e, con esse, la vita di milioni di persone.

«I cattolici del PD mi risulta abbiano votato contro la legge, tranne un gruppetto che si è astenuto. Come può reputarli complici?»

Non ho litigato io con Fioroni (lo ha fatto Ignazio Marino) che insisteva sul concetto di indisponibilità della vita, in linea con il disegno di legge appena approvato. E buona parte del pd probabilmente ha votato contro perché i numeri in parlamento per far approvare siffatta legge c&#039;erano. Sarebbe stato interessante vedere come si sarebbero comportati al posto dell&#039;attuale maggioranza e, visto che i cattolici del centro-sinistra prendono ordini direttamente dal Vaticano, che ha voluto tale provvedimento, dubito che avrebbero operato in modo diverso.

«Pare poi che tutta la colpa di questa legge ricada sulla Binetti, ma l’ha votata la maggioranza dei parlamentari, tra cui ci sono vari atei. Come fa poi a dire che la Binetti “…per dare un senso alla propria esistenza si infligge punizioni corporali”. Crede davvero che si infligga delle punizioni corporali per dare un senso alla sua esistenza?»

Non ho mai detto che la colpa è tutta della Binetti, ma è evidente, secondo quanto si legge su Repubblica, che ne è stata una delle ispiratrici. 

Per altro penso che tutti i parlamentari che hanno votato la legge siano ugualmente colpevoli di un trattamento sanitario che è ai limiti della tortura psico-fisica.

Ancora sulla Binetti: non sono io che metto il cilicio. Ed è stata lei stessa a dichiarare che lo indossa per irrobustire la sua fede, da cui dipende il suo essere medico, deputata, persona umana. Mi limito a constatare delle dichiarazioni fatte dalla stessa.

«Si può sapere che c’entra l’Iran con questa storia?»

Uso una metafora. Parlo di cattolici &quot;iraniani&quot;, nel senso che i nostri parlamentari confessionali hanno in mente una concezione di società in cui i dettami religiosi coincidano col diritto e in cui il peccato coincida, di conseguenza, con il reato. Ciò succede, appunto, in Iran.

«Questo articolo mi sembra un’altra occasione persa per parlare in modo serio e approfondito (e non propagandistico anticattolico) di un tema di bioetica di grande importanza.»

Può essere, non ho la presunzione di possedere la verità – atteggiamento tipico, invece, di chi opera in nome di una fede – ma vero è pure che nel suo commento leggo solo obiezioni formali e di &quot;politically correct&quot; sulle mie affermazioni, ma nessuna critica a una legge che è ingiusta, iniqua e crudele nei confronti delle persone che andrà a colpire.

In altre parole: io puntavo la luna, forse mirando a una stella più piccola, forse no. Lei mi ha parlato della presunta sporcizia dell&#039;unghia del mio dito.

Questo è serio?

E ancora: una critica all&#039;ideologia ispiratrice di questa legge, che è quella di una politica confessionale (e in Italia questa politica è portata avanti dai cattolici), è aprioristicamente poco seria?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>#Lorenzo Galbiati: proverò a rispondere alle sue domande.</p>
<p>«se in tempo di crisi economica il Parlamento legifera anche su questioni che esulano dall’economia significa che i parlamentari hanno perso del tempo e, soprattutto, hanno una “doppia morale”?»</p>
<p>Ovviamente no, ma il mio discorso non è questo. Facciamo un passo indietro: questione omosessuale, 2007. La destra e buona parte dei cattolici di sinistra recitavano il mantra che di fronte ai problemi economici non c&#8217;era tempo per questioni &#8220;etiche&#8221; come quella dei DiCo. Adesso, che la crisi è esplosa in tutta la sua virulenza, quegli stessi che parlavano di urgenze economiche prioritarie fanno una legge su temi etici, per di più per impedire alle persone di decidere della loro vita. La doppia morale sta proprio in questo atteggiamento contraddittorio. </p>
<p>«Sta parlando del mondo occidentale, bene, ma che vuol dire che sta per essere ridotto in cenere?»</p>
<p>Alludo alla crisi del capitalismo che rischia di distruggere intere economie e, con esse, la vita di milioni di persone.</p>
<p>«I cattolici del PD mi risulta abbiano votato contro la legge, tranne un gruppetto che si è astenuto. Come può reputarli complici?»</p>
<p>Non ho litigato io con Fioroni (lo ha fatto Ignazio Marino) che insisteva sul concetto di indisponibilità della vita, in linea con il disegno di legge appena approvato. E buona parte del pd probabilmente ha votato contro perché i numeri in parlamento per far approvare siffatta legge c&#8217;erano. Sarebbe stato interessante vedere come si sarebbero comportati al posto dell&#8217;attuale maggioranza e, visto che i cattolici del centro-sinistra prendono ordini direttamente dal Vaticano, che ha voluto tale provvedimento, dubito che avrebbero operato in modo diverso.</p>
<p>«Pare poi che tutta la colpa di questa legge ricada sulla Binetti, ma l’ha votata la maggioranza dei parlamentari, tra cui ci sono vari atei. Come fa poi a dire che la Binetti “…per dare un senso alla propria esistenza si infligge punizioni corporali”. Crede davvero che si infligga delle punizioni corporali per dare un senso alla sua esistenza?»</p>
<p>Non ho mai detto che la colpa è tutta della Binetti, ma è evidente, secondo quanto si legge su Repubblica, che ne è stata una delle ispiratrici. </p>
<p>Per altro penso che tutti i parlamentari che hanno votato la legge siano ugualmente colpevoli di un trattamento sanitario che è ai limiti della tortura psico-fisica.</p>
<p>Ancora sulla Binetti: non sono io che metto il cilicio. Ed è stata lei stessa a dichiarare che lo indossa per irrobustire la sua fede, da cui dipende il suo essere medico, deputata, persona umana. Mi limito a constatare delle dichiarazioni fatte dalla stessa.</p>
<p>«Si può sapere che c’entra l’Iran con questa storia?»</p>
<p>Uso una metafora. Parlo di cattolici &#8220;iraniani&#8221;, nel senso che i nostri parlamentari confessionali hanno in mente una concezione di società in cui i dettami religiosi coincidano col diritto e in cui il peccato coincida, di conseguenza, con il reato. Ciò succede, appunto, in Iran.</p>
<p>«Questo articolo mi sembra un’altra occasione persa per parlare in modo serio e approfondito (e non propagandistico anticattolico) di un tema di bioetica di grande importanza.»</p>
<p>Può essere, non ho la presunzione di possedere la verità – atteggiamento tipico, invece, di chi opera in nome di una fede – ma vero è pure che nel suo commento leggo solo obiezioni formali e di &#8220;politically correct&#8221; sulle mie affermazioni, ma nessuna critica a una legge che è ingiusta, iniqua e crudele nei confronti delle persone che andrà a colpire.</p>
<p>In altre parole: io puntavo la luna, forse mirando a una stella più piccola, forse no. Lei mi ha parlato della presunta sporcizia dell&#8217;unghia del mio dito.</p>
<p>Questo è serio?</p>
<p>E ancora: una critica all&#8217;ideologia ispiratrice di questa legge, che è quella di una politica confessionale (e in Italia questa politica è portata avanti dai cattolici), è aprioristicamente poco seria?</p>
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		<title>
		Di: Dario Accolla		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/07/13/fine-vita-e-voto-cattolico/#comment-154042</link>

		<dc:creator><![CDATA[Dario Accolla]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jul 2011 20:38:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=39549#comment-154042</guid>

					<description><![CDATA[#Dinamo Seligneri: «Questo post mi sembra tanto un tantino fuori fuoco. Devole devole esposizione di una corrente di pensiero che spesso reputo mia ma che rimane UNA strada.»

Mi permetto di dissentire. La laicità delle istituzioni non è una strada come un&#039;altra. E il confessionalismo non è un&#039;alternativa valida o auspicabile. La laicità permette a chi è confessionale, religioso, devoto, ecc., di essere tale. E permette a chi non si reputa aderente a una fede di vivere secondo la propria coscienza. Le società confessionali non permettono altra via se non quella dell&#039;integralismo religioso.

«Non vedo che ci sia di malo che i cattolici vogliano mantenere la vita come sono stati portati a pensarla in questi secoli.» 

Questa frase contiene un errore storico: i cattolici non hanno avuto il mantenimento della vita come bandiera ideologica nei secoli. Crociate, inquisizione, avallo delle dittature... la tutela della vita, dietro queste scelte, non c&#039;entra nulla. Semmai è sponsorizzazione della prevaricazione e della morte. Di milioni di innocenti, aggiungo.

Per altro: io nulla ho contro il cattolico che decide di vivere attaccato a un respiratore. Semmai il problema sorge quando il cattolico decide che io, non ateo ma non credente, debba vivere il mio fine vita secondo la sua percezione dell&#039;esistenza.

«La brutta faccia di noi atei è che pensiamo di essere i migliori del meglio, anche se spessissimo a parlare è solo rancore per un’educazione religiosa imposta (e rigettata con sforzo) e l’arroganza del nuovo materialismo scientifico.»

Mi permetta una leggerezza: la mia faccia non è affatto brutta. E ripeto: non sono un ateo. Penso, tuttavia, che la laicità – e non l&#039;ateismo – sia una condizione superiore rispetto a qualsiasi altra per il semplice motivo che permette di scegliere tra fede nella ragione e fede in un dio. Il confessionalismo non può ammettere nulla che vada oltre l&#039;adesione al mito. Ed io preferisco scegliere, foss&#039;anche di credere alle favole che più mi piacciono. Ma devono piacere a me, possibilmente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>#Dinamo Seligneri: «Questo post mi sembra tanto un tantino fuori fuoco. Devole devole esposizione di una corrente di pensiero che spesso reputo mia ma che rimane UNA strada.»</p>
<p>Mi permetto di dissentire. La laicità delle istituzioni non è una strada come un&#8217;altra. E il confessionalismo non è un&#8217;alternativa valida o auspicabile. La laicità permette a chi è confessionale, religioso, devoto, ecc., di essere tale. E permette a chi non si reputa aderente a una fede di vivere secondo la propria coscienza. Le società confessionali non permettono altra via se non quella dell&#8217;integralismo religioso.</p>
<p>«Non vedo che ci sia di malo che i cattolici vogliano mantenere la vita come sono stati portati a pensarla in questi secoli.» </p>
<p>Questa frase contiene un errore storico: i cattolici non hanno avuto il mantenimento della vita come bandiera ideologica nei secoli. Crociate, inquisizione, avallo delle dittature&#8230; la tutela della vita, dietro queste scelte, non c&#8217;entra nulla. Semmai è sponsorizzazione della prevaricazione e della morte. Di milioni di innocenti, aggiungo.</p>
<p>Per altro: io nulla ho contro il cattolico che decide di vivere attaccato a un respiratore. Semmai il problema sorge quando il cattolico decide che io, non ateo ma non credente, debba vivere il mio fine vita secondo la sua percezione dell&#8217;esistenza.</p>
<p>«La brutta faccia di noi atei è che pensiamo di essere i migliori del meglio, anche se spessissimo a parlare è solo rancore per un’educazione religiosa imposta (e rigettata con sforzo) e l’arroganza del nuovo materialismo scientifico.»</p>
<p>Mi permetta una leggerezza: la mia faccia non è affatto brutta. E ripeto: non sono un ateo. Penso, tuttavia, che la laicità – e non l&#8217;ateismo – sia una condizione superiore rispetto a qualsiasi altra per il semplice motivo che permette di scegliere tra fede nella ragione e fede in un dio. Il confessionalismo non può ammettere nulla che vada oltre l&#8217;adesione al mito. Ed io preferisco scegliere, foss&#8217;anche di credere alle favole che più mi piacciono. Ma devono piacere a me, possibilmente.</p>
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