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		Di: Carlo Capone		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo Capone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Aug 2011 12:06:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E&#039; il capitalismo renano, bellezza.
Anche se a berlino c&#039;è un tasso di disoccupazione del 16% (fonte certa)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; il capitalismo renano, bellezza.<br />
Anche se a berlino c&#8217;è un tasso di disoccupazione del 16% (fonte certa)</p>
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		Di: helena		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[helena]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Aug 2011 16:03:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono appena tornata dalla Germania. E sono inciampata, ancora una volta, in un particolare. Nessun ipermercato aperto sulle strade per raggiungere l&#039;aeroporto. Domenica i negozi sono chiusi, salvo alla stazione, all&#039;aeroporto o quelli delle pompe di benzina. Eppure loro hanno non solo la tripla a, ma anche la crescita, l&#039;offerta di lavoro. Non è solo per questo, ma il fatto che il paese con il welfare e gli ammortizzatori sociali più intatti, la tassazione più equa ecc. stia meglio, forse dovrebbe dire qualcosa a tutti quelli che non vedono altra uscita dalla crisi se non tagliare, tagliare, tagliare...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono appena tornata dalla Germania. E sono inciampata, ancora una volta, in un particolare. Nessun ipermercato aperto sulle strade per raggiungere l&#8217;aeroporto. Domenica i negozi sono chiusi, salvo alla stazione, all&#8217;aeroporto o quelli delle pompe di benzina. Eppure loro hanno non solo la tripla a, ma anche la crescita, l&#8217;offerta di lavoro. Non è solo per questo, ma il fatto che il paese con il welfare e gli ammortizzatori sociali più intatti, la tassazione più equa ecc. stia meglio, forse dovrebbe dire qualcosa a tutti quelli che non vedono altra uscita dalla crisi se non tagliare, tagliare, tagliare&#8230;</p>
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		Di: Carlo Capone		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo Capone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Aug 2011 12:53:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Chiedo scusa per  i refusi, ho scritto velocemente per fissare i primi concetti e non  appesantire. In realtà ci sarebbe ancora tanto da scrivere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chiedo scusa per  i refusi, ho scritto velocemente per fissare i primi concetti e non  appesantire. In realtà ci sarebbe ancora tanto da scrivere.</p>
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		<title>
		Di: Carlo Capone		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo Capone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Aug 2011 12:48:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#039;attacco ha avuto inizio a marzo 2010, quando 1 euro valeva 1,5 dollari, è proseguito mimetizzandosi con la crisi libica e del terremoto in Giappone, ha poi addentato il ventre molle dello scacchiere europeo, Grecia e Portogallo, (tipico scopo diversivo per nascondere l&#039;obbiettivo primario, ma chi di voevre cominciava a intuire) e in agosto ha sfiorato l&#039;Italia, che non può andare in default  in virtù della sua solidità finanziaria ( strano ma è così),  il cui timone è  in mano a gente ricattabile e di impervia presentabilità. A questo punto il direttorio franco tedesco ha deciso di intervenire su una Roma annichilita (sia perchè indirettamente minacciato, il direttorio, sia perchè il salvataggio per pararsi il  culo di un paese che rappresenta il 16% del pil europeo è inattuabile) di fatto commissariandone il governo. Questi gli antefatti, che visti nell&#039;ottica giusti parlano di un obbiettivo che ha per nome il capitalismo renano con una forza d&#039;urto di 100 bilioni di dollari. Ma qual è questo obbiettivo?  semplice, il capitalismo renano e il suo prodotto più  vistoso: l&#039;euro (o il vecchio marco, fa lo stesso). Dico marco perchè la moneta unica fu l&#039;estremo tentativo francese di ingabbiare il vitalismo  tedesco degli inizi 90. Una sorta di camicia di forza per la Germania di Khol fresca tributaria verso i partner occidentali, Francia  in primis ma anche Andreottilandia, della sua riunificazione. Khol fu costretto a far buon viso, ponendo però come pregiudiziale il travaso dei principi renani nella nuova formazione. Vale a dire: moneta forte, bassa inflazione ( i tedeschi il ricordo del biglietto del tram a 1 milione di marchi ce l&#039;hanno nel dna) e conti pubblici a posto. Ora una moneta forte può apparire come antitetico a un progetto di sviluppo basato sull&#039;interscambio con l&#039;estero, ma non è così. Moneta forte significa anche e soprattutto captazione di capitali con i quali finanziare, ad esempio, il risanamento dei lander orientali. Durante il decennio passato questa politica  ha costretto un&#039;america impegnata in due guerre e indebolita da politiche economiche ultraliberiste a stampare moneta e a produrre debito. Situazione dichiarata insostenibile e in contrasto con l&#039;etica dei diritti sociali dell&#039;amministrazione Obama. Ora la grande speculazione internazionale, che poi è sempre di matrice americana, non guarda certo alle istanze dei deboli ed è sostanzialmente apolitica e metamorale. Ed e&#039;  pura coincidenza di propositi opposti che dal 2010 viene a coincidere con i flebili sforzi dell&#039;amministrazione democratica. Per dirla tutta,  portare il dollaro alla parità con l&#039;euro è considerato da tre o quattro possessori di hedge fund un affare da 40 biloni di dollari, ed è in vista di tael guadagnato  che nel corso di una cena con pollo al limone a Manhattan sono stati messi in gioco quei 100. Che poi un dollaro tornato forte e di nuovo appetibile  sia di enorme sollievo per la finanza federale ( e quindi per i programmi di riequilibrio sociale) è, come detto, una pura coincidenza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;attacco ha avuto inizio a marzo 2010, quando 1 euro valeva 1,5 dollari, è proseguito mimetizzandosi con la crisi libica e del terremoto in Giappone, ha poi addentato il ventre molle dello scacchiere europeo, Grecia e Portogallo, (tipico scopo diversivo per nascondere l&#8217;obbiettivo primario, ma chi di voevre cominciava a intuire) e in agosto ha sfiorato l&#8217;Italia, che non può andare in default  in virtù della sua solidità finanziaria ( strano ma è così),  il cui timone è  in mano a gente ricattabile e di impervia presentabilità. A questo punto il direttorio franco tedesco ha deciso di intervenire su una Roma annichilita (sia perchè indirettamente minacciato, il direttorio, sia perchè il salvataggio per pararsi il  culo di un paese che rappresenta il 16% del pil europeo è inattuabile) di fatto commissariandone il governo. Questi gli antefatti, che visti nell&#8217;ottica giusti parlano di un obbiettivo che ha per nome il capitalismo renano con una forza d&#8217;urto di 100 bilioni di dollari. Ma qual è questo obbiettivo?  semplice, il capitalismo renano e il suo prodotto più  vistoso: l&#8217;euro (o il vecchio marco, fa lo stesso). Dico marco perchè la moneta unica fu l&#8217;estremo tentativo francese di ingabbiare il vitalismo  tedesco degli inizi 90. Una sorta di camicia di forza per la Germania di Khol fresca tributaria verso i partner occidentali, Francia  in primis ma anche Andreottilandia, della sua riunificazione. Khol fu costretto a far buon viso, ponendo però come pregiudiziale il travaso dei principi renani nella nuova formazione. Vale a dire: moneta forte, bassa inflazione ( i tedeschi il ricordo del biglietto del tram a 1 milione di marchi ce l&#8217;hanno nel dna) e conti pubblici a posto. Ora una moneta forte può apparire come antitetico a un progetto di sviluppo basato sull&#8217;interscambio con l&#8217;estero, ma non è così. Moneta forte significa anche e soprattutto captazione di capitali con i quali finanziare, ad esempio, il risanamento dei lander orientali. Durante il decennio passato questa politica  ha costretto un&#8217;america impegnata in due guerre e indebolita da politiche economiche ultraliberiste a stampare moneta e a produrre debito. Situazione dichiarata insostenibile e in contrasto con l&#8217;etica dei diritti sociali dell&#8217;amministrazione Obama. Ora la grande speculazione internazionale, che poi è sempre di matrice americana, non guarda certo alle istanze dei deboli ed è sostanzialmente apolitica e metamorale. Ed e&#8217;  pura coincidenza di propositi opposti che dal 2010 viene a coincidere con i flebili sforzi dell&#8217;amministrazione democratica. Per dirla tutta,  portare il dollaro alla parità con l&#8217;euro è considerato da tre o quattro possessori di hedge fund un affare da 40 biloni di dollari, ed è in vista di tael guadagnato  che nel corso di una cena con pollo al limone a Manhattan sono stati messi in gioco quei 100. Che poi un dollaro tornato forte e di nuovo appetibile  sia di enorme sollievo per la finanza federale ( e quindi per i programmi di riequilibrio sociale) è, come detto, una pura coincidenza.</p>
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		<title>
		Di: Vincenzo Cucinotta		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/08/02/default/#comment-154573</link>

		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Cucinotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Aug 2011 16:01:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Naturalmente, non si tratta di milioni, ma di trilioni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Naturalmente, non si tratta di milioni, ma di trilioni.</p>
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		<title>
		Di: Vincenzo Cucinotta		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/08/02/default/#comment-154572</link>

		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Cucinotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Aug 2011 15:59:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[MI trovo costretto a riintervenire perchè un commentatore ha riportato articoli tipo quello di Bisin su &quot;La stampa&quot; che mi paiono del tutto fuorvianti. 
Il ragionamento di Bisin si svolge secondo la seguente logica. 
E&#039; vero, gli USA rischiano il default perchè non ci si è messi d&#039;accordo, per motivi eminentemente elettorali, tra repubblicani e democratici. Visto che si tratta di schermaglie politiche, non si potrebbe trattare di un vero default. 
A dimostrazione di ciò, egli cita i bassi tassi sul debito USA rispetto a quelli sul debito greco. 
A parte il fatto che i tassi dipendono anche da scelte di politiche monetarie (se la Federal Reserve per asurdo domani portasse il tasso di sconto al 7%, i tassi sui titoli si adeguerebbero a questo livello) il punto essenziale è di tipo ideologico: per Bisin, il mercato e quindi anche i tassi e i valori azionari sono la realtà più vera, l&#039;economia reale è solo una quisquilia, una pinzallacchera, direbbe Totò. 
Forse sarebbe utile ricordare che i termini dell&#039;accordo che è stato trovato tra Parlamento e Casa Bianca, al contrario di quanto crede Bisin, sono le cose più importanti. Stabiliscono innazitutto che si taglia, determinando un drastico ridimensionamento dello stato sociale, non intaccano minimamente le grandio ricchezze, ancora sottratte a una tassazione adeguata, e infine fissano il limite di indebitamento. 
Questa è la vera economia, i tassi sui titoli USA sono il risultato non di un calcolo finanziario, ma essenzialmente politico. Come solvenza, gli USA stanno a zero, nessuna prospettiva che il debito possa essere colmato, ma piuttosto andrà ad incrementarsi. Però, l&#039;unica superpotenza residua non può fallire, per gli enormi interessi coinvolti scoppierebbe un nuovo conflitto mondiale. Il risultato è che in questa economia globale abbiamo un problema irresolvibile e i soldi che gli speculatori non possono esigere dagli USA li chiedono al resto del mondo, ed in questo momento in primis ai paesi dell&#039;area dell&#039;euro. 
Il vero problema è il colossale debito USA, che in realtà ha molto a che fare con la bolla speculativa recentemente scoppiata, e più la crisi finanziaria danneggia l&#039;economia, più essa si aggrava, e nessuno, credetemi, sa come uscirne. 
Per queste ragioni, io continuo a sostenere che bisogna uscire da questo circo senza speranza in cui faremo necessariamwente la parte delle vittime, uscire dall&#039;euro, imporre una politica protezionistica, e costruire una economia compatibile con l&#039;ambiente. Si può fare, anche l&#039;Italia da sola ce la farebbe, ma certo sarebbe più facile se coionvolgesse più paesi. Restare soggetti ai capricci del mercato non si può. 
Su8 questo, l&#039;analisi di Sechi è corretta, con 610 milioni di dollari di titoli in giro, contro un PIL di 61, non se ne può uscire4 se non uscendo dal mercato. Le varie ricette di Bersani o di Draghi non portano da nessuna parte, la fine sarà inevitabilmente l&#039;uscita dall&#039;euro dopo avere pagato un prezzo così alto da affossare un&#039;intera generazione, ci vogliono scelte ben più drastiche. 
Naturlamente, sono certo che questi pusillanimi di politicanti non faranno nulla di tutto questo, e ci porteranno salla rovina dopo una lunga agonia.
sU QUESTO, L&#039;ANALISI DI bERLUSCONI, COME QUELLA DEL DIRETTORE DEL tEMPO è CORRETTA]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>MI trovo costretto a riintervenire perchè un commentatore ha riportato articoli tipo quello di Bisin su &#8220;La stampa&#8221; che mi paiono del tutto fuorvianti.<br />
Il ragionamento di Bisin si svolge secondo la seguente logica.<br />
E&#8217; vero, gli USA rischiano il default perchè non ci si è messi d&#8217;accordo, per motivi eminentemente elettorali, tra repubblicani e democratici. Visto che si tratta di schermaglie politiche, non si potrebbe trattare di un vero default.<br />
A dimostrazione di ciò, egli cita i bassi tassi sul debito USA rispetto a quelli sul debito greco.<br />
A parte il fatto che i tassi dipendono anche da scelte di politiche monetarie (se la Federal Reserve per asurdo domani portasse il tasso di sconto al 7%, i tassi sui titoli si adeguerebbero a questo livello) il punto essenziale è di tipo ideologico: per Bisin, il mercato e quindi anche i tassi e i valori azionari sono la realtà più vera, l&#8217;economia reale è solo una quisquilia, una pinzallacchera, direbbe Totò.<br />
Forse sarebbe utile ricordare che i termini dell&#8217;accordo che è stato trovato tra Parlamento e Casa Bianca, al contrario di quanto crede Bisin, sono le cose più importanti. Stabiliscono innazitutto che si taglia, determinando un drastico ridimensionamento dello stato sociale, non intaccano minimamente le grandio ricchezze, ancora sottratte a una tassazione adeguata, e infine fissano il limite di indebitamento.<br />
Questa è la vera economia, i tassi sui titoli USA sono il risultato non di un calcolo finanziario, ma essenzialmente politico. Come solvenza, gli USA stanno a zero, nessuna prospettiva che il debito possa essere colmato, ma piuttosto andrà ad incrementarsi. Però, l&#8217;unica superpotenza residua non può fallire, per gli enormi interessi coinvolti scoppierebbe un nuovo conflitto mondiale. Il risultato è che in questa economia globale abbiamo un problema irresolvibile e i soldi che gli speculatori non possono esigere dagli USA li chiedono al resto del mondo, ed in questo momento in primis ai paesi dell&#8217;area dell&#8217;euro.<br />
Il vero problema è il colossale debito USA, che in realtà ha molto a che fare con la bolla speculativa recentemente scoppiata, e più la crisi finanziaria danneggia l&#8217;economia, più essa si aggrava, e nessuno, credetemi, sa come uscirne.<br />
Per queste ragioni, io continuo a sostenere che bisogna uscire da questo circo senza speranza in cui faremo necessariamwente la parte delle vittime, uscire dall&#8217;euro, imporre una politica protezionistica, e costruire una economia compatibile con l&#8217;ambiente. Si può fare, anche l&#8217;Italia da sola ce la farebbe, ma certo sarebbe più facile se coionvolgesse più paesi. Restare soggetti ai capricci del mercato non si può.<br />
Su8 questo, l&#8217;analisi di Sechi è corretta, con 610 milioni di dollari di titoli in giro, contro un PIL di 61, non se ne può uscire4 se non uscendo dal mercato. Le varie ricette di Bersani o di Draghi non portano da nessuna parte, la fine sarà inevitabilmente l&#8217;uscita dall&#8217;euro dopo avere pagato un prezzo così alto da affossare un&#8217;intera generazione, ci vogliono scelte ben più drastiche.<br />
Naturlamente, sono certo che questi pusillanimi di politicanti non faranno nulla di tutto questo, e ci porteranno salla rovina dopo una lunga agonia.<br />
sU QUESTO, L&#8217;ANALISI DI bERLUSCONI, COME QUELLA DEL DIRETTORE DEL tEMPO è CORRETTA</p>
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		<title>
		Di: Ares		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ares]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Aug 2011 15:21:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ehehehehehhe]]></description>
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		<title>
		Di: helena		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[helena]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Aug 2011 14:51:12 +0000</pubDate>
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		<title>
		Di: Andrea Raos		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Raos]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Aug 2011 14:40:10 +0000</pubDate>
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		<title>
		Di: diamonds		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[diamonds]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Aug 2011 08:44:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[dei personaggi ritratti nel quadro politico che ci sovvrasta(natura morta sotto cieli minacciosi)ciò che continua a turbare è l&#039;assenza di spessore.Tra un&#039;opposizione che fa gagliardamente il suo mestiere solo a telecamere rigorosamente accese,o similari,e una maggioranza che ha fatto dell&#039;analfabetismo emotivo uno style life capace solo di compiere analisi talmente superficiali da far impallidire quelle di Magdi allam sull&#039;islam,non c&#039;è che da sentirsi orfani cresciuti in numerifici con l&#039;unico cesso nel cortile perpetuamente ostruito e sperare che qualcuno un giorno riesca a ricostruire confidando nella virtù degli spiriti delle rovine

http://mike.komanda.net/mp3/08%20-%20The%20Who%20-%20Baba%20O%20Reilly.mp3]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>dei personaggi ritratti nel quadro politico che ci sovvrasta(natura morta sotto cieli minacciosi)ciò che continua a turbare è l&#8217;assenza di spessore.Tra un&#8217;opposizione che fa gagliardamente il suo mestiere solo a telecamere rigorosamente accese,o similari,e una maggioranza che ha fatto dell&#8217;analfabetismo emotivo uno style life capace solo di compiere analisi talmente superficiali da far impallidire quelle di Magdi allam sull&#8217;islam,non c&#8217;è che da sentirsi orfani cresciuti in numerifici con l&#8217;unico cesso nel cortile perpetuamente ostruito e sperare che qualcuno un giorno riesca a ricostruire confidando nella virtù degli spiriti delle rovine</p>
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